Cialente sempre più solo: «a queste condizioni meglio andare a casa»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una giornata difficile per il primo cittadino dell'Aquila. La sua maggioranza scricchiola pesantemente. «Meglio andarcene a casa», si è sfogato ieri con i suoi. * UDU: 1700 STUDENTI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI * UDIENZA CROLLI, NUOVO RINVIO. L'INSOFFERENZA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME
Acque agitate nella maggioranza di centrosinistra al Comune dell'Aquila: il sindaco e vicecommissario per la ricostruzione, Massimo Cialente ieri ha minacciato le dimissioni.
L'annuncio è arrivato dopo che la seduta del Consiglio comunale di ieri è andata deserta per l'assenza di molti consiglieri di maggioranza. Un episodio che il primo cittadino non è riuscito a digerire. Perchè se la città è paralizzata e ci sono una montagna di questioni da risolvere, l'amministrazione comunale non può permettersi il lusso di far saltare un consiglio comunale. E questo Cialente lo sa benissimo.
Il boccono non gli è andato giù e in una riunione con i suoi il sindaco ha anche denunciato il fatto che nei giorni scorsi non è stato difeso dalla sua maggioranza, quando è stato al centro di attacchi da parte di esponenti del centrodestra sulla questione terremoto.
Attacchi ormai all'ordine del giorno che il vice commissario per la Ricostruzione è costretto a fronteggiare ormai da solo.
«Se queste sono le condizioni per lavorare per la nostra città è meglio andare a casa - ha detto Cialente ai consiglieri del centrosinistra -. Se dobbiamo governare, dobbiamo essere coscienti dei sacrifici da fare e degli impegni da rispettare, a partire dall'arrivare in orario al Consiglio comunale».
Nelle passate settimane la compattezza della maggioranza era stata già messa a dura prova dalle dimissioni dell'assessore Giustino Masciocco e del direttore generale, Massimiliano Cordeschi.
E la minoranza non è stata a guardare ma ha colto la palla al balzo per ribadire che ormai è il tempo per nuove elezioni.
I consiglieri di centrodestra, nel corso di una conferenza congiunta, hanno chiesto proprio le dimissioni del sindaco «che ormai è rimasto senza sostegno».
Una valutazione condivisa tra le varie forze dell'opposizione.
«Negli ultimi mesi - ha spiegato Emanuele Imprudente (Mpa) - abbiamo assistito ad un progressivo sfilacciamento del centrosinistra, a partire dal Partito della rifondazione comunista, per arrivare poi alle forze più moderate. Ci chiediamo - ha aggiunto - se sia il caso di proseguire con questo assetto».
Per il consigliere Luigi D'Eramo (La Destra), «questa maggioranza si sta sciogliendo come neve al sole, non ha più voce in capitolo e tante decisioni sono impossibili da portare avanti perché alcuni assessori sono latitanti da mesi, si pensi a Ermanno Lisi, assessore alle Opere pubbliche, che si è visto l'ultima volta solo sui cartelloni delle elezioni provinciali».
Enrico Verini (Rialzati L'Aquila) ha parlato di Cialente come «un sindaco rimasto solo perché non ha agevolato la partecipazione dei cittadini alle scelte della ricostruzione».

20/07/2010 9.34

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UDU: 1700 STUDENTI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI

L'AQUILA. L'Udu ha consegnato alle istituzioni una petizione sottoscritta da oltre 1700 studenti per richiedere interventi urgenti per garantire condizioni minime di diritto allo studio all'Aquila.
L'Udu considera la situazione attuale «molto grave».
Il numero di alloggi pubblici previsto «è ampiamente al di sotto delle necessità a fronte di un mercato degli affitti fuori controllo»; il trasporto gratuito per gli studenti «è tutt'altro che garantito per il prossimo anno accademico»; i servizi minimi quali mense e sale studio «non sono attualmente garantiti»; la copertura delle borse di studio «non supera il 50% nemmeno per l'a.a. 2009/2010; non esiste nessuna forma di incentivo per gli studenti iscritti all'Ateneo aquilano».

Gli studenti richiedono quindi a tutte le istituzioni interventi urgenti come: 1500 posti letto gestiti dall'Adsu con criteri pubblici e trasparenti (Caserma Campomizzi, Reiss Romoli, Casa S. Carlo Borromeo, 500 posti nella Scuola GDF); l' estensione dell trasporto gratuito urbano ed interurbano, includendo anche quello su rotaia; l' allestimento di locali mensa e sale studio in tutte le sedi universitarie (Coppito, Reiss Romoli, Optimes,Bazzano); fondi che garantiscano la copertura totale delle borse di studio.

