Epifani, «i soldi per Ponte di Messina vadano a L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Rimandiamo il ponte sullo Stretto di Messina per dieci anni per risanare e ricostruire L'Aquila». * “L'UNITA'” SI TRASFERISCE A L'AQUILA PER DUE GIORNI * PREZZARIO RICOSTRUZIONE, SCONTRO CIALENTE- DI PAOLO
E' la provocatoria proposta lanciata dal segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani durante il congresso della Fillea Cgil partito ieri da L'Aquila.
Ci sono altre priorità prima del Ponte di Messina, ha spiegato il sindacato, e tra queste sicuramente anche la ricostruzione del capoluogo di regione.
L'offerta finale è risultata essere pari a 3,88 miliardi di euro e prevede un tempo di realizzazione di 5 anni e 10 mesi.
«Non c'è alcun bisogno di rinunciare allo Stretto di Messina perche' i fondi per la ricostruzione dell'Aquila ci sono, e' noto, e sono stanziati dal decreto legge Abruzzo. L'importante e' utilizzare questi fondi», ha subito replicato il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
«Noi - ha spiegato Bertolaso - abbiamo fatto delle ordinanze di protezione civile lo scorso mese di giugno per quelle che erano le ristrutturazioni delle abitazioni B e C e poi a luglio abbiamo fatto ordinanze per le abitazioni di categoria E. Si trattava di applicare quei provvedimenti utilizzando i soldi che sono stati stanziati e che verranno erogati anche in futuro. Non c'è bisogno di qualche altra cosa per ricostruire L'Aquila».

«SERVE CAMBIAMENTO»

«La nostra presenza qui oggi - ha spiegato Epifani - significa che non ci rassegneremo a lasciare le cose così come stanno. C'era bisogno di una tassa di scopo per ricostruire questa città perchè tutta la collettività nazionale doveva essere chiamata di fronte ad una tragedia di questa portata. La ricostruzione dell'Aquila - ha aggiunto Epifani - non si fa senza risorse e senza una chiara volontà di ricostruire. E su questo punto manca chiarezza».

