Terremotati e manganellati: riunione al Viminale su incidenti

Alessandro Biancardi

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Terremotati e manganellati: riunione al Viminale su incidenti
**GUARDA I VIDEO. ROMA. Circa 40 pullman proveniente da L'Aquila sono usciti dall’autostrada intorno alle 9 e verso le 10.30 sono arrivati a piazza Venezia a Roma. Scontri, proteste, feriti, polemiche mentre scoppia l'ennesima querelle contro il principale Tg delle reti Rai.




Lì, migliaia di aquilani con delegazioni delle istituzioni e gonfaloni al seguito, sono arrivati per protestare contro i ritardi ed i disagi connessi alla ricostruzione ma anche perchè dal primo luglio hanno ricominciato a pagare le tasse.
La situazione però è diventata subito tesa.
Due blindati dei carabinieri hanno chiuso ermeticamente l'accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed e' entrato in contatto con le forze di polizia.
Tafferugli e spintoni ma nessuno è riuscito a superare la barriera delle forze di polizia schierate in assetto antisommossa.
A riportare la calma ci ha pensato lo stesso sindaco dell'Aquila Cialente, che e' riuscito a convincere i più agitati a fare qualche passo indietro e a tornare a piazza Venezia.
Le grida però di "L'Aquila, L'Aquila" continuano minacciose, mentre i cordoni della polizia sono stati rinforzati.
Oltre al Comune dell'Aquila ci sono anche i sindaci di San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell'area dell'epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni.
I manifestanti vestono magliette con su scritto "forti e gentili", come diceva D'Annunzio, "ma non fessi", e portano bandiere nere e verdi, i colori della città.
I loro propositi, come dimostrato anche nelle scorse settimane, sono assolutamente pacifici.
Dalle informazioni che giungono da Roma pare ci siano alcuni feriti lievi, persone che avrebbero avuto colpi di manganelli, escoriazioni e lividi. Alcune persone hanno raccontato di aver visto anche un ragazzo con la maglietta sporca di sangue.
Secondo alcune stime sono almeno 5mila gli aquilani stipati in piazza Venezia.
07/07/2010 11.51



IL VARCO VIENE APERTO

Alla fine la polizia ha aperto un varco a Piazza Venezia consentendo ai manifestanti che vengono da L'Aquila di raggiungere Via del Corso per andare poi davanti al Parlamento.
La protesta è diventata ancora più accesa ed i cori non si placano. Molti manifestanti sono indignati per le manganellate che avrebbero colpito alcune persone. La rabbia è tangibile, molti urlano slogan già collaudati nelle ultime settimane.
Non c'è coordinamento né ordine.
Dopo il blocco messo su dalle forze dell'ordine, pare perché il corteo non fosse stato autorizzato a percorrere via del Corso, ora invece il varco è stato aperto o sfondato.
Si è creata forse una falla ed i manifestanti si sono incuneati e corrono verso il parlamento mentre agenti provano a rincorrerli.
I manifestanti rispondono gridando 'vergogna, vergogna".

07/07/2010 12.19


«GUARDATE IL SANGUE DI UN AQUILANO»

Un giovane presente alla manifestazione dei terremotati aquilani è stato ferito alla testa. Il ragazzo racconta di aver ricevuto due manganellate e presenta lesioni sanguinanti.
«Guardate il sangue di un aquilano - ha detto dopo essersi rifugiato nella sede di una banca in via del Corso - La mia unica colpa è essere un terremotato».
Gli scontri come si vede anche dalle immagini che iniziano ad arrivare e caricate su Youtube direttamente dai manifestanti sono dure e violente e si commentano da sole.
Una parte di manifestanti, intanto, dopo aver forzato il secondo posto di blocco a via del Corso, è riuscita ad arrivare fino a piazza Montecitorio.
Intanto ha raggiunto il corteo anche Antonio Di Pietro (Idv).
Le agenzie di stampa intanto rimangono cauti sulla conta dei feriti e non si sbilanciano: secondo alcune sarebbero due, secondo altre almeno tre. Forse sono di più.
«La presidenza della Camera intervenga sul governo perché si dica alle forze dell'ordine che svolgono il loro dovere che hanno di fronte persone disperate, esasperate e spesso prese in giro», ha detto nell'Aula della Camera il capogruppo del Pd Dario Franceschini.
E l'aggressione ai manifestanti inizia a scatenare reazioni politiche indignate soprattutto dell'opposizione.

