Prefetto Iurato in Procura per far luce su un appalto da 33 milioni di euro

Alessandro Biancardi

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NAPOLI. Questa mattina anche il il neo prefetto de L'Aquila Giovanna Maria Iurato (insieme ad altre cinque persone) sarà ascoltata come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti milionari per la sicurezza pilotati per favorire determinate aziende. * BERTOLASO PREPARA L'ADDIO MENTRE LA PROTEZIONE CIVILE ASSUME
Nell'indagine è chiamata in causa anche Finmeccaninca e da quanto si è appreso Iurato dovrà rispondere agli interrogativi che pesano sull'appalto da 33 milioni di euro per il Centro elaborazione dati della polizia che doveva sorgere a Capodimonte e che non è stato realizzato, probabilmente in seguito all'avvio delle indagini.
La società affidataria, secondo quanto scrive il Corriere della Sera è la Elsag datamat, scelta anche per gestire i sistemi informatici durante il G8 che si è svolto proprio in Abruzzo la scorsa estate.
Iurato dovrà spiegare i criteri per la designazione, soprattutto tenendo conto che uno dei dirigenti dell'azienda è il suo attuale marito.
Il neo prefetto de L'Aquila è da meno di una settimana nel capoluogo di regione, al posto di Franco Gabrielli, adesso braccio destro di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, e questo è il secondo 'incidente di percorso' in pochi giorni.
Prima della sua nomina, infatti, la Iurato, fino a qualche settimana fa direttore del reparto tecnico-logistico del ministero dell'Interno, era comparsa (insieme al suo appartamento) nella cosiddetta «lista Anemone», l'elenco dei lavori di ristrutturazione compiuti dalle aziende che fanno capo a Diego Anemone, l'imprenditore accusato di far parte della ''cricca' di Balducci &Co che ha ottenuto numerosi appalti per i grandi Eventi.
In quel caso la notizia frenò anche di alcune ore l'arrivo del neo prefetto che poi è filata liscia senza intoppi.
Nei giorni scorsi la Iurato si è presentata per la prima volta alla stampa abruzzese annunciando di essere onorata del nuovo incarico e ha chiesto a tutti di fidarsi del suo operato.

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI NAPOLI

L'attenzione dei magistrati, adesso, si concentra sulle fatture emesse da alcune imprese controllate da Finmeccanica — prima fra tutte proprio Selex — per la fornitura di apparecchiature di alta tecnologia.
L'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli è stata avviata nei mesi scorsi per l'ipotesi di reato di associazione per delinquere e turbativa d'asta in riferimento a una serie di appalti per la sicurezza. Tra questi, quelli relativi alla cosiddetta cittadella della polizia, gli impianti di videosorveglianza, caserme per le forze dell'ordine e il Cen.
Nell'indagine partenopea non sono emerse, al momento, ipotesi di fondi neri o tangenti.
Il 22 aprile scorso i magistrati della Dda di Napoli - il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - incaricarono gli agenti della Dia di perquisire la sede di Finmeccanica, in via Monte Grappa a Roma, nonché quelle di altre società del gruppo, come la Elsag Datamat, (a Roma, Genova e Napoli), Vitrociset (a Roma e Napoli), Engineering Ingegneria Informatica (a Roma), Cap Gemini Italia (Roma), Oit, Organizzazione impianti tecnologici (a Roma) e Selex Comunication (a Roma).
L'esistenza di una associazione che avrebbe pilotato gli appalti per favorire determinate aziende, i presunti illeciti.
Nei mesi scorsi i pm hanno ascoltato, tra gli altri, come persone informate dei fatti il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, quest'ultimo coinvolto nelle inchieste sugli appalti in Puglia.
Tra gli indagati figurano Francesco Subbioni, funzionario di Elsag Datamat, e il suo collaboratore Guido Nasta.
Il procedimento condotto dalla Dda partenopea rappresenta una "costola" dell'indagine sull'appalto Global Service per la manutenzione delle strade di Napoli.
Per un presunto tentativo di fuga di notizie i magistrati nei mesi scorsi disposero l'arresto di un investigatore della Dia accusato di aver copiato alcuni "file" riservati riguardanti le indagini sugli appalti per la sicurezza.

