Tasse e dichiarazioni dei redditi, L'Aquila una città nel caos

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Secondo l'Agenzia delle Entrate, tutti gli aquilani con l'azienda soggetta agli studi di settore devono fare l'adempimento entro il 6 luglio. * ALL’AQUILA IL VINO DI TUTTA ITALIA PER RICOSTITUIRE LE CANTINE DISTRUTTE
A lanciare l'allarme è il tributarista Luigi Fabiani, a margine della conferenza stampa di presentazione della mobilitazione in programma a Roma il 7 luglio prossimo.
Le aziende che, non senza difficoltà, hanno presentato la rendicontazione 2008 entro fine giugno hanno tre giorni per mettersi in regola.
Ma a questo punto non si sa come rendicontare i fabbricati distrutti dal terremoto.
«Non abbiamo certezza di nulla», ha detto sconcertato Fabiani, «considerando che l'Agenzia ha fissato un incontro con i rappresentanti di categoria per il 6 luglio, con il rischio che tutti diventino inadempienti».
Il tributarista si chiede cosa succederà all'Aquila a fronte di mille, duemila o cinquemila ditte inadempienti, come si comporterà l'Agenzia «con i controlli o con 5.000 ricorsi?».

Preoccupata per questa nuova valanga che si sta abbattendo sugli aquilani anche la neo assessora al Sociale al Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane, nominata non senza polemiche.
«L'Agenzia delle entrate», ha detto Pezzopane, «deve accettare le proposte formulate dalle categorie professionali di commercialisti, tributaristi e consulenti del lavoro».
La richiesta è quella di prorogare al 30 settembre 2010 le presentazioni dei redditi 2008 e al 31 marzo 2011 quelle dei redditi 2009, «in modo da poterci allineare con il resto del Paese ed essere puntuali alla scadenza, fissata per tutti, al 30 settembre 2011 per i redditi 2010».
I commercialisti sono piombati in una difficoltà insolubile: «sono vittime di una situazione paradossale a causa di un vuoto normativo che, di fatto, li obbliga a mettersi in regola con le denunce dei redditi in pochi giorni, ma non fornisce loro gli strumenti di legge necessari per risolvere le mille contraddizioni e gli innumerevoli problemi che questa situazione senza precedenti ha determinato».
I commercialisti, infatti, devono fare in fretta: fino al 6 luglio hanno tempo per presentare le denunce dei redditi relativi agli studi di settore e non sanno, letteralmente, cosa scrivere.
Chi, ad esempio, era titolare di un'attività commerciale o di uno studio privato in centro storico con sede in un immobile crollato, dal quale, per ovvie ragioni, non è riuscito a recuperare nulla, men che meno i documenti, cosa deve presentare?
Ovviamente non può denunciare nulla.
In questo caso, però, l'agenzia delle entrate deve operare controlli incrociati con i fornitori e, a questo punto, il contribuente è ufficialmente evasore e va incontro a tutte le conseguenze in termini di sanzioni.
E ancora, come conteggiare la proprietà di questi immobili distrutti che, come sedi di attività, erano beni strumentali e pertanto determinavano ammortamenti sul reddito complessivo?
Ma anche qualora il contribuente fosse in condizione di produrre i documenti del caso, per esempio, c'è il problema dell'Enel che ancora non stabilisce le tariffe per il 2009, spese queste che andrebbero a detrazione.
«Per colmare questo vuoto normativo l'unica soluzione – conclude l'assessore Stefania Pezzopane – è che l'agenzia delle entrate accetti le proposte formulate il 28 giugno dalle categorie interessate e, rispetto alle quali, ha fissato un tardivo incontro per il 6 luglio, quando cioè i termini saranno scaduti. Nel frattempo però – sottolinea Stefania Pezzopane – dovranno essere chiariti tutti i quesiti rimasti insoluti e dovranno essere colmate tutte le inaccettabili e paradossali lacune normative oggi così drammaticamente evidenti».
Il presidente Chiodi e il Comitato esecutivo dell'Abi confermano intanto che per prorogare la misura di congelamento del pagamento delle rate di mutuo e di finanziamento per le famiglie e gli imprenditori nelle aree colpite dal terremoto, l'accordo sottoscritto lo scorso 25 giugno tra Commissario e Abi era necessario e indispensabile in quanto le misure previste nel "Piano famiglia" e nell' "Avviso comune", sottoscritti tra Abi e ministero dell'Economia, non erano di per se' sufficienti a far scattare i benefici relativamente alle popolazioni colpite dal terremoto.
Il caos regna sovrano.

