Il prefetto Gabrielli sarà il nuovo Bertolaso

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7901

Il prefetto Gabrielli sarà il nuovo Bertolaso
L'AQUILA. Presto Guido Bertolaso avrà quel vice che da tempo indica come suo successore: toccherà al prefetto de L'Aquila Franco Gabrielli scendere in campo. * NUOVA SCOSSA NELLA NOTTE. BERTOLASO: «8 ANNI PER RIPARTIRE» * LA PROCURA VA AVANTI. «NO COMMENT» SU MANCATO ALLARME
Al momento manca solo l'ufficialità ma pare proprio, secondo quanto si apprende in ambienti di governo, che il consiglio dei ministri abbia scelto.
E non è stata di certo una estrazione a sorte, ma una ''promozione'' sul campo per chi in questi mesi si è sempre dimostrato fedele al governo e che dovrà affrontare un lavoro importante nei prossimi anni.
L'uomo giusto, a questo punto, pare sia proprio Gabrielli, arrivato in città esattamente un anno fa, dopo la scossa devastante.
In questi 12 mesi il prefetto si è mostrato solidale, senza mai un tentennamento o rimostranze di alcun tipo, nei confronti dell'operato di Governo e Protezione Civile.
L'ultima dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, la notte tra il 5 e 6 aprile. Alla lettura del messaggio del presidente Silvio Berlusconi sono partiti i fischi ma poi Gabrielli ha pensato di minimizzare e ha parlato di «quattro cialtroni che hanno ridicolizzato uno dei momenti più alti della democrazia, che è quella di un'assemblea eletta dal popolo».
Gabrielli è stato, inoltre, tra i primi a ribadire la fiducia e la stima nei confronti di Bertolaso quando è stato investito dalla bufera scatenata dall'inchiesta della procura di Firenze sugli appalti del G8 alla Maddalena. E sugli appalti del post terremoto aquilano, su cui pure la procura locale sta indagando, lui ha già assicurato: «è stato fatto tutto in modo esemplare».
Un feeling, quello con Bertolaso, che è cresciuto nel tempo e che, se l'operazione andrà in porto, si consoliderà al Dipartimento: in questi mesi Super Guido ha sempre detto che una volta individuato il vice, prima di lasciare definitivamente la guida della Protezione Civile, ci sarà un periodo di affiancamento.
Quel che è certo é che Gabrielli ha già cominciato a conoscere la macchina del Dipartimento, avendo modo di lavorare fianco a fianco con i direttori generali e i funzionari che si sono occupati dell'emergenza dell'Aquila.
Sposato e padre di tre figli, 49 anni, prima di arrivare a fare il prefetto dell'Aquila, è stato il più giovane capo dei servizi segreti civili italiani - all'epoca il Sisde, ora Aisi - e ha costruito un'intera carriera nell'antiterrorismo.
Entrato in polizia nel 1985, due anni dopo passa alla Digos di Imperia e da lì inizia un percorso che lo porterà a smantellare, un anno dopo, le Br-Ucc, a coordinare le indagini che hanno consentito di fare luce sulle stragi mafiose della primavera-estate del 1993, fino ad arrivare all'arresto dei brigatisti responsabili degli omicidi di Massimo D'Antona, Marco Biagi e del sovrintendente della polizia Emanuele Petri, nel 2003.
Impegnato anche sul fronte internazionale - dirige le indagini che hanno consentito di catturare in Italia uno dei responsabili dell'attentato alla metropolitana di Londra del luglio del 2005 - Gabrielli viene nominato direttore del Sisde a dicembre del 2006 dal governo Prodi.
Ai servizi resta meno di due anni, fino al giugno del 2008, quando viene sostituito dall'attuale direttore Giorgio Piccirillo.
Poi arriva il 6 aprile 2009 e il Consiglio dei ministri, anche in questo caso su indicazione di Bertolaso, lo nomina prefetto dell'Aquila.
Ora, dopo un anno, arriva il nuovo incarico: combattere i terremoti e le catastrofi naturali, con lo stesso impegno con cui ha affrontato le Br.
E' stato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ad annunciare il passaggio imminente, con una frase semplice e lapidaria: «Gabrielli presto sarà promosso».
Per il prefetto, ora le priorità sono «il lavoro e l'economia, per certi aspetti ancora prima delle carriole», ha detto con riferimento alle centinaia di aquilani che da sei domeniche rimuovono nel centro storico le macerie, al fine di sensibilizzare le autorità ad accelerare un processo che riguarda 4 milioni di tonnellate di rifiuti causati dal sisma.
Il prefetto ha ammesso che esistono curve contrapposte in cui, «da una parte c'é chi dice che abbiamo fatto tutto e dall'altra c'é chi dice che non abbiamo fatto niente. Credo – ha detto- che in questa vicenda il giusto mezzo sia il modo migliore per cogliere l'essenza di questo lavoro». Positiva, per il prossimo vice di Bertolaso, anche l'attività per contrastare le infiltrazioni mafiose: «un saldo positivo perché abbiamo negato pochissime certificazioni. Questo, ovviamente, non ci deve tranquillizzare per il futuro. Bisogna sempre stare attenti perché, come noi tutti ci auguriamo, nei prossimi anni le risorse saranno ingenti e quindi, come succede in queste situazioni, le organizzazioni criminali sono quelle più interessate a intercettarle».