FINMECCANICA IN ABRUZZO

Finmeccanica è presente in Abruzzo attraverso importanti società operanti nei settori dello spazio, delle telecomunicazioni e della sicurezza: Telespazio ad Avezzano, Alcatel Alenia Space a L' Aquila, Selex Communications a Chieti e L'Aquila, E-Security (Elsag) a Montesilvano.

31/05/2010 8.19

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BERTOLASO PREPARA L'ADDIO MENTRE LA PROTEZIONE CIVILE ASSUME

ROMA. Si avvicina il momento dell'addio per Guido Bertolaso dalla Protezione Civile. Il suo vice Franco Gabrielli, ex prefetto dell'Aquila è arrivato a Roma il 15 maggio scorso. I due stanno lavorando insieme.
L'ex direttore del Sisde si sta facendo le ossa, sta imparando il mestiere e respirando l'aria della grande macchina organizzativa e pare che sia pronto a prendere il posto di Super Guido prima del previsto.
Bertolaso non fa mistero che il tempo sta scadendo. «Bisogna prendere atto – ha detto ieri - che sono nove anni che faccio questo mestiere. Mi pare che abbiamo lavorato parecchio, tutto sommato bene, ma a un certo punto credo che sia naturale passare il testimone, è assolutamente fisiologico. Non si può rimanere ad oltranza in un posto».
Lui aveva già deciso di lasciare alla fine del 2008, di approfittare di una norma che gli avrebbe consentito di andare in pensione anticipata avendo lavorato per oltre 35 anni.
Ma gli é stato chiesto di restare, poi c'é stato il sisma in Abruzzo ed i sogni di pensione sono rimasti nel cassetto.
Nel frattempo Bertolaso è finito nel tritacarne dell'inchiesta sui grandi eventi e dall'opposizione sono arrivate richieste di dimissioni.
Il capo del Dipartimento ha ricordato nei giorni scorsi che la lettera di dimissioni è dal 10 febbraio scorso sul tavolo del presidente del Consiglio e «non le ho ritirate. Se il premier ritiene di doverle accettare, lo può sempre fare».
Naturalmente, lui non vuole lasciare l'incarico sull'onda del polverone giudiziario: il passaggio di consegne deve essere, come ha detto anche oggi, «fisiologico», perché sono passati nove anni e perché nessuna carica dello Stato, neanche il presidente della Repubblica, può durare così a lungo. E' stata così predisposta una 'road map' che prevede una sorta di 'lungo addio' dal Dipartimento.
Probabilmente dopo l'estate - e comunque entro la fine dell'anno - ci sarà l'avvicendamento.
«E' giusto - riconosce - che le giovani leve, le nuove generazioni, piano piano, prendano loro la responsabilità di gestire un settore così complicato ma anche così affascinante».
E la Protezione civile che Bertolaso lascerà a Gabrielli, non sarà la stessa che lui ha plasmato nel tempo e fatto diventare grande, forse ingombrante.
Dopo il gigantismo degli ultimi anni, il protagonismo in tutti i grandi eventi, le polemiche sugli appalti e la 'cricca', ci sarà un ridimensionamento.
Il Dipartimento post-Bertolaso, anticipa, «lo vedo con un ruolo sempre più attivo e protagonista da parte delle realtà territoriali che noi abbiamo cercato in questi anni di far crescere».
Deve essere, sottolinea, «meno presente lo Stato centrale, perché la Protezione civile è il territorio, sono i cittadini, sono le organizzazioni che sono vicine ai cittadini. A livello centrale ci deve essere solo una cabina di regia che si deve occupare delle situazioni più critiche, più complesse che riguardano davvero la nazione intera e non solo alcune comunità».