07/07/2010 12.55



TERREMOTO: DELEGAZIONE PD SENATO SI RECA DAI MANIFESTANTI

Dopo gli scontri con le forze dell'ordine una delegazione del Gruppo del Pd del Senato composta da Giovanni Legnini, Luigi Lusi, Marco Filippi, Claudio Micheloni, Albertina Soliani e Achille Serra hanno deciso di recarsi a via del Corso per incontrare i manifestanti che continuano a presidiare le vie del centro cittadino.
"Diritti, non favori. Siamo cittadini non sudditi", si legge su alcuni striscioni che vengono sorretti dai terremotati. «Non siamo stati fregati solo noi - gridano i manifestanti - ma tutti i cittadini italiani».
Alla manifestazione è giunto anche il leader radicale, Marco Pannella che nei giorni scorsi aveva fatto un confronto tra gli esponenti del suo partito e gli aquilani vittima del sisma: «veniamo tutti ignorati dai media»

CIALENTE INCONTRA SCHIFANI

Al termine dell'incontro con il presidente del Senato Schifano, Cialente si è sfogato per l'ennesima volta con i media.
«Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse», ha spiegato davanti a telecamere di mezza Italia.
«Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l'emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c'é una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare».
Questi sono i problemi che Cialente ha rappresentato al presidente del Senato.
«Non nega il riconoscimento per quello che è stato fatto, dal Governo e dalla Regione, nella gestione dell'emergenza», ha detto ancora, ma è stata costruita una città temporanea: case temporanee, chiese temporanee, uffici e negozi temporanei. Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse».

IL SINDACO CONFERMA GLI SCONTRI

E all'uscita da palazzo Madama il primo cittadino aquilano è stato avvicinato da alcuni senatori che gli hanno chiesto notizie sulla manifestazione e sugli scontri avvenuti questa mattina a piazza Venezia. «Sì c'é stato qualche scontro», ha risposto Cialente. «Feriti? Sì, pare uno, forse due ragazzi sono rimasti feriti».

07/07/10 13.27



SOTTO CASA BERLUSCONI:«VERGOGNA, VERGOGNA»

Un folto gruppo di manifestanti aquilani è arrivato, forzando il blocco posto a piazza Venezia, a poche decine di metri da Palazzo Grazioli, dove è in corso il vertice del Pdl con Berlusconi.
I manifestanti dell'Aquila hanno scavalcato alcuni blindati delle forze dell'ordine e sono arrivati sotto Palazzo Grazioli urlando 'vergogna' e frasi contro Silvio Berlusconi. Sono avanzati con le braccia alzate di fronte alle forze dell'ordine che tentano di respingerli.
Ancora tensioni a seguito di un cordone di poliziotti che si è formato a difesa della residenza del premier.
Ci sono stati ancora spintoni e urla mentre il portone del palazzo è stato chiuso per ragioni di sicurezza.
Intanto la notizia delle manganellate è finita già su tutti i giornali ed ha scatenato le reazioni politiche più disparate. Dal presidio dei manifestanti sono stati indirizzati fischi anche al leader del Pd, Pierluigi Bersani.
07/07/2010 14.13

NUOVA PROTESTA CONTRO IL TG1 «ENNESIMA CENSURA, SERVIZIETTI DA 20 SECONDI»

Nuova manifestazione contro il governo e nuova "censura" da parte del Tg1 diretto da Augusto Minzolini già al centro di pesantissime critiche da parte di moltissimi aquilani che si sono sentiti presi in giro in questi mesi.
Oggetto delle critiche il modo in cui quel tg, smaccatamente filogovernativo, ha trattato i problemi e la realtà aquilana.
Nei mesi scorsi vere e proprie censure sono state adottate da quella redazione che non ha dato notizie di numerose proteste e malumori dei terremotati.
Da alcune settimane -e solo dopo gli attacchi al direttore Minzolini- il Tg1 riesce a dare solo notizie veloci.
E' successo anche oggi con la notizia della manifestazione e dei feriti, liquidata in un servizio di un minuto nel quale non si sono visti scontri e feriti.
I social network e Facebook in testa sono pieni di gruppi contro la censura del Tg1 e si sono improvvisamente animati con centinaia di commenti contro il servizio pubblico della Rai.

07/07/2010 14.41

TERREMOTATI CONTRO BERLUSCONI

«Berlusconi hai sfruttato il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio». Sono gli slogan scanditi dei manifestanti dell'Aquila, in via del Plebiscito a qualche metro da Palazzo Grazioli. Durante la protesta momenti di tensione con le forze dell'ordine che hanno tentato di far indietreggiare il gruppo di manifestanti. I manifestanti hanno gridato anche "buffoni" e "fascisti". Sul posto, dall'altra parte del cordone delle forze dell'ordine, anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
Poco dopo i manifestanti si sono spostati verso piazza Navona, nei pressi del Senato.
Qualcuno ha anche imbrattato con la scritta ''L'Aquila non dimentica. Merde e servi!" un furgone dei carabinieri che era stato usato per bloccare il loro accesso a palazzo Grazioli. Al furgone sono state sgonfiate anche le ruote.

