Scossa a L'Aquila. Processo crolli: Rossini: «legittima suspicione fa ridere»

Alessandro Biancardi

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Scossa a L'Aquila. Processo crolli: Rossini: «legittima suspicione fa ridere»
L'AQUILA. Una nuova scossa di terremoto ha svegliato questa notte gli aquilani. Alle 3.45 la terra ha tremato ancora tra le province dell'Aquila e Rieti a meno di 24 ore di distanza dalle tre scosse registrate nella notte di ieri. La magnitudo è stata di 2.4 gradi della scala Richter.
Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è avvenuto ad una profondità di 11,5 km con epicentro in prossimità dei comuni di Capitignano e Montereale (L'Aquila), e Amatrice e Cittareale (Rieti).
Ieri, dopo le tre scosse notturne, il parlamentare Giovanni Lolli aveva chiesto al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, di riunire la commissione Grandi Rischi. Ma da Bertolaso è arrivato un secco no.
«Se dovessimo convocare la Grandi rischi ogni volta che ci sono scosse come quelle della scorsa notte all'Aquila», aveva replicato, «la commissione dovrebbe essere riunita in seduta permanente, visto che eventi di questo tipo in Italia sono frequenti».
E sempre ieri Bertolaso, in occasione dell'amichevole della formazione locale con l'As Roma, ha espresso soddisfazione per il lavoro del prefetto dell'Aquila uscente, Franco Gabrielli, da pochi giorni al servizio come vice-capo dipartimento.
«Gabrielli si è comportato benissimo in questi dieci mesi di emergenza sisma all'Aquila - ha spiegato - ora sta entrando nel sistema, sta lavorando già molto e rappresenta una garanzia».
Bertolaso ha sottolineato che a Gabrielli è stato affidato prevalentemente «il compito di seguire quello che succede qui all'Aquila e di gestire i rapporti con il commissario Chiodi e il vicecommissario Cialente».
«Andremo avanti insieme per un po' - ha concluso Bertolaso- così potrà entrare e capire lo spirito della Protezione civile».
Ma oggi per la città è un giorno importante: è in programma, infatti, l'udienza preliminare per il filone d'inchiesta sul crollo della casa dello studente, dove sono morti otto giovani, uno dei simboli del sisma del 6 aprile 2009, la seconda della maxi inchiesta sul terremoto. Il Gup dovrà decidere se andranno al processo le undici persone iscritte dalla procura della Repubblica nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, per i quali la stessa procura ha chiesto il rinvio a giudizio.
Si tratta di una udienza molto attesa perché sullo svolgimento pesa l'istanza di rimessione del processo con il trasferimento al tribunale di Campobasso presentata al Gup ed indirizzata alla suprema Corte di Cassazione da parte di due degli undici indagati perché all'Aquila non ci sarebbero le condizioni per un rito sereno e giusto, principalmente per le affermazioni del procuratore capo, Alfredo Rossini, e per quelle dei comitati.
Infatti, il Gup potrebbe decidere di sospendere in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione oppure continuare.
Se dovesse prevalere questa ultima ipotesi, si annuncia una udienza interlocutoria, come prevede l'avvocato Massimo Carosi, difensore di Paolo Botta, progettista e direttore dei lavori della struttura costruita nel 1965, uno dei due che ha firmato la richiesta di remissione. Il legale, uno dei due rende noto in anticipo una istanza delle difese, cioé la verifica della legittimazione a giudizio di soggetti diversi dai parenti più stretti «che sono preventivamente individuate come persone danneggiate o offese dal reato»: «ci aspettiamo ovviamente una certa quantità di costituzioni di parte civile oltre quelle ordinarie cioé i parenti più diretti delle vittime - spiega il legale -. Ci sarà quasi certamente una serie di enti, comitati ed associazioni, la cui legittimazione a giudizio e quindi a stare nel processo ci riserviamo di sollevare».
L'avvocato Carosi sottolinea «che per esaminare la questione chiederemo un congruo lasso di tempo».
La prima udienza del maxiprocesso, in programma lo scorso 17 maggio, è stata rinviata al 7 giugno per vizi formali nelle notifiche.
E sono una sessantina le notifiche nell'ambito dell'udienza preliminare per il crollo della casa dello studente nella quale compaiono undici indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.
Secondo l'avvocato Massimo Carosi, legale di Paolo Botta, progettista e direttore dei lavori della struttura costruita nel 1965, «da un sopralluogo effettuato stamani in cancelleria, sembra siano state effettuate tutte regolarmente».
Per Carosi - che difende uno dei due indagati che ha presentato l'istanza di rimessione del processo con il trasferimento al tribunale di Campobasso perché all'Aquila non ci sarebbe un clima sereno per il giudizio - «é prematuro ogni giudizio sulla richiesta inviata al Gup ed indirizzata alla Corte di Cassazione. "Siamo in attesa di ricevere le cartoline delle ricevute di ritorno delle notifiche ai 69 soggetti ai quali abbiamo dovuto notificare l'istanza di rimessione - spiega ancora -. La decisione non compete al Gup, ma alla corte di Cassazione, il Gup deve decidere se sospendere o andare avanti».

