Fischi contro Berlusconi la notte del 5 aprile, L'Aquila vuole chiedere scusa?

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La notte del 5 aprile sono state ben udibili le contestazioni contro il premier Silvio Berlusconi. Ora si corre ai ripari e si pensa ad una lettera di scuse.


Una lettera di scuse indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Presidente del Senato, Renato Schifani, e al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonché a tutte le autorità intervenute la sera del 5 Aprile in occasione del Consiglio comunale straordinario organizzato ad un anno dal terremoto.
E' questa la proposta del consigliere comunale dell'Aquila Vito Colonna (Pdl), di fronte alle numerose contestazioni da parte dei cittadini che sono arrivate quella sera.
Se ne è parlato in apertura di assise civica nella sala del Ridotto del Teatro comunale contestualmente a delle comunicazioni sulla due giorni di commemorazione da parte dell'assessore ai Grandi Eventi, Marco Fanfani.
Lo stesso Fanfani che ha parlato davanti ad una platea composta anche da alcuni cittadini, appartenenti al presidio permanente di Piazza Duomo, si è espresso in maniera critica nei confronti delle contestazioni di quella sera chiedendo al presidente del consiglio comunale di mettere in campo tutte le azioni possibili «per consentire a questo organo di potersi esprimere al meglio». Solidarietà al presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti (Pdci), più volte attaccato sui social network nei giorni successivi al consiglio, è stata espressa dal consigliere Enrico Perilli (Prc) il quale, insieme al consigliere Fabio Ranieri (Pd), ha però giudicato importante comprendere le ragioni di un dissenso così forte che deriva dalla disperazione di una comunità fortemente provata dal terremoto.

Intanto la ricostruzione , con molta lentezza, comincia a partire. Sono in corso di pubblicazione da parte dell'ufficio per la ricostruzione i bandi per le assunzioni nella struttura tecnica di missione, l'organismo tecnico coordinato dell'ex direttore generale dell'Ance, Gaetano Fontana, che dovrà coordinare l'attività di ricostruzione.
Da quanto si è appreso saranno una ventina i posti che saranno messi a bando: l'intenzione - come sottolineato più volte dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi - è di individuare giovani con curricula importanti.
La struttura di missione sarà costituita da 30 persone; inizialmente, l'assetto doveva essere rappresentato da 15 esterni e 15 interni tra dirigenti e funzionari dei vari Ministeri. Poi, dai ministeri è stata scelta una decina di persone, per cui è aumentato il numero degli esterni.
Il punto sui monumenti danneggiati dal terremoto è stato invece già fatto nel numero monografico della rivista " I Beni Culturali - tutela, valorizzazione, attività culturali, architettura contemporanea e bioarchitettura" dedicato al patrimonio culturale abruzzese rovinati dal sisma.
La pubblicazione è stata presentata nel corso del convegno sulla messa in sicurezza della chiesa di San Silvestro all'Aquila. Lo stato dell'arte è stato fatto attraverso una serie di interventi di tecnici e funzionari delle Soprintendente abruzzesi, ora in forza nella struttura del vice commissario per i beni culturali, Luciano Marchetti.
«Abbiamo voluto dedicare questa monografia all'Aquila - ha spiegato Giusi Gimma, editrice della rivista per Beta Gamma - perché siamo molto legati a questa città dove abbiamo lavorato tanto e pubblicato tanto, ed abbiamo voluto farlo in occasione dei 18 anni di questa pubblicazione, dando uno strumento utile per capire cosa e quanto è stato fatto in dodici mesi su un patrimonio culturale ricco e purtroppo molto ferito dal sisma dello scorso anno».
E intanto si scopre che nella messa in sicurezza della chiesa di san Silvestro, il cui intervento è in fase conclusiva, è stato attuata una metodica pilota per i cicli di affreschi da parte dei restauratori volontari dell'Associazione restauratori d'Italia (Ari).
Il metodo consiste nell'uso dell'informatica per una corretta ricollocazione in situ dei frammenti recuperati - come ha sottolineato il vice commissario per la tutela del Patrimonio Culturale, Luciano Marchetti.
In particolare attraverso l'uso di fotografie "immersive", che mostrano a 360° tutto quello che circonda l'apparecchio di ripresa, è stato possibile documentare lo stato di conservazione degli apparati decorativi, si è poi proceduto al recupero dei frammenti secondo tecniche messe a punto dopo il caso di Assisi e quindi si è passati alla messa in sicurezza attraverso l'uso di malte speciali per il fissaggio delle ampie aree di pitture distaccate e deformate.
«L'intervento su San Silvestro - ha spiegato Marchetti - è quasi completato, ma la chiesa ha danni ingenti, la facciata ha subito il fenomeno del ribaltamento, il campanile è ruotato mentre sono in cattive condizioni le tre absidi, tra cui quella che contiene la cappella Branconio e quella centrale con il ciclo di affreschi quattrocentesco del maestro di San Silvestro o del trittico di Beffi».
Nella chiesa di San Silvestro stanno lavorando cinque squadre SAF (Speleo Alpino Fluviali) dei Vigili del Fuoco per un totale di 30 uomini coordinati dei tecnici della struttura del Vice commissario ai beni ambientali.
Tornando al metodo sperimentale, il presidente dell'Ari, Carla Tommasi, ha sottolineato che «l'obiettivo che abbiamo sperimentato con successo a San Silvestro ha permesso di mettere a punto un metodo operativo che risponde a caratteristiche di elevata qualità di documentazione ed eccellente tecnologia dei materiali, il tutto coniugato alla rapidità d'intervento, per garantire la sicurezza degli operatori e la sostenibilità dell'intervento stesso».
Secondo Marchetti, «questi restauratori hanno lavorato in condizioni rischiosissime perché hanno recuperato tutto quello che si è staccato dalle pareti prima che entrassero i vigili del fuoco per iniziare la messa in sicurezza della struttura».


20/04/2010 10.24