Post terremoto, sindacati: «nuova legge regionale sull'edilizia»

Alessandro Biancardi

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Cgil, Cisl e Uil propongono una legge regionale finalizzata alla regolamentazione del settore edile negli interventi pubblici e privati per l'area del cratere. * DRAQUILA E LA STAMPA FRANCESE: «FA DRIZZARE I CAPELLI, MA MANCA RIGORE»
Secondo la bozza di legge, che verrà presentata al Consiglio regionale, è necessario un obbligo da parte dell'appaltatore e degli eventuali subappaltatori di applicare e far applicare integralmente nei confronti di tutti i Lavoratori dipendenti impiegati nell'esecuzione dell'appalto le condizioni economiche previste dai contratti collettivi.
Questo anche se i lavoratori sono assunti fuori regione. I sindacati chiedono ancora l'obbligo di iscrizione di tutte le imprese e dei lavoratori alle Casse Edili provinciali e agli Enti bilaterali.
Si richiede, attraverso questa proposta di legge, al committente o al responsabile dei lavori di osservare le condizioni economiche e normative, a favore dei lavoratori.
Le aziende dovranno anche rispettare le normative del Durc.
Infine, tutte le imprese che lavorano nel cratere dovranno dimostrare di aver adempiuto agli obblighi formativi e alle disposizioni di sicurezza.
«I dati in nostro possesso - ha spiegato Lucio Girinelli, segretario regionale Fisca Cisl - hanno rilevato molti lavoratori irregolari».

PER CHIESE STORICHE CATALOGAZIONE PIETRE

Intanto negli interventi di messa in sicurezza delle chiese storiche dell'Aquila, l'indicazione di massima è che tutte le pietre di valore che si trovavano all'interno delle singole strutture sono state raggruppate e catalogate.
Lo assicura il vice commissario per la messa in sicurezza, Luciano Marchetti, il quale ha anche annunciato che la copertura della chiesa di Santa Maria Paganica, nella zona rossa dell'Aquila, sarà fatta con materiali in resina e fibra.
«I nostri interventi di rimozione delle macerie - ha spiegato Marchetti - sono stati condotti con l'aiuto di un esperto archeologo e quindi in chiese come Santa Maria di Collemaggio e Santa Maria Paganica, siamo sicuri che nulla del patrimonio contenuto all'interno sia andato perso».
In merito alle segnalazioni da parte di alcuni cittadini i quali, nell'assemblea spontanea in piazza Duomo di domenica scorsa, avevano denunciato di aver rilevato delle pietre antiche in corrispondenza di chiese storiche - come quella di San Marciano - Marchetti ha risposto che «quella di catalogare tutte le pietre antiche è l'indicazione che avevamo dato nel maggio 2009 e conservare tutto all'interno. In alcuni casi è stato possibile, in altri no».
Parlando della copertura di Santa Maria Paganica, Marchetti ha spiegato che la resina e la fibra hanno il profilo delle travi, ma pesano un quarto delle travi e funzionano come se fossero realizzate in ferro. «Applicheremo anche una copertura trasparente, in via provvisoria, per proteggere la struttura».


15/05/2010 9.44

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DRAQUILA E LA STAMPA FRANCESE: «FA DRIZZARE I CAPELLI, MA MANCA RIGORE»


PARIGI. Un documento che «fa drizzare i capelli in testa», «molto di più che un pamphlet alla Michael Moore», «una requisitoria implacabile contro Berlusconi», «un grande momento di politica-realtà».
Sono concordi, i critici francesi, nell'apprezzare il significato di Draquila,
proiettato a Cannes fuori concorso, anche se Le Monde e Le Figaro si rammaricano
della mancanza di rigore e di precisione. Per Le Monde, Draquila è «l'equivalente del libello in letteratura», con un dossier «sulla strumentalizzazione politica del terremoto dell'Aquila che fa drizzare i capelli in testa».
Ma il film «sacrifica tutto a cominciare dalla forma all'efficacia lapidaria della sua dimostrazione. Il rovescio del cinema-pugno nello stomaco della Guzzanti è che manca spesso di precisione e rigore, si lascia prendere dalla febbre con il rischio che le approssimazioni gli si ritorcano contro».
Per Le Figaro, se Draquila «dipinge una terribile realtà, rivelando macchinazioni finanziarie da pelle d'oca e le deficienze di democrazia, purtroppo questa denuncia delle malefatte berlusconiane è così abbozzata che ci si annoia. Con la sua regia vulcanica, la narrazione in forma di colata di lava antiberlusconiana annega la limpidezza dell'intento del film».
Per Liberation invece, Sabina Guzzanti «é riuscita più che bene nell'esercizio acrobatico di usare l'umorismo senza passare accanto all'aspetto tragico della situazione. Anche se deve ricorrere ad effetti drammatici un po' pesanti o rievocare le storie di sesso del Cavaliere per ricordare che l'Italia è in mano ad una banda di imbroglioni».
Il quotidiano sottolinea come il documentario denunci anche e soprattutto «la passività inaudita degli elettori italiani che anche nella miseria fino al collo applaudono la volgarità arrogante di Berlusconi».
Se non sorprende che un giornale di sinistra come Liberation apprezzi la
denuncia della Guzzanti, meno ovvio è l'apprezzamento incondizionato del
cattolico

La Croix
per il quale Draquila «é molto di più del pamphlet alla Michael Moore di cui si parlava. La regista satirica lascia poco spazio all'agitazione umoristica, va molto più lontano denunciando la gestione del governo Berlusconi del terremoto del 6 maggio 2008».
Lodandone «la scrittura rigorosa, la forza delle testimonianze», il quotidiano sottolinea che l'assenza da Cannes del ministro Bondi «darà più risonanza a Draquila, e di conseguenza ai mali dell'Italia».


15/05/2010 9.54