03/07/2010 11.28

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ALL'AQUILA IL VINO DI TUTTA ITALIA PER RICOSTITUIRE LE CANTINE DISTRUTTE

Oltre 1700 bottiglie raccolte e da distribuire; decine di produttori partecipanti da tutta Italia. Almeno 20 esercizi dell'Aquila colpiti duramente e bloccati dal terremoto, feriti e danneggiati anche nelle loro riserve di cantina, ma che hanno coraggiosamente riaperto i battenti, riceveranno in media 80 bottiglie per ciascuno grazie al progetto “Piccolo banco solidale del vino”
Si concluderà così mercoledì 7 luglio alle ore 11 nella sala conferenze della caserma della Guardia di Finanza a Coppito - L'Aquila - con un grazie affettuoso a quanti l'hanno sostenuta, alle Fiamme Gialle aquilane e al generale Fabrizio Lisi che l'hanno resa possibile accettando di "ospitare" e custodire quanto via via raccolto, l'avventura del “Piccolo Banco Solidale del Vino per l'Aquila”.
Il progetto nasce da un'idea del giornalista, Antonio Paolini, (Il Messaggero, curatore Guide Espresso e Vini Buoni D'Italia Touring Club) il quale, dopo il terremoto, attraverso i media, specializzati e non, e dieci mesi fa nella sede delle presentazioni delle tre maggiori Guide di settore (Espresso, Gambero Rosso, Vini Buoni d'Italia Touring Club in rigoroso ordine alfabetico) ha lanciato il seguente appello: «Per aiutare a far ripartire chi, con coraggio, riaprirà il proprio locale, entro un anno, nella città abruzzese ferita al cuore dal sisma. Dai produttori italiani un messaggio d'amore (e di speranza) in bottiglia».
Quel messaggio è arrivato, forte e chiaro. E le adesioni si sono moltiplicate. Decine di produttori italiani e 2 Consorzi, il Soave e il Sagrantino, hanno risposto all'appello di Paolini e, in questi mesi, hanno fatto arrivare all'Aquila più di 1700 bottiglie di vino che, grazie alla collaborazione della Guardia di Finanza sono state “stoccate” nella caserma di Coppito.
Il 7 luglio, quindi, alla presenza delle Autorità aquilane, di una delegazione del Comune di Teramo, anch'esso colpito dal sisma e solidale con i "fratelli" aquilani, del comandante della Caserma, il generale Fabrizio Lisi e di alcuni produttori e fra questi quelli del Consorzio del Soave e della Confraternita del Sagrantino in rappresentanza ideale di tutte le azienze vitivinicole che hanno aderito, prenderà il via l'organizzazione della distribuzione.
Si tratta, ne è ben consapevole chi ha ideato e lavorato al progetto e fra questi gli aquilani Roberto De Viti (critico enogastronomico) e Marzia Buzzanca (ristorante Vinalia e Percorsi di gusto) di una fiammella, minima e di misurata rilevanza, accesa in un panorama mai forse così gravato di incognite a partire dal grande disastro del sisma e dalle tante speranze accesesi subito dopo. Questa fiammella vuol costituire un segnale: un luogo, uno spazio, una città, una "agorà", una comunità, per rinascere hanno bisogno di molte, nodali, fondamentali, importantissime cose.
E L'Aquila e la sua gente le attendono, e si battono per averle.

03/07/2010 12.53