«Arrivano 800milioni». Proteste contro Rai:«disinformazione su L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'arrivo di un decreto del Governo che prevede 800 milioni di euro per il terremoto dell'Aquila, con la somma immediatamente spendibile, è stato annunciato dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. * ALBERGATORI RICHIEDONO PAGAMENTI PER SFOLLATI
Il commissario, nell'illustrare le caratteristiche, ha spiegato che 300 milioni andranno a sanare le pendenze aperte finora per l'assistenza alla popolazione e per le altre misure, mentre 500 milioni verranno impiegati per far partire la cosiddetta ricostruzione pesante.
Tra gli interventi che si sbloccano quelli relativi alle case classificate E, quindi gravemente danneggiate, fuori dal centro storico dell'Aquila, per le quali potranno partire progettazioni e ristrutturazioni.
Durante la conferenza stampa, nella quale si è anche parlato della questione della sospensione delle tasse, è stato sottolineato che per la ricostruzione sono disponibili i 2 miliardi presso la cassa depositi e prestiti e in tal senso sono stati invitati i cittadini a velocizzare le procedure per arrivare al finanziamento e al recupero delle abitazioni.
Il decreto - che ha la denominazione di "decreto a perdere" - non sarà convertito in legge ed è immediatamente spendibile perché il governo lo inserirà nella manovra finanziaria.
Sia Chiodi che il vice presidente del Consiglio Giorgio De Matteis hanno sottolineato che a questo risultato si è arrivati dopo settimane di approfondito confronto con il Ministero dell'Economia al quale si è fatta prendere visione dell'esatta situazione in cui versano le popolazioni e i territori terremotati.
«Il confronto continua - ha spiegato Chiodi - perché sono in ballo altre misure che illustreremo nel momento in cui saranno ufficializzate».
Chiodi ha anche annunciato che il governo si farà portavoce presso l'Associazione bancaria italiana (Abi) per un rinvio del pagamento dei mutui
All'invito del governo si aggiungerà l'appello di Regione Abruzzo e Ufficio del commissario «perché venga confermata la misura».
Secondo l'ultima decisione del comitato esecutivo dell'Abi, la sospensione del pagamento dei mutui e dei finanziamenti in essere al 6 aprile 2009 vale fino al 30 giugno 2010.
L'Abi nel provvedimento del 17 dicembre 2009 aveva stabilito che «ciascuna banca potrà aderire su base volontaria alla misura di sospensione, regolare in piena autonomia le condizioni di applicazione e riscossione degli interessi relativi al periodo di sospensione, identificare e proporre piani di rientro oltre a determinare le modalità di comunicazione alla clientela. Resta ovviamente salva la facoltà del cliente di chiedere in ogni momento la ripresa dei pagamenti».
Chiodi ha inoltre chiesto al vice commissario, Massimo Cialente, che ha responsabilità dell'assistenza della popolazione di rafforzare i controlli al fine di scovare «situazioni di approfittamento da parte di furbi che godono ingiustamente di misure documentando condizioni non vere e così sottraendo fondi alla ripresa delle zone terremotati».
«Sarei tentato di dare i nomi protagonisti di casi molto negativi ma per ora mi astengo - ha continuato Chiodi, il quale ha fatto l'esempio di una famiglia di quattro persone che pur avendo la casa agibile a Tornimparte fin dal mese di aprile 2009 é stata ospite in albergo a spese dello Stato per una spesa totale di 94 mila euro. Tra i casi accertati figurano anche quelli di persone che hanno goduto sia dell'autonoma sistemazione sia della sistemazione alberghiera.

