Infiltrazione camorra Casalese nella ricostruzione aquilana, 6 arresti

Alessandro Biancardi

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ROMA. La camorra tentava di infiltrarsi negli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila.





ROMA. La camorra tentava di infiltrarsi negli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila.


E' uno degli elementi centrali emerso nell'operazione della Guardia di Finanza contro i Casalesi, che ha portato all'arresto di 6 persone.
L'operazione 'Untouchable', infatti, ha consentito di monitorare "in diretta" le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione della città di L'Aquila, a seguito del devastante sisma del 6 aprile 2009.
Infatti sono stati intercettati i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l'invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite a L'Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.
Nell'ambito dell'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono inoltre state sequestrate 21 società, 118 immobili ed altri beni e valori ad essi riferibili, per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro.
Gli arrestati, secondo le risultanze delle indagini condotte dai finanzieri del Gico del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, sono ritenuti 'espressioni economiche' del clan dei Casalesi, operanti nel Casertano, ma con propaggini anche in altre Regioni d'Italia e in particolare nel Lazio, in Abruzzo e in Toscana.

22/07/10 8.40

RAPPORTI SEMPRE PIU' STRETTI

Dopo il terremoto dell'Aquila i rapporti già solidi tra imprenditori vicini al clan dei Casalesi e abruzzesi si erano ulteriormente rafforzati.
E' quanto è emerso dalle indagini che hanno portato al blitz della Guardia di Finanza.
In particolare, per ottenere appalti per la ricostruzione, era stata spostata da Frignano (Caserta) all'Aquila la sede di una società che fa capo a Michele Gallo, arrestatoe considerato organico al gruppo capeggiato da Francesco Bidognetti.
I pm Giovanni Conzo, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, avevano anche chiesto l'arresto dell'ex presidente dell' Unione cooperative dell'Aquila, Cerasoli, ma il gip ha respinto la richiesta.
Cerasoli l'anno scorso, a seguito del provvedimento di commissariamento dell'Unione provinciale assunto da Confcooperative Nazionale, è stato allontanato da tutti gli incarichi.

«Pur non essendo stabilmente inserito nella predetta compagine associativa, operava sistematicamente con gli associati (...)», scrive il gip Grimaldi. «Cerasoli, nella sua qualità di soggetto ben inserito nel tessuto economico aquilano poneva in essere atti idonei finalizzati a favorire i soggetti giuridici riconducibili all'associazione prodromici per la successiva aggiudicazione di appalti e/o subappalti per addivenire alla ricostruzione delle aree fortemente danneggiate dal sisma; si adoperava altresì a reperire idonei locali in l'Aquila ove allocare la costituenda Gam costruzioni srl».
L'operazione è stata chiamata "Untouchables", cioé intoccabili, in riferimento a un gruppo di imprenditori vicini ai Casalesi considerati appunto intoccabili poiché completamente asserviti agli scopi del clan.
A costoro, che facevano affari per conto dei boss, non veniva per esempio chiesta la tangente.
Anche in queste indagini, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, sono state fondamentali le intercettazioni. In questo modo è stato per esempio possibile ricostruire il piano orchestrato dagli imprenditori abruzzesi e da quelli Casalesi per aggiudicarsi gli appalti.
In particolare Michele Gallo, parlando con il collega aquilano chiede: «Ma voi come state situati? Riusciamo a fare i lavori, no?».
L'abruzzese risponde: «Si, si, a farli sì, si può fare anche per la zona di Ocre: è stata quella meno colpita».
Sempre dalle intercettazioni è emerso che il clan stava cercando anche di aggiudicarsi lavori per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

