Finmek Solution, Gianni Letta: «risolveremo la vertenza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Giornata di proteste e festeggiamenti ieri davanti allo stabilimento ex Finmek Solutions a Boschetto Pile.



Un gruppo di lavoratori della Finmek Solutions ha organizzato un sit-in davanti alla sede del loro ex stabilimento in attesa della visita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, arrivato per l'inaugurazione del call-center della 3 Italia che è posto in uno spazio confinante con l'ex centro di produzione.
L 'obiettivo dei lavoratori è stato quello di ricordare a Letta il mantenimento degli impegni presi in quanto fu proprio il sottosegretario a gestire il passaggio tra la Siemens e la Finmek Solutions.
Dei 550 dipendenti ne sono rimasti circa 90 per i quali la cassa integrazione scade il prossimo 30 giugno.
I lavoratori hanno chiesto a Letta una prospettiva perché senza altre iniziative rimarrebbero senza alcun ammortizzatore sociale e senza lavoro.
«Abbiamo ricordare al sottosegretario Letta, che è un abruzzese, che gli impegni presi all'atto della firma dell'accordo vanno rispettati - ha spiegato Luigi De Carolis, sindacalista Fim-Cisl -. Vogliamo soltanto che le persone rimaste in cassa integrazione in un territorio duramente colpito non rimangano senza lavoro».
Letta ha promesso loro la risoluzione della vertenza: «alla vigilia della scadenza della cassa integrazione per questi operai della Finmek», ha detto, «festeggiamo il lavoro che arriva ma ci impegniamo a risolvere il problema per chi non vede la fine del dramma. In questa saldatura - ha precisato ancora Letta - c'é il futuro e la speranza della ricostruzione dell'Aquila e delle zone terremotate»
I lavoratori Finmek sono in cassa integrazione da 5 anni, la produzione è ferma, da 550 nel corso degli anni si è passati a circa 90 attraverso pensionamenti, prepensionamenti e scivolamenti verso la pensione.
La vertenza Finmek è la più eclatante della crisi del polo elettronico aquilano.

LA FESTA A POCHI PASSI DI DISTANZA PER LA 3

Ma intanto a pochi metri c'erano anche festeggiamenti per la "3 Italia", primo operatore al mondo a lanciare i servizi UMTS su scala commerciale nel 2003, in collaborazione con WSC Network, società specializzata in servizi di outsourcing.
Ieri l'inaugurazione a L'Aquila di un nuovo Call Center con l'obiettivo, a regime, di assumere 400 persone, principalmente giovani abruzzesi, a tempo indeterminato.
La nuova struttura, già operativa, è situata in localita' Boschetto Pile, si estende su una superficie di 1600 metri quadri e mette a disposizione degli operatori di call center e del personale di staff due sale training, una sala break e piu' di 250 postazioni in ambiente "open-space".
In particolare, in un'ottica di potenziamento delle attività di assistenza alla clientela, 3 Italia affiderà al Call Center dell'Aquila la gestione dei clienti ad alto valore, attuata attraverso un modello organizzativo totalmente innovativo basato su team e gruppi di lavoro responsabilizzati per specifici portafogli-clienti.
«Dopo aver contribuito alla gestione dell'emergenza post-sisma, lavorando con i nostri tecnici al ripristino delle comunicazioni mobili e offrendo traffico telefonico e connettività Internet alla popolazione colpita, - ha detto Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia -, adesso diamo avvio ad una nuova fase: offrire un'opportunità di lavoro di qualità ai giovani abruzzesi, lontana dalla concezione "classica" del call center, per restituire loro serenita' e concrete prospettive per il futuro».
Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha molto rimarcato sulla «questione lavoro» all'Aquila, dopo la fase della realizzazione di alloggi provvisori, delle scuole e del riavvio dell'Università.
«Il mio sogno - ha detto Cialente - è di creare all'Aquila un incubatore per le imprese e aziende che vogliono venire qui, nel cassetto c'è anche la volonta' di destinare 2 mila e 500 metri quadrati dello stabilimewnto ex Italtel alla Fondazione dell'Università dell'Aquila per l'avvio di spin-off».
Per Letta l'individuazione dell'Aquila quale sede di uno dei call center della Tre Italia, «parte dal giorno successivo la tragedia di un anno fa, una scelta coraggiosa, benemerita di cui il Governo non può che essere riconoscente. Il problema del lavoro - ha aggiunto Letta - è l'ultimo rimasto tra le priorità del Governo fino ad oggi garantite all'Aquila, un problema che non viene sottovalutato quello di ridare all'Aquila il lavoro che garantisca ai giovani una prospettiva e non li induca ad andare fuori»
«Nelle ore successive alla tragedia - ha continuato Letta - il programma era quello di lavorare su quattro grandi voci: case, scuola, università e lavoro, che consideriamo un manifesto di vita, speranza, fiducia e resurrezione dopo il terrore che ha causato il devastante sisma. Abbiamo tenuto fede a quel programma insieme a tutti, compresi i cittadini. I primi tre punti sono stati pienamente realizzati - ha continuato Letta - sul quarto, il lavoro, stiamo lavorando e sono venuto qui proprio per dare questo nuovo messaggio di fiducia portato da gente che vuole venire all'Aquila per dare lavoro».
Dopo l'inaugurazione il sottosegretario è tornato via a Roma senza rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti ai quali ha chiesto di venire dispensato per una volta dalle domande.

25/05/2010 9.22