Inchiesta crolli, Rossini in silenzio dopo richiesta legittima suspicione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Stiamo lavorando con velocità e serenità, continuiamo le indagini e quando arriveremo ad altre conclusioni, emetteremo provvedimenti». * «LA RICOSTRUZIONE SIA SOSTENIBILE» * EX OSPEDALE COLLEMAGGIO, 3E32: «NO ALLE SPECULAZIONI» * NATO TAVOLO PER CENTRO STORICO. MA PER LO SPORT ANCORA POCHE NOVITA'
Appare tranquillo il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, che ieri per l'ennesima volta ha fatto il punto sulla maxi inchiesta sul terremoto.
Da qualche tempo, ormai, si concede molto meno a telecamere e microfoni con le quali nel corso dei mesi aveva instaurato un dialogo quotidiano per raccontare ''in diretta'' il lavoro portato avanti dai suoi uomini nell'ambito dei vari filoni d'indagine sui crolli del 6 aprile.
La Procura dopo la definizione delle indagini dei condomini su via XX settembre 79, 123, e via D'Annunzio, da diverse settimane non ufficializza altri filoni.
L'impressione è che lo stop sia dovuto al fatto che la procura dell'Aquila in questo periodo non vuole in alcun modo influenzare le udienze preliminari sul crollo della casa dello studente, in programma il prossimo 28 maggio, e del convitto nazionale, quest'ultima svoltasi il 17 maggio scorso e rinviata al 7 giugno prossimo per un vizio di forma dal Gup del tribunale dell'Aquila.
Sulle due udienze pesa l'istanza di rimessione del processo ad altro giudice con il trasferimento a Campobasso, indirizzate alla Suprema Corte di Cassazione, presentato al Gup da alcuni indagati dei due filoni.
Motivazione degli avvocati? A L'Aquila non c'é il clima per svolgere procedimenti sereni, coinvolgendo in tal senso il comportamento del procuratore per via di alcuni interviste.
«Il motivo di preoccupazione e disagio per la difesa - si legge nell'istanza - e' infatti l'atteggiamento totalizzante assunto dalla locale Procura che ha mantenuto un dialogo costante con le parti lese e loro legali e consulenti, posti a contatti con quelli del pm, ed un rapporto simbiotico con stampa e televisione, responsabili della diffusione di notizie che hanno posto a rischio i valori di ogni cittadino sanciti dalla Legge. Le esternazioni del pm - si legge sempre nell'istanza - idonee a condizionare la libertà d'espressione e la tranquillita' d'animo di quanti in diversa veste hanno avuto ragioni di contatto o rapporti inerenti vicende dei crolli sottoposti ad indagini di polizia giudiziaria, hanno di certo pregiudicato la libera determinazione delle persone chiamate a partecipare al processo».
Per i tre difensori all'Aquila «si e' generata e sussiste una grave situazione locale, extra-giudiziaria ed esterna al processo, tale da turbare il suo normale svolgimento e da pregiudicare la libera determinazione delle persone che vi partecipano e, comunque, tale da suscitare motivi di legittimo sospetto».
L'istanza si conclude con la richiesta ai giudici della Corte di Cassazione di acquisire la registrazioni delle interviste rilasciate dal Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini.
Un altro aspetto che spiega il rallentamento nei provvedimenti da parte della Procura potrebbe essere proprio rappresentato dal fatto che la Procura attende il pronunciamento della Suprema Corte.
Anche se su questo fatto, il procuratore capo, Rossini, ancora una volta si è limitato a commentare che «siamo sereni, attendiamo la decisione della Corte».

21/05/2010 9.17

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«LA RICOSTRUZIONE SIA SOSTENIBILE»

