La Prefettura in condizioni disperate: «fare presto per salvare quel che resta»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono peggiorate le condizioni del palazzo del Governo, immagine simbolo del terremoto e della Torre di piazza Palazzo, adiacente a palazzo Margherita, sede del Comune dell'Aquila. * RICOSTRUZIONE, 950 PRATICHE SENZA INTEGRAZIONI
In quest'ultima struttura, meno danneggiata della Prefettura, si stanno installando i sensori per verificare il grado di peggioramento con i macchinari il grado di peggioramento.
Ieri il vice commissario per i Beni Culturali, Luciano Marchetti, ha effettuato un sopralluogo nel palazzo del Governo per velocizzare i tempi della messa in sicurezza.
«Dobbiamo fare presto perché la situazione diventa di giorno in giorno più grave - ha spiegato Marchetti -, alla Prefettura stiamo cercando di salvare una parte del secondo piano ed il primo piano. Nella torre di piazza Palazzo stiamo effettuando rilievi per verificare le condizioni. Ma ripeto, è corsa contro il tempo».
Per completare la messa in sicurezza di monumenti e palazzi storici del centro storico il vice commissario ha chiesto ulteriori 10 milioni di euro al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Una situazione molto complessa in quanto da oltre un anno i principali monumenti sono sventrati e vittime anche degli agenti atmosferici: pioggia, neve, freddo e umidità sono i nemici peggiori per strutture già compromesse.
Intanto ieri monsignor Domenico Pompili, responsabile dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, ha definito il sisma aquilano "il primo terremoto dell'era digitale" nel corso della tavola rotonda "Le notizie e le scosse" che si e' svolta a L'Aquila.
«Per la prima volta - ha continuato mons. Pompili - le prime notizie del sisma non ci sono arrivate dalla televisione o dai giornali, ma dai nuovi linguaggi di internet e dei social network. Strumenti che in questi mesi sono stati utilizzati dalle persone per ritrovarsi».
Un contesto in cui, secondo monsignor Pompili, «la rete ha avuto un importante ruolo per cercare di ricomporre un tessuto sfilacciato».
«Da questo punto di vista - ha concluso - apprezzo lo sforzo della chiesa locale di puntare sui nuovi media con un rinnovato sito web con cui cercare di favorire il contatto tra le persone».
Un tentativo di ricostruire le comunita' a cui contribuisce anche "Vola", il quindicinale dell'arcidiocesi aquilana, nato grazie al sostegno del Sir e della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (FISC) di cui fa parte.
«Quello di unificare il tessuto sociale - ha spiegato il presidente della FISC, don Giorgio Zucchelli - e' proprio il ruolo dei settimanali diocesani la cui vocazione e' quella di dar voce al territorio, favorendo un legame tra la Chiesa e la societa' civile».
«Come raccontare l'indicibile, cio' che non fa notizia ma e' notizia?», si è chiesto invece Paolo Bustaffa, direttore del SIR.
«Ascoltare e raccontare questo silenzio», ha proseguito Bustaffa, «e' impresa per la quale certamente valgono le regole tecniche del mestiere, ma non meno valgono la sensibilita', l'inquietudine, la rinuncia al protagonismo».
Un silenzio che e' «comunicazione altra e non assenza di messaggi», «fatto di volti - ha precisato - che chiedono una lettura diversa da quella destinata allo spettacolo mediatico non solo nel momento dello strazio, ma anche nel tempo faticoso della ricostruzione».
«E' l'umilta', allora, a caratterizzare un'informazione sul terremoto» che non sia «debole o rinunciataria», ma «consapevole della propria responsabilita' di fronte al mistero del dolore».
«A volte sapere del danno, raccontare i problemi, non basta, quello che serve e' capire il bene che si puo' fare e che si sta facendo», ha detto invece Marco Tarquinio. «Il bene non fa rumore, ma se non riusciamo a guardarlo non possiamo capire quello che realmente sta succedendo».
Il direttore di Avvenire ha elencato alcuni numeri del loro impegno nel dopo terremoto: 30 prima pagine e 660 pagine interne.
«Un modo - ha continuato il direttore - per richiamare l'attenzione su una realta' che non e' chiusa ma dove molto e' da fare. Ma questi numeri non vogliono sostituirsi ai volti e alle storie di dolore e speranza che abbiamo provato a raccontare».
Dal confronto tra i direttori e' emersa, però, la necessità di salvaguardare il limite tra dovere di informare e rispetto delle persone.
«I media - ha raccontato Giustino Parisse, giornalista di Onna - hanno affrontato quanto successo come se lavorassero su uno spettacolo di cui mi sono, spesso, sentito un protagonista. Il terremoto ha cambiato il mio modo di fare questo mestiere, ma ho deciso di continuare a raccontare quello che vedevo. Oggi viviamo in una citta' dispersa senza luoghi di riferimento e identità. Questo non significa criticare quanto fatto in questi mesi ma semplicemente fare il nostro lavoro».