Per Epifani alla città deve essere restituita la giustizia «perchè ciò che è accaduto a L'Aquila non accada più. Giustizia è ricerca della verità. E la prima verità è che la distruzione e le morti che accompagnano un evento sismico, una alluvione, una frana, una piena di fiume, non sono solo gli effetti di una catastrofe naturale ma anche la sciagurata conseguenza di comportamenti degli uomini».
«305 vittime, circa 2.000 feriti, 100mila sfollati, di cui 70mila solo a L'Aquila: questo – ha ricordato il segretario generale della Fillea Cgil - il bilancio della catastrofe che ha colpito un anno fa l'Abruzzo e la sua gente. Oggi, ad un anno dal sisma, le ferite di questa terra sono ancora aperte. E, mentre appaiono sempre più evidenti i limiti delle scelte compiute dal Governo nazionale, mentre l'economia locale è ferma, come dimostrano i dati sulla disoccupazione e l'impennata della cassa integrazione, passata in un anno da 850 mila ore ad oltre 7 milioni di ore, mentre viene alla luce la vergogna delle 'cricche' di imprenditori che su questa tragedia hanno speculato, i cittadini de L'Aquila continuano a chiedere futuro e giustizia».
Secondo Schiavella «per la prima volta in Italia» lo Stato ha delegato completamente alla Protezione Civile, «fuori da ogni controllo ed in regime di deroga, non solo l'emergenza dopo terremoto ma anche la progettazione e la costruzione di migliaia di alloggi».
«Fortunatamente», ha continuato il rappresentante del sindacato, «almeno dal versante della sicurezza, grazie all'impegno delle forze sociali e del Prefetto dell'Aquila, si sono potute evitare conseguenze pesanti».
«Per la prima volta - ha osservato - si è utilizzato lo shock di una grande catastrofe, il bisogno legittimo di migliaia di sfollati di avere un tetto al più presto, per realizzare una colossale operazione di trasformazione urbanistica di un territorio. Si è scelto di costruire in otto mesi alloggi durevoli da 150mila euro l'uno anzichè realizzare in 20 giorni casette temporanee in legno con un costo infinitamente piu' basso e mettere subito mano al centro storico de L'Aquila».
Non sono mancati accenni alle inchieste che hanno travolto la Protezione Civile e sulla gestione degli appalti, a L'Aquila come alla Maddalena: «quegli scandali confermano quanto avevamo ragione nella primavera scorsa ad opporci a quel decreto. Scandali che hanno scongiurato per il momento la costituzione della Protezione Civile Spa ma non il progetto di costruire un mercato protetto dell'emergenza e dei grandi eventi, come dimostra il recente decreto legge sugli enti locali che estenderebbe quel meccanismo anche ai comuni e che solo per questo, guarda caso, potrebbe derogare ai vincoli del patto di Stabilità».
E proprio in relazione all'inchiesta sui grandi appalti ieri Riccardo Fusi, ex presidente Btp che riuscì ad entrare nel consorzio Federico II ed ottenere appalti a L'Aquila, ha spiegato che «alla Scuola carabinieri stanno ancora rubando soldi e la scuola è ancora ferma».
«Le carte credo che siano molto chiare e io spero che giustizia venga fatta», ha aggiunto Fusi. Ai giornalisti che gli chiedevano poi a chi si riferisca quando afferma che ''stanno ancora rubando soldi'', Fusi ha risposto di avere «grande meraviglia, anche rispetto ai mezzi di comunicazione, perchè sono dieci anni che io dico le stesse cose e sono dieci anni che non emerge la verità. Guardatevi intorno - ha concluso rivolto ai giornalisti - guardate le carte e vedrete che ho ragione».
Se una ''cricca'' degli appalti c'era, Riccardo Fusi «'non ne faceva parte» e comunque «ha soggiaciuto a richieste altrui», sostengono invece i suoi avvocati.
«Fusi», hanno detto, «è soggetto al di fuori del sistema di corruttela nella gestione degli appalti di grandi opere'' e ''laddove comunque vi sia o vi sia stata la cosiddetta 'cricca' di via della Ferratella», Fusi «non ne faceva parte».

31/03/2010 8.56
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“L'UNITA'” SI TRASFERISCE A L'AQUILA PER DUE GIORNI

L'AQUILA. Giovedì 1 e venerdì 2 aprile, L'Unità, il giornale fondato da Gramsci si sposta in un tendone in Piazza Duomo.
Il direttore Concita De Gregorio, il condirettore Giovanni Maria Bellu, il caporedattore Daniela Amenta, gli inviati, la sua redazione web, i suoi tecnici, faranno il giornale insieme agli aquilani.
Ci sarà anche Radio 3 che l'affiancherà con il suo studio mobile (uno speciale camper), il suo direttore Marino Sinibaldi e i colleghi delle trasmissioni Fahrenheit, Radio3 Scienza e Radio3 Mondo.
Alle 10.30 si svolgerà la riunione di redazione aperta alla gente della città e in collegamento con la redazione di Roma e in diretta su Unita.it e sulla tv locale Tv1 de L'Aquila che seguirà con le sue telecamere tutti e due i giorni.
Ospite d'eccezione della riunione sarà Sergio Staino che disegnerà le sue vignette insieme agli aquilani con lui anche l'autrice satirica Francesca Fornario.
Alle 12.30 anche i bambini impareranno a fare l'Unità insieme alla redazione, disegneranno sui menabò pagine e articoli e proveranno a scrivere le loro storie.
Per tutti e due i giorni sul sito web de l'Unità ogni appuntamento sarà dettagliatamente raccontato e sarà visibile in diretta video-streaming. Ma le telecamere del sito funzioneranno anche da “video-box”. Tutti gli aquilano che passeranno da Piazza Duomo potranno registrare una loro testimonianza, potranno raccontare quello che ancora non va, potranno sfogare le loro frustrazioni per costruire un archivio web di storie del terremoto. Venerdì mattina nel tendone de l'Unità a Piazza Duomo sarà proiettata la puntata della trasmissione “Presadiretta” di Riccardo Iacona dedicato a L'Aquila a un anno dal sisma del 6 aprile 2009.