L'AQUILA. Una ricostruzione vera e soprattutto sostenibile. E' questa la richiesta alaborta dal gruppo di lavoro nato all'interno dell'Assemblea cittadina.
IL confronto pubblico avverrà sabato prossimo alle ore 16 nel tendone del presidio cittadino di piazza Duomo.
E' prevista la presenza del commissario Chiodi, del vice Commissario Cialente e del direttore della struttura di missione Fontana, oltre a quella di altri attori istituzionali.
«Durante la prima fase della ricostruzione», contesta il gruppo di lavoro, «non si è assolutamente tenuto conto di tutte le opportunità e gli strumenti già ampiamente previsti dalla normativa internazionale, nazionale e locale tesi a favorire un modello urbanistico realmente sostenibile».
In poche parole si starebbe ricostruendo esattamente "com'era", con gli stessi sprechi e consumi, senza cogliere l'opportunità di ristrutturare gli edifici secondo i moderni standard energetici e ambientali.
Nella terza parte della "Proposta di avviso pubblico”, elaborata dalla Struttura Tecnica di Missione, sui piani di ricostruzione, si riscontra l'effettiva volontà di dare vita ad un processo di ricostruzione realmente eco-sostenibile.
I cittadini chiedono quindi che venga data «concreta attuazione a queste linee guida articolandole alle diverse realtà urbanistiche del territorio, dal centro alla periferia, al fine di contribuire sia al predetto “risanamento energetico” del patrimonio edilizio esistente che ad incentivare tali metodologie costruttive per il patrimonio edilizio da ri-costruire.
In questi mesi si è fatto un gran parlare di eco-compatibilità e di sostenibilità, spesso in maniera inappropriata (basti pensare agli spropositati costi economici e ambientali che comporterà il piano C.A.S.E. in termini di mobilità, manutenzione e nettezza urbana)».
«Chiediamo quindi alle istituzioni», continuano dal comitato, «di passare dalle parole ai fatti».
Tra le richieste: tutti gli edifici pubblici su cui bisogna effettuare interventi di ristrutturazione e\o ricostruzione devono essere dotati delle moderne tecnologie di “efficientamento” energetico, a cominciare dalle scuole. Parallelamente, nell'ambito della ricostruzione delle abitazioni e degli edifici privati, attraverso degli incentivi e dei finanziamenti specifici per l'area del cratere, si potrebbe favorire l'adozione di interventi volti alla riduzione dei consumi di energia ed all'utilizzo delle fonti rinnovabili. «E' fondamentale pertanto», spiega il gruppo di lavoro, «incentivare gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, mediante un integrazione al contributo di ricostruzione».

21/05/2010 9.16

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EX OSPEDALE COLLEMAGGIO, 3E32: «NO ALLE SPECULAZIONI»

L'AQUILA. Dopo la manifestazione di domenica, che chiedeva la restituzione alla città dell'area dell'ex ospedale di Colle Maggio a rischio speculazione e vendita a privati, in un intervista il manager della Asl, Giancarlo Silveri assicura che sarebbero in corso trattative tra la stessa Asl, il Comune e l'Università per un utilizzo pubblico dell'area.
In pole position, secondo quanto riferisce il Messaggero, ci sarebbe il Comune de L'Aquila che sembrerebbe interessato ad avere degli spazi per uffici.
Ma in fila c'è anche l'Ateneo aquilano che, vista la posizione strategica, sarebbe intenzionato ad utilizzare la struttura per residenza studentesca.
«La notizia non può che far piacere a tutti gli aquilani affezionati a quella collina», commenta il comitato 3e32, «ma sollecitiamo la massima trasparenza in merito informando la popolazione passo dopo passo sull'evoluzione della trattativa. Per esempio a che punto si è arrivati? Quali sono i nodi da dirimere? Quando è previsto il prossimo incontro? In quanto tempo si stima che si possa giungere a una conclusione?»
La settimana scorsa presso le "Casematte" si è svolto un incontro proprio su questo argomento alla presenza di Maria Grazia Giannichedda, una delle ispiratrici a suo tempo della legge 180 (Legge Basaglia) sul riutilizzo delle aree degli ex-manicomi.
Al convegno al quale era stato invitato anche il manager Silveri (invito non accolto) è intervenuto l'assessore alle politiche sociali Giustino Masciocco.
«Chiodi ha annunciato il rientro del deficit nella sanità quindi non c'è più la necessità di vendere quest'area per ripianare il debito – ha detto Masciocco – Dobbiamo chiedere alla regione Abruzzo di donarci l'area di grande importanza anche perché potrà essere riutilizzato molto prima del centro storico. Il degrado di quest'area è voluto, così vale di meno – ha continuato l'assessore – Noi andiamo a cercare un percorso che per lo più è finanziato indirettamente dalle spese di ricostruzione per il terremoto. Non possiamo permettere che quest'area venga ristrutturata con i soldi pubblici e rimanga vendibile e appetibile. Chiediamo che venga messa a disposizione della città».
Al momento, ha riferito sempre il manager Silveri, tra i 27 edifici del polo psichiatrico non ve ne sarebbero classificati A ma sarebbero tutti E.
E sempre nei giorni scorsi la Asl avrebbe presentato un esposto alla procura per far sgomberare gli spazi occupati dalle carriole domenica scorsa, quando sono entrare nell' ex tipografia poi centro di riabilitazione.
Secondo l'informativa, «alcuni dei locali di appartenenza della direzione sanitaria sono stati per mesi sede di alcuni tra i movimenti cittadini, come il comitato “3e32″, sorti spontaneamente dopo il sisma, e questo in maniera non autorizzata».
«In realtà», ha commentato il 3e32, «la Asl sa benissimo dove siamo e che cosa facciamo sin da quando siamo arrivati nell'area di Colle Maggio a settembre. Uscire ora per dire che siamo degli abusivi in luoghi inagibili è solo una fievole risposta di fronte alla vergogna provata per avergli messo alla luce del sole, le condizioni di abbandono e spreco in quest'area, condizioni che la farebbero vendere più facilmente a basso prezzo».
 