GESTIONE ILLECITA RIFIUTI, UN DEFERITO

Nell'ambito di serrati controlli espletati sul recupero dei materiali da crollo generati dal sisma all'interno della “zona rossa” i carabinieri del nucleo operativo ecologico hanno deferito in stato di libertà un imprenditore aquilano del settore edile per commissione di reato di gestione illecita di rifiuti.
Da ulteriori accertamenti è emerso che i responsabili degli uffici comunali del Servizio Emergenza Sisma avevano affidato alla ditta i lavori di messa in sicurezza e rimozione delle macerie senza aver preliminarmente verificato il possesso di requisiti di legge

15/04/10 14.35
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RICOSTRUZIONE, 950 PRATICHE SENZA INTEGRAZIONI


L'AQUILA. Sono 950 le richieste di integrazione formulate dal Comune dell'Aquila ad altrettanti cittadini che hanno fatto domanda per ottenere il contributo per la riparazione e alle quali gli interessati non hanno dato risposta.
Il dato e' stato reso noto dal servizio Emergenza e Ricostruzione.
Il sindaco Massimo Cialente ha ricordato, in proposito, che e' obbligatorio depositare le integrazioni di documenti entro dieci giorni dalla pubblicazione delle osservazioni all'albo pretorio e sul sito internet del Comune, sezione "terremoto-elenchi", link Contributi per la ricostruzione - elenchi dei beneficiari e delle pratiche da integrare - Modulistica, come imposto dall'articolo 14, comma 2 dell'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3857.
Senza adempiere a tale obbligo, cesseranno immediatamente tutte le forme di assistenza, principalmente quella alberghiera e il contributo di autonoma sistemazione.
La stessa ordinanza prevede che possa essere concessa dal Comune una proroga non superiore a 10 giorni, in presenza di circostanze particolarmente complesse.
«Un numero così alto di pratiche che ancora non hanno risposta da parte degli interessati è preoccupante - ha dichiarato Cialente - anche se va detto che alcune di queste sono state presentate in tempi molto recenti. Una buona parte, al contrario, e' di vecchia data e i proprietari ancora non depositano le integrazioni o comunque le risposte alle osservazioni. A voler essere rigorosi, sempre secondo quanto ci è stato imposto dall'ordinanza, tutte quelle richieste inevase prima dell'entrata in vigore del provvedimento governativo avevano come termine il 27 marzo; dopo quella data la struttura per l'emergenza doveva cessare ogni forma di assistenza a carico degli inadempienti. Di tutte queste informazioni era stata data notizia in modo diffuso».
«All'unico scopo di non creare disagi - ha detto ancora il sindaco - e consapevole delle responsabilità che mi assumo nell'effettuare una piccola forzatura a una disposizione inderogabile dello Stato, gli inadempienti per i quali i termini sono già scaduti, e che possono controllare la loro posizione all'albo pretorio e sul sito istituzionale del nostro ente, costantemente aggiornato, dovranno presentare la documentazione richiesta entro cinque giorni da oggi. Ma anche coloro che sono nei termini sono invitati a rispondere alle osservazioni subito. I controlli sugli ulteriori inadempimenti saranno capillari e l'assistenza sarà revocata a carico di chi non è regola con effetto immediato».
Cialente, in proposito, ha sottolineato che «la ricostruzione dell'edilizia privata è uno dei perni per la rinascita del capoluogo d'Abruzzo, e per questo faccio appello al senso di responsabilità dei proprietari, dei professionisti e delle imprese. E' proprio per tale ragione che ho chiesto ai nostri uffici di accelerare il più possibile le procedure per il rilascio dei contributi definitivi, che a oggi sono oltre 6.000. A ciò si aggiunga - ha concluso Cialente - che non è giusto che si continuino a impiegare risorse pubbliche a beneficio di chi non ha più diritto per legge a tali sostegni e che le risorse medesime, una volta recuperate, possono essere indirizzate alla ricostruzione della città».
Il servizio Emergenza e Ricostruzione per il rilascio dei contributi si trova all'interno della scuola della Guardia di finanza di Coppito ed è aperto dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30, il venerdi' dalle 9 alle 13.
Chiarimenti possono essere richiesti anche per posta elettronica, all'indirizzo ricostruzione@comune.laquila.it. Informazioni sulla situazione delle pratiche possono essere richieste anche telefonicamente, chiamando il 338-8035676 oppure 338-8035694 dal lunedì al giovedì, dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 17.
Intanto questa mattina il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 2009/2010 del Comando Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito.
«La cerimonia di oggi ha un significato molto importante in quanto rappresentata il ritorno alla normalità di uno dei luoghi simbolo del terremoto aquilano - ha commentato il Presidente Nazario Pagano -. Fin dai primi istanti successivi al tragico evento sismico del 6 aprile 2009, la Scuola Ispettori e Sovrintendenti di Coppito è divenuta la casa di tutti: delle Istituzioni e dei cittadini. In particolare - aggiunge Pagano - desidero sottolineare la straordinaria efficienza delle strutture operative del Corpo che hanno assicurato assoluto sostegno alle Unità di crisi e grande conforto alle popolazioni colpite dalla calamita' prodigandosi ben oltre i compiti istituzionali assegnati».

15/04/10 14.55