L'Aquila, arriva la proroga per le tasse ma la città scende comunque in piazza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7030

L'AQUILA. Proroga parziale della sospensione dei tributi per le popolazioni terremotate: dal primo luglio, infatti, i lavoratori dipendenti avranno il prelievo delle tasse in busta paga e dovranno pagarle gli autonomi con un fatturato superiore ai 200 mila euro annui. * LA MAZZATA INPS, RESTITUZIONE ENTRO 16/7



Ma la città scenderà comunque in piazza oggi, come confermato dai comitati.
La restituzione del pregresso non avverrà dal primo luglio 2010, come era previsto, ma dal primo gennaio del 2011 in «almeno 60 rate»
L'annuncio dell'emendamento in extremis è arrivato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e dal commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi.
Ad annunciare il provvedimento - che non accontenta tutti, in particolare i lavoratori dipendenti - è stato in serata il sottosegretario Gianni Letta dopo un incontro con il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
«Abbiamo trovato la soluzione e ci sarà un emendamento alla manovra - ha detto Letta -. Abbiamo fatto un lungo incontro al ministero dell'Economia per trovare una soluzione».
Letta ha spiegato che la decisione di sospendere la tassazione alle imprese piccole con un fatturato di 200 mila euro «ha un costo finanziario di 600 milioni».
Chiodi - che si è detto «molto soddisfatto» per la decisione - ha poi spiegato che «la restituzione avverrà in almeno 60 rate: sottolineo 'almeno', perché già da ora c'é una chiara disponibilità del governo ad aumentare le rate per la restituzione e dunque il periodo di versamento degli arretrati». All'inizio, invece, sembrava che la sospensione riguardasse tutti i contribuenti.
Il sindaco ha fatto sapere che la mobilitazione e la protesta organizzata per oggi andrà avanti in quanto l'emergenza non riguarda solo le tasse, «ma i fondi che non arrivano e il fatto che la ricostruzione vera ancora non riparte con 32 mila persone ancora assistite».
Ci saranno rappresentanti di tutta la città dall'assemblea cittadina permanente di Piazza Duomo ai comitati familiari vittime casa dello studente. Ma anche il Comitato 3e32, L'Aquila Città Futura, Animammersa, Cittadini per i cittadini, Rete AQ, il Collettivo 99 solo per citarne un piccola parte.
Sfileranno nel centro della città anche i comitati cittadini per l'Ambiente di Sulmona, l'Università de L'Aquila, l'Arcidiocesi.
E poi 19 comuni da quello de L'Aquila a Barisciano , da Popoli a Torre de' Passeri.
Sarà presente anche la Provincia de L'Aquila e il presidente Pdl Antonio Del Corvo, così come l'Unione degli Universitari, la Cgil, Cisl, Uil, Ugl.
Poi ancora sindacati di polizia, del comparto scuola, dei trasporti, il Mia Casa di Pio Rapagnà. Così come la Cia, l'ordine dei commercialisti, gli edicolanti aquilani.
Ma si faranno sentire anche gli imprenditori locali. Ci sarà la Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila (partecipano direttore e vice direttore generale, direttori di tutte le agenzie del terriotorio), il Consorzio Lacom.
Il ritrovo è alle ore 16.00 alla Villa Comunale. IL corteo sfilerà per corso Federico II, corso Vittorio Emanuele, piazza della Fontana luminosa (dove si uniranno al corteo mezzi agricoli), viale Gran Sasso, viale della Croce Rossa, viale Corrado IV, Strada Statale 17, Piazzale Italtel.
Saranno presenti solo bandiere nero-verdi, simbolo della città mentre sono state bandite bandiere di partito.
Con questa manifestazione cittadina si tornerà così a chiedere al governo le misure necessarie in tema di occupazione, sostegno all'economia, certezza delle norme e dei tempi della ricostruzione della città dell'Aquila e del territorio.
«A oltre un anno dal sisma del 6 aprile 2009», dicono gli organizzatori, «la ricostruzione è ferma, il tessuto economico al collasso, la città e il territorio rischiano lo spopolamento.
Non è ancora completo il quadro normativo per la sistemazione delle case, non ci sono i soldi nemmeno per saldare le spese di emergenza già effettuate, nessuna misura è stata presa per contrastare il tracollo economico».
Molti aquilani sono ancora costretti a risiedere fuori città, senza vedere nessuna prospettiva di rientro.
L'economia delle zone colpite dal sisma si trova tuttora in uno stato di enorme sofferenza: migliaia di disoccupati, cassintegrati, artigiani e commercianti che ancora non riescono a far ripartire le loro attività (e che hanno ricevuto un sussidio di 800 euro mensili per tre mesi); proprietari di immobili inagibili che dovranno riprendere il pagamento dei mutui, senza poter disporre della loro casa; prezzi alle stelle per i locali commerciali; aziende insolventi a seguito della mancata attività dopo il terremoto.
L'istituzione della Zona Franca Urbana da parte del CIPE alleggerisce solo in parte gli effetti del problema.

