Protezione civile. Omicidio colposo? Bertolaso:«non so nulla»

Alessandro Biancardi

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Protezione civile. Omicidio colposo? Bertolaso:«non so nulla»
L'AQUILA. Il terremoto del 6 aprile scorso prese tutti di sorpresa. Era da mesi che la città sobbalzava per continue scosse. Almeno un paio al giorno. * LE CARRIOLE A PASQUA PER LE VIE DEL CENTRO * TUTTO SULLE INCHIESTE, LA PROTEZIONE CIVILE E BERTOLASO
Nessuno, però, disse che c'era pericolo per le persone. Nessuno avvertì che la città non avrebbe retto ad una scossa devastante. Nessuno si preoccupò di verificare se la città aveva un piano di evacuazione.
La Procura sta lavorando da mesi anche a questo filone di indagine e verificare se e chi siano i responsabili.
Anche perchè cinque giorni prima del tragico sisma del 6 aprile, era un martedì, la commissione Grandi Rischi si riunì proprio nel capoluogo abruzzese.
Da mesi L'Aquila era martoriata da scosse di media entità, la maggiore di magnitudo 4.0, registrata il 30 marzo.
I maggiori studiosi italiani di sismologia si incontrarono ed esclusero la possibilità che arrivasse una scossa come quella del 1703.
Il gotha della scienza che studia i movimenti della terra e della sua struttura e che da mesi ripete che è impossibile prevedere si lanciò comunque in una previsione. Per di più errata.
Il 6 aprile, il lunedì successivo, il terremoto che ha sventrato L'Aquila ha smentito tutti e ci si è accorti di come la sciagura del 2 febbraio di 300 anni prima era in realtà pronta a ripetersi.
Oggi la Procura vuole vederci chiaro e mira al livello nazionale e quindi al salto di qualità.
Sui messaggi rassicuranti ai cittadini intanto in procura sono state presentate altre denunce: a far scattare l'inchiesta fu proprio un esposto che vede come primo firmatario l'avvocato aquilano Antonino Valentini, nel quale si sottolineava il fatto che messaggi più equilibrati e ponderati avrebbero potuto consigliare altri comportamenti e, probabilmente, salvare qualche vita umana.
Intanto il sottosegretario alla protezione civile, Guido Bertolaso, assicura di non aver «mai saputo» dell'esistenza di un'eventuale informativa giudiziaria redatta dalla polizia nella quale il suo dipartimento verrebbe accusato di omicidio colposo perché avrebbe sottovalutato gli allarmi.
«L'informativa, se esiste, non l'ho vista – ha detto Bertolaso -, non la conosco, per quello che mi riguarda, mi devo sempre basare sui fatti e sulle azioni concrete».
«Quando mi chiameranno per chiedere qualche elemento e qualche spiegazione sono sempre pronto a darli – ha detto ancora Bertolaso -. Per il resto, sono solamente voci. Di voci, purtroppo, ce ne sono tante. Purtroppo con le voci non si ricostruisce e non si restituisce neppure la tranquillità e la serenità a chi ha perso tutto».
Bertolaso poi ha ricordato: «Sanno tutti che noi abbiamo convocato qui all'Aquila i maggiori esperti a livello mondiale sul rischio sismico e non mi pare che nessuno di loro abbia mosso una critica a quello che è stato l'agire e l'intervento che abbiamo messo in piedi».
Nodo centrale dell'inchiesta potrebbe essere il verbale redatto il 31 marzo, a fine riunione dalla commissione. Ma anche su questo punto ci sono versioni contrastanti.
Come ha raccontato lo stesso Enzo Boschi, presidente dell'Ingv, qualche giorno dopo, quando la Commissione viene riconvocata a l'Aquila, «Mauro Dolce, capo dell'Ufficio sismico del dipartimento, mi mostra un testo che riporta in maniera confusa cose dette nella riunione del 31 marzo».
Qualcuno «corregge il testo alla meno peggio e Dolce ce lo fa firmare per "ragioni interne"», salvo poi vederlo pubblicato sui giornali. Soprattutto dopo avere scoperto che il 30 marzo e il 1° aprile «dalla Protezione civile sono stati diramati due comunicati (recanti anche il mio nome) "tranquillizzanti" di cui non sapevo niente».
Allora quando è stato redatto realmente quel verbale?
Leggendo quel documento delle «massime autorità scientifiche del settore sismico» (così vengono definite nel documento) che dovevano fornire un quadro di quello che stava accadendo e di quello che sarebbe potuto accadere, si scopre che nessuno poteva immagine una scossa devastante.
E' stato invece archiviato nelle scorse settimane il procedimento penale per procurato allarme nei confronti di Giampaolo Giuliani, lo studioso che sostiene di riuscire a prevedere i terremoti grazie al gas radon.
Il ricercatore era stato denunciato per un presunto annuncio di terremoto a Sulmona una settimana prima del 6 aprile. Anche lo stesso Bertolaso ha sempre contestato gli annunci di Giuliani e invitato a non diffondere le notizie in suo possesso.

