Proroga tasse terremotati, il Consiglio dice sì. Ora tocca al Governo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il consiglio comunale dell'Aquila ha approvato all'unanimità il documento con cui, in seduta straordinaria, si richiede al Governo una proroga della detassazione e della cassa integrazione in deroga fino al 30 giugno 2011.

Al documento presentato alla seduta sono state apportate, però, alcune modifiche.
E' stata eliminata la possibilità di applicare aliquote di tassazione diversificate a seconda delle fasce di reddito, una volta terminato il periodo di sospensione fiscale.
Il consiglio rinuncia anche a proporre la creazione di un confidi di stato ad hoc, la cui costituzione è già stata inquadrata dalla legge 77 del terremoto.
Infine, il blocco degli Studi di settore, ultimo punto indicato dal documento, sarà limitato ai tre anni per le sole aziende del cratere.

Hanno partecipato alla seduta straordinaria anche cittadini, rappresentanti sindacali e associazioni di categoria.
Prima della discussione aveva già raccolto centinaia di firme la petizione redatta su iniziativa di alcuni cittadini aderenti al tavolo sulle tasse dell'assemblea spontanea, per chiedere detassazione e decontribuzione dei redditi dei residenti del cratere per cinque anni.
Una proposta che va ben oltre le richieste presentate dal consiglio comunale.
«Con questa petizione chiediamo allo Stato e a tutti i suoi organi - ha spiegato il tributarista Luigi Fabiani - di farci 'da banca per cinque anni', per dire che noi vogliamo all'Aquila una zona franca di fatto, senza tasse, senza cartelle esattoriali, che preveda il congelamento sui mutui e la cancellazione dalle banche dati interbancarie. Dal sesto anno in poi - ha proseguito - ci impegniamo a restituirli nelle percentuali che ci indicherà il Governo».
I cittadini chiedevano di fatto la creazione di un confidi di stato per agevolare l'accesso al credito, così come il congelamento per cinque anni senza maturazione degli interessi delle imposte e dei contributi.
Ma i problemi adesso non sono finiti. La proroga, infatti, potrebbe incontrare alcuni problemi. La pensano così i quattro parlamentari abruzzesi ospiti del consiglio straordinario Pierluigi Mantini (Udc), Paola Pelino e Marcello De Angelis (Pdl) e Gianni Lolli (Pd).
La richiesta di proroga fiscale, infatti, «dovrà fare i conti con una situazione economica delicata, allo stato attuale», secondo Mantini, il quale ha aggiunto.
Per l'esponente dell'Udc in questo momento è fondamentale «attivare quegli investimenti da parte degli enti previdenziali pubblici, suggeriti dall'ordinanza 3820. L'ordinanza - ha sottolineato il deputato - obbliga questi istituti a investire il 7% dell'avanzo, si tratta di svariate centinaia di milioni».
Secondo la Pelino, «probabilmente il documento non potrà essere seguito in tutti i punti, ma noi parlamentari abruzzesi ne porteremo avanti le richieste fondamentali».
Lolli si è detto più pessimista ed ha parlato del rischio di un risentimento popolare.
«Se sino ad ora la situazione è rimasta relativamente calma - ha valutato - al mese di giugno, restando così le cose bisogna pagare tasse, arretrati e mutui e gli equilibri si romperanno».

24/05/2010 16.29