BLOCCO CANONE RAI

Intanto i consiglieri comunali Giuseppe Bernardi e Fabio Ranieri hanno presentato un ordine del giorno urgente per il blocco del canone Rai in città.
I due parlano di «disobbedienza civile nei confronti della televisione di Stato» fino a quando «non sarà ripristinata la democrazia che oggi è stata negata vietando il diritto all'informazione».
«Mercoledì scorso 20.000 cittadini del cratere si sono mobilitati per rivendicare i loro diritti ad essere trattati come tutti i cittadini italiani per la sospensione delle tasse l'occupazione e il Sostegno all'economia», dicono i due consiglieri, «ma nessuna delle 2 maggiori reti televisive pubbliche ha adempiuto la naturale funzione di servizio di pubblica utilità ritenendo inopportuno divulgare l'informazione del dissenso del popolo terremotato che “non chiede elemosina ma soltanto i propri diritti”».
Tra le tasse attualmente sospese per i cittadini del cratere c'è anche il canone RAI «ma non dovrebbe esserci», continuano i consiglieri, «la negazione del diritto di cittadinanza per gli aquilani o il diritto alla disinformazione su ciò che accade all'Aquila da parte delle TV di Stato».

ROSSINI: «ABBIAMO BISOGNO DI RINFORZI»

Ha lanciato un appello anche il procuratore capo Alfredo Rossini che ieri ha chiaramente detto che la Procura ha bisogno di rinforzi.
«Sulla carta abbiamo sei sostituti ma di questi, tre sono ancora nei loro uffici originari per la burocrazia legata al trasferimento ed anche per la resistenza degli uffici», ha spiegato il procuratore, commentando la situazione della sua struttura, alle prese, dopo il sisma, con la maxi-inchiesta dei crolli dei 200 edifici finiti sotto la lente di ingrandimento, sui vari filoni relativi ai grandi appalti e sulle eventuali infiltrazioni mafiose.
«Lavoriamo molto essendo impegnati su più fronti - ha concluso Rossini - certo abbiamo bisogno di rinforzi e confidiamo sul fatto di poter disporre a breve delle unità che ci sono state assegnate».

18/06/2010 9.30

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ALBERGATORI RICHIEDONO PAGAMENTI PER SFOLLATI

ABRUZZO. Gravi difficoltà economiche per gli albergatori che hanno ospitato, a partire dal 6 settembre 2009, gli sfollati aquilani e che aspettano ancora i pagamenti dalla Regione.
La Federalberghi/Confcommercio Abruzzo con una nota firmata dal presidente, Emilio Schirato, dal vicepresidente, Giammarco Giovannelli, e dal direttore, Ernesto Orlando, si rivolge così al presidente della Regione Abruzzo e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, all'assessore alla Protezione Civile, Daniela Stati e all'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, per richiedere un intervento finalizzato ad accelerare i tempi di pagamento delle fatture.
Nella nota l'associazione ricorda di essersi immediatamente schierata a partire dal 6 aprile al fianco della Regione Abruzzo e a quello della Protezione Civile Nazionale per mettere a disposizione posti letto e ristorazione allo scopo di far fronte nel migliore dei modi al drammatico evento sismico che ha colpito la nostra regione.
Al contempo, pur sottolineando l'egregio lavoro svolto del quale tutti devono andare fieri, la Federalberghi/Confcommercio Abruzzo evidenzia che la situazione ad oggi, pur molto meno drammatica rispetto a un anno fa, presenta pero' alcune criticita' che occorre portare all'attenzione della Regione Abruzzo.
Infatti, gli operatori del settore ricettivo sia della costa che dell'interno, che hanno ospitato (ed in parte ospitano ancora) gli sfollati aquilani, versano oggi in grave difficolta' economica a causa dei ritardi nel pagamento delle fatture rimesse alla Regione Abruzzo, aggravatisi soprattutto negli ultimi mesi.
I pagamenti delle fatture sono fermi al saldo di agosto ed all'acconto di novembre 2009. L'associazione non intende stigmatizzare questi ritardi definendo la Protezione Civile un «debitore insolvente».
«Il lavoro di alto profilo sin qui svolto dalla Protezione Civile Nazionale e territoriale, con il modesto apporto dell'associazione», e' qualcosa di cui la Federalberghi-Confcommercio Abruzzo va fiera, «un lavoro che non puo' essere messo in discussione».
La nota si conclude con l'auspicio che si possano subito trovare soluzioni tecniche rassicuranti per le strutture ricettive che hanno ospitato gli sfollati del sisma aquilano e con la richiesta di un incontro volto a definire con chiarezza i tempi di definizione della questione.
18/06/10 12.20