«IL TERREMOTO GESTITO IN MANIERA TRASPARENTE»

Sul terremoto Bertolaso continua a rivendicare «l'assoluta trasparenza nella gestione dell'emergenza».
«Mi pare che siano le carte a dimostrarlo - ha commentato all'Ansa -. Di fatto abbiamo garantito appalti e lavori per un miliardo e 400 milioni di euro, abbiamo un paio di minimi rilievi della Corte dei Conti, e per quello che riguarda i controlli sulla legalità ed anche della trasparenza delle imprese coinvolte ci sono stati due, tre episodi che siamo stati noi, insieme al prefetto Gabrielli, a denunciare e sottolineare. Per tutto il resto, si è lavorato in un modo talmente trasparente che moltissimi industriali sono venuti a congratularsi a complimentarsi con noi per il metodo che abbiamo voluto realizzare che è sicuramente diverso da qualsiasi passato».
Nessun accenno, quindi, alle polemiche per la mancanza di documenti ufficiali forniti a volte con il contagocce o l'impossibilità, denunciata più volte da consiglieri regionali d'opposizione, di avere a disposizione le carte di appalti e sub appalti.
Bertolaso ha poi rivendicato di aver sempre lavorato per risolvere la miriade di problemi: «Il segreto di qualsiasi successo, risultato positivo, è il gioco di squadra, noi l'abbiamo fatto nel corso di tutti questi anni, e dopo le 3 e 32 del 6 aprile del 2009».
«Bisogna lavorare con lo spirito di squadra, se ci si divide, se si alimentano contrasti e differenze anziché trovare i punti di concordia e collaborazione è ovvio che tutto diventa molto più complicato e difficile».
La ricostruzione?
«La strada è quella di tenere sempre la tensione molto alta, di controllare che i finanziamenti arrivino con gradualità ma con continuità, questo è previsto dalla legge, nessuna amministrazione a Roma si metterà di traverso per garantire il costante flusso di finanziamenti che però devono essere utilizzati - ha detto ancora Bertolaso -. Quindi bisogna lavorare, garantire i contributi a chi deve ricostruire o ristrutturare la casa, bisogna dare la possibilità a commercianti ed aziende di poter ripristinare quelli che sono stati i danni e di ripartire con le proprie attività. Noi lo abbiamo dimostrato. Se sono tornati all'Aquila tutti gli studenti delle scuole, se si sono iscritti all'università oltre 20 mila studenti non aquilani significa che c'é voglia di credere ed investire in questo territorio»
Per il capo della Protezione Civile, inoltre, «la burocrazia non deve essere un alibi a non andare avanti; bisogna proseguire la ricostruzione se non con lo stesso passo nostro, comunque, con i tempi a cui hanno diritto gli aquilani».
«Il passaggio di consegne», ha ammesso, «purtroppo crea sempre un contraccolpo, noi siamo abituati a lavorare nel cosiddetto tempo reale quindi se qualcuno mi fa una domanda, io dopo pochi istanti gli dò una risposta. Ma questo è il nostro mestiere perché non possiamo perdere tempo, traccheggiare, fare conferenze di servizi, assemblee e quant'altro - ha spiegato -. E' ovvio che passata la prima fase occorre maggiore condivisione, bisogna esaminare meglio le carte e per forza dare un po' più di spazio alla burocrazia, ma da qui a bloccare tutto ovviamente ce ne vuole».

ASSUNZIONI IN MASSA

In un articolo di ieri de L'Unità di Bianca Di Giovanni, si sottolineava come la Protezione Civile non sentisse crisi tanto che sarebbero in dirittura d'arrivo le assunzioni in deroga di 14 dirigenti, 147 impiegati e 18 tecnici.
«Con la ''modica'' spesa di 8 milioni di euro», si legge sul quotidiano, «in gran parte coperti con i fondi destinati alla ricostruzione d'Abruzzo. Oggi, prima che la manovra ''anti-Stato'' vada in discussione in Parlamento, in tutta fretta si dà attuazione a quelle assunzioni. Le domande vanno presentate entro il 15 giugno: tempi strettissimi per evitare che un blitz parlamentare ostacoli la corsa degli «eletti», cioè chi ha potuto accedere ai requisiti richiesti anche grazie alla rete di conoscenze e amicizie che circonda la struttura».
«A casa i precari degli enti in via di soppressione», scrive ancora L'Unità, «a casa i supplenti, niente scatti per gli insegnanti, niente rinnovi per tutti gli statali. Solo i collaboratori di Bertolaso ottengono una corsia libera da qualsiasi intoppo. Certo, tra i 14 dirigenti ce ne sono anche alcuni - almeno due o tre - che gli addetti ai lavori giudicano meritevoli di riconoscimenti».

31/05/2010 8.23

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