CIALENTE IN CONTATTO CON LETTA

Il sindaco dell'Aquila e' costantemente in contatto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Massimo Cialente ha chiamato piu' volte il braccio destro del Cavaliere per informarlo della situazione. «Si e' vero sto mediando con Letta, ma non si trova Tremonti..». Il sindaco dell'Aquila non ha perso le speranze: «siamo disperati spero che Tremonti accolga le nostre richieste».

ANCORA PROTESTE CONTRO TG1

Accuse al tg della ammiraglia Rai sono arrivate anche dal senatore Pd Vincenzo Vita della commissione di Vigilanza Rai: «Il principale giornale italiano continua a percorrere la sua parabola verso l'abisso», ha commentato. «Non solo marginalizzando le notizie che riguardano l'opposizione politica. Nell'edizione delle 13,30 a fare le spese della faziosità inaudita della direzione della testata sono stati i cittadini de L'Aquila. La notizia sulla manifestazione a Roma e sull'attacco della polizia è arrivata alla fine dell'edizione. E, tra l'altro, la città è rimasta bloccata a lungo e i risvolti di tale vicenda sono rilevantissimi. E, ancora, la notizia è stata usata per mettere in cattiva luce il segretario del Pd Bersani».



MARONI, RIUNIONE AL VIMINALE SU INCIDENTI
«Sto andando al ministero per fare una riunione su quanto accaduto». Lo ha detto poco fa il ministro
dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo a margine di un'audizione a San Macuto, ad una domanda sugli scontri che in giornata hanno coinvolto i manifestanti aquilani e le forze dell'ordine a Roma.
Per ora, ha spiegato il ministro, «ho solo notizie frammentarie, al ministero mi farò raccontare come sono andati i fatti. Io - ha sottolineato - verifico i fatti non le opinioni riportate da qualcuno».
Maroni ha quindi riferito di «essere favorevole alle manifestazioni quando si svolgono pacificamente, senza violenze e voglio capire perché questa non si è svolta in questo modo, voglio capire se ci sono responsabilità e da che parte».


LE MIE IMPRONTE DI SANGUE SU MURO

Ha 'macchiato' il muro esterno di una banca in via del Corso, lasciando le impronte delle sue mani
insanguinate dopo essere stato colpito alla testa durante la manifestazione degli aquilani in via del Corso. E' Vincenzo Benedetti, pizzaiolo dell'Aquila originario di Bari, che dopo il terremoto vive in un camper. «Non mi ha ucciso il terremoto, figuriamoci se lo farà qualche manganellata», ha detto
Benedetti.
«Sono dell'Associazione Epicentro solidale e faccio parte del servizio d'ordine del corteo. Al secondo cordone delle forze dell'ordine in via del Corso, durante alcuni momenti di tensione, sono stato colpito alla testa da quattro manganellate mentre ero di spalle. La mia faccia è diventata in pochi secondi una maschera di sangue - ha raccontato il terremotato - un medico di Paganica mi ha portato nella vicina banca e mi ha soccorso, ma io ho voluto prima lasciare le impronte del mio sangue su un muro per testimoniare il sangue degli aquilani in questa manifestazione», ha spiegato Vincenzo con la testa fasciata e la maglietta inzuppata di sangue.

PEZZOPANE: «L'AUTORIZZAZIONE C'ERA

«L'autorizzazione al presidio davanti a Montecitorio e al passaggio per arrivare in piazza Navona era stata chiesta per molte meno persone», ha spiegato nel pomeriggio l'ex presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane (da una settimana assessore al Sociale al Comune).
«In ogni caso non ci aspettavamo un'accoglienza militarizzata, siamo un popolo di pace».
L'assessore ha ricordato che oltre ai due giovani rimasti feriti alla testa, anche il deputato del Pd eletto in Abruzzo Giovanni Lolli è stato coinvolto nei tafferugli, «non è accettabile che si usi il manganello contro ragazzi inermi e uomini delle istituzioni».
07/07/2010 16.48



MANIFESTAZIONE TERMINATA

E' finita la giornata di movimentazione degli aquilani a Roma. Una giornata intensa come forse nessuno avrebbe mai immaginato.
Momenti di tensione e tafferugli, prima a Piazza Venezia, poi nei pressi di piazza Colonna e infine davanti Palazzo Grazioli hanno bloccato parte del centro storico per l'intera mattinata con gravi ripercussioni sul traffico.
Gli aquilani hanno annunciato che torneranno a casa in serata.
Poco prima della fine della manifestazione il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, aveva esposto una bandiera verde e nera, che rappresenta i colori della città dell'Aquila, fuori da un balcone di Palazzo Madama, La bandiera è stata rimossa poco dopo.
07/07/10 17.28

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