Contributi autonoma sistemazione, c'è chi pensa di rivolgersi al Tar

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I terremotati che hanno una seconda unità abitativa a L'Aquila non possono ottenere il Cas, ovvero il contributo che lo Stato fornisce per l'autonoma sistemazione. * AUTONOMA SISTEMAZIONE: MODULI DA COMPILARE ENTRO IL 3 GIUGNO
Ma alcuni cittadini esprimono le proprie perplessità su questo provvedimento ufficializzato con l'ordinanza 3870 perchè considerano la seconda unità abitativa esattamente per quello che e': un patrimonio come un altro.
Così qualcuno sta pensando di far ricorso al Tar perchè l'ordinanza violerebbe il principio di equità e giustizia tra i cittadini.
«I patrimoni possono essere però di due tipi», scrive un lettore, «immobiliari o in denari come i conti correnti, rendite, depositi, titoli, azioni. E' anche vero che spesso i patrimoni immobiliari non sono diversi dagli altri quanto a genesi: provengono genericamente dalle stesse “cose”: risparmi, lavoro, donazioni, eredità.
Per alcuni quindi «se il Cas va tolto a chi ha una seconda unità abitativa, allora va tolto a tutti quelli che hanno un patrimonio in banca equivalente e/o superiore, in quanto anche questi se la possono comprare, una seconda unita' abitativa, o quanto meno utilizzare quel capitale che hanno (come si vuole imporre ai possessori di una seconda unita' abitativa) per “tirare avanti” quanto occorra.
Il Cas andrà tolto», continua il lettore, «anche a chi una seconda unità abitativa l'avesse affittata, avendo come “disponibilità” per “tirare avanti” il fitto che ricava dalla suddetta operazione.
Il Cas dovrà essere tolto anche a chi superasse un determinato reddito, diciamo 30.000 euro annui per una famiglia di 4 persone: molto più ricca una famiglia di 4 persone con un reddito di 30.000 euro annui di una famiglia di 4 persone senza lavoro, anche se con disponibile una seconda unità abitativa».
Perchè forse il contributo dovrebbe essere tarato sulla disponibilità economica.
Una persona potrebbe avere sì, due case, ma di 60mq l'una, un altro invece, quello senza seconda casa, sì averne una sola, ma di 300mq in palazzetto nobiliare nel centro storico del valore di 3.000€ al metro quadro: chi sarebbe "il bisognoso", tra i due? E chi il benestante?
Per assurdo in questo caso il Cas va al secondo e il primo non ha diritto ad alcun contributo.
«Un imprenditore che avesse uno o più capannoni da qualche migliaio di metri quadri», continua ancora il lettore nel suo ragionamento, «con dentro macchinari da centinaia di migliaia di euro per la lavorazione di questo e di quell'altro, anche se ha una sola casa ha pero' un patrimonio di 5, 10, 100 volte superiore al valore di una seconda unita' immobiliare: perche' questi allora non dovrebbe "pescare" dal proprio patrimonio?»
Ma seconda unità abitativa può anche essere il surrogato di uno stipendio che non c'è, vista come un reddito: ci sono famiglie nelle quali rientrano uno, due, tre stipendi, e chi invece ha dovuto ripiegare su una una seconda unità abitativa da affittare.
«Se oggi la occupo e mi dai il Cas», prosegue il lettore, «posso anche rinunciarci ad affittarla, altrimenti non potrei frane a meno, dovrei affittarla e tu, Stato, siccome dovrò sistemarmi altrove, mi dovrai ospitare in un albergo, o assegnare una casa, o continuare a darmi il Cas».
Il contributo andrà tolto anche a chi si è sistemato nelle casette di legno erette nei giardini di casa? Non sono anche quelle seconde unità abitative, visto che sono unità immobiliari e visto che sono, appunto, abitate?

04/05/2010 9.53

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AUTONOMA SISTEMAZIONE: MODULI DA COMPILARE ENTRO IL 3 GIUGNO




L'AQUILA. Sono stati pubblicati sui siti internet www.commissarioperlaricostruzione.it e www.comune.laquila.it i modelli per le autodichiarazioni necessarie per continuare a percepire il contributo di autonoma sistemazione e a beneficiare dell'ospitalità alberghiera.
I moduli dovranno essere compilati e restituiti entro il 2 giugno, sulla base di quanto previsto l'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3870, che prevede queste novità per l'autonoma sistemazione e per l'ospitalità nelle strutture ricettive e che è stata pubblicata ieri, 3 maggio, sulla Gazzetta ufficiale.
Essendo il 2 giugno giorno festivo, la scadenza effettiva è fissata al 3 giugno.
Tutti coloro che sono assistiti in queste due forme devono presentare tali autocertificazioni, che dovranno essere accompagnati dalla copia di un documento di riconoscimento del dichiarante e di altri eventuali sottoscrittori, come nel caso dei modelli per l'autonoma sistemazione.
Il modello per l'autocertificazione per conservare il diritto a percepire l'autonoma sistemazione si compone di due parti.
La pagina 1 va riempita da uno dei membri del nucleo familiare, che dichiara la residenza-dimora stabile della famiglia al 6 aprile 2009, la dimora temporanea attuale e la composizione della famiglia stessa.
La seconda pagina va invece sottoscritta da tutti i membri maggiorenni della famiglia che percepisce il contributo e contiene la richiesta di conoscere l'eventuale proprietà o possesso di case idonee e agibili.
Il modulo va inviato per raccomandata con avviso di ricevimento, o consegnato direttamente presso il Comune che eroga il beneficio.
Non presentare il modello entro il 3 giugno, oppure se si accerta che sono venuti meno i requisiti come previsto dall'ordinanza n. 3870, comporta la cessazione del contributo di autonoma sistemazione al 31 agosto.
Il modello per l'autocertificazione per conservare il diritto all'ospitalità alberghiera deve essere compilato a cura di ogni ospite delle strutture ricettive.
Ad esempio, una famiglia di quattro persone deve riempire quattro moduli. Va dichiarata la residenza-dimora stabile al 6 aprile 2009, la dimora temporanea attuale, la proprietà o il possesso di immobili. Per i minori, occorrerà almeno una firma di chi esercita la potestà genitoriale.
Il modulo va inviato per raccomandata con avviso di ricevimento all'Urp della Sge-Area Assistenza alla popolazione, c/o scuola della guardia di finanza, Coppito-L'Aquila, o consegnato direttamente a mano all'Urp medesimo. L'area Assistenza alla popolazione si sta organizzando per ritirare i modelli anche presso gli alberghi.
Non presentare il modello entro il 3 giugno, oppure se si accerta che non sussistono più i requisiti previsti dall'ordinanza n. 3870, comporta la cessazione dell'ospitalità alberghiera dal 18 giugno.
In base all'ultimo provvedimento del presidente del Consiglio dei ministri per l'emergenza dovuta al sisma del 6 aprile dello scorso anno, si potrà continuare a ottenere gli ausili in questione solo se nessun componente del nucleo familiare possiede una casa agibile e idonea nel territorio della provincia in cui si dimora attualmente.
Per i dimoranti nel solo comune dell'Aquila tale condizione deve verificarsi nell'ambito di mobilità, e cioè nei comuni di Barete, Barisciano, Fossa, Lucoli, Ocre, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Scoppito, Tornimparte e Villa Sant'Angelo.
Le abitazioni affittate con contratto registrato alla data del 21 aprile si considerano non disponibili. Così come non sono considerati idonei gli alloggi che non rientrano nei parametri fissati dall'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri sugli affitti concordati, la n. 3769 del 2009. Questa disposizione prevede minimo 30 metri quadrati per un nucleo da due persone, minimo 50 metri quadrati per tre, minimo 60 metri quadrati per quattro e minimo 80 metri quadrati per cinque persone. Secondo l'ultima ordinanza presidenziale, il Comune dell'Aquila potrà utilizzare anche gli esiti dei colloqui per l'accertamento dei requisiti per l'assegnazione degli alloggi Case. Situazioni di particolari gravità saranno valutate caso per caso dal vice commissario vicario.

04/05/2010 17.05