07/04/2010 8.42


[url=http://www.primadanoi.it/notizie/23967-Venti-%28Libera%29Le-smentite-del-prefetto-confermano-gravi-problemi]IRREGOLARITA' E APPALTI: LO SCONTRO TRA ANGELO VENTI ED IL PREFETTO GABRIELLI[/url]

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

NUOVA SCOSSA NELLA NOTTE. BERTOLASO: «8 ANNI PER RIPARTIRE»

L'AQUILA. E' tornata la paura la notte scorsa con una scossa che si è sentita molto bene.
La scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata alle 3:12 in provincia de L'Aquila.
Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv), l'epicentro del sisma è stato ad una profondità di 14,4 km e localizzato tra i comuni di Barete, Capitignano e Pizzoli. Ieri nella stessa zona era stata registrata un'altra scossa, di magnitudo 2.2.
Intanto la città pensa a ripartire dopo il primo anniversario della tragedia.
Per Guido Bertolaso L'Aquila «in otto anni può rinascere, più bella e sicura di prima».
Ma solo se, a partire dalle autorità locali, «ognuno si assumerà le proprie responsabilità» lavorando duro ogni giorno, «Natale, Pasqua e Ferragosto compresi».
Perchè «la vera sfida», secondo Bertolaso, comincia adesso, con la ricostruzione.
Una fase che non vedrà impegnata la Protezione Civile. «Noi non abbandoneremo l'Abruzzo – ha ripetuto - ma il nostro compito sarà quello di essere da stimolo a chi dovrà impegnarsi al massimo per far sì che l'Aquila possa rinascere».
Nel corso del comitato operativo convocato nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito, con il Commissario Gianni Chiodi e il sindaco della città Massimo Cialente, Bertolaso ha sottolineato che riconsegnare L'Aquila agli aquilani in una decina d'anni è una scommessa che si può vincere, ma si può fare anche di meglio se da qui in avanti si continuerà a lavorare come si è fatto finora. Sette, otto anni al massimo.
Quel che è certo è che «anche se è cambiato il timoniere, la rotta e la barca sono le stesse. All'Aquila vince o perde l'Italia tutta insieme, nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità».
«In questo anno difficile e drammatico non abbiamo lasciato nulla di intentato per cercare di mitigare i disagi degli aquilani – ha promesso il capo della Protezione Civile - e per questo ci siamo subito concentrati sulla costruzione degli alloggi, in modo da poter dare una sistemazione dignitosa a tutti».
Ma nel giorno dell'anniversario del terremoto, al capo della Protezione Civile è interessato anche difendere l'intero sistema di Protezione Civile che ha lavorato all'Aquila e che anche il 5 notte, durante il consiglio comunale, qualcuno ha attaccato.
«I fischi – ha detto infatti - dimostrano che la minoranza ha avuto il sopravvento sulla maggioranza silenziosa, che invece ha apprezzato e apprezza il nostro lavoro».
La verità «é che qui si è fatto un lavoro straordinario e incredibile e questo é sotto gli occhi di tutti. Se poi si vuole contestare che lo si faccia pure, è la democrazia. Io constato che la maggioranza silenziosa degli aquilani in questi dieci mesi non ha mai fischiato e non fischia neanche oggi».
Intanto su richiesta del Mia Casa d'Abruzzo il Senatore Marco Perduca del Gruppo Radicale, eletto nelle liste del Partito Democratico, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei ministri sulla Edilizia Residenziale Pubblica danneggiata del terremoto del 6 aprile.
Si chiede di sapere se risulti che il Commissario del Governo, Gianni Chiodi, «abbia concretamente applicato le ordinanze precedenti al 15 agosto 2009 e l'ordinanza n. 3803 del 15 agosto 2009 relative alla “riparazione e ricostruzione” dell'Edilizia Residenziale Pubblica o, nel caso in cui non le avesse applicate, quali siano i motivi per i quali sono state disattese e quali siano le ragioni che hanno suggerito al Governo ed al Commissario delegato-Presidente della Regione Abruzzo di sollevare dalle sue competenze l'ATER Regionale, e se tale improvvisa sostituzione non abbia finito per bloccare gli interventi che la stessa Azienda aveva già avviato e programmato, e se vi siano stati gravi danni aggiuntivi, derivati dai ritardi conclamati, a carico del patrimonio pubblico, e maggiori spese di assistenza alla popolazione sfollata».

