Quasi tutto pronto, Gabrielli vice di Bertolaso

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ormai è cosa fatta, manca solo l'ufficializzazione ma il passaggio di Franco Gabrielli dalla Prefettura de L'Aquila alla Protezione Civile è ormai una realtà.
Il Consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera alla nomina a vice capo del Dipartimento della Protezione Civile dell'ex capo dell'Aisi, l'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna
Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si è appreso da fonti governative, ha infatti posto fuori ruolo il prefetto, distaccandolo alla Presidenza del Consiglio.
Con un decreto del presidente del Consiglio, Gabrielli sarà poi nominato vice di Guido Bertolaso.
Intanto non si smorzano le polemiche per la querela che il prefetto si appresterebbe a presentare nei confronti del giornale Left perchè si è sentito diffamato.
Se dal giornale hanno detto di non conoscere i contenuti della querela per il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, esprime solidarietà ai due giornalisti» e parla di «clima intimidatorio nei confronti di giornalisti che fanno inchiesta sul serio e che sono abituati a cercare le notizie e a raccontare i fatti che troppi evitano di cercare per non disturbare i potenti di turno».
«Il prefetto», commenta Acerbo, « ha tutto il diritto di chiedere di rettificare eventuali notizie che reputi inesatte o imprecise, ma la minaccia di querele è davvero di cattivo gusto. Angelo Venti», continua Acerbo parlando del direttore di Site.it, «ha il merito di aver raccontato e documentato le infiltrazioni mafiose nella Marsica e si deve soprattutto al suo lavoro se è esploso il caso di Tagliacozzo con i conseguenti arresti. Dal 6 aprile in poi Angelo e Manuele hanno raccontato i tanti lati oscuri del post-terremoto. E' evidente che Angelo e Manuele danno fastidio a chi vuole un'informazione addomesticata che non disturbi i manovratori».
Intanto i consiglieri del Gruppo 'Rialzati L'Aquilà, Enrico Verini e Roberto Tinari, promotori della proposta di cittadinanza onoraria a Bertolaso e unici consigliare a votare a favore nel consiglio comunale che ha sancito la bocciatura della proposta chiedono le dimissioni del sindaco Cialente. «Sindaco, dovresti dimetterti! - scrivono -. Anche su una questione che non avrebbe dovuto suscitare discussioni e che si sarebbe dovuta risolvere in 5 minuti - parliamo della cittadinanza a Bertolaso - L'Aquila si trova a inseguire i 10 Comuni del circondario che hanno dimostrato maggiore senso delle istituzioni, con l'iniziativa del ringraziamento pubblico al Sottosegretario. Ciò, per cercare di rimediare alla figuraccia che la tua maggioranza, ha fatto fare alla nostra città».
I due consiglieri accusano il sindaco, inoltre, di «bugie penose» quando afferma che tutti sarebbero favorevoli alla cittadinanza onoraria ma sono sbagliati i tempi.
«Venimmo a settembre - spiegano i consiglieri di 'Rialzati L'Aquila' - a riferirti della nostra iniziativa, e ci dicesti di posticiparla a dicembre, perché ancora non si consegnavano le C.A.S.E. agli aquilani; abbiamo aspettato. A dicembre siamo tornati, e ci hai detto che sarebbe stato giusto produrre una simile delibera anche per altri volontari che si sono spesi per L'Aquila; siamo stati d'accordo, ti abbiamo detto 'fallo', e abbiamo aspettato. Ma non avete fatto nulla. A vigili del fuoco, agli altri volontari, voi non avete dato né cittadinanze né detto grazie in modo ufficiale».
Per Lelio De Santis, responsabile Enti Locali dell' Italia dei Valori, invece, «le figuracce del Comune e della Provincia non aiutano la rinascita dell'Aquila. Ad un anno dall'evento sismico, il territorio aquilano è ancora in piena emergenza : l'economia soffre di una crisi grave che investe tutti i settori produttivi e che colpisce in particolare le categorie più deboli; la ricostruzione è ferma, al di là dei messaggi rassicuranti che provengono dalle Istituzioni; le macerie stanno lì, in attesa di conoscere i siti più volte annunciati per lo smaltimento; migliaia di aquilani aspettano di poter tornare in una casa. In un contesto così difficile e preoccupante, ci vorrebbe una risposta forte ed unitaria degli Enti e delle Istituzioni Locali, a partire dal Comune Capoluogo e dalla Provincia , che sono più vicini alle esigenze del territorio. Ad oggi, purtroppo, nulla di ciò si intravede all'orizzonte».

23/04/2010 15.59