Per L'Aquila è il giorno delle tasse, presentato emendamento. Si spera ancora

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' stato depositato l'emendamento del relatore alla manovra economica in discussione al Senato sulle tasse dei terremotati aquilani. * COMMISSIONE GRANDI RISCHI, BOSCHI E EVA DAI MAGISTRATI



«Si presume che sia quello concordato con il Governo e quindi in grado di essere approvato», ha commentato l'onorevole del Pd Giovanni Lolli per il quale «si tratta di una formulazione estremamente deludente».
Per quanto riguarda il rinvio dell'avvio del pagamento si è sempre fermi ai lavoratori autonomi con un volume di affari non superiore ai 200 mila euro (ovviamente riferito ai redditi del 2008). Praticamente quasi nessuno.
Dipendenti e pensionati tornano a pagare Irpef, Inail, tornano a mettere mano alle cartelle esattoriali e ai mutui, a prescindere dal nuovo accordo con l'Abi.
Per i pedaggi autostradali è scattato pure l'aumento con migliaia di persone ancora a sfollate sulla costa (l'esenzione del pedaggio non è per tutti).
Gli aumenti, entrati in vigore da oggi, arriveranno fino al 5% su tutta la rete autostradale, tra cui l'A25 Chieti-Pescara.
La nuova sospensione tributiva e contributiva è un affaire per pochi, visto che - a detta della Confcommercio - sono pochissimi gli esercizi commerciali al di sotto di queste cifre.
«Una cosa é il volume d'affari - chiarisce Miria D'Amico, consulente del lavoro - altra cosa è il reddito che per un titolare di un'impresa commerciale, un benzinaio ad esempio, rappresenta solo una piccola percentuale».
Un problema che è anche contabile.
«All'Agenzia dell'entrate - prosegue la consulente - non sono ancora state trasmesse le dichiarazioni relative al 2008 e al 2009 e quindi al momento non sappiamo a quale anno far riferimento per calcolare questi 200mila euro e poi - sottolinea - anche se un libero professionista non paga è tenuto a pagare le tasse dei propri dipendenti già a partire dalla busta paga del mese di giugno».
E' proprio per questo che le categorie professionali hanno confermato la propria adesione alla mobilitazione generale del 7 luglio a Roma.
Anche perché una nuova comunicazione dell'Inps di ieri chiede il rispetto della la restituzione dei contributi non versati da aprile a novembre 2009.
E quindi da oggi gran parte dei terremotati cominceranno a pagare le tasse correnti mentre per quanto riguarda la restituzione di quanto sospeso sino ad oggi e' previsto lo slittamento a Gennaio 2010 ma restano le 60 rate e la misura del 100% di quanto dovuto.
«Un trattamento completamente diverso da quello di Umbria e Marche che conferma quanto siamo considerati un terremoto di serie B», commenta amareggiato il parlamentare.
Secondo Lolli c'e' ancora tempo per modificare queste norme «ed e' quindi necessario continuare a mobilitarsi e protestare in modo unitario e al di là di ogni schieramento». Per questo ora è ritenuta molto importante la riuscita della manifestazione del 7 Luglio a Roma.
«Grazie a una mobilitazione eccezionale che continuera' nelle prossime giornate», spera la vice presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, «Governo e maggioranza si stanno accorgendo della grave sottovalutazione della tragedia aquilana. E' evidente che rispetto a quanto richiesto dal Consiglio comunale dell'Aquila, dal Consiglio provinciale, da decine di Comuni e dalla Regione; la proposta del relatore in commissione bilancio del Senato ovvero una sospensione solo per una piccola parte degli autonomi ed un rinvio solo per sei mesi della restituzione risulta del tutto insufficiente. Continua la politica dei pannicelli caldi mentre all'Aquila servono certezze, risorse e l'applicazione del sistema di sospensione e restituzione tasse applicato in altre circostanze analoghe alla nostra».
E a Pizzoli si registra lo sciopero della fame di un consigliere comunale di minoranza per protestare contro la mancata pubblicità data dall'amministrazione al termine di scadenza per la richiesta di contributo di autonoma sistemazione.
Una protesta che il consigliere Francesco Luciani, ha interrotto solo ieri, per attendere le decisioni del consiglio, riunito in seduta.
«Mi aspettavo - ha spiegato Luciani - che il consiglio comunale tornasse sui suoi passi, fornendo una scadenza diversa da quella del 2 giugno».
Entro quella data andavano presentate le domande per la richiesta di autonoma sistemazione, ma solo 12 delle 94 famiglie interessate lo hanno fatto.
Secondo il consigliere, «la colpa è del Comune che non ha affisso manifesti sulla data di scadenza».
Non è certo di questo avviso il sindaco Angela D'Angelo, «oltre alla sua non abbiamo avuto alcuna rimostranza - ha spiegato - la data della scadenza è perentoria, andava presentata a noi da girare poi alla Sge e di questo abbiamo fatto pubblicità a tutti».
Interpellata sul fatto che una quarantina di Map restano inutilizzati, il sindaco ha dichiarato che «dal 10 di marzo c'é un'Opcm che fa in modo che i Map in esubero devono essere messi a disposizione del commissario».
Altro problema ancora tutto da risolvere quello degli espropri.
«Ormai non si contano piu' gli aquilani che attendono inutilmente notizie sugli indennizzi per le aree loro espropriate, allo scopo di realizzare i complessi antisismici, e sul destino delle loro terre rimaste inutilizzate», ha denunciato il consigliere comunale dell'Aquila Roberto Tinari (Gruppo Dca - Rialzati L'Aquila).
«Sono convinto - afferma - che meritino rispetto anche i nostri cittadini che si sono visti privati delle loro terre, indubbiamente per un fine nobile - la costruzione degli alloggi per i senza tetto - ma che deve necessariamente essere seguito dalla corresponsione degli indennizzi di legge. Per questo ho presentato un interrogazione al sindaco, chiedendogli quando saranno erogati tali indennizzi, in che misura e soprattutto in che tempi».
01/07/2010 9.50
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COMMISSIONE GRANDI RISCHI, BOSCHI E EVA DAI MAGISTRATI

