Terremoto, Lolli (Pd): «senza proroga tributi sarà un dramma»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Senza la proroga dell'esenzione dei tributi sarà un dramma per le famiglie residenti nel territorio del 'cratere' del terremoto del 6 aprile di un anno fa.

Ne è certo l'onorevole Giovanni Lolli (Pd) che ieri mattina ha lanciato l'allarme nel corso di una conferenza stampa nella sede del Comune capoluogo insieme con il sindaco Massimo Cialente e la vice presidente del Consiglio provinciale, Stefania Pezzopane.
Lolli ha illustrato uno studio effettuato sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. «Studio che dimostra - ha affermato - che se dal 30 giugno, giorno in cui scadrà il beneficio dell'esenzione, gli aquilani e gli abitanti del cratere dovessero tornare a pagare le tasse e dovessero restituire l'arretrato dell'anno scorso e di quest'anno, gli stipendi sarebbero più che dimezzati».
Secondo l'analisi effettuata dal parlamentare, lo stipendio di luglio di un dipendente del settore privato di 2.310 euro lordi diventerebbe inferiore agli 840 euro, mentre un dipendente della pubblica amministrazione, il cui stipendio normale sarebbe di 2.307 euro, si vedrebbe accreditare di fatto 840 euro per effetto della mancata proroga della sospensione e per la restituzione a rate delle tasse non pagate per via del sisma.
«Il Governo - ha osservato Lolli - deve intervenire immediatamente per favorire la predisposizione di una legge che proroghi la sospensione dei tributi oltre il 30 giugno».
Gli altri provvedimenti che il Governo dovrebbe inserire nella proposta di legge in favore dei terremotati del 6 aprile «da varare al più presto» sono la sospensione dei mutui stipulati per l'acquisto di una casa o per un'attività imprenditoriale, l'eliminazione dei protesti e delle sofferenze nei confronti delle banche e il congelamento delle cartelle esattoriali.
«Il 30 giugno - ha affermato - scadrà anche la sospensione delle rate dei mutui, come chiesto dall'Abi agli istituti di credito. Per le famiglie che hanno stipulato dei prestiti per acquistare una casa, se questa è risultata inagibile a causa del sisma, la sospensione dei mutui deve essere accordata fino al momento in cui l'abitazione tornerà agibile. Stesso discorso per chi non ha potuto riaprire la propria attività commerciale o, in generale, imprenditoriale e che ha, sulle spalle, un mutuo. Il Governo, inoltre, deve farsi carico degli interessi in tutto o in parte, attraverso degli accordi con l'Abi, che prevedano anche delle vantaggiose rinegoziazioni dei prestiti». A proposito di imprese, a parere del parlamentare Pd vanno eliminati tutti i protesti e le sofferenze di ogni genere a carico di questa categoria.
«Senza tali provvedimenti, sarà impossibile far ripartire l'economia del territorio, con conseguenze gravissime su una zona già di per sé ancora provata dal sisma».
In questa ottica, secondo Lolli, va congelata anche l'efficacia delle cartelle esattoriali di Equitalia, fino a quando famiglie e attività non avranno potuto riprendere realmente la strada della normalità.
Lolli ha infine definito «una barzelletta la questione della zona franca, di cui alcuni continuano a parlare - ha sostenuto - ma che in concreto non si vede. Il Governo inoltre deve mettere a disposizione i fondi per i contratti di programma, allo scopo di consentire un vero rilancio delle imprese dell'intera provincia, come nel case della Thales Alenia dell'Aquila, della Micron di Avezzano e delle aziende della Valle Peligna. Tutte realtà aziendali che interagiscono in modo fondamentale nell'economia di questa area, compresa quella coinvolta dal terremoto».
A queste affermazioni ha fatto eco la vice presidente del Consiglio provinciale, Stefania Pezzopane, che ha sottolineato come senza proroga dell'esenzione delle tasse e senza sostegni adeguati «si andrà incontro al disastro economico».

TASSA SCOPO E 250 MLN PER PRIME NECESSITA'

Cialente ha poi puntato l'attenzione sulla tassa di scopo senza la quale «si rischia la paralisi per la ricostruzione delle case E e ancora non arrivano i fondi per le aziende danneggiate dal sisma».
Martedì è stata firmata un'ulteriore ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri (ancora non pubblicata) che non conterrebbe le richieste delle istituzioni locali per dare il via concretamente alla ricostruzione 'pesante'.
«Da mesi abbiamo chiesto una legge specifica per le case inagibili classificate E - ha detto Cialente - ma ci è stato risposto che le ordinanze sarebbero state sufficienti. Finora i criteri per la ricostruzione pesante sono stati insufficienti e da due mesi abbiamo inviato le nostre proposte per dare finalmente alle famiglie, ai professionisti e alle imprese degli strumenti certi per presentare e realizzare i progetti. Invece nell'ordinanza appena firmata non c'é nulla su questa materia».
Secondo Cialente questa situazione produrrà un fermo della presentazione delle domande di contributo per gli edifici E «o comunque la materiale impossibilità di esaminare le richieste, non avendo, i tecnici del Comune e quelli incaricati, dei criteri completi per effettuare questa operazione».
Altra emergenza, secondo il sindaco dell'Aquila, è quella legata alla mancata erogazione dei fondi per le aziende, per le imprese che stanno lavorando per la ricostruzione e per i beni distrutti dei privati.
«I nostri uffici hanno fatto di conti precisi - ha affermato - e abbiamo chiesto da tempo 250 milioni per far fronte alle sole esigenze principali, cioé per pagare le aziende che stanno effettuando i lavori sulle case, per gli indennizzi delle imprese commerciali e artigiani, per dare i contributi promessi con le ordinanze governative ai privati che hanno perso dei beni di loro proprietà sotto le macerie. Ma ancora non è arrivato nulla. Ora più che mai è indispensabile istituire la tassa di scopo; la si chiami 'tassa Cialente' o in altro modo, non ha importanza. Ma si faccia; ho il timore che senza questo atto coraggioso tutto resterà fermo».

13/05/2010 10.40