L'Aquila si prepara a marciare su Roma

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sarà una grande giornata di lotta quella di mercoledì a Roma per gli aquilani. A meno di 24 ore dall'inizio della manifestazione nella capitale si annuncia davvero massiccia l'adesione per chiedere la sospensione delle tasse, occupazione per i terremotati e sostegno all'economia.


Proprio mercoledì arriva in discussione in Senato la manovra finanziaria, che con l'articolo 39 chiede agli abruzzesi, con un'economia già allo stremo, di tornare a pagare tasse e tributi.
E chiede la restituzioni di quanto non versato in tempi brevi, creando tra l'altro un' enorme disparità di trattamento con quanto è stato fatto in passato per i cittadini colpiti da altri terremoti.
L'Aquila si prepara ad invadere Roma per chiedere la sospensione per tutti di tasse e tributi, il congelamento dei mutui e una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia.
Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi da uno degli organizzatori, Anna Lucia Bonanni, «le adesioni dei Comuni del 'cratere' hanno raggiunto quota 46 (su 57 amministrazioni comprese nell'area), mentre i pullman di aquilani che approderanno nella capitale sono ormai più di 30, e potrebbero aumentare ancora con le prenotazioni last minute».
La partenza degli autobus dall'Aquila è prevista in mattinata da più punti della città: Campo sportivo Acquasanta, Bus terminal Collemaggio, Campo sportivo Centi Colella.
Il programma prevede un concentramento a Roma a piazza Venezia e poi un presidio davanti alla Camera dei Deputati, a piazza Montecitorio; nel pomeriggio il presidio si sposterà davanti al Senato, a piazza Navona.
Problemi tecnici, poi superati, per i consiglieri regionali per la prevista assemblea di domani.
«Tutto il Consiglio regionale deve partecipare alla manifestazione a Roma», ha chiesto Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista contestando il fatto che la manifestazione coincidesse con la seduta solenne per il quarantennale della Regione.
«Il miglior modo per celebrare il quarantennale», ha insistito Acerbo, «è che il Consiglio Regionale partecipi al completo alla manifestazione dei cittadini aquilani».
Proteste accettate e seduta rinviata dal presidente del Consiglio, Nazario Pagano.

COMMISSIONE BILANCIO, EMENDAMENTI PROMOSSI E BOCCIATI

Intanto c'è stato quest'oggi il via libera della commissione Bilancio del Senato all'emendamento del relatore Azzollini alla manovra che prevede la proroga della sospensione delle tasse per l'Abruzzo.
La proposta è stata approvata con qualche lieve modifica che riguarda le coperture.
La misura viene infatti finanziata attraverso la seconda tranche dello scudo fiscale e l'incremento delle accise sulle sigarette 'low cost' e su quelle 'fai da te'.
Soddisfatto per il momento il senatore del Pdl, Paolo Tancredi: «i cittadini potranno godere di una proroga della restituzione delle tasse non pagate fino al primo gennaio 2011, oltre a una nuova sospensione per i lavoratori autonomi e i titolari di Partite Iva».
La commissione ha approvato anche l'emendamento, che vedeva come primo firmatario il senatore Franco Marini, per la reintroduzione della zona franca urbana nel Comune dell'Aquila.
Contento il primo cittadino Cialente: «per la città dell'Aquila - ha detto - sarebbe stata una sconfitta, dal momento che la zona franca rappresenta l'unico strumento oggettivo, di immediata e trasparente attuazione, che potrà garantire, come abbiamo affermato da tempo, l'autentica ripresa del tessuto produttivo locale».
Il sindaco ha sottolineato anche l'aspetto economico della deliberazione.
«Con questo emendamento, che di fatto reintroduce la previsione di una zona franca per il Comune dell'Aquila – ha chiarito - si è raddoppiato inoltre lo stanziamento economico, che passa così da 45 a 90 milioni di euro».
E' stato bocciato, invece, l'emendamento dell'Idv che prevedeva la restituzione dei tributi e contributi a partire dal mese di giugno dell'anno prossimo in centoventi rate mensili e di importo ridotto al 40%.
«E' ora di finirla – ha commentato il senatore Alfonso Mascitelli - con provvedimenti che devono ogni volta essere conquistati faticosamente dalle nostre popolazioni salvo poi essere rappresentati mediaticamente dal governo come gentili concessioni. Se si continua ad accettare questa logica, se vengono meno la riaffermazione dei diritti e la certezza delle risorse, la ricostruzione e la rinascita vera tarderanno sempre più a partire».
06/07/2010 17.47