Terremoto: sbloccati 44 milioni per indennizzi a imprese

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si sbloccano gli indennizzi alle imprese per i danni causati dal terremoto, per i quali al Comune dell'Aquila sono arrivate 3.913 domande che saranno coperte con circa 44 milioni di euro. * 15 RAGAZZI AUTISTICI IN UN CONTAINER DA 15 MESI
Ieri il Comune ha inviato all'ufficio del Commissario per la ricostruzione le informazioni sulle aziende e la quota da liquidare.
Il punto della situazione è stato fatto dall'assessore comunale alle Attività produttive, Marco Fanfani, in una conferenza stampa.
Fanfani ha sottolineato che la questione si è sbloccata in seguito all'accordo con l'Ufficio per la ricostruzione sul trasferimento della copiosa documentazione, arrivato dopo una serie di incontri: «La Regione chiedeva che tutte le copie delle pratiche costituite da moltissimi faldoni venisse portata dal Comune nei loro uffici - ha spiegato Fanfani -. Ci siamo accordati nel comunicare solo la società e la cifra da erogare. Per i controlli, le carte sono a disposizione in Comune, dove la Guardia di Finanza viene spesso».
Il lavoro di Comune e Regione, intesa quest'ultima come Ufficio del commissario per la ricostruzione, è molto complesso perché i dati degli indennizzi sono da confrontare con le domande ammesse nel bando per gli indennizzi promosso nell'ambito dei fondi comunitari lanciato dalla Regione, che ha distribuito circa 35 milioni di euro a 290 imprese tra le 790 istanze presentate.
Tutto ciò perché le due misure non sono cumulabili.
L'operazione, secondo l'assessore, si dovrebbe concludere, salvo contenziosi, nel giro di sei-otto mesi.
«Ogni venti giorni saranno inviate 500 domande - ha continuato Fanfani -. Sono ottimista, saremo solleciti».
Fanfani ha informato anche di aver raggiunto una intesa con l'Abi secondo cui le aziende in possesso della lettera di assegnazione possono farsi anticipare l'80% delle somme.
In riferimento ai 44 milioni, l'assessore ha sottolineato che fanno parte dei circa 700 milioni resi immediatamente spendibili da un decreto del governo.
SU PIAZZA D'ARMI ANCORA STALLO

Intanto i cittadini aspettano di conoscere finalmente i master plan, sia su piazza d'Armi (la cui presentazione era stata promessa da Cialente per il 4 luglio), sia su tutta la città. Non si è più parlato, per esempio, dell'Auditorium al Castello, del teatro di Cucinella a piazza d'Armi, tutti i progetti che non sono mai stati presentati ai cittadini.

«Ritengo necessario un confronto culturale ampio sul futuro della città, anche per pensare alla sua rinascita economica», commenta Anna Lucia Bonanni del comitato di cittadini. «Il problema è capire se questa nuova commissione annunciata ieri da Chiodi sia lo strumento giusto. E' stato detto che andrà ad ampliare la struttura tecnica di missione dell'Architetto Fontana».
Intanto, finora, la struttura di missione di Fontana non è stata nemmeno completata nelle assunzioni di personale, mentre avrebbe dovuto dare lavoro a tecnici aquilani attraverso regolari concorsi.
«Mi risulta», continua Bonanni, «che finora siano state fatte solo assunzioni a chiamata diretta, mentre la Regione continua a pagare gli oltre 200 tecnici di Abruzzo Engeeniering rimasti senza commesse e senza lavoro».
Anche il gruppo Comunale di Alleanza per l'Italia e i consiglieri Angelo Orsini, Piero Di Piero e Pierluigi Mancini lanciano proposte su Piazza d'Armi.
«Nel progetto di ristrutturazione degli attuali impianti (campo di atletica e campo di calcio) si tenga presente la reale possibilità di utilizzare razionalmente tutte le aree cosiddette residuali, tra il campo di atletica e il campo di calcio perché diventi un polmone di verde, tra la vecchia e la nuova città, con la realizzazione di un teatro- auditorium (parco della musica) ed uno spazio di aggregazione sociale all'aperto, strutture ancora più utili ed indispensabili dopo l'evento sismico che ha modificato l'assetto urbanistico del nostro territorio. Ciò in coerenza con l'impegno preso con la città al momento delle elezioni e nel rispetto del programma di mandato del Sindaco Cialente che abbiamo condiviso».

17/07/2010 11.03
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15 RAGAZZI AUTISTICI IN UN CONTAINER DA 15 MESI

L'AQUILA. A otto mesi dalla simbolica posa della prima pietra c'é solo un recinto vuoto laddove si attendeva, entro aprile scorso, la "Struttura Ronald McDonald per 'Il Cireneo'", destinata a ospitare all'Aquila bambini e ragazzi con autismo.
La sede che li accoglieva fino al terremoto del 6 aprile 2009, nel plesso ospedaliero di Collemaggio, è ora inagibile e i ragazzi trascorrono le ore di terapia in container circondati da erbacce, a temperature intollerabili.
La segnalazione arriva dai genitori di una delle ragazze assistite dalla Fondazione "Il Cireneo".
«La sede in uso prima del sisma è di proprietà della Asl. Dal settembre 2009 - fanno sapere - i 15 ragazzi autistici, provenienti anche da Teramo e Avezzano, sono assistiti in due moduli container che non garantiscono gli spazi minimi alle loro necessità».
Di recente sono stati installati dei condizionatori, ma le temperature tra i due container (unico spazio all'aperto disponibile) in questi giorni hanno raggiunto livelli insopportabili.
Eppure, la Fondazione Ronald McDonald aveva stanziato 246 mila euro, ulteriori contributi per 166 mila euro sono stati versati alla Fondazione "Il Cireneo Onlus", tra le altre iniziative da ricordare anche il "Montecitorio Running Club".
Nei container continuano a lavorare, in condizioni disagiate come i ragazzi assistiti, gli operatori socio-sanitari, i quali - sottolineano i coniugi - «nonostante i contratti a tempo determinato legati a convenzioni e contratti con scadenza hanno sempre mantenuto una professionalità eccellente e qualità umane infinite»
Il progetto che stenta a partire, che prevede la concessione del terreno di proprietà della ASL, doveva servire alla rapida realizzazione di un edificio idoneo ai ragazzi ed eliminare i container. Successivamente l'edificio sarebbe stato ampliato con nuovi fondi e destinato sempre all'accoglienza dei ragazzi, magari anche per attività ludiche.
Purtroppo, ad 8 mesi dalla simbolica posa della prima pietra di tale progetto resta solo un desolante recinto “vuoto”.
Non un cartello, non una indicazione che possa continuare ad alimentare le speranze dei genitori.

17/07/2010 11.04