Torna visibile facciata Collemaggio. Domenica carriole in piazza

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' iniziato mercoledì lo smontaggio del ponteggio che copriva la facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila.

Nei giorni scorsi è terminato l'intervento di restauro, iniziato nell'autunno 2007 su iniziativa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo, e riavviato qualche mese dopo il terremoto dell'aprile 2009, dal vice commissario per la tutela dei Beni Culturali, Luciano Marchetti.
In particolare la facciata è stata oggetto di un'accurata indagine termografica per verificare lo stato di conservazione delle pietre e delle malte, si e' passati quindi al consolidamento delle stesse e dei danni provocati dal sisma per poi intervenire sul rosone centrale che e' stato smontato e rimontato con la sostituzione della struttura di sostegno ormai obsoleta con una più leggera in acciaio inossidabile.
Per tornare e vedere la originalissima, per la bicromia delle pietre usate, facciata completamente libera bisognerà attendere pero' ancora qualche giorno probabilmente inizio della prossima settimana.
Intanto dal Comune fanno sapere che per poter garantire un alloggio ai nuclei familiari in difficoltà, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, potrà stipulare contratti di affitto per acquisire alloggi del Fondo immobiliare.
E' quanto riportato dall'articolo 10 della nuova ordinanza del presidente del consiglio dei Ministri n. 3870 del 27 aprile.
Il tetto di spesa annuo ammonta a 250mila euro, per tre anni.
«Si tratta di un importante passo in avanti - ha spiegato l'assessore comunale alle Politiche sociali, Giustino Masciocco - che ci consente di poter disporre degli strumenti di intervento previsti dalla legge n. 328 del 2000 in favore dei nuclei familiari in condizioni di dlsabilità, di bisogno e di disagio derivanti da inadeguatezza del reddito e difficoltà sociali».
Per l'utilizzazione degli alloggi verrà predisposto un apposito bando.
Per quanto riguarda l'erogazione dei contributi di autonoma sistemazione, l'assessore Masciocco ha dichiarato che «all'Aquila sono stati liquidati i mesi di gennaio e febbraio e il mese di marzo è stato rendicontato. Ci troviamo avanti rispetto ai Comuni limitrofi - ha aggiunto - in quanto l'amministrazione ha anticipato i fondi di propria cassa».

LE CARRIOLE IN PIAZZA IL 2 MAGGIO

Domenica 2 maggio le carriole si danno appuntamento alle 9.30 alla Fontana Luminosa, da dove partirà una “processione di domande” lungo il centro storico della città.
Tutti i cittadini potranno partecipare, scrivendo le loro domande più urgenti, pressanti, dolenti, quelle che pensano di condividere con i loro concittadini, su dei cartelli, che le carriole si incaricheranno di portare fino al Presidio di piazza Duomo, ormai centro e ritrovo degli aquilani che non vogliono essere ricostruiti, ma vogliono ricostruirsi a partire dai loro bisogni.
Dopo il corte e l'arrivo in piazza Duomo, il lavoro della mattinata proseguirà con lo sgombero delle macerie in piazzetta di S. Biagio.
«Il problema dello sgombero delle macerie è infatti tutt'altro che risolto», dicono gli aquilano coinvolti in prima persona nei lavori. «E non solo nel centro storico. A tutt'oggi non esiste un piano demolizione partecipato e pubblico e non ci è dato sapere se esiste un piano organico di rimozione e ricollocazione delle macerie nel comprensorio. Non sappiamo quante macerie sono state rimosse finora, dove sono state collocate, se sono state riciclate, vendute o altro.
Non è ancora chiaro su quali siti si stia lavorando. Per quel che si sa, l'unico sito preso a tutt'oggi in considerazione, pur se in maniera informale e forse poco trasparente, è quello della cava ex Teges».

30/04/2010 9.36

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ALL'AQUILA 549 NASCITE DAL TERREMOTO AD OGGI
L'AQUILA. Sono 217 i parti da Gennaio 2010 ad oggi. A dispetto del sisma la vita, all'Aquila e frazioni, non si è fermata.
Basti pensare che prima del terremoto, nel corrispondente periodo dello scorso anno, Gennaio-Aprile 2009, i parti erano stati lievemente superiori: 241.
Il reparto di Ostetrica e Ginecologia del S. Salvatore di L'Aquila, dopo una breve interruzione dovuta al sisma del 6 aprile, è stato tra i primi a tornare, in tempi piuttosto rapidi, alla normalità operativa.
Ai primi di giugno 2009, l'Unità operativa ha ripreso la propria attività e si è riorganizzata.
A un anno dal terremoto sono venuti alla luce 549 bambini.
«217 parti, in questo primo scorcio del 2010, sono comunque un numero significativo», dichiara la dottoressa Marina Tobia, responsabile del reparto di Ostetricia e Ginecologia del S. Salvatore, «e penso che a fine anno ci attesteremo, approssimativamente, sulle 1.000 nascite. In effetti, nonostante il sisma, non abbiamo avuto significative perdite di utenti anche se sicuramente, sul tasso di natalità, c'è un'incidenza degli immigrati».
Lo scorso anno i parti sono stati 573, di cui 332 da giugno fino a dicembre.
332: come l'ora in cui si e' verificato l'evento tellurico.
Sempre lo scorso anno, nel periodo antecedente al terremoto, all'ospedale dell'Aquila si sono registrate 241 nascite.
Il 2008, invece, è stato l'anno del boom demografico, con la cifra record di 1.400 bebè: un tasso di natalità eccezionale, al di sopra di ogni previsione demografica.
Per quanto riguarda il numero di parti cesarei, L'Aquila è nella media nazionale.
Il reparto, infatti, registra una percentuale che oscilla tra il 37 e il 38 per cento.
Un dato che e' in linea con l'andamento nazionale, fissato appena al di sotto del 37%.

30/04/2010 9.36