Crolli 6 aprile: «processo a Campobasso». Il no dei parenti delle vittime

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Le prime due udienze preliminari nei processi per i crolli del terremoto a L'Aquila (Convitto e Casa dello studente) saranno fermate per via delle istanze, presentate in Cassazione, relative alle richieste di trasferimento del processo ad altro tribunale. * IL CONSIGLIERE MANCINI: «SERVONO SPAZI PER I GIOVANI»
Per dodici mesi la magistratura ha lavorato senza sosta: 6 i filoni aperti e ben definiti, per il momento, ma il numero pare destinato a crescere.
La procura vuole così risalire ai responsabili degli oltre 200 crolli avvenuti alle 3.32 di quella notte maledetta.
30 gli indagati, 308 i morti e centinaia i feriti. Le accuse vanno dall'omicidio colposo alle lesioni.
Dopo la prima istanza, presentata la scorsa settimana, di rinvio dell'udienza dinanzi al Gup, fissata per lunedì 17 maggio, riguardante il Convitto nazionale, dove morirono tre minori, questa mattina gli avvocati Attilio Cecchini, Angelo Colagrande e Massimo Carosi, difensori di due dei nove indagati per omicidio e disastro colposo per il crollo della Casa dello studente, hanno presentato medesima istanza all'ufficio del Gup.
Anche in questo caso si chiede ai giudici di Cassazione il trasferimento dell'udienza fissata il 28 maggio ad altra sede.
«Il motivo di preoccupazione e disagio per la difesa - si legge nell'istanza - e' infatti l'atteggiamento totalizzante assunto dalla locale Procura che ha mantenuto un dialogo costante con le parti lese e loro legali e consulenti, posti a contatti con quelli del pm, ed un rapporto simbiotico con stampa e televisione, responsabili della diffusione di notizie che hanno posto a rischio i valori di ogni cittadino sanciti dalla Legge. Le esternazioni del pm - si legge sempre nell'istanza - idonee a condizionare la liberta' d'espressione e la tranquillita' d'animo di quanti in diversa veste hanno avuto ragioni di contatto o rapporti inerenti vicende dei crolli sottoposti ad indagini di polizia giudiziaria, hanno di certo pregiudicato la libera determinazione delle persone chiamate a partecipare al processo».
I legali si riferiscono alle dichiarazioni rilasciate dal Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila ma anche dal comitato dei parenti delle vittime che in piu' circostanze hanno definito gli indagati «assassini della Casa dello studente» e le vittime del crollo «giovani assassinati».
Per i tre difensori all'Aquila «si e' generata e sussiste una grave situazione locale, extra-giudiziaria ed esterna al processo, tale da turbare il suo normale svolgimento e da pregiudicare la libera determinazione delle persone che vi partecipano e, comunque, tale da suscitare motivi di legittimo sospetto».
L'istanza si conclude con la richiesta ai giudici della Corte di Cassazione di acquisire la registrazioni delle interviste rilasciate dal Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini.

14/05/2010 17.17

PARENTI VITTIME CONTRARIE ALLO SPOSTAMENTO

Ma la richiesta di spostamento a Campobasso per legittima suspicione. Per i parenti delle vittime si tratta di un tentativo di ostruzionismo da parte della difesa degli imputati.
Così viene giudicata dai genitori e dai parenti delle vittime del terremoto la richiesta degli avvocati difensori degli imputati nel processo per le vittime di trasferire in altre sedi processuali.
E' la posizione dell'Avus, Associazione vittime universitarie.
«Le famiglie delle 55 vittime tra gli studenti - ha commentato Sergio Bianchi, presidente dell'Avus - stanno gridando per farsi ascoltare. Noi siamo la loro voce - ha proseguito - e cerchiamo di farlo nel migliore dei modi».
Angelo Lannutti, padre di Ivana, deceduta in un appartamento, in via Generale Rossi, ritiene che l'aspetto grave e' che si cerchi «qualsiasi pretesto per portare il processo al nulla, attraverso tutti questi escamotage che la legge consente, per allungare i tempi e arrivare alla prescrizione».

15/05/10 9.14
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IL CONSIGLIERE MANCINI: «SERVONO SPAZI PER I GIOVANI»

L'AQUILA. Una mobilitazione generale e tempi certi per la restituzione ai giovani che vivono all'Aquila dei loro tradizionali luoghi di incontro e di ritrovo.
È quanto chiede il consigliere comunale Angelo Mancini, ponendo l'accento sul pericolo del progressivo spopolamento della città, rispetto al quale ci sarebbero, a detta dell'esponente dell'Italia dei valori, inquietanti segnali in termini di perdita di iscritti nelle scuole.
«Il 12 giugno, – dichiara Mancini – con il termine delle lezioni, gli studenti aquilani perderanno l'unico punto di riferimento e di aggregazione che hanno avuto nel primo anno post terremoto: la scuola».
Le linee guida pubblicate in questi giorni, secondo Mancini, non stabiliscono con chiarezza modalità, tempi e risorse per la ricostruzione del centro storico.
«Si individuano infatti delle zone da cui partire con gli interventi», contesta il consigliere, «e si suddividono questi ultimi in opere che richiederanno tempi lunghi e altre per cui saranno sufficienti tempi di realizzazione più brevi, ma non vi è chiarezza su cosa si intenda, in termini di mesi o di anni, per “lungo termine” e “medio termine”. Occorre invece analizzare subito la possibilità di partire con interventi che consentano la fruibilità di alcune zone, come la villa Comunale, il corso Federico II e il corso Vittorio Emnauele, come pure piazza Battaglione Alpini e la zona di San Bernardino, che in parte sono state riaperte e in parte potranno riaprire a breve almeno alla percorrenza pedonale».
Intanto, stando ad una ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i Comuni abruzzesi colpiti dal terremoto e che rientrano nel cosiddetto 'cratere' sono autorizzati a ripianare entro il 2015 il disavanzo amministrativo per l'anno 2009, dovuto ai mancati introiti derivati dalla sospensione dei pagamenti delle tasse dal giorno del sisma ad oggi.
L'ordinanza prevede inoltre la sospensione dell'applicazione delle sanzioni previste dalla legge per il mancato rispetto del patto di stabilità interno sempre relativo all'anno 2009.
Si tratta, è detto in una nota del Dipartimento della Protezione Civile, di un «ulteriore intervento concreto da parte dello Stato a favore delle amministrazioni comunali, al fine di concentrare l'impegno e le risorse per la ricostruzione».
Più tempo per riequilibrare un eventuale disavanzo dell'amministrazione, certificato al 31 dicembre 2009, viene concesso anche alla Provincia de L'Aquila, che è autorizzata a differire l'approvazione del bilancio 2009 al 30 giugno 2010.

CARRIOLE DOMENICA A COLLEMAGGIO

Per una domenica, la prossima, invece, le carriole lasceranno la zona rossa per trasferirsi sul parco di Collemaggio per avviare la pulizia dell'area, così come è stato fatto per la zona di piazza D'Armi e porre l'attenzione sul verde pubblico e sulle aree urbane abbandonata.
L'obiettivo è chiedere che tutta la zona, dal parco del Sole al vecchio complesso psichiatrico, diventi un grande spazio di socialità per L'Aquila futura.
A Collemaggio si svolgerà anche l'assemblea cittadina domenicale - appuntamento ormai consueto delle 12 - e a seguire un pranzo sociale.

14/05/2010 17.17