Idv:«licenziare Minzolini». Del Corvo:«solidarietà a Rai e Mediaset»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Non si ferma la pioggia di proteste nei confronti del Tg1 che nei giorni scorsi hanno completamente ignorato la manifestazione dei quasi 20 mila aquilani scesi in piazza per chiedere la proroga della sospensione delle tasse.
Il gruppo nato su Facebook ''No L'Aquila, no canone'' conta al momento quasi 1300 iscritti.
Tantissimi i messaggi scritti sulla bacheca tra i quali «chiediamo le dimissioni dei dirigenti Rai», «Rai ti odio», «non dobbiamo accettare questa realtà...è nostro dovere cambiarla!», «siamo rovinati».
Intanto il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando chiede ai dirigenti Rai di licenziare il «'direttorissimo' Augusto Minzolini» ribattezzato il «terminator delle notizie».
«Per il direttore del più importante Tg nazionale del servizio pubblico, infatti, 20 mila aquilani che il 16 giugno sono scesi in piazza per protestare contro i ritardi della ricostruzione - spiega Orlando - non sono una notizia. E' inaudito che i cittadini che pagano il canone devono continuare a vedere questo scempio dell'informazione».
«Per Berlusconi, come per Minzolini, ormai gli aquilani, abbandonati a se stessi - aggiunge l'esponente dipietrista - non fanno più notizia e, dato che protestano, vanno censurati. Infatti sono mesi ormai che il premier non fa più passerelle mediatiche in Abruzzo. Minzolini, dopo aver epurato i colleghi a lui scomodi, ha infangato la memoria di 308 morti e dei loro familiari, eliminando le loro voci. Il presidente Garimberti non deve e non può più tollerare tutto ciò. Noi dell'Italia dei Valori aderiamo alla protesta degli abruzzesi partita dalla rete e boicotteremo, il 1 luglio, il Tg che non dà più notizie. "Faremo una lotta senza quartiere - conclude Orlando - a cominciare dalla commissione di Vigilanza, per far tornare dignità e credibilità all'azienda e chiamiamo, inoltre, a raccolta tutta l'opposizione che deve essere unita nel fare una battaglia comune per ridare dignità al servizio pubblico e ai molti professionisti che ci lavorano e per restituirlo ai legittimi titolari: i cittadini».
E intanto si alza lo scontro anche tra il presidente della Provincia de L'Aquila, Antonio Del Corvo, e il suo predecessore Stefania Pezzopane.
«Per la Pezzopane», sostiene Del Corvo, «la città è in agonia e martirizzata, in preda allo spirito di rassegnazione e al vittimismo. Per me, la città in cui sto vivendo ogni giorno e per cui sto lavorando, è un territorio gravemente ferito da un sisma che non ha fatto distinzioni, ed ora ha bisogno più che mai, di molto lavoro per poter riemergere e tornare a splendere».
Riguardo l'attacco che la Pezzopane sferra al Tg1, Tg2 e Mediaset, stando al fianco di molti cittadini, Del Corvo esprimo solidarietà a tutti i professionisti delle tre testate.
«La visibilità di cui si deve nutrire L'Aquila non è legata alle telecamere. Io stesso mentre sfilavo durante la manifestazione del 16 giugno, mi sentivo immensamente legato ai cittadini aquilani e alla grande voglia di riconquistare la loro amata città e non ho minimamente pensato alle telecamere che erano assenti, come, invece la stessa Pezzopane, ha fatto in situazione di emergenza e nel momento della sua presidenza, quando andava spesso rincorrendo studi televisivi e interviste per una propria visibilità».
E ieri, come ogni domenica aquilana, assemblea molto partecipata in piazza Duomo, con numerosi cittadini e vari interventi, con la presenza del sindaco Cialente, dell'onorevole Lolli, dei segretari locale e regionale della Cgil.
All'ordine del giorno le prossime iniziative per ribadire al governo le richieste portate dalla grande manifestazione del 16 giugno. Tra queste la partecipazione con una delegazione di cittadini al consiglio comunale del 24 giugno convocato a Roma sotto Montecitorio, adesione dell'assemblea allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 25 giugno e alla manifestazione regionale che si terrà a L'Aquila, adesione ad una manifestazione a Roma da effettuare nei primi giorni di luglio, per ribadire le richieste del territorio del cratere al governo.
L'assemblea è tornata poi a chiedere la sospensione «ragionevolmente lunga» delle tasse, un flusso di finanziamenti adeguati alla ricostruzione e una richiesta al servizio pubblico Rai, ma anche a tutti gli altri organi di informazione, principalmente quelli televisivi, «di rappresentare con onestà la situazione del cratere e della città dell'Aquila. Al di fuori di ogni propaganda, si chiede che gli italiani sappiano e comprendano le difficoltà del territorio».
L'assemblea ha deciso anche di inviare una lettera al presidente Chiodi, per chiederne le dimissioni da Commissario per la ricostruzione. Analoga richiesta verrà presentata al sindaco Cialente nella sua veste di vice commissario.
Per domani, in occasione dell'arrivo a L'Aquila dei direttori di testate nazionali invitati dal sindaco, è stata lanciata l'idea, per i cittadini che lo volessero, di farsi trovare nelle proprie case del centro storico e raccontare la propria situazione.
Altra iniziativa lanciata: affissione di cartelloni lungo le transenne della città e del Corso in particolare per rappresentare la situazione della città e «manifestare il malcontento per il trattamento riservato dai media nazionali ai cittadini».
Prossima assemblea come di consueto mercoledì alle 18.00.

21/06/2010 11.03