Edilizia: «le imprese aquilane rischiano il collasso»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Vicini al precipizio. Se non cambia qualcosa, e anche in fretta, il settore dell'edilizia rischia il collasso e si trascinerà dietro tutta l'economia cittadina. * AMBIENTE. GIUNTA APPROVA REGOLAMENTO PER EDILIZIA SOSTENIBILE
Una certezza per la Fillea-Cgil, per il segretario regionale Silvio Amicucci e il rappresentante provinciale dello stesso sindacato, Rita Innocenzi.
La situazione sembra ormai ingestibile per un comparto che, era stato annunciato nei mesi scorsi, avrebbe fatto da traino all'economia della città, ancora paralizzata a 15 mesi esatti dal sisma.
La perdita complessiva delle quattro Casse edili (l'Aquila, Teramo, Chieti e Pescara) sulla massa salari nel periodo che va dal 2007 al 2009 ha fatto registrare un meno 20 milioni di euro, con una proiezione di perdita nelle sole Casse edili di Teramo, Chieti e Pescara di oltre 24 milioni di euro.
Una situazione che per quanto riguarda il capoluogo di regione cozza completamente con le promesse degli ultimi mesi, quando da Roma arrivavano le rassicurazioni e il premier Silvio Berlusconi parlava del più grande cantiere d'Europa proprio nella città terremotata.
Qualcosa però si è intoppato. Qualcosa non ha funzionato.
«Nonostante tutta la mole di lavori attorno al progetto Case - ha detto la Innocenzi - non risulta che questi abbiano fatto circolare maggiore reddito nel territorio».
A tutto ciò va aggiunto che molte ditte aquilane rischiano il collasso perchè esposte finanziariamente anche per diversi milioni di euro.
L'8 luglio, intanto, il comitato che raccoglie le piccole e medie imprese si ritroverà' all'Hotel Canadian per chiedere al Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi e il vice Massimo Cialente la possibilità di semplificare il contributo diretto per equipararlo alle altre pratiche e risposte certe per il pagamento delle fatture che giacciono da mesi nelle amministrazioni locali.
In una situazione così compromessa, con tanto di tasse da restituire, il sindaco Cialente ha scritto ai segretari, ai presidenti e ai coordinatori dei partiti politici nazionali, allo scopo di chiedere loro un incontro volto a spiegare le questioni ancora aperte in merito proprio alla ricostruzione, economia, tributi e occupazione.
«Grande preoccupazione – scrive il primo cittadino - è indotta dalla previsione contenuta nella manovra economica attualmente in discussione al Senato, che prevede la restituzione del 100 per cento delle tasse sospese per 14 mesi in soli 5 anni a partire dal 1 gennaio prossimo. Una serie di provvedimenti che peseranno in primo luogo sulle famiglie e sui lavoratori autonomi, che sempre più piombano nell'inferno della disperazione».
Poi il sindaco sottolinea le altre emergenze della situazione aquilana. «La ricostruzione –si legge ancora nella lettera- è ferma perché non abbiamo disponibilità di risorse. È ferma anche la ricostruzione delle abitazioni con danni di media entità, completamente ferma la ricostruzione delle abitazioni dell'edilizia pubblica, bloccata quella degli edifici pubblici strategici».
E poi c'è l'economia che non riparte: «delle oltre mille attività produttive che, alla data del 6 aprile 2009, erano localizzate nel centro storico, solo una piccola parte ha riaperto, il più delle volte in strutture provvisorie e con un volume di affari che si attesta tra il 10 e il 30 per cento rispetto al fatturato precedente. La cassa integrazione è aumentata, nell'ultimo anno, dell'800 per cento».
E domani tutta la città marcerà di nuovo nella capitale per chiedere sostegno e soprattutto di procrastinare il pagamento delle tasse che oggi suona come la beffa più grande.