31/03/2010 8.55

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PREZZARIO RICOSTRUZIONE, SCONTRO CIALENTE- DI PAOLO


L'AQUILA. E' polemica sul prezzario per l'emergenza terremoto. Se il sindaco Cialente ha assicurato l' estraneità del Comune al procedimento che ha redatto il prezzario, l'assessore ai lavori pubblici e politica della casa della Regione Abruzzo, Angelo Di Paolo, lo smentisce.
«Mi rendo conto che il sindaco, che ha altri problemi ben più gravi in questo momento, può non aver personalmente seguito le procedure di formazione dell'aggiornamento del prezzario, ma lo informo che lo stesso è stato definito di concerto fra le organizzazioni di categoria, quelle professionali e il Comune dell'Aquila».
«Se non fa fede la mia parola», dice l'assessore, «spero sia più convincente la nota di trasmissione formale del Comune a noi pervenuta in data 31 agosto 2009».
Per quanto attiene al prezzo delle fibre di carbonio, per le quali sono stati definiti nuovi prezzi unitari, Di Paolo afferma che la società incaricata di svolgere azione di supporto tecnico al Comune, «ha evidenziato che il prezzo vigente era troppo elevato e pertanto si è immediatamente proceduto di conseguenza».
Da ultimo l'assessore ha evidenziato di non avere sull'argomento agli atti nessuna richiesta di chiarimenti, integrazioni, o osservazioni da parte del Comune.
Se, al contrario perverranno richieste in tal senso, viene assicurata una tempestiva ed ampia risposta collaborativa da parte dei suoi uffici.
«Spero con questo chiarimento di aver posto fine a polemiche inutili e poco produttive; spero, altresì, che gli altri soggetti istituzionali, mirino, come ritengo giusto, a trovare soluzioni ai problemi e non ad individuare più o meno improbabili colpevoli».

Intanto Paolo Guzzetti, presidente nazionale dell'Ance ha annunciato che l'associazione imprenditoriale è pronta alla sfida della ricostruzione de L'Aquila.
«Va detto - ha chiarito Guzzetti - chiaramente quali devono essere i tempi e i modi. E' finita l'emergenza, adesso si tratta di andare avanti; di stabilire anche come ricostruire il centro storico de L'Aquila. Noi - ha proseguito - siamo pronti con idee e proposte e con le nostre imprese che accettano i criteri di qualità, di verifica e di attenzione rispetto alla ricostruzione. Siamo convinti - ha concluso - che sulle opere pubbliche deliberate dal Cipe debbono essere rispettati i tempi. Non si possono aspettare 3-4 anni per risorse già impegnate».
Ieri Bertolaso ha invece consegnato gli ultimi Map. «Devo dire», ha spiegato intervenendo alla cerimonia, «che anche in questo caso possiamo parlare di un piccolo grande miracolo perchè realizzare 1200 moduli abitativi in tutte le frazioni dell'Aquila, molto belli, molto confortevoli, credo che sia qualche cosa che non si registra normalmente nel nostro Paese, ma neppure in altre parti del mondo».
Sempre ieri, inoltre, un gruppo di dipendenti della Asl della provincia dell'Aquila che lavorano all'Aquila hanno protestato per essere costretti, ad un anno dal sisma, a lavorare nei container e nelle casette prefabbricate.
Tra l'altro, una buona parte dei container è posizionata nel parcheggio dello stadio di Acquasanta, uno spazio del quale l'amministrazione comunale dell'Aquila ha richiesto la disponibilità dovendo effettuare un intervento nella struttura sportiva.
«Siamo l'unico ente che non ha trovato una sistemazione - spiegano i dipendenti -, eppure la nostra competenza ha una vitale importanza sociale. Non capiamo il motivo per il quale non si possa intervenire nel complesso di Collemaggio, oppure affittare stabili per far sì che le condizioni di lavoro sia meno difficili».
I dipendenti hanno annunciato che presenteranno una istanza ufficiale al direttore generale, Giancarlo Silveri.

31/03/2010 10.03