L'AQUILA. Davanti al pm Fabio Picuti e gli avvocati di fiducia, sono stati interrogati ieri mattina i primi due indagati nell'ambito del filone della maxi-inchiesta sui crolli relativo al mancato allarme da parte della Commissione grandi rischi.
Una inchiesta che ha fatto discutere nelle scorse settimane e che ha portato anche il premier Silvio Berlusconi ad ammettere di aver chiesto alla Protezione Civile di non tornare a L'Aquila, perchè ci sarebbe il rischio che qualche aquilano «spari in testa» a quelli che sono ritenuti i responsabili del mancato allarme.
Ma ieri ad arrivare in procura sono stati Enzo Boschi, il presidente dell'Ingv e del professore Claudio Eva, ordinario di fisica terrestre dell'Universita' di Genova.
Per entrambi si e' trattato di un interrogatorio "fiume" dopo aver chiesto di essere loro stessi ascoltati per chiarire la loro posizione che comprende anche le teorie scientifiche.
Nelle tre ore di interrogatorio durato per ognuno, gli indagati hanno ribattuto punto per punto alle accuse mosse dalla Procura che contesta loro che «la valutazione dei rischi sismici fu approssimativa, generica e inefficace in relazione alle attivita' e ai doveri di previsione e prevenzione sia con dichiarazioni agli organi di informazione, sia con redazione di un verbale».
Per gli inquirenti la commissione Grandi rischi fornì a cittadini, politici e alla stessa Protezione civile «informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosita' e sui futuri sviluppi dell'attivita' sismica in esame».
L'onorevole Alfredo Biondi, gia' ministro della Giustizia, legale di fiducia di Eva, si e' limitato a dire che «i terremoti non sono prevedibili e questo non e' affatto elemento di rassicurazione, chi lo ha fatto ha agito in maniera autoconsolatoria».
Telegrafico l'avvocato Marcello Melandri che assiste Boschi: «Il milo cliente non ha mai fatto dichiarazioni in termini di rassicurazione».
Entrambi gli avvocati hanno escluso la possibilita' di ricorrere ad altro giudice, scelta invece adottata da alcuni legali chiamati a difendere degli imputati per i crolli di alcuni edifici.
Gli altri indagati per omicidio colposo, lesioni personali e cooperazione nel delitto colposo sono Franco Barberi, vicario della commissione Grandi rischi; Bernardo De Bernardinis, gia' vice capo della Protezione civile; Mauro Dolce, direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile; Giuliano Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv e, infine, Gian Michele Calvi, direttore dell'Eucentre e "padre" del progetto 'Case'.
«E' urgente, oltre che necessario, che il Governo faccia doverosa chiarezza sugli ingiustificabili eventi che hanno portato la Commissione Grandi Rischi e il Dipartimento della Protezione civile ad abdicare alle loro proprie 'attivita' di previsione e di protezione delle varie ipotesi di rischio», è tornato a chiedere ieri in un'interpellanza urgente indirizzata al presidente del Consiglio il senatore del Pd Mario Gasbarri.
L'esponente del centrosinistra nel documento ripercorre gli eventi fino a giungere alla decisione della procura della Repubblica de L'Aquila del 3 giugno 2010 che accusa di omicidio colposo i membri della Commissione Grandi Rischi che il 31 marzo 2009, sei giorni prima del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile, parteciparono ad una riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese. «Ad oggi - conclude Gasbarri - i cittadini dell'Aquila ancora non sanno perché chi era preposto a garantire la loro sicurezza non ha esplicato fino in fondo il proprio compito e tutti gli italiani si chiedono perché alcuni di loro ancora oggi sono li a ricoprire indegnamente quell'incarico. A questo punto chiarezza è necessaria soprattutto quale segno di rispetto nel confronti delle popolazioni colpite dal sisma»

01/07/2010 9.50