Non è secondaria, inoltre, anche la situazione degli alloggi. Da settimane la caserma Campomizzi è al centro di una disputa tra terremotati che vi sono entrati subito dopo il 6 aprile e universitari ai quali la struttura era stata promessa.
Proprio ieri l'azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) ha fatto sapere di non conoscere ancora ufficialmente il numero di posti letto da destinare agli studenti ed è quindi impossibilitata a lanciare il bando per le borse di studio da assegnare per il prossimo anno accademico.
Questo perché il Comune non ha ancora comunicato all'azienda, che ha inviato l'ultima richiesta di informazioni a metà giugno, qual é la disponibilità tra 140, 280 o 440 posti letto. L'Adsu aveva chiesto una risposta entro il 30 giugno scorso.
Il problema rimane la sistemazione dei circa 100 sfollati ancora insediati nella caserma Campomizzi, situazione che ha già provocato polemiche.
Secondo un'intesa di alcuni mesi fa, le tre palazzine e la mensa della caserma Campomizzi sarebbe dovuta entrare nella disponibilità dell'Adsu.
Attualmente, è stata formalizzata il passaggio di consegne di una sola palazzina.
Da fonti interne all'Adsu emerge che è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, a dover risolvere la vicenda comunicando il numero di posti letto che si possono mettere a disposizione. Intanto, sempre nell'ambito della individuazione di posti letto per soddisfare le richieste per il prossimo anno accademico, l'Adsu ha firmato un protocollo d'intesa con la Curia dell'Aquila, che gestisce la nuova casa dello studente di Coppito realizzata dalla Regione Lombardia, finalizzato alla disponibilità del 50% dei circa 120 posti della struttura qualora non si riuscisse a coprire il fabbisogno per il prossimo anno.

06/07/2010 10.01

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AMBIENTE. GIUNTA APPROVA REGOLAMENTO PER EDILIZIA SOSTENIBILE



L'AQUILA. La giunta comunale ha approvato il regolamento per l'edilizia sostenibile e il risparmio energetico.
«Nella fase attuale – ha dichiarato l'assessore all'Ambiente Alfredo Moroni – in cui deve partire la ricostruzione della città e la ristrutturazione soprattutto degli edifici in categoria E, questo provvedimento è fondamentale perché rappresenta un moderno strumento di pianificazione del territorio comunale e riveste pertanto un'importanza strategica, ponendosi inoltre, coerentemente con il programma di mandato del sindaco, in una logica di modernità e di adeguamento alle normative europee, nazionali e regionali».
In particolare vengono introdotti una serie di parametri finalizzati all'ottenimento di una certifcazione energetica.
Il documento prevede quattro ambiti di interesse: prestazioni dell'edificio in termini di orientamento, isolamento termico, materiali ecosostenibili e fabbisogno energetico; efficienza energetica degli impianti termici, di climatizzazione ed elettrici; fonti energetiche rinnovabili, con particolare riferimento a produzione di acqua calda e di energia elettrica; sostenibilità ambientale, con l'utilizzo di acqua potabile e il recupero di acque piovane.
A ciascuno di questi ambiti è collegato un punteggio finalizzato ad un indice di premialità. Ottenendo il massimo del punteggio si potrà dunque aumentare la superficie calpestabile fino al 10 per cento della cubatura, con un contestuale abbattimento del contributo di concessione.
«Puntiamo ad una ricostruzione con standard moderni, allineati all'attuale quadro normativo in materia di ambiente e di risparmio energetico – ha dichiarato ancora Moroni – e in linea anche con la carta della ricostruzione della città dell'Aquila, che venne presentata dal sindaco Cialente in occasione della conferenza Onu a Copenaghen, e con quanto deliberato nell'autunno scorso dal Consiglio comunale. Sarà necessario uno sforzo progettuale da parte dei tecnici incaricati, delle imprese che dovranno realizzare questi sistemi innovativi e degli stessi proprietari di immobili, che avranno il duplice vantaggio di diminuire i consumi e di poter ottenere un premio di cubatura, fornendo allo stesso tempo un contributo fondamentale alla tutela dell'ambiente».
L'assessore Moroni ha anche annunciato che, prima di sottoporre il provvedimento al Consiglio comunale per la definitiva approvazione, promuoverà una serie di incontri pubblici con tutte le categorie interessate, anche ai fini di recepire utili suggerimenti in materia.

06/07/2010 16.31