E ieri Il consigliere del Gruppo dei Verdi, Walter Caporale, ha chiesto in un'interpellanza presentata alla Giunta regionale, se si intende assicurare agli studenti iscritti all'Università dell'Aquila anche per il prossimo anno accademico il trasporto gratuito per il percorso tra la città di residenza e il capoluogo regionale.
«Come consigliere regionale - spiega Caporale - posso dire che sotto questo aspetto sono molti gli studenti universitari iscritti presso l'Ateneo Aquilano e residenti in città e paesi delle province costiere che mi chiedono, non senza apprensione, se per il prossimo anno accademico sarà loro rinnovata la tessera di trasporto che permette di raggiungere gratuitamente le sedi universitarie del capoluogo. Tale agevolazione ha rappresentato uno dei fattori che ha evitato il paventato consistente calo degli iscritti all'Università dell'Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009».
«Tuttavia - aggiunge il consigliere regionale dei Verdi - il problema di trovare alloggi all'Aquila per gli studenti universitari continua ad essere oggettivamente problematico, per cui è prevedibile che il pendolarismo sarà elevato anche nel prossimo anno accademico. E' pertanto indispensabile che la Regione rinnovi la convenzione con le Società di trasporto per permettere agli universitari di continuare ad accedere alla tessera trasporto. A mio parere tale convenzione dovrebbe essere estesa anche alle società operanti nelle Province delle Regioni confinanti, penso in particolare a quella di Rieti e a quella di Roma».



20/07/2010 9.56

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UDIENZA CROLLI, NUOVO RINVIO. L'INSOFFERENZA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME






L'AQUILA. Ennesimo rinvio per vizio di notifica ieri al Tribunale dell'Aquila. La disperazione dei genitori delle vittime era tangibile. Bisognerà aspettare molto tempo per ottenere una prima sentenza.
E l'attesa, così come i ritmi lenti della giustizia, sembrano insopportabili per chi ha sete di verità e giustizia.
Ieri, poco dopo il rinvio Lucia Catarinacci, madre di Luigi Cellini, morto a causa del crollo del Convitto nazionale del 6 aprile si è lasciata andare ad uno sfogo civile ma dolorosissimo: «dopo quest'ultimo rinvio non ho più parole», ha detto arrabbiata quanto avvilita.
La famiglia Cellini, come le altre parti, ha atteso lungamente l'avvio dell'udienza preliminare, poi risoltasi in pochi minuti per un vizio di notifica e rinviata al 27 ottobre.
Tutti a casa, quindi, destinati ad aspettare altri lunghissimi tre mesi prima di poter tornare in aula.
«Non c'é veramente nulla da dire, speriamo solo che almeno qualcosa vada per il verso giusto» ha aggiunto la donna prima di lasciare il tribunale accompagnata dall'avvocato Antonio Milo.
Più ottimista il pubblico ministero Fabio Picuti. «E' un rinvio quasi opportuno - ha detto brevemente almeno attendiamo il verdetto della Cassazione e non celebriamo un processo che potrebbe essere inutile».
Se infatti sarà accolta l'istanza di rimessione presentata dai legali di uno degli indagati - l'avvocato Paolo Guidobaldi che difende il rettore del convitto, Livio Bearzi - il processo sarà spostato al Tribunale di Campobasso e il dibattimento dovrà ripartire da capo.
Il tal senso l'udienza della Suprema Corte è fissata al 27 settembre.
All'Aquila, secondo alcuni indagati nell'ambito della maxi inchiesta sul terremoto, non ci sarebbe il clima per un procedimento sereno.
«Il motivo di preoccupazione e disagio per la difesa - si legge nell'istanza - è infatti l'atteggiamento totalizzante assunto dalla locale Procura che ha mantenuto un dialogo costante con le parti lese e loro legali e consulenti, posti a contatti con quelli del pm, ed un rapporto simbiotico con stampa e televisione, responsabili della diffusione di notizie che hanno posto a rischio i valori di ogni cittadino sanciti dalla Legge. Le esternazioni del pm - si legge sempre nell'istanza - idonee a condizionare la libertà d'espressione e la tranquillità d'animo di quanti in diversa veste hanno avuto ragioni di contatto o rapporti inerenti vicende dei crolli sottoposti ad indagini di polizia giudiziaria, hanno di certo pregiudicato la libera determinazione delle persone chiamate a partecipare al processo».
Per i difensori, in pratica, all'Aquila «si è generata e sussiste una grave situazione locale, extra-giudiziaria ed esterna al processo, tale da turbare il suo normale svolgimento e da pregiudicare la libera determinazione delle persone che vi partecipano e, comunque, tale da suscitare motivi di legittimo sospetto».

20/07/2010 9.56