07/04/2010 9.01
[pagebreak]

LA PROCURA VA AVANTI. «NO COMMENT» SU MANCATO ALLARME

L'AQUILA. Ieri, 6 aprile, ad un anno esatto dalla tragedia e in una città silenziosa e con gran parte di uffici e negozi chiusi per lutto cittadino l'attività di indagine della procura della Repubblica de L'Aquila sul terremoto non si è fermata.
Il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, e il sostituto Fabio Picuti, hanno continuato il lavoro nei rispettivi uffici, mentre i consulenti tecnici hanno proseguito i sopralluoghi nei siti sotto inchiesta.
Ieri mattina, insieme con gli uomini della squadra interforze di polizia giudiziaria, i consulenti erano a fare rilievi e verifiche nel condominio privato di via Campo di Fossa, letteralmente sbriciolatosi su se stesso, dove il 6 aprile 2009 sono morte 37 persone.
Con loro alcuni familiari delle vittime, particolarmente commossi e sofferenti, accompagnati dai loro consulenti e dagli avvocati, tra cui i familiari di uno studente greco morto in quel crollo.
«Non c'é da stupirsi se stiamo lavorando a questi ritmi - ha spiegato il procuratore capo -, abbiamo detto che completeremo le indagini sui circa 200 filoni di inchiesta in un certo tempo e senza un lavoro indefesso non riusciremo a centrare l'obiettivo».
Rossini ha sottolineato che sono in corso di completamento le perizie sui crolli sotto la lente di ingrandimento della procura.
Da alcune settimane la maxi inchiesta sul terremoto è incentrata sui condomini privati dove si è registrato il maggior numero di morti.
I filoni definiti sono finora cinque: casa dello studente, convitto nazionale, facoltà di ingegneria a Roio, via Gabriele D'Annunzio e Via XX settembre 79. Complessivamente sono 32 le persone finite nel registro degli indagati: omicidio colposo, disastro colposo e lesioni le ipotesi di reato.
«No comment», invece, ha detto Rossini, sulle indagini relative all'inchiesta sulle risultanze della commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 all'Aquila, a cinque giorni dal tragico sisma.
Le indagini sono finalizzate a chiarire se gli esperti ed i rappresentanti della protezione civile hanno fornito alla popolazione elementi troppo rassicuranti in rapporto allo sciame.
Nelle passate settimane il procuratore capo aveva sottolineato che la svolta su questo atteso filone non era imminente.
Il filone è stato aperto dopo la denuncia dell'avvocato aquilano Antonio Valentini, firmata poi da molti cittadini secondo i quali la riunione della commissione Grandi Rischi fatta all'Aquila a cinque giorni dal tragico sisma ha diffuso ottimismo e false rassicurazioni ai cittadini anche attraverso i messaggi di tecnici ed amministratori.
Nella scorse settimane da fonti interne della procura era emerso che i Pm avrebbero atteso lo svolgimento delle elezioni per non influenzare il clima politico con una inchiesta che avrebbe potuto far approdare le indagini sul terremoto in un contesto nazionale.
Poi l'ulteriore rinvio.

07/04/2010 9.18