Letta e Bertolaso contestati a L'Aquila. Pastore:«no infiltrazioni mafia»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6722

L'AQUILA. Si respira un'aria pesante in questi giorni in città. Perchè oltre al dramma del terremoto, a tredici mesi dalla tragedia, salgono le preoccupazioni per le inchieste in corso, per le tasse dei cittadini, per i processi in dirittura d'arrivo sui crolli e le continue polemiche. * PROGETTO CASE, EMERGONO I DIFETTI. PROTEZIONE CIVILE:«EPISODI INCONSISTENTI»
L'ultima in ordine di tempo quella sulla pericolosità di certi aquilani «dalle menti fragili» (come detto da Silvio Berlusconi) che sarebbero pronti a sparare in testa alla Protezione Civile.
Intanto sul fronte delle indagini la Procura nazionale antimafia, con quella distrettuale abruzzese, sta intensificando le indagini, estese anche alla congruità dei costi, sulla realizzazione di 18 dei 19 insediamenti del progetto Case.
Inizialmente la procura antimafia ha indagato sul grande appalto costato 800 milioni di euro, poi le attenzioni si sono concentrate su 18 dei 19 siti, visto che dai controlli è emerso che quello di Assergi sarebbe stato realizzato correttamente.
In particolare, si sta verificando la regolarità dei controlli, ma l'inchiesta ha come obiettivo la verifica della congruità dei costi: da fonti interne alla stessa Procura emerge che si intende accertare se i 2.700 euro a metro quadrato pagati sono rispondenti alla qualità delle realizzazioni.
Nei mesi scorsi, alcuni imprenditori esclusi, avevano presentato un esposto in cui si chiedeva di verificare.
Al progetto Case si è giunti dopo che la Procura nazionale antimafia ha fatto controlli preventivi sugli appalti per la ricostruzione, sempre in collaborazione con la distrettuale abruzzese, per contrastare eventuali infiltrazioni mafiose nell'area del 'cratere', considerata ora il più grande cantiere d'Europa.
A questo proposito, le Prefetture dei vari territori hanno revocato 12 certificati antimafia, di cui 4 a ditte aquilane, per il rischio di infiltrazioni nei rispettivi pacchetti societari: il provvedimento ha comportato l'esclusione dagli appalti e, essendo amministrativo, è stato impugnato dalle aziende.
«E' un'altra delle inchieste che stiamo facendo in collaborazione con la Procura nazionale antimafia», ha sottolineato il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, che è anche Procuratore distrettuale abruzzese antimafia.
Rossini ha comunque sottolineato: «facciamo anche cose a parte, quindi la Procura sta lavorando su molti filoni».
Tra questi, la maxi inchiesta sui crolli del terremoto e l'inchiesta sui grandi appalti del G8 attivata ancor prima dell'inchiesta della Procura di Firenze sui grandi eventi.



Poi, in collaborazione con la Procura nazionale antimafia, c'é il filone sui lavori per la ricostruzione che ha portato a coinvolgere
il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini. C'è poi l'inchiesta sulla Grandi Rischi che ha scatenato le polemiche del premier Silvio Berlusconi.
Proprio su quelle dichiarazioni non ha voluto rilasciare alcun commento il sottosegretario Gianni Letta, a L'Aquila per l'inaugurazione della facciata di Collemaggio.
«Non e' mia abitudine commentare, non lo faccio mai, tanto più - ha affermato Letta - oggi che sono qui a Collemaggio ed è una bella giornata».
Per il restauro completo della basilica occorrono 16 milioni secondo la soprintendenza: 5,5 per la parte centrale e 10,5 milioni per il complesso monumentale.
L'intervento di restauro della facciata , che si è concluso ufficialmente ieri, era iniziato nell'autunno del 2007 su iniziativa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo ed è stato riavviato qualche mese dopo il terremoto del 6 aprile 2009. L'intervento più delicato riguarda il rosone centrale. Insieme a Letta c'era anche il capo della protezione Civile Guido Bertolaso (che nei giorni scorsi ha detto («Berlusconi è un padre di famiglia e si preoccupa per noi ma io tornerà a L'Aquila dove nessuno vuole ammazzarmi») e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
All'esterno della Basilica, ad attenderli con striscioni di protesta e megafoni, c'era un gruppo del comitato cittadino "3e32".
Proprio la presenza dei contestatori ha portato ad un cambio di percorso per Letta Bertolaso e Chiodi che sono dovuti passare dalla Porta Santa della Basilica - entrata solitamente riservata alle cerimonie penitenziali della Perdonanza celestiniana che viene aperta una volta all'anno, il 28 e il 29 agosto, in occasione della Perdonanza: chi la attraversa beneficia del perdono dei propri peccati.
La deviazione è stata suggerita dalle forze dell'ordine - come riferito dal rettore della basilica, Don Nunzio Spinelli – proprio per evitare l'incontro con il comitato dei cittadini, intervenuto per chiedere conto delle disposizioni della manovra fiscale nei confronti delle agevolazioni fiscali per le aree terremotate.
«Pare dunque che all'Aquila», si commenta sui social network, «si sia andati in deroga persino al rito religioso: Letta, Bertolaso e compagnia si sono presi il perdono l'11 di giugno, fuori stagione. E senza il bisogno di un'ordinanza di Protezione Civile».
All'uscita Chiodi ha scambiato qualche parola con i manifestanti ed ha assicurato che sarà a Roma, ogni giorno fino al 16 giugno, data della manifestazione, per perorare la causa aquilana al Governo.
«Stiamo lavorando per trovare una soluzione al problema - ha affermato Chiodi -. Martedì sarò di nuovo a Roma».
Rispondendo a un'altra domanda, il Commissario ha risposto che «sul terremoto non c'é stata nessuna speculazione»

