Proroga tasse, la paura di Cialente e la protesta della fascia

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il primo cittadino tiene la fascia tricolore in mano per protesta. Sale la preoccupazione per la proroga delle agevolazioni per il cratere. * CASA DELL' STUDENTE, NO AD UNIVERSITA' PARTE CIVILE


Anche ieri, in occasione della cerimonia di celebrazione del 66/o anniversario della Liberazione della città dell'Aquila il sindaco Massimo Cialente ha partecipato con la fascia tricolore in mano per chiedere la proroga delle agevolazioni per la zona colpita dal terremoto del 6 aprile 2009.
E' la terza volta che il primo cittadino aquilano attua questa forma di protesta contro la manovra finanziaria del Governo: la prima è stata in occasione della festa della Repubblica e lo scorso 10 giugno insieme agli altri sindaci dei Comuni del cratere nel corso del consiglio comunale dell'Aquila convocato ad hoc nella riunione straordinaria dedicata al problema della sospensione dei benefici fiscali .
Cialente ha deposto una corona di alloro sulla targa in memoria dell'evento, alla Torre Civica in piazza Palazzo.
Alcune centinaia di cittadini hanno approfittato della cerimonia per entrare ancora una volta nella zona Rossa, manifestando la loro volontà di riappropriarsi della città.
E a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 l'esposizione debitoria delle piccole e medie imprese commerciali nei confronti di banche e fornitori è cresciuto del 40%.
Lo ha reso noto il direttore provinciale di Confcommercio L'Aquila, Celso Cioni, sulla base di una ricerca condotta con in collaborazione con l'Ascom nazionale.
«In un momento delicato come questo - ha commentato Cioni a margine della fiera di San Massimo - le tasse rischiano di abbattersi come una scure anche sulle attività commerciali».
Se da un lato la manovra correttiva prevede la sospensione di tributi e contributi per imprenditori e professionisti dal volume d'affari di 200 mila euro, sono poche le attività commerciali il cui fatturato è inferiore a tale cifra.
«Bisogna fare distinzione tra imprenditore e libero professionista - ha dichiarato Cioni - perché mentre per quest'ultimo i guadagni sono vicini al volume d'affari, i commercianti guadagnano solo una piccola percentuale, anche ridotta al 15% del fatturato. Così un'azienda che non ha un volume d'affari superiore a quello indicato dalla manovra non ha ragione di esistere, in quanto non consentirebbe neanche un reddito accettabile».
Potrebbero partire presto, invece, i lavori di consolidamento di edifici in piazza Palazzo.
Lo ha annunciato proprio Cialente.
«I fondi per palazzo Margherita, la sede del Comune, e per il palazzetto dei Nobili - ha spiegato Cialente - sono già stati stanziati, ma manca la liquidità di cassa. E' questo il nostro problema del momento che ci impedisce di far decollare la fase della ricostruzione. Tuttavia per piazza Palazzo, ci stiamo attivando per restituire questo luogo simbolo alla città il più presto possibile».
Intanto il Commissario Delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha disposto il trasferimento dei fondi per un importo complessivo pari a 67.713.335,65 mln di euro, ripartiti in favore dei Comuni del cratere (euro 43.135.949,55), dei Comuni afferenti ai Com (euro 406.716,29), dei Comuni fuori cratere (euro 333.845,65) e della Regione Abruzzo (euro 836.824,16).
Al Comune di L'Aquila è stata trasferita una somma pari ad euro 34.085.538,83.
Sono stati corrisposti, altresì, 3.000.000 di euro in favore del vicecommissario Delegato per la tutela dei beni culturali, l'ingegnere Luciano Marchetti, finalizzati alla messa in sicurezza degli edifici sottoposti a vincolo storico-artistico e 20.000.000,00 di euro sono stati destinati alle strutture ricettive alberghiere.

14/06/2010 9.28

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CASA DELL' STUDENTE, NO AD UNIVERSITA' PARTE CIVILE

L'AQUILA. Sabato scorso il Gup del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, ha rinviato al 26 giugno prossimo l'udienza preliminare per il crollo della casa dello studente, dove il 6 aprile 2009 sono morti otto giovani.
Per questo filone della maxi inchiesta sul terremoto sono indagate 11 persone che secondo la Procura della Repubblica dell'Aquila devono rispondere delle ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.
Sui lavori pesa l'istanza di rimessione del processo ad altro giudice con la richiesta di trasferimento a Campobasso presentato alla Cassazione da due degli undici indagati per incompatibilità delle condizioni ambientali.
Il Gup non ha ritenuto di procedere alla costituzione di parte civile dell'Università dell'Aquila. E' stata esclusa anche l'Anpana.
Oltre ai familiari delle vittime ed ai feriti, sono state ammesse il Codacons e Cittadinanzattiva.
Le parti civili sono oltre 50.
Nel caso dell'università il pm Fabio Picuti aveva chiesto che venisse ammessa per tutti ad eccezione degli indagati Navarra e Gaudiano, tecnici nominati dall'Ateneo per verifiche, controlli e progetti. Lo stesso Gup ha spiegato che è sua intenzione condurre il processo in tempi ragionevoli quindi ha deciso di posporre le questioni che causerebbero ritardi per affrontarle in seguito maggiorate dalla forza di una sentenza penale.
Il 26 giugno, inoltre, le parti civili ammesse all'udienza potranno a loro volta citare (ai fini dei risarcimenti in sede civile) coloro che hanno contribuito a cagionare la morte degli otto studenti universitari.
Alcuni avvocati dei familiari delle vittime hanno annunciato di voler citare in giudizio la stessa Università dell'Aquila.
«Durante l'udienza, magistralmente condotta dal dottor Grieco, c'é stato un punto a favore delle difese», ha commentato l'avvocato Fabio Alessandroni, difensore di Luca D'Innocenzo, uno degli undici indagati della casa dello studente, riferendosi all'esclusione dell'Università dell'Aquila dagli enti costituiti parte civile.
«L'Ateneo aquilano aveva riposto nella costituzione di parte civile importanti finalità risarcitorie sia sotto il profilo patrimoniale sia sotto quello dell'immagine - ha continuato Alessandroni -, ma il Gup incalzato dal fuoco di fila delle nostre eccezioni non ha potuto fare altro che dichiarare inammissibile la richiesta dell'Università. Sulla base di quanto accaduto, si profila la chiamata in causa dell'università quale responsabile civile: bisogna ricordare continua Alessandroni che dal 1979 al 1982 la casa dello studente, ex palazzo Angelini, è stato di proprietà dell'ex opera universitaria e quindi dell'università dell'Aquila. Nella prossima udienza studieremo le varie chiamate in giudizio quali responsabili civili dell'Università».
I difensori degli indagati stanno verificando l'eventualità di presentare la stessa istanza nei confronti della Regione.
Intanto alcuni dei familiari delle vittime del terremoto abruzzese, dopo le parole del premier che si era detto preoccupato per le «menti fragili» che potrebbero sparare alla Protezione Civile, hanno invitato il dipartimento guidato da Bertolaso e lo stesso presidente del Consiglio a far parte della nuova "Fondazione 6 aprile per la vita onlus".
«Le parole a volte fanno male più di un bisturi o di una pistola - ha spiegato Vincenzo Vittorini, presidente della nuova fondazione che rilancerà progetti di prevenzione e promozione sociale.
«Le frasi di Berlusconi ci hanno profondamente feriti. Avremmo potuto rispondere per vie legali, ma pensiamo che il muro contro muro e le violente contrapposizioni non giovino a nessuno».
«Il giorno prima delle parole del Premier - ha aggiunto Vittorini - noi parenti di tutti quegli angeli che non ci sono più avevamo dato vita alla Fondazione: quasi una risposta anticipata a quelle parole. Noi siamo per il trionfo della vita in tutte le sue espressioni».
Di qui la scelta di estendere l'invito a far parte della Fondazione, aperta a cittadini e istituzioni, alla Protezione civile, ma anche allo stesso presidente del Consiglio.


14/06/2010 10.07