16/06/2010 8.57

[pagebreak]

LA MAZZATA INPS, RESTITUZIONE ENTRO 16/7


L'AQUILA. Contributi Inps sospesi negli ultimi sette mesi per il sisma del 6 Aprile 2009 da restituire in un'unica soluzione il prossimo 16 Luglio.
Lo prevede l'Inps in una nota sulle modalità di recupero dei contributi sospesi in Abruzzo che conferma anche la giornata di oggi come scadenza della prima delle 60 rate mensili per restituire i contributi sospesi da Aprile a Novembre 2009.
Forte la preoccupazione di commercialisti e consulenti del lavoro. «E' una vergogna - dice la consulente Miria D'Amico -, sarebbe veramente la fine per il nostro sistema economico».
«Quello che non ha fatto il terremoto si sta facendo in queste ore. E' opportuno fare azioni eclatanti a Roma, ma se serve anche in Europa, magari qualche giudice del Tribunale dell'Aja potrà riconoscere la nostra posizione», ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
«E' una situazione folle, non sappiamo come cazzo fare - ha detto ancora Cialente -. E' evidente la volontà di decretare la morte di questa città.
Il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, si è impegnato, invece, a contattare la direzione regionale dell'Inps, per avere spiegazioni.
«La comunicazione dell'Inps - ha spiegato Del Corvo - non sembra in linea con quanto indicato dal piano del recupero contributivo. Non si può chiedere ai contribuenti di restituire così tanto tutto insieme».
Il Comitato attività produttive, presieduto dalla Camera di commercio dell'Aquila chiede, invece, pari dignità con le zone terremotate di Umbria e Marche per consentire lo sviluppo e l'occupazione nelle aree del sisma.
Tra le proposte figura anche la previsione, all'interno della Finanziaria in discussione in Parlamento, di misure specifiche che definiscano il nuovo scenario tributario per le imprese che operano nel cratere e la regolamentazione della zona franca.
«La circolare Inps rappresenta il colpo di grazia per la popolazione aquilana e un ulterioreee motivo per la sacrosanta protesta», confermano i consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Prc)
«I terremotati, dopo aver fatto da comparse per il serial elettorale berlusconiano, ora devono oltre alla batosta delle tasse anche subire le angherie dell'Inps».
Acerbo e Saia fanno anche un esempio: «se ipotizziamo un'azienda con 100 lavoratori il conto è presto fatto: 640 euro x 7 x 100 = 448.000 euro. C'è di che far fallire molte aziende».
A queste cifre i lavoratori dovranno aggiungere la rata Irpef del mese e cominciare a restituire la prima rata Irpef del 2010; ricominciare a pagare mutui e prestiti sospesi, pagare canoni servizi (luce – acqua – metano) e pagare anche gli arretrati (luce – acqua – metano).
«Un cittadino con lo stipendio di 2000 euro lordi», chiudono Saia e Acerbo, «non riuscirebbe a pagare neanche un terzo di quanto su evidenziato».

16/06/2010 8.57