PASTORE: «SU INFILTRAZIONI MAFIOSE POLVERONE»

«Sull'Aquila credo che si stia facendo un gran polverone, tutto passa per infiltrazioni mafiose. Certamente non è così, non c'é nessun elemento».
Lo ha affermato il senatore del Pdl, Andrea Pastore, componente della commissione Antimafia, a margine di una conferenza stampa a Pescara.
«Si sparano titoli in prima pagina - ha sottolineato - e questo allontana chiaramente dal territorio aquilano le imprese serie, le imprese pulite e allontana anche l'interessamento, del tutto legittimo, di chi volesse dare una mano alla ricostruzione aquilana. Sfido, domani, un politico - ha aggiunto - a prendere il telefono e a nominare la città dell'Aquila. Potrebbe passare per un traffichino che vuole interessarsi dei fatti degli altri. Così non è però mi rendo conto che questo rischio potrebbe esserci, con un conseguente pessimo servizio agli aquilani».
Pastore ha annunciato che sulla questione chiederà approfondimenti al presidente della commissione Antimafia, Pisanu.
Il senatore ha poi rivolto critiche su quanto accaduto, ieri, in occasione dell'inaugurazione del restauro della facciata di Collemaggio.
«E' del tutto legittima la contestazione a Letta e Bertolaso - ha detto - ma mettere in secondo piano il fatto in sé e, quindi, la ricostruzione così simbolica oltre che sostanziale, per privilegiare i cartelli di contestazione mi è sembrato anche questo un pessimo servizio all'Aquila e agli aquilani».
12/06/10 14.19

12/06/2010 10.21


[pagebreak]

PROGETTO CASE, EMERGONO I DIFETTI. PROTEZIONE CIVILE:«EPISODI INCONSISTENTI»

