Tasse, il terremoto economico che schiaccia la città

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il governo imponga immediatamente per decreto la proroga della sospensione di tasse, imposte e contributi a carico di piccole imprese, lavoratori dipendenti e pensionati dell'Aquila». * CASERMA CAMPOMIZZI: «104 RESIDENTI DEVONO ANDARE VIA»

A lanciare un ennesimo appello è l'europarlamentare eletto nella circoscrizione elettorale abruzzese, Gianni Pittella dal momento che da ieri, praticamente tutti gli aquilani (tranne i lavoratori autonomi con un volume di affari non superiore ai 200 mila euro) sono tornati a pagare le tasse.
Una richiesta insopportabile per quanti nella notte del 6 aprile hanno perso tutto e che oggi, davanti alle macerie di una città che stenta a ripartire, subiscono l'ennesima beffa.
E in attesa degli sviluppi sulla manovra correttiva, anche l'Inps richiede il rispetto dei termini della restituzione dei contributi previdenziali non versati nei primi mesi del post-sisma.
Il termine del 16 giugno 2010 di scadenza del pagamento della prima delle 60 rate con cui vengono restituiti i contributi sospesi da aprile novembre 2009, è stato infatti confermato da un nuovo messaggio Inps a firma del direttore generale.
E questo «alla luce delle maggiori informazioni pervenute, concernenti il testo degli emendamenti approvati dal Consiglio dei Ministri».
La comunicazione, che porta la data del 28 giugno 2010, integra il testo contenuto nel messaggio 16896 del 25 giugno, con cui lo stesso ente sospendeva l'operatività del provvedimento attraverso il quale l'Inps richiedeva il recupero in un'unica soluzione dei tributi non versati da dicembre 2009 a giugno 2010.
Ci sono poi le banche a battere cassa: «alcuni istituti di credito hanno cominciato a bussare alle porte degli aquilani per pretendere la riscossione dei mutui», ha denunciato Giovanni Lolli, deputato del Pd. «La situazione è molto preoccupante, io continuo a sperare in una modifica dell'emendamento presentato al Senato: c'è ancora tempo per un ravvedimento di governo e maggioranza».
Stando alla relazione tecnica dell'emendamento del relatore alla Manovra, Antonio Azzollini, l'onere dello slittamento dei versamenti tributari per l'Abruzzo costerà nel 2010 617 milioni di euro.
A partire dal 2011 invece il recupero di gettito porterà nelle casse dello Stato circa 111 milioni l'anno (fino al 2014) che diventeranno 171 milioni nel 2015.
La copertura per l'anno in corso sarà a carico dello scudo fiscale.
I 617 milioni (esattamente 616,16) risultano da 288,16 milioni di gettito tributario e 328 milioni di gettito contributivo.
Non mancano preoccupazioni anche al di fuori del cratere a favore dei quali, ieri, i consiglieri regionali Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Luca Ricciuti (Pdl), quali vicepresidente e presidente della Seconda Commissione, hanno presentato un progetto di legge.
Il consigliere Di Pangrazio aveva già tenuto diversi incontri con una delegazione di sindaci dei comuni fuori cratere della Provincia di L'Aquila, Pescara e Teramo che sono circa 49.
In quell'occasione erano state rappresentate le emergenze di quelle zone, alcune delle quali fortemente danneggiate dal sisma, ed era stata concordata un' audizione in Seconda Commissione consiliare regionale, delegata in materia di terremoto.
Dalle problematiche emerse in audizione, si e' approdati ad un testo di legge unitario e condiviso dalla maggioranza.
«Attraverso questa normativa – ha spiegato Di Pangrazio - si è voluto dare un punto di riferimento certo per i Comuni esclusi dall'area del cratere. Novità assoluta e' quella di istituire uno Sportello di coordinamento e supporto per l'armonizzazione di tutte le azioni ed attivita' dei comuni non ricompresi nel cratere sismico».
La legge proseguirà ora il proprio iter in Commissione, dove sara' esaminata, per poi approdare in Consiglio.

02/07/2010 11.43

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CASERMA CAMPOMIZZI: «104 RESIDENTI DEVONO ANDARE VIA»


L'AQUILA. Una guerra tra disperati. Un tetto da spartirsi, valige da rifare e nuova sistemazione da trovare.
Perchè presto gli occupanti della caserma Campomizzi all'Aquila, 104 persone assistite dopo il terremoto del 6 aprile 2009, dovranno lasciare la struttura per far posto agli studenti universitari.
Una situazione nota da tempo ma che sembra arrivata adesso agli sgoccioli.
Già nelle scorse settimane gli studenti hanno cominciato a reclamare il posto ammettendo di non avere niente contro gli ospiti della caserma, già inseriti dopo il sisma.
Ma l'impegno era già stato preso e i giovani chiedevano che venisse rispettato.
Richiesta ribadita anche ieri quando l'avvocato Paola Giuliani, per conto del vicecommissario per l'emergenza sisma, Massimo Cialente, ha ricorda «che bisogna mantenere fede agli impegni presi con l'Adsu, azienda per il diritto allo studio».
E si sono registrate reazioni contrastanti tra gli sfollati, concentrati in un'unica palazzina.
C'è anche chi ha chiesto di poter restare almeno nel periodo estivo, considerando che al momento gli universitari presenti sono solo una quarantina.
Agli sfollati, comunque, è stata promessa una sistemazione alternativa nell'Aquilano oppure un contributo di autonoma sistemazione.
La cosa desta comunque preoccupazione, soprattutto tra i nuclei familiari economicamente svantaggiati.
E si aggiunge così alla precarietà un'altra incognita.
Novità in arrivo, invece, per i vigili del fuoco che operano nel cratere. Ieri il presidente della Regione e commissario delegato per la ricostruzione, di concerto con il capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, Francesco Paolo Tronca, ha dato l'assenso per l'impiego di 120 unità per garantire la continuità operativa nelle zone colpite dal terremoto.
Nella riunione tenutasi ieri presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma è stata concordata dallo stesso Commissario la norma che consente l'autorizzazione alla costituzione di apposita “Struttura di Missione” del Corpo, con la relativa copertura finanziaria.
«I Vigili del Fuoco - afferma Chiodi – non lasciano le zone colpite dal terremoto, ma verrà soltanto sostituita l'attuale colonna mobile, adatta alla fase della più stretta emergenza, con una Struttura di Missione assolutamente idonea ai compiti operativi che il Corpo dei Vigili del Fuoco è ancora chiamato a compiere».
Nella stessa riunione romana è stata altresì garantita la proroga dell'impiego delle forze armate impegnate nell'operazione “Gran Sasso”.

02/07/2010 11.43