LE RELAZIONI CON GALLO E LE TELEFONATE CONTINUE

Michele Gallo, continua il gip «nella sua veste di imprenditore strettamente collegato al clan dei Casalesi», secondo quanto emerso dalle indagini aveva «coltivato intense relazioni operative con Cerasoli, caratterizzate da ingiustificati trasferimenti patrimoniali operati dal primo in favore del secondo anche al fine di munirsi di uno strumento giuridico necessario per ottenere il conferimento di lavori (nella veste di appaltatore o subappaltatore) nell'ambito della ricostruzione successiva al sisma».
Numerose le telefonate intercettate tra l'imprenditore abruzzese e quello campano legato alla camorra, sia prima sia dopo il terremoto. Il 3 febbraio 2009, per esempio, Cerasoli chiama Gallo e gli chiede: «Senti un po', eh, mi servirebbero altri 4.000. Me lo puoi fare sullo stesso conto? Eh, poi mi fai fare il solito fax così almeno metto a posto un'altra cosa».
Nel prosieguo del colloquio, il Cerasoli fa presente a Gallo - a dimostrazione, scrive il gip, «della esistenza tra di loro di uno stabile rapporto di contribuzione finanziaria del secondo verso il primo» - che a breve provvederà alla restituzione di una parte di quanto da lui dovuto all'interlocutore poiché egli é in attesa di «un contributo di 92.000 euro erogato da un ente pubblico, tra cui te li ridò sicuramente quei 30 che avevamo fatto, poi l'altro lo vediamo».
Al riguardo, Cerasoli afferma di essere in procinto di trasmettere un documento attestante «lo stato d'avanzamento, l'ho già preparato per 68.000 euro».
Tramite gli accertamenti bancari eseguiti dalla Guardia di Finanza si è accertato che il 3 febbraio 2009 la Gallo costruzioni ha fatto un bonifico, dell'importo di 4.000 euro in favore di Alessandra Talamini, moglie di Cerasoli. Inoltre, dall'estratto del conto corrente intestato alla srl Gallo costruzioni, è stato individuato un ulteriore bonifico, dell'importo di 16.000 euro, fatto il 27 gennaio 2009 sempre in favore della Talamini.

LA SEDE IN VIA PORTA NAPOLI

La sede che Cerasoli aveva trovato per la Gam costruzioni si trova all'Aquila in via Fuori Porta Napoli, quartiere Parco di Sole. Il capitale sociale ammonta a 10.000 euro, amministratore unico è Pasquale Pagano, cognato di Michele Gallo. La Gam era stata creata «su direttiva rivolta da Gallo al proprio referente in territorio abruzzese Cerasoli onde dotarsi di uno strumento operativo da utilizzarsi per prendere parte al lucroso affare della ricostruzione post terremoto a L'Aquila».
Un'altra telefonata intercettata tra i due imprenditori risale al 9 aprile.
«Cerasoli - scrive il giudice - fa presente a Gallo che egli è ancora in attesa: 'Di sapere un'altra cosa di quegli altri novantadué, così riferendosi al contributo di 92.000 euro che dovrà erogargli un ente pubblico, e che: 'Poi sto a preparare tutto un discorso della ricostruzione di qua', così segnalando all'interlocutore che egli si sta attivando per fare ottenere alle imprese loro riconducibili i lavori post sisma. Infine Gallo conclude: 'Va bene, dottore, non vi preoccupate... ora provvedo io dai... non vi preoccupate state tranquillo'. Gallo informa il cognato Giuseppe Pagano che l'indomani avrebbe dovuto recarsi insieme a lui ad Ateleta per visionare un lavoro la cui esecuzione era stata affidata a Cerasoli: 'Senti, dovremmo andare a vedere un lavoro domani, sempre qui vicino Ateleta... e bisogna fare... tutte cose di marciapiedi... sono centottantamila euro di lavoro, questi hanno dato tutto... tutte le cose in mano a lui, al dottore Cerasoli'».