Ma per Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC e Enrico Perilli, consigliere comunale Prc Aquila, le dichiarazioni del direttore generale della Asl «sono inaccettabili».

«Ricordiamo che il 3e32», dicono i due, «occupò la struttura dandone comunicazione all'allora “manager” Marzetti che, prima di essere dimissionato, aveva intrapreso una procedura per legittimare sul piano amministrativo l'utilizzazione di uno stabile abbandonato per fini sociali. L'occupazione rimane “abusiva” perché il manager nominato dal centrodestra non ha attivato nessuna procedura per la regolarizzazione di CaseMatte. E' gravissimo che Silveri invece di procedere alla regolarizzazione di un'esperienza nata, vorremmo ricordarlo dentro l'emergenza post-terremoto, abbia presentato un esposto alla magistratura richiedendo lo sgombero. Ci domandiamo se Chiodi, Giuliante, Ricciuti, De Matteis e il resto degli sponsor di Silveri siano a conoscenza della decisione del “manager”».
Acerbo e Perilli chiedono l'immediato intervento del Sindaco e della Giunta Regionale «per bloccare un'iniziativa liberticida e priva di senso in una città che dopo il terremoto soffre per la perdita dei luoghi della socialità e dell'aggregazione».
 
21/05/2010 9.49

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NATO TAVOLO PER CENTRO STORICO. MA PER LO SPORT ANCORA POCHE NOVITA'

L'AQUILA. E' stato costituito ieri un tavolo di lavoro per il centro storico, di cui fanno parte il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, la Conferenza dei Capigruppo in consiglio comunale e il Coordinamento Proprietari del Centro Storico.
L'iniziativa nasce da una proposta dal presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti.
Nel corso della riunione si è parlato anche della necessità di esemplificare il processo burocratico previsto dalle linee guida.
«E' emersa anche la necessità - ha dichiarato Benedetti - di parificare i cittadini del centro storico a quelli delle altre zone aquilane, nonché la possibilità di far rientrare nelle proprie abitazioni, dove non ci sia pericolo alcuno, quei cittadini del centro storico che hanno case non danneggiate dal sisma. Stiamo inoltre pensando, di rivitalizzare Piazza Duomo, Piazza Palazzo ed il Corso, rimettendo in piedi, lì dov'é possibile, le attività commerciali».
«Il tavolo che si è formato - ha concluso Benedetti - si muoverà per trovare soluzioni veloci e pratiche, perché il centro storico, almeno in quelle parti dove le strutture non sono totalmente compromesse, possa via via riprendere un po' di vita».
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, accogliendo pienamente la proposta di Benedetti, ha confermato «la necessità del tavolo di lavoro, accelerando al massimo tutte le procedure, anche, se è il caso, modificando quanto già impostato, nell'ottica della riduzione dei tempi per far ripartire il centro storico».
Cialente ha anche sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei cittadini nel processo della ricostruzione che «deve assolutamente cominciare anche con interventi tesi alla riapertura del commercio. Stiamo dando il giusto segnale - ha dichiarato il sindaco - perché questa città non perda nessuna occasione per ricominciare a vivere anche nella parte più ferita, vale a dire il centro storico. Ringrazio anche la disponibilità e la qualità degli interventi dei cittadini proprietari delle abitazioni in centro storico, per la disponibilità alla collaborazione».
Il primo cittadino ha annunciato anche delle iniziative volte a sollecitare l'emanazione di ordinanze per le abitazioni in categoria E alla luce delle nuove norme.
Intanto le associazioni sportive cittadine della provincia dell'Aquila, riunite nella sede dell'Ance in un incontro organizzato dal Panathlon International, hanno chiesto un censimento delle strutture e denunciato ancora una volta le difficili condizioni in cui versano gli impianti sportivi cittadini, dopo il terremoto del 6 aprile.
«Il passaggio all'Aquila del Giro d'Italia - ha spiegato il presidente del Panathlon club cittadino, Francesco Aloisio - ha messo in evidenza la situazione degli impianti che hanno ospitato le tendopoli dell'emergenza sisma, una condizione che vede coinvolte aree come Acquasanta, Centi Colella e piazza d'Armi».
Secondo Aloisio, «senza dei fondi straordinari da parte della Protezione civile per il ripristino dei campi non si va da nessuna parte».
Il vicesindaco dell'Aquila, Giampaolo Arduini ha ritenuto fondamentale una «sinergia tra le varie associazioni sportive», anche in vista della candidatura dell'Aquila e l'Abruzzo alle Universiadi - olimpiadi per universitari - del 2017.

21/05/2010 10.48