06/04/2010 8.49
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LE CARRIOLE A PASQUA PER LE VIE DEL CENTRO

L'AQUILA. Sono tornate nel centro de L'Aquila le carriole - per la sesta domenica consecutiva -, ma, invece delle macerie lasciate dal terremoto, sono state riempite di colombe, uova, pizze pasquali, salami, frittate e carciofi.
«Era importante tornare in piazza», ha spiegato Giusi Pitari, tra i promotori della mobilitazione.
Non sono mancati nemmeno i turisti in questi giorni di festa nella città martoriata.
Attoniti, quasi spauriti, con macchine fotografiche a fermare la tragedia del 6 aprile, a girare per le vie semidistrutte e rendersi conto di persona della tragedia.
Ma c'erano anche tanti aquilani a fare un giro in città: addolorati, occhi lucidi, cupi e spesso rabbiosi: il sentimento comune è nelle foto dei morti attaccate alle transenne, staccionate e cartelli ovunque a ricordare il dramma.
E una rivendicazione chiarissima: «Qui dopo le casette, tutto è fermo», hanno ripetuto come fosse un ritornello. Davanti alla Casa dello studente e alle altre in cui ci sono state vittime la gente si è raccolta in silenzio.
Ma c'é chi giura che quando arriverà l'ora di protestare contro media e tv che stanno dando, a loro avviso, una immagine diversa della realtà, gli aquilani ritroveranno la voce.
movimento va avanti, anche dopo la tornata elettorale».
E a un anno dal terremoto, le tv tornano ad accendere i riflettori sull'Abruzzo.
In prima linea i canali all news: Sky Tg24 ha traslocato ormai da qualche giorno in città e propone approfondimenti, dirette, interviste e reportage con oltre 30 tra operatori e produttori, 4 pulmini satellitari e più di 10 telecamere. Stessa trovata anche per Rai News 24.
In occasione dell'anniversario su Raitre va in onda oggi alla 15.15, in prima tv assoluta, il documentario breve 27 secondi, che mostra la vita quotidiana nelle zone del sisma, per la prima volta raccontata e vista con gli occhi di un ragazzino.
Il documentario, della durata di 15 minuti, è ideato e realizzato per Raitre da Laura Di Nitto e Andrea Camerini nell'ambito del progetto Ebu (European Broadcasting Union) dal titolo 'Sfide': quelle che i ragazzi si trovano ad affrontare nel corso della loro adolescenza.
'27 Secondi' racconta la sfida di Andrea, un ragazzo di 13 anni dell'Aquila, che come ogni ragazzo della sua età gioca, va a scuola: una vita normale.
A parte il fatto che abita da mesi in alberghi, residence e agriturismi, perché la sua casa è inagibile dal terribile sisma del 6 aprile 2009.
Da allora per Andrea la vita quotidiana é una sfida, aspettando di tornare a una vita normale con i suoi genitori e il suo gatto.
Intanto Alitalia ha annunciato che si chiama “Città di L'Aquila” il nuovo Airbus A320 entrato in servizio questi giorni.
Attribuendo all'ultimo degli aerei entrati in flotta il nome del capoluogo abruzzese Alitalia vuole manifestare la propria solidarietà e la propria vicinanza ai cittadini colpiti dal terremoto di cui domani ricorre il primo anniversario.
Oggi pomeriggio, intanto, il Consiglio regionale ricorderà i dipendenti regionali e i parenti dei dipendenti regionali vittime del terremoto alle ore 16,30 nell'Aula consiliare ‘Sandro Spagnoli”.
«E' un momento importante per la comunità abruzzese – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano –. Il sisma di un anno fa ha messo in ginocchio l'Abruzzo, colpendo e devastando il nostro Capoluogo di regione. Pochi attimi seminarono morte, lutti, distruzione e sofferenza. Oggi, L'Aquila è la capitale dell'orgoglio per la forza morale e la dignità dimostrata durante questi mesi difficili. Ci attende la fase più gravosa, quella della ricostruzione; insieme – conclude il presidente – dobbiamo raggiungere questo obiettivo per avviare la rinascita dell'Aquila e dell'Abruzzo».
Anche il Comune di Torre de' Passeri rende omaggio alle vittime del terremoto con un Consiglio comunale straordinario che si terrà alle 17. I
La riunione dell'assise civica, presieduta da Marco Di Nicolantonio, avrà come unico punto all'ordine del giorno l'istituzione, ogni 6 aprile, della giornata della memoria delle vittime del terremoto. Dopo il discorso di apertura del presidente Di Nicolantonio, interverrà l'assessore all'emergenza post sisma Renzo De Vincentis che, rispondendo anche ad indicazioni di Prefettura, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Protezione civile, traccerà un bilancio dell'attività svolta dal Comune nel corso degli ultimi dodici mesi. A seguire interverrà il primo cittadino Antonello Linari che chiederà all'assise comunale di votare l'istituzione di una giornata memoria delle vittime del terremoto. «Come istituzione - ha spiegato Linari - è nostro dovere tramandare alle future generazioni la consapevolezza della forza distruttrice del terremoto, che insieme alla negligenza e all'indifferenza degli uomini ha causato oltre 300 vittime e ed immenso dolore per i sopravvissuti. A noi spetta da un lato ricordare rispettosamente, dall'altro continuare a lavorare, quotidianamente, sulle tematiche della prevenzione e della sicurezza e vigilare, come da sempre stiamo facendo, su un'attenta ed onesta ricostruzione».
I presidenti delle quattro Province d'Abruzzo si ritroveranno, invece, oggi pomeriggio davanti alle macerie della Casa dello Studente per una cerimonia di commemorazione delle vittime del terremoto del 2009.
Alle 16.30 in via XX settembre, Testa, Catarra, Del Corvo e Di Giuseppantonio, deporranno insieme una corona in ricordo di tutte le persone che hanno perso la vita.
«Il nostro è un piccolo gesto», ha spiegato il presidente Testa, «per testimoniare che gli abruzzesi non dimenticano chi non c´è più e anche per augurarci che L´Aquila possa rialzarsi quanto prima. L'auspicio è che oggi, dodici mesi dopo, si riesca a guardare al domani con ottimismo e determinazione».

06/04/2010 8.42