LE IMPRESE COINVOLTE LAVORANO ANCORA

«Le imprese coinvolte in questo sistema stanno lavorando. Non sappiamo in che misura, ma sono tutt'ora operative».
A dirlo e' il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Federico Cafiero de Raho, riferendosi all'inchiesta sulla infiltrazione della camorra dei Casalesi nella ricostruzione post-sisma in Abruzzo.
Tra i beni sequestrati 21 aziende, una delle quali, la Gam Costruzioni, con sede a L'Aquila, già operante nella ricostruzione; 118 immobili, di cui due ville lussuose a Casal di Principe, terra di Tulli Iorio, 36 anni, già arrestato un mese fa con il figlio del boss dei Casalesi, Nicola Schiavone; 33 tra auto e moto, tra cui anche una Ferrari; quote societarie per un valore nominale di 600mial euro; numerosi rapporti bancari.
Contestualmente, eseguite 80 perquisizioni in uffici e abitazioni nella disponibilita' degli indagati. E sono 51, complessivamente, le persone denunciate per associazione a delinquere di stampo mafioso, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni e abusivo esercizio di atttivita' finanziaria. Per gli inquirenti, l'organizzazione ha accumulato illecitamente con appalti e subappalti un ingente patrimonio nelle province di Caserta, Roma, Latina, L'Aquila, e Olbia-Tempio Pausania.

22/07/2010 13.40

IN ORDINANZA SPUNTA FRATELLO COSENTINO

Nell'ordinanza di custodia eseguita stamane dalla Gdf nell'ambito dell'inchiesta sul braccio economico dei Casalesi compare, secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, anche il nome di un fratello dell'ex sottosegretario Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl: nessuno dei due fratelli risulta comunque indagato.
Ne parla il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, ex imprenditore nel settore dei rifiuti: riferisce che «Angelo Zaccariello (arrestato nel blitz di oggi e proprietario di molti beni sequestrati, ndr) intendeva aprire un distributore di carburante sulla strada Nola - Villa Literno nel Comune di Frignano, ma quella zona, per quanto riguarda i distributori di carburante, è completamente controllata da "o mericano'», ovvero il fratello dell'onorevole Cosentino, che, come ho detto in tanti verbali, gestisce l'Aversana Petroli.
Zaccariello rivendicava con i bidognettiani la possibilità di aprire tale distributore sostenendo: «I soldi miei non sono come i suoi?». Il suo ragionamento ha trovato spazio, tanto che è stata fatta una società tra Zaccariello e Cosentino, società di cui non conosco il nome, per la gestione del distributore Agip realizzato sulla strada Nola - Villa Literno ricadente nel Comune di Frignano.
«So queste cose - ha raccontato Vassallo ai pm - perché lo stesso Zaccariello me le ha raccontate nel tempo, aggiornandomi sui progetti di realizzazione del distributore e sul buon esito dell'operazione. Infatti, incontravo Zaccariello dal dottor Musto, che è il consulente commercialista sia mio che suo».

LEGAMBIENTE: «LO AVEVAMO DETTO»

«Come temevamo gli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo hanno scatenato gli appetiti dei clan, e il ciclo del cemento si conferma la via maestra per la penetrazione del crimine organizzato nell'economia legale. La situazione si aggrava se si pensa che a fiancheggiare la criminalità organizzata ci sono imprenditori collusi e “colletti bianchi”, i nuovi protagonisti dell'ecomafia». Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si complimenta con forze dell'ordine e magistratura per l'operazione “Untouchable

TOTO: «PAURE FONDATE E CONTROLLI RIGIDISSIMI»

«Il 22 luglio 2009, esattamente un anno fa», ricorda invece l'onorevole Daniele Toto (Pdl), «nella prima di due interrogazioni parlamentari sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle vicende legate al terremoto dell'Aquila, chiedevo al Governo se le misure già adottate fossero idonee e sufficienti per fronteggiare l'eventuale intrusione di elementi appartenenti o riconducibili ad organizzazioni criminose. L'operazione di stamattina», continua l'esponente di centrodestra, «dimostra che i timori espressi nelle due interrogazioni parlamentari erano, purtroppo, fondati, ma anche che la vigilanza è rigorosissima. Il presidente del Consiglio dei ministri, d'altronde», continua Toto, «in concomitanza con i primi interventi post-terremoto, assicurò: «ci saranno controlli rigidissimi contro la mafia e le speculazioni saranno impossibili …”. L'operazione di oggi è una ulteriore conferma del rispetto di quella determinazione e di quell'impegno».
22/07/10 18.55
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=27547]NEI GIORNI SCORSI LA SCOPERTA DELLE INFILTRAZIONI DELLA 'NDRANGHETA[/url]