Venturoni: «ci sono i soldi, costruiamo ospedali nuovi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7932

Venturoni: «ci sono i soldi, costruiamo ospedali nuovi»
CONFRONTO A DISTANZA MAZZOCCA-VENTURONI. ABRUZZO. «Mazzocca, ma che parli, che dici: stai zitto». Assessore Venturoni, ma è pur sempre il suo ex collega della Sanità: «Per questo almeno lui dovrebbe tacere, perché conosce più di altri i problemi della sanità abruzzese»
E Venturoni continua:«vede uno degli aspetti più soprendenti del costume politico in questo settore è che molti parlano di ospedali, di assistenza, di Piano di rientro dai debiti senza conoscere bene i fatti: parlano i sindaci, parlano i sindacati, parlano i giornalisti. Per carità: ne hanno tutti i titoli, ma forse prima bisognerebbe informasi meglio. Anche Mazzocca».
Negli ultimi giorni l'ex assessore alla sanità del governo Del Turco ha rilasciato alcune dichiarazione ed interviste nelle quali ha contestato in maniera diretta l'impianto complessivo della politica sanitaria dell'attuale governo Chiodi. La posizione del Pd del resto è chiara: gli eventuali meriti del risanamento del debito (il piano di rientro) sono da attribuire al centrosinistra.
Abbigliamento già estivo e molto informale, l'assessore regionale alla sanità è anche più disponibile del solito, ora che sta per concludersi la lunga querelle per gli accreditamenti 2010 di Villa Pini.
In attesa che arrivi il presidente Chiodi si presta volentieri al taccuino di Pdn.
«Non mi sono piaciute le dichiarazioni di Mazzocca. Quando sono arrivato all'assessorato, ho trovato che alcune delibere e alcune leggi giacevano chiuse nei cassetti e poi il giorno del mio insediamento sono state mandate in pubblicazione – spiega mentre disegna su un foglietto figure di piccoli animali o testine di personaggi, tipo fumetto – e poi perché non racconta che al Ministero il mitico dottor Massicci (che controlla il rientro dai debiti) è andato su tutte le furie con lui? Sapete perché? Aveva scoperto che la Giunta regionale Del Turco era riuscita a stornare per spese varie e clientelari ben 185 milioni dei 700 che erano stati programmati per ripianare il debito. E poi perché non dice che con l'ingegner Giancarlo Masciarelli della Fira ha realizzato due cartolarizzazioni pro soluto?»
Queste sono vicende ormai consegnate alla Magistratura, ma per il funzionamento della macchina sanitaria a che punto siamo?
«Prendiamo ad esempio l'Agenzia sanitaria – spiega Venturoni – tutti dicevano che aveva lavorato bene. Sarà pure, ma qualcosa non andava: per esempio il modo con cui era stato selezionato il personale. Ed io alla scadenza dei contratti non li ho rinnovati. Quando abbiamo deciso la riforma degli enti strumentali della Regione, io ho inserito l'Agenzia. Adesso ci sarà un avviso pubblico e vinca il migliore. Altro che raccomandazioni, sarà il merito a decidere. E poi: avete l'idea di come è inapplicabile il manuale per l'accreditamento delle strutture sanitarie in Abruzzo preparato dalla vecchia Agenzia? Chiudiamo tutti gli ospedali? Mi sembra troppa teoria».
Su questo argomento lei viene criticato perché ci sarebbe troppa “pratica”.
«Conosco le critiche e rispondo con un esempio», spiega Venturoni, «la situazione dell'ospedale di Sulmona, ma non è l'unico, è critica dal punto di vista delle strutture. Che è meglio fare: cercare di risanare o costruire un ospedale nuovo? Tutti sanno che in questi casi costa meno il nuovo e offre risultati migliori. Senza dire che ci sono i soldi dei finanziamenti pubblici: alcuni sono già pronti e con il Patto per la salute per gli altri ospedali c'è la decisione del Governo di assicurare la priorità dei fondi per l'Abruzzo, anche in dipendenza del terremoto- conclude Venturoni, prima di dedicarsi a Villa Pini - E' un'occasione da non lasciar passare. Ci sono 80 milioni già disponibili e gli altri che il Cipe stanzierà. Sono 300 milioni per i nuovi ospedali di Vasto, della zona Frentana, di Avezzano, di Giulianova e di Sulmona. O è meglio lasciar perdere e tenersi gli ospedali vecchi con qualche riverniciatina?»

LA RISPOSTA DI BERNARDO MAZZOCCA

«Non ho nessuna intenzione di polemizzare con l'assessore Venturoni: io ho posto solo alcune questioni politiche con una domanda di fondo», spiega Bernardo Mazzocca, chiamato in causa dall'attuale assessore alla sanità, «e cioè che fine ha fatto il Piano sanitario che la Giunta doveva presentare da tempo. Altrimenti parliamo del nulla. Lì ci sono le risposte che contano, per esempio che fine fanno i 1000 posti letto che debbono essere tagliati. Li togliamo solo agli ospedali, cioè nel settore pubblico, o anche alle cliniche? C'era un piano dell'assessore Vito Domenici (allora Forza Italia) che voleva tagliare nel settore pubblico e mi sembra di ricordare che Venturoni allora era uno dei suoi consulenti».
Ma cosa contesta all'attuale gestione della sanità?
«Non mi piace che si facciano solo gli annunci – continua Mazzocca – degli ospedali da costruire se ne parla da tempo. Io vorrei vedere le delibere, non le chiacchiere. Del Piano sanitario Chiodi ha detto che l'ha presentato a Roma. Bene: ma in Abruzzo chi lo conosce? Chi l'ha scritto? Non credo l'Agenzia sanitaria: da quando non ci sono io, ha un milione in più di fondi, ma produce poco».
E sulla legge 20 che sarebbe rimasta in un cassetto per quasi un anno?
«Non ce l'ho tenuta certo io che l'ho fatta – conclude Mazzocca – sono io che ho fatto le delibere con le sanzioni alle Cliniche in applicazione della legge 20 che, come si dovrebbe ricordare, ha prodotto l'abbattimento del tasso di ospedalizzazione. In Abruzzo c'era il record mondiale di ricoveri, le riviste specializzate hanno dato atto che è stato abbassato di 50 punti. Semmai io parlerei di inapplicazione della legge 20, sono 2 anni quasi di nuova Giunta e l'unica modifica al sistema è stata la legge che ha dato più tempo ad Angelini».

Sebastiano Calella 26/05/2010 11.22

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK