Lista Anemone: Marchetti: «io ho pagato quei lavori»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA . E' tornato a parlare della famigerata lista Anemone, Luciano Marchetti, vice commissario dei beni culturali in Abruzzo. * UN PATTO PER SALVARE I FONDI DELLA RICOSTRUZIONE
Nei giorni scorsi tra i 450 nomi di clienti che avrebbero beneficiato a vario titolo dei lavori dell'imprenditore indagato nella maxi inchiesta dei grandi appalti (qualcunoooo pagando, qualcun'altro no), erano spuntati fuori anche quelli di Marchetti e quello di Giovanna Maria Rita Iurato, neo prefetto de L'Aquila dopo la partenza di Franco Gabrielli che è diventato il vice di Bertolaso alla Protezione Civile.
L'ex direttore regionale per i beni culturali nel Lazio e ora subcommissario della Protezione civile per l'Abruzzo, è risultato essere inquilino tramite la compagna Francesca Nannelli, funzionaria dei Beni culturali distaccata alla "Arcus spa", di una casa in via del Governo Vecchio.
L'appartamento è stato preso in affitto da Propaganda Fide, che, come si legge nel sito del Vaticano è «la Congregazione alla quale era riservato il compito di organizzare tutta l'attività missionaria della Chiesa».
Per disposizione di Giovanni Paolo II dal 1988 la primitiva Propaganda Fide, si chiama "Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli".
«Il restauro del palazzo di Propaganda Fide », ha scritto ieri l'Unità, «era stato affidato alla compagna di Marchetti e l'architetto Federica Galloni che oggi ricopre nel Lazio il ruolo che era già stato di Marchetti, in pensione con il titolo di dirigente ai Beni Culturali ma ancora attivo in qualità di subcommissario alla ricostruzione aquilana.
Nello stesso periodo la Congregazione diede in affitto alla coppia un alloggio ristrutturato dall'amica funzionaria.
Ma la stessa Galloni, spiega la segreteria Uil dei Beni culturali, non avrebbe potuto lavorare al progetto perchè un funzionario non può esercitare la libera professione nel territorio di competenza.
Marchetti, dal canto suo, ha spiegato di aver pagato la ristrutturazione che gli sarebbe stata scontata dall'affitto.
«La cosiddetta 'Lista Anemone'», ha detto ieri il subcommissario tornando nuovamente sull'argomento a margine di un incontro nel capoluogo di regione, «é composta da 450 clienti, qualcuno ha pagato, qualcuno forse ne ha ottenuto benefici, qualcuno si è fatto comprare l'appartamento, forse. Tutte queste cose vanno prima provate - ha continuato - io ho pagato i lavori, a me non interessa nulla degli altri 449».

26/05/2010 8.49

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UN PATTO PER SALVARE I FONDI DELLA RICOSTRUZIONE

L'AQUILA. Un 'patto per il territorio' per mettere al sicuro le risorse del terremoto che, come denunciato da alcuni giorni, potrebbero essere girate per finanziare altri progetti in tutta la regione.
L'idea è del vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D'Amico, del vice presidente la 2^ Commissione Lavori Pubblici del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, del parlamentare Pd Giovanni Lolli e Stefania Pezzopane vicepresidente della Provincia. A questi si sono uniti anche i consiglieri comunali Rivera e Albano e le forze sociali e produttive della provincia dell'Aquila, per «denunciare - hanno spiegato – un ulteriore danno nei confronti della Aquila e dei Comuni ricompresi nell'area del cratere».
In particolare i rappresentanti del Pd hanno parlato dei “Fondi Docup 2000-2006 per circa 16,1 milioni, i fondi delle assicurazioni per i danni del sisma del 2009 (Palazzo Centi e Palazzo Emiciclo) per circa 7 mln e i fondi per oltre 10 mln quali entrate fatte alla Regione Abruzzo a seguito del sisma che vengono utilizzati per soddisfare esigenze diverse.
«Sembra quasi un ritorno al passato - hanno aggiunto - una sorta di provvedimento omnibus». Proprio per scongiurare questo rischio Di Pangrazio e D'Amico propongono un “patto per il territorio” e chiamano a raccolta i rappresentanti politici, le forze sociali, i rappresentanti ed esponenti di associazioni ed attività produttive «per sostenere insieme gli emendamenti che saranno presentati in occasione del prossimo Consiglio regionale per riassegnare a L'Aquila i fondi ad essa destinati. Basta con questi modi di agire - aggiungono Di Pangrazio e D'Amico - chiediamo ai rappresentanti dei diversi partiti di tradurre con atti concreti i buoni propositi sottoscrivendo i nostri emendamenti che puntano a far riassegnare i fondi alla città dell'Aquila e ai Comuni del cratere. E proprio per questa ragione in settimana organizzeremo una riunione specifica per definire la strategia per far riassegnare i fondi nel territorio aquilano».
Infine Di Pangrazio ha posto un interrogativo: «Se la città dell'Aquila avesse avuto un proprio rappresentante all'interno dell'Esecutivo, la Giunta Chiodi si sarebbe regolata alla stessa maniera?»
Altra questione da risolvere quella della proroga delle tasse per i terremotati. Il consiglio ha votato all'unanimità la sospensione fino al 30 giugno 2011 e adesso la palla tocca al governo.
Il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, assicura la «massima attenzione» a portare avanti unitamente agli esponenti del mondo politico Regionale la richiesta avanzata al Governo.
«Sono fiducioso - afferma Del Corvo - nell'azione del Governo, avendo già mostrato apertura. Stiamo facendo i nostri passi a sostegno di richieste possibili. Sono convinto che si tratti di una presa di posizione molto importante per tutta la Provincia dell'Aquila che aiuterà ad evitare l'inasprimento di una crisi già generalizzata. E' di tutta evidenza che l'azione della classe dirigente locale sarà volta non all'ottenimento di privilegi ma di indispensabili aiuti da parte del Governo, che fino ad oggi ha mostrato concreta sensibilità soprattutto nei fatti nei confronti di un territorio così duramente colpito».
Nei prossimi giorni, ha annunciato sempre Del Corvo, «avrò modo di incontrare i rappresentanti del Governo, che già in altre occasioni, nonostante la grave crisi economica in atto al livello internazionale hanno, comunque, mostrato massima disponibilità nell'affrontare l'analisi delle possibili soluzioni volte- conclude - a scongiurare effetti ancora piu' negativi per le popolazioni terremotate».
Intanto problemi di liquidità post terremoto anche in Trentino: la Giunta provinciale approverà venerdì prossimo una delibera che prevede la costituzione di un fondo provinciale presso il Confidi per consentire sovvenzioni temporanee in risposta alle esigenze di liquidità delle aziende edili trentine in difficoltà per la mancata riscossione dei crediti derivanti dagli appalti e subappalti legati alle opere realizzate in Abruzzo.
Lo ha reso noto il presidente della Provincia autonoma, Lorenzo Dellai, rispondendo in Consiglio provinciale a Walter Viola (Pdl), che chiedeva come la Giunta si sta muovendo di fronte al rischio di chiusura della Cosbau di Mezzocorona (la maggiore impresa edile del Trentino), per assicurare ai lavoratori adeguate garanzie, intervenire nelle trattative riguardanti la cessione dell'azienda in liquidazione, e utilizzare realmente gli strumenti anticrisi attivati dalla Provincia.
Il presidente ha garantito l'attenzione della Giunta ai problemi finanziari dell'azienda messa in grave difficoltà dalla mancata riscossione del credito derivante dagli appalti per le opere eseguite in Abruzzo (14 milioni di euro più altri 6 mln di euro legati ai subappalti).

26/05/2010 10.13