Berlusconi a Protezione Civile: «non andate in Abruzzo: vi sparano in testa»

Alessandro Biancardi

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Berlusconi a Protezione Civile: «non andate in Abruzzo: vi sparano in testa»
*IL VIDEO. L'AQUILA. Ha ancora strascichi polemici l'inchiesta della Procura di L'Aquila che sta indagando sulle responsabilità della Commissione Grandi Rischi per la mancata evacuazione della città prima del 6 aprile. * ROSSINI: «NO COMMENT». CIALENTE: «SCONCERTATO». 3 E32: «QUI NON SPARIAMO»
Ed è infuriato (come al solito) con la magistratura anche il premier Silvio Berlusconi che questa mattina, durante l'ufficio di presidenza del Pdl sulle intercettazioni, ha criticato duramente l'atteggiamento di certi magistrati.
«Ci criminalizzano perchè dicono che noi vogliamo impedire la libertà di stampa. Ma qui sta succedendo un'altra cosa assurda», si è sfogato il premier.
«Io ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all'Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, addirittura hanno contestato a Bertolaso di non aver previsto il terremoto... Siamo all'assurdo».
Stesse affermazioni sarebbero state ripetute anche dalla 60esima assemblea nazionale di Federalberghi, quando Berlusconi avrebbe rivelato di aver dato disposizione agli uomini della Protezione civile «di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne o almeno senza rendersi riconoscibili» proprio perchè dopo l'apertura di quel fascicolo «rischi che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa».
Come detto già nei giorni scorsi dal procuratore capo Rossini, però, nessuna accusa è stata rivolta al dipartimento guidato da Bertolaso ma «solo la Commissione Grandi Rischi è [url=http://www.primadanoi.it/notizie/26906-Negligenza-imprudenza-e-imperizia-cos%EC-la-Procura-incastra-la-Grandi-Rischi]l'oggetto dell'indagine[/url], la Protezione civile non capisco cosa c'entri. Quindi si sono arrabbiati», aveva replicato il procuratore, «abbiamo capi d'imputazione precisi, che sono stati contestati e depositati. In tutti questi non c'e' menzione della Protezione civile».
Ma nei giorni scorsi anche lo stesso Bertolaso si era sentito [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=26876&page=1]attaccato dall'inchiesta[/url] che vede tra gli indagati Bernardo De Bernardinis, responsabile dell'Ufficio Emergenze del dipartimento da lui diretto e aveva intravisto nell'operazione della magistratura un tentativo di «destabilizzare e distruggere la Protezione Civile. Facciano pure», aveva detto. «Ma chi domani si assumerà la responsabilità di decisioni vitali per la popolazione?».
Il premier, riferiscono all'Agi alcuni partecipanti all'incontro di questa mattina, tra i vari «attacchi politicizzati» della magistratura» ha citato anche l'esempio del porto di Napoli che «stavano per sequestrare e per fortuna siamo riusciti a fermarli».
Per il presidente del Consiglio la magistratura politicizzata «in modo organico» sta impedendo «il governo del Paese» e va, in questo senso, contro gli interessi del Paese.




UGL CONTRO MANOVRA TREMONTI: «PRONTI ALLA SERRATA GENERALE»


Intanto dall'Ugl de L'Aquila arriva l'ultimatum: «se l'art. 39 della manovra economica varata da Tremonti non verrà modificato, il nostro territorio subirà il definitivo 'colpo di grazia' e noi siamo pronti ad uno sciopero generale ed una serrata generale affinchè tutti gli aquilani possano urlare la rabbia per questa insopportabile ingiustizia».
Per Piero Peretti, segretario regionale della Ugl «se la situazione non cambierà l'impatto nei confronti dei pensionati e dei lavoratori dipendenti sarà devastante e più del 60% dei redditi verrà utilizzato per pagare le tasse, le utenze e le scadenze bancarie. Una persona che percepisce una retribuzione lorda di 1.500 euro ed ha un mutuo a carico, avrà a disposizione da Luglio prossimo appena 400 euro mensili».
Di fronte a questo scenario, lo spopolamento della città, che è stato scongiurato con l'efficace intervento in fase di prima emergenza (case, scuole ecc ecc), sarà purtroppo inevitabile.
«In questa drammatica situazione», chiedono dall'Ugl, «è indispensabile essere tutti uniti e manifestare compattamente l'enorme disagio che L'Aquila sta vivendo».
08/06/10 11.31

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ROSSINI: «NON COMMENTO, CONTINUO A LAVORARE»

L'AQUILA. «Non entro in polemica. Continuiamo a lavorare come al solito bene, velocemente e rispettando le leggi vigenti».
Sono le uniche dichiarazioni che il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha voluto rilasciare in merito alle accuse del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in merito all'inchiesta sulla Commissione grandi rischi, attivata dalla Procura dell'Aquila.
Rossini, che alterna giornate in cui è molto loquace con altre in cui preferisce il silenzio, anche oggi non ha perso la sua calma che da oltre un anno e mezzo mostra in presenza dei giornalisti.
Per la Procura che ha indagato sull'ipotesi di reato di omicidio colposo, la Commissione Grandi Rischi non ha adottato provvedimenti preventivi ma «non c'è alcun riferimento alla Protezione Civile», aveva già spiegato nei giorni scorsi.
Ha commentato invece l'uscita del premier il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi: «ormai siamo al delirio. Ve l'immaginate Obama, la Merkel, Sarkozy fare un'affermazione del genere? Impossibile. Il premier italiani, invece, si lascia andare a pericolosissime affermazioni che avvelenano il clima e alimentano la tensione. Nella sua ormai ossessiva guerra contro i giudici», ha proseguito l'esponente del partito di Di Pietro, «Berlusconi mette in relazione le inchieste sul terremoto con il pericolo di gesti folli e violenti. Un'impostura che nessun altro capo di governo responsabile pronuncerebbe mai. Al contrario, Berlusconi dovrebbe essere il primo a volere la piena verità sugli affari della cricca, composta da squallidi personaggi che hanno infangato il lavoro valoroso di migliaia di volontari della Protezione Civile».
«Queste parole - ha concluso il capogruppo Idv - sono solo un'altra conferma: Berlusconi è sempre più inaffidabile ed è arrivato al capolinea della sua avventura politica».
«Sono parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia nella magistratura», commenta invece la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
«Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un tentativo di influenzare le indagini. Con queste parole - conclude Ferranti - Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani che aspettano con serenità ed equilibrio giustizia».
«Non so proprio come si possano dire certe cose... insomma, sono sconcertato», ha detto invece il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.
«E' proprio una dichiarazione arrivata in un momento sbagliato è vero che all'Aquila l'aria è tesa, ma per via della vicenda delle tasse e dei contributi che dovrebbero essere pagati di nuovo dai terremotati. Governo e opposizione sa bene, perché ho parlato chiaro, che in città c'é nervosismo: menti fragili non ce ne sono, ma gente nervosa sì. Al più presto inviterò Berlusconi all'Aquila per parlare di queste cose – ha confermato Cialente - Quanto alla Protezione Civile, al di là delle vicende giudiziarie, all'Aquila invece c'é grande riconoscenza, specie per i 17 mila volontari che ci sono stati vicini per mesi. Il rapporto con la Protezione Civile è eccellente».
«Ci teniamo a rassicurare il presidente del Consiglio che nessun volontario della Protezione civile verrà mai toccato da atti di violenza». Così Alessandro Gioia del comitato cittadino "3e32" ha replicato al premier. «Gli aquilani sapevano già da tempo che c'era stato un mancato allarme - prosegue Gioia - questi avvisi in sostanza non cambiano nulla. Noi, a differenza del premier, confidiamo nel lavoro della magistratura e attendiamo che l'inchiesta faccia il suo corso. Le gogne – ha concluso - non ci servono».
«Come sempre Berlusconi pur di proteggere se stesso e i suoi indifendibili uomini attacca magistrati e giornalisti. E' patetico», ha affermato il senatore abruzzese dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli esprimendo «solidarietà al Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini».
«Se oggi gli uomini della Protezione Civile non possono mettere piede all'Aquila, la responsabilità è solo ed esclusivamente di Bertolaso, il sottosegretario che è riuscito a fare scempio dello stato di emergenza, trasformando la Protezione Civile in un centro di potere e di spesa».
Per il deputato abruzzese dell'Idv, Di Stanislao, invece, «se queste dichiarazioni corrispondono al vero io mi vergogno di essere rappresentato da questo presidente del Consiglio. Da abruzzese 
e da parlamentare chiedo che Berlusconi si dimetta perché la compostezza il senso di civiltà e l'immane tragedia subita hanno fatto conoscere a tutto il mondo lo spessore e la grandezza morale e civile delle popolazioni colpite dal sisma che hanno dato una grande lezione civica alla politica».
«Le dichiarazioni del presidente del consiglio, lo ammetto, mi sconvolgono. Quì c'è ancora tanto da fare. Servono muratori, gru, pale e carriole. Non fucili», ha commentato Giustino Parisse, il giornalista del quotidiano Il Centro che nel sisma ha perso il padre e due figli adolescenti.
«Io, dopo il sisma - scrive il giornalista di Onna - ho incontrato più volte lui, il capo della protezione civile Bertolaso, decine e decine di volontari che sono venuti ad aiutarci. Ho parlato in questi mesi con molti parenti delle vittime e mai nessuno di loro ha espresso parole minacciose nei confronti di chicchessia. Si continua a confondere una richiesta di chiarezza su quello che accadde nel corso della riunione della commissione grandi rischi il 31 marzo del 2009 con il ruolo della Protezione civile dopo il terremoto. Un ruolo che può essere certo criticato ma da questo a pensare che qui c'è gente pronta a sparare per vendicarsi è qualcosa che mi lascia senza parole - chiude -. Io non ho mai usato toni forti, anzi, se l'ho fatto l'ho fatto contro me stesso forse per esorcizzare i miei tanti sensi di colpa per la morte dei miei figli. Un dolore immenso che aumenta ogni giorno di più. Caro presidente del consiglio, le sue parole fanno male. Spero che, come le capita spesso, arrivi presto una smentita. Dia magari la colpa ancora ai giornalisti che hanno capito male. E poi venga all'Aquila senza problemi».
«Gli aquilani hanno manifestato in questi mesi con le carriole non con
i fucili», ha ricordato il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rc), «all'Aquila non si sente in giro odore di polvere da sparo, ma in compenso sono ancor ben visibili i cumuli di macerie che non pare si
siano accorte dei proclami del ministro Prestigiacomo.
L'unico che spara è il Presidente del Consiglio e lo fa offendendo
in primo luogo le famiglie delle vittime e una comunità intera.
La battuta di Berlusconi rientra nell'ormai abituale e sistematica azione di delegittimazione della magistratura e suona offensiva e derisoria nei confronti di chi ha perso i propri cari e ha tutto il diritto di chiedere verità e giustizia».
«Polverone che non aiuta a trovare la verità» è invece la posizione del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
«Si sta confondendo un tentativo di stigmatizzare l'operato della magistratura e di prendere le distanze da decisioni che Berlusconi non condivide», dice, «con una mancanza di rispetto verso la popolazione aquilana e verso un grande dolore che va invece considerato e che resta purtroppo immutato nel tempo».
«Siamo inorriditi , passate le elezioni provinciali il Governo e' scomparso dall'Aquila», ha detto la ex presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane (Pd), «lasciandola in condizioni difficilissime e con l tasse da pagare vecchie e nuove entro la fine di questo mese, non contenti di aver gabbato i cittadini di questa Provincia ed in particolare le popolazioni colpite dal terremoto, contemporaneamente oggi il Governo elemina la zona franca per L'Aquila, propagandata come cosa fatta, ed oggi in maniera grottesca trasformata in Zona a burocrazia zero».
«Le parole di Berlusconi sull'Abruzzo sono di una gravità inaudita. Innanzitutto costituiscono sono un'offesa nei confronti degli abruzzesi che vengono indicati come facinorosi. Ma la cosa più incredibile è che ci sia un presidente del Consiglio che ordina a dei funzionari pubblici, quali sono i dipendenti e i funzionari della protezione civile, di non fare il proprio dovere», ha detto il senatore del Pd Giovanni Legnini.
«Le affermazioni del premier le possono spiegare solo gli psichiatri o gli esorcisti», ha commentato Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, «oggi - spiega - il canovaccio folle ha raggiunto il suo apice. Dopo aver accusato come sempre i giudici, dopo aver minacciato la Rai trattandola come sua proprietà privata, Berlusconi ha soffiato in modo irresponsabile sul fuoco del conflitto sociale, offendendo tutti gli abruzzesi che sono doppiamente vittime».
La maggioranza dei consiglieri del Csm invece sta per chiedere che il Consiglio superiore della magistratura intervenga «a tutela dei magistrati dell'Aquila che hanno messo sotto inchiesta la Protezione civile per non aver allertato la popolazione sulla possibilità di un imminente terremoto e che sono stati accusati dal presidente del Consiglio di essere politicizzati e di aver messo a rischio l'opera della Protezione civile nei luoghi del disastro».
«Invito il presidente Berlusconi a non abbandonare il territorio aquilano e i cittadini che lo vivono; oggi più che mai abbiamo bisogno di un progetto politico condiviso che coinvolga le migliori energie locali nella nobile finalità della ripartenza dell'Aquila», ha detto invece il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo.
Il ministro dell?interno, Roberto Maroni, ha invece “corretto” il premier:«gli uomini della protezione civile ci sono all'Aquila, ci andranno ancora e ci resteranno se ce ne sara bisogno. Capisco Berlusconi - ha detto Maroni - però lui ha vissuto personalmente un attentato. Lui ha rischiato la vita in un attentato fatto anche per le cose scritte e dette contro di lui».
«Il rischio paventato da Berlusconi», ha spiegato Maroni, «era che se si fanno certe accuse poi c'é qualcuno insano di mente...».
Dopo l'annuncio del ministro dell'interno sulla permanenza della protezione civile in Abruzzo , il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha commentato: «é bene che chi ha da dire parole responsabili le dica. Quelle dette oggi dal premier sono totalmente irresponsabili».


08/06/10 22.20