28/05/2010 8.24

UDIENZA RINVIATA AL 4 GIUGNO

Udienza abbastanza rapida e filata via liscia stamattina, interamente dedicata alla costituzione delle parti civili tra cui anche l'università e Legambiente.
Il gup Grieco (pm Picuti) ha poi rinviato l'udienza al 4 giugno, il tempo necessario per la valutazione dell'ammissibilità delle parti civili.

28/05/10 11.30

ROSSINI: «LO SPOSTAMENTO DI TRIBUNALE MI FA RIDERE»

Il motivo del rinvio dell'udienza preliminare per il crollo della Casa dello studente è stato deciso dal Gup del tribunale dell'Aquila per avere la possibilità di verificare la legittimazione delle costituzioni delle parti civili che complessivamente sono 54.
L'istanza è stata posta dai difensori degli indagati per i quali deve essere approfondito il discorso sul diritto a costituirsi parte civile da parte di soggetti o enti che non siano direttamente collegati ai parenti più stretti delle vittime.
L'udienza preliminare, quindi, non è stata rinviata come nel caso di quella sul crollo del Convitto nazionale, lo scorso 17 maggio aggiornata al 7 giugno, a causa di vizi di forma nelle notifiche agli indagati.
Uno dei legali degli indagati, Fabio Alessandroni, ha sottolineato «che tra le 54 costituzioni di parte civile molte sono enti ed istituzioni e sulla legittimazione avremo molto da ridire».
«Finalmente siamo arrivati al dibattimento, anche se è una sofferenza profondissima», ha commentato il Presidente del Comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente, Antonietta Centofanti.
«Il processo deve svolgersi all'Aquila - ha continuato la Centofanti - prima di tutto perché i fatti sono accaduti in questo territorio e poi perché deve ripartire il tribunale ed in questo senso i giudici stanno lavorando molto bene e con serenità per cui non sono vere le accuse di alcuni indagati di un clima poco sereno».
E sulla legittima suspicione si è pronunciato questa mattina anche il procuratore Rossini: «stiamo andando avanti come abbiamo sempre detto, questi sono i tempi che avevamo previsto e' chiaro che nel dibattimento sorgono delle questioni sollevate dalle difese ma noi come Procura rispondiamo adeguatamente con le nostre tesi. Il giudice al momento ha accettato le nostre tesi andremo avanti». «Il clima nel tribunale e' sereno qui si rischia anche di addormentarsi - ha proseguito Rossini - Sullo spostamento in altro tribunale la competenza di questa questione legittimamente presentata dalle difese e' della Corte di Cassazione che dirà se c'e' questa legittima suspicione: secondo me non c'e'. Io penso che lo spostamento ad altri tribunali darebbe dal punto di vista temporale lontana la possibilità di arrivare ad un giudizio anche perche' il Tribunale che si dovrebbe occupare della vicenda si potrebbe trovare nella condizione di dover protrarre questa indagine».
«Io penso che all'Aquila si può svolgere benissimo il processo perche' quasi tutti i giudici non sono di qui, questa legittima suspicione mi fa un po' ridere. Noi giudici siamo dei professionisti e sappiano affrontare queste vicende delicate. Si e' atteso anche troppo tempo - ha detto ancora il Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila - bisogna giungere a delle soluzioni e far sapere se ci sono delle responsabilità, lo dobbiamo alle famiglie che hanno subito lutti. Tutte le norme, le leggi sono cose bellissime - ha concluso Rossini - ma noi dobbiamo pensare a tutta la gente che vuole una pronuncia nel merito e noi cercheremo di dargliela».
E si aggrava, intanto, la posizione di tre degli 11 indagati per il crollo della Casa dello Studente.
Nel corso dell'udienza preliminare il pm Fabio Picuti ha sollevato nuove contestazioni al presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell'Aquila, Luca D'Innocenzo, al direttore Luca Valente e al responsabile tecnico Pietro Sebastiani.
Per i primi due il Pm ha chiesto al Gup di approfondire il dato relativo al fatto di «non aver dato seguito alle indicazioni derivate dallo studio di 'Abruzzo engineering' sulle criticità della struttura»; per il terzo i rilievi riguardano la condotta relativa alla mancata disposizione o alla mancata richiesta di disposizione dello sgombero dei locali.
28/05/10 15.07

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