L'AQUILA. Infiltrazioni, ruggine, lavori a metà, garage allagati, ringhiere montate al contrario. Questa la situazione dei 185 edifici antisismici consegnati agli sfollati dell'Aquila secondo un dossier del Comune del capoluogo aquilano pubblicato da Repubblica.
Ma la Protezione Civile smentisce: «i difetti sono numericamente quasi irrilevanti rispetto alle dimensioni dell'intero progetto, che ha visto la costruzione di 4.449 appartamenti».
Nella relazione stilata dal Comune i tecnici documentano una serie di criticità. Le problematiche più evidenti riguardano perdite nelle tubazioni dei garage.
«Alcune ditte – scrivono gli ingegneri secondo il dossier pubblicato da Repubblica – per ovviare al problema, hanno escogitato soluzioni artigianali, costruendo contenitori in acciaio e tubazioni di scolo a vista, eludendo palesemente la riparazione della causa delle perdite».
Mancherebbero inoltre le più comuni norme sulla sicurezza, come «parapetti in ferro o legno con listelli orizzontali facilmente scavalcabili dai bambini».
«In un caso», scrivono ancora i tecnici, «la struttura in cemento armato del vano ascensore palesa carenze nella qualità del calcestruzzo».
Qualche vizio di costruzione, secondo il dossier, può essere imputabile «alla velocità di esecuzione dei lavori», ma qui non si parla di «disfunzioni» bensì di «problematiche serie da risolvere». Il problema, evidenzia l'inchiesta di Repubblica, è che non si sa bene a chi spetta la patata bollente.
«Il 31 marzo scorso – si legge sul quotidiano – la gestione dei 185 edifici è passata proprio al Comune de L'Aquila. Gli ingegneri suggeriscono che siano le ditte appaltatrici a farsi carico di riparare ciò che si è rotto. E a consegnare finalmente e non a metà ciò che gli è stato pagato per intero».
Ma dalla Protezione Civile si spiega che nel contratto stipulato con le imprese che si sono aggiudicate le gare di appalto «é stata inserita anche una polizza assicurativa chiamata 'decennale postuma', che obbliga le stesse imprese ad effettuare, con la totale copertura delle spese, tutti gli interventi di ripristino sui lavori svolti che non risultassero eseguiti a regola d'arte».
«E' stata, inoltre - prosegue la Protezione civile civile - già affidata alla società 'Manutencoop' l'attività di manutenzione degli edifici, contratto stipulato in base ad una convenzione attivata in Abruzzo, precedentemente al terremoto, dalla Consip, società che per lo Stato si occupa della acquisizione centralizzata per la fornitura di beni e servizi».
«Bene farebbero - auspica il Dipartimento - i tecnici del Comune dell'Aquila a fare il loro lavoro, seguendo l'esempio di quanto ha fatto fino al 31 marzo la Protezione Civile: e cioé obbligando le imprese costruttrici ad intervenire su quelle situazioni che siano apparse inaccettabili. Gli strumenti per farlo esistono e sono stati resi disponibili da chi ha ideato e realizzato le Case a chi è subentrato nella loro gestione. Evidentemente - rileva - chi ha progettato e realizzato gli immobili aveva ben presente che alcuni difetti, possibili in lavori realizzati con grande urgenza e con il massimo impegno di tutte le maestranze, avrebbero potuto emergere ed ha trovato anche la soluzione; spetta ora a chi ne ha attualmente la responsabilità impegnarsi a risolverli, rimboccandosi le maniche ed evitando di dare ulteriormente fiato a chi ha come unico obiettivo la distruzione di ciò che per migliaia di aquilani rappresenta il ritorno ad una vita il più possibile normale in tempi mai visti prima nel mondo».

ISOLATORI SISMICI, LE ACCUSE DELL'IDV

«All'Aquila la Protezione Civile fa depistaggio sugli isolatori sismici», sostiene invece il consigliere regionale dell'IdV Cesare D'Alessandro.

Come è stato rilevato nell'articolo di Repubblica, infatti, La fornitura degli isolatori è costata 13 milioni e mezzo di euro e ad aggiudicarsi la gara sono state la società "Alga" di Milano (per i due terzi dei pezzi necessari) e la "Fip industriale" di Selvazzano Dentro (Padova).
«Mentre un campione degli isolatori della "Fip" è stato sottoposto a simulazioni avanzate in laboratori qualificati quali quelli dell'Università della California di San Diego», scrive Repubblica, «non altrettanto è avvenuto per quelli dell'"Alga". Questi isolatori hanno infatti superato un unico test. Quello previsto dalla nostra normativa antisismica (è il test definito di "eccitazione monodirezionale")».
Si è così scoperto che questi stessi isolatori hanno un problema: «non possiedono, al contrario di quelli della "Fip", un meccanismo interno che li protegga dalla polvere, un agente atmosferico in grado di gripparne e annullarne il funzionamento».
«Se un fornitore deve garantire nel tempo la qualità ed il funzionamento del prodotto fornito - prosegue D'Alessandro - chi ha fornito gli isolatori sismici doveva appunto garantirne qualità e durata nel tempo».
D'Alessandro si chiede: «se gli isolatori sismici forniti hanno reso necessario, a pochi giorni dall'installazione, un successivo intervento di protezione da polvere ed agenti atmosferici per evitare che nel tempo si sfasciassero, perché questo secondo intervento è stato pagato dai contribuenti con uno specifico successivo appalto ed una conseguente spesa di qualche milione di euro?».
12/06/2010 9.35

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK