Ricostruzione, 28 mln di euro per aziende e professionisti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono 150 le aziende del cratere sismico e i titolari di partita Iva che riceveranno indennizzi per i danni provocati dal terremoto. * INCHIESTA CROLLI, TEMPI LUNGHI TRA PERIZIE E SCONTRI * DA FACEBOOK: «LIPPI&CO DEVOLVANO STIPENDI A L'AQUILA»
Il dato è stato reso noto dal presidente della Regione, Giani Chiodi, che con l'assessore alle Attività produttive, Alfredo Castiglione, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare i risultati del bando che ha destinato una parte dei fondi Por-Fesr, 35 milioni di euro, alle aziende e titolari di partita Iva che hanno registrato danni ai beni dell'azienda a seguito del terremoto.
«Oggi si chiude parzialmente una operazione che permette di dare ossigeno alle imprese aquilane, agli artigiani e professionisti che si sono visti i propri beni e gli studi professionali distrutti dal sisma», ha spiegato il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Dei 35 milioni di euro disponibili, ne saranno utilizzati oltre 28 milioni 600 mila euro che, come detto, andranno a ristorare i danni patiti da 150 aziende e professionisti che hanno risposto al bando. In totale sono arrivate alla struttura regionale di riferimento, il servizio Politiche internazionali, 779 domande.
Di queste, 666 (l'85%) hanno superato la fase di verifica formale dei requisiti di ammissibilità passando così alla fase di valutazione di merito, le altre, 113 (il 15%) sono escluse per carenza dei requisiti formali.
Le istanze complessivamente finanziate sono state 150 per un impiego finanziario di oltre 28 milioni 600 mila euro.
«Le residue risorse, 6 milioni 387 mila euro, - ha spiegato Giovanna Andreola delle Politiche internazionali - sono state prudenzialmente non assegnate con l'impegno di farlo successivamente». Il presidente della Regione ha poi spiegato che ai 35 milioni di euro della rimodulazione dei Por-Fesr «si aggiungono, per gli stessi fini, i 44 milioni in favore delle imprese e dei titolari delle partite Iva erogati dai fondi della Protezione civile nazionale e messi a disposizione dei singoli comuni del cratere».
«Un impegno generale di circa 80 milioni che va a coprire la copertura totale dei danni riportati dalle aziende».
Le polizze assicurative sono state scomputate dal calcolo generale dei danni e che per poter fruire di questi indennizzi non è ammessa alcuna forma di cumulo di ristoro dei danni.
Sul sito della Regione Abruzzo è presente un collegamento nel quale è riportata la graduatorie delle aziende ammesse al ristoro e di quelle escluse.

SU INPS STIAMO LAVORANDO
«Stiamo lavorando perché il recupero dei fondi Inps avvenga a condizioni di tempo più lunghe possibili dal momento che si tratta di enti che non hanno certo bisogno di liquidità», ha assicurato Chiodi parlando della prima rata da restituire all'Istituto nazionale di previdenza in una unica soluzione per il periodo gennaio - maggio 2010 in scadenza il 16 luglio prossimo.
«Purtroppo accade che poche persone sanno delle possibilità di rilancio – ha aggiunto Chiodi -, invito i cittadini ad interessarsi alle misure che possono falicilitare il percorso di ritorno alla normalità di imprese e famiglie».

26/06/2010 9.47
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INCHIESTA CROLLI, TEMPI LUNGHI TRA PERIZIE E SCONTRI

L'AQUILA. E' scontro tra progettisti ed esecutori delle opere nell'ambito dell'inchiesta sul crollo della sede della facoltà di ingegneria dell'università dell'Aquila.
Il fatto è emerso nel corso dell'udienza sull'incidente probatorio che si è svolta ieri davanti al Gip del tribunale dell'Aquila.
In particolare, secondo quanto si è appreso sono i progettisti ad accusare gli esecutori dei lavori ed a sottolineare che se i lavori fossero stati fatti seguendo pedissequamente le direttive, gli esiti del terremoto sarebbero stati diversi.
L'udienza, comunque, è stata rinviata al prossimo 26 novembre per permettere al perito del tribunale, il Ctu, di presentare la perizia che poi verrà discussa in quella data.
Il perito nominato dal Gip è il professor Paolo Venditti che ha 120 giorni di tempo per depositare la perizia, molto attesa sia dall'accusa, sia dalla difesa.
Per il crollo della sede della facoltà di ingegneria dell'università dell'Aquila sono indagate nove persone con l'ipotesi di reato di disastro colposo.
Per due dei sette la procura ha chiesto l'archiviazione che peraltro non è ancora ufficiale.
Secondo la procura, se il sisma fosse accaduto di giorno i morti sarebbero stati 2mila visto che il crollo é avvenuto in uno spazio dove di giorno sarebbero stati presenti molti studenti.
Si preannunciano tempi lunghi, invece, per la definizione del filone di indagine sul crollo condominio di via D'Annunzio, dove sono morte nove persone, nell'ambito del quale sono indagate tre persone.
Secondo quanto si e' appreso ci sarebbero difficolta' per raggiungere uno dei tre indagati con l'accusa di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni: si tratta di Filippo Impicciatore, uno dei due costruttori del palazzo, residente in Venezuela e non ancora convocato per l'interrogatorio di garanzia.
Nel corso dell'nterrogatorio nel quale gli altri due indagati, Fabrizio Cimino, progettista e direttore dei lavori della ristrutturazione dello stabile costruito nel 1963, avvenuta nel 2002 e Fernando Melaragno, artigiano che ha curato parte dei lavori nell'ambito della stessa ristrutturazione, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere perche' non ancora entrati in possesso della documentazione dell'accusa, in particolare, la perizia dei consulenti della Procura.


26/06/2010 9.48

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DA FACEBOOK: «LIPPI&CO DEVOLVANO STIPENDI A L'AQUILA»

L'AQUILA. «E' un pugno dello stomaco vedere le case devastate mentre le televisioni raccontano che qui e' stato risolto tutto».
Lo ha detto ieri all'Aquila il segretario generale della Fiom Maurizio Landini nel partecipare alla manifestazione di protesta sulla Finanziaria che si è svolta nel capoluogo di regione
Landini ha auspicato «una maggiore attenzione da parte del Governo alle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009».
Sulla restituzione dei contributi sospesi da parte di alcuni istituti previdenziali Landini ha aggiunto: «Se si arriva a chiedere indietro i soldi entro un mese a gente che neanche lavora si arriva alla follia. La ricostruzione dell'Aquila - ha concluso - e' un impegno del Paese che parte proprio da questa piazza».
Intanto da Facebook è partita una nuova iniziativa per chiedere a Marcello Lippi e ai giocatori della Nazionale di devolvere «gli immeritati compensi» agli aquilani.
«Imborghesiti dagli altissimi quanto immeritatissimi compensi», si legge nella motivazione del gruppo creato sul social network, «non hanno avuto nessun tipo di motivo per essere retribuiti, allora devolvano completamente i loro compensi alla popolazione de L'Aquila, dal momento che la crisi pare ci sia per tutti tranne che per loro...riscattino così la figuraccia che hanno fatto fare all'Italia e a noi tutti».
«La Nazionale in questo modo ha ancora possibilità di vincere il Mondiale», scrive un utente sulla bacheca.
RAPAGNA': «EMERGENZA EDILIZIA PUBBLICA
Dura invece la nota di Pio Rapagnà del Mia Casa che accusa «il Consiglio regionale dell'Abruzzo di rifiutarsi di affrontare il problema della ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio abitativo di Edilizia Residenziale Pubblica regionale e comunale».
Il Mia Casa, a 15 mesi dal terremoto, denuncia a tutti gli Organi di Informazione e alla opinione pubblica abruzzese e nazionale la completa «abdicazione» del Consiglio regionale nei confronti della Edilizia Residenziale Pubblica di sua «esclusiva e concorrente» competenza rispetto allo Stato, non solo rispetto alla riparazione e ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma, ma anche per la messa in sicurezza antisismica di tutto il patrimonio abitativo regionale e comunale, dentro e fuori il cratere.

26/06/2010 10.25