Crolli via D'Annunzio, indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ai magistrati due dei tre indagati nell'ambito del filone d'inchiesta sul crollo della palazzina di via Gabriele D'Annunzio. * TERREMOTO: CHIODI AUTORIZZA GARE APPALTO EDIFICI PUBBLICI


Un silenzio non senza senso ma che serve principalmente per prendere tempo. Come hanno confermato gli avvocati difensori, infatti, gli indagati non sono entrati in possesso dei documenti che chiariscano esaurientemente le ipotesi di accusa formulate contro di loro.
Così ieri Fabrizio Cimino di 49 anni dell'Aquila, ingegnere progettista dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2002 e Fernando Melaragno di 61 anni, originario della Provincia di Isernia, imprenditore ed esecutore dei lavori di restauro sempre nel 2002 sono arrivati davanti ai pm titolari dell'inchiesta ma hanno fatto scena muta.
Fabrizio Cimino è difeso dall'avvocato Riccardo Lopardi il quale ha sottolineato di non conoscere gli atti e di essere in attesa della relazione della Procura per individuare una strategia difensiva per il suo assistito.
Risulta al momento irreperibile, invece, il terzo indagato, Filippo Impicciatore di 71 anni, originario della Provincia di Chieti, trasferito da anni in Venezuela.
L'anziano fu tra i realizzatori dell'edificio nel lontano 1961.
I capi di imputazione sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni.
Le lesioni sono contestate nell'avviso di garanzia in quanto ci sono due persone che sono rimaste ferite in seguito al crollo.
Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della procura mentre nell'indagine penale sul crollo del condominio di via D'Annunzio, dove lo scorso 6 aprile sono morte 13 persone, vengono citate anche altre tre persone decedute.
Sono il direttore dei lavori, il progettista, e il titolare dell'impresa che ha fatto i lavori nel 1961.
I provvedimenti sono stati notificati agli eredi ma pur contenendo le stesse accuse formulate nei confronti dei tre indagati del quarto filone della maxi inchiesta sul terremoto, gli atti sono finalizzati alla sola azione civile legata all'eventuale risarcimento danni che potrebbe essere dovuto ai familiari delle vittime e dei feriti.
Il palazzo di via D'Annunzio, nei pressi della villa comunale, e' l'unico crollato su se stesso nella zona e questo insieme agli elementi emersi dalla perizia dei consulenti della Procura ha fatto propendere la procura stessa per la negligenza umana nell'iter realizzativo della struttura che pure era in cemento armato.
La perizia parla di materiali scadenti usati per la realizzazione del fabbricato e di presunti errori progettuali.

6 APRILE LUTTO CITTADINO

Intanto ieri il sindaco de L'Aquila Massimo Cialente ha firmato l'ordinanza per l'istituzione di una giornata di lutto cittadino il 6 aprile, primo anniversario del sisma.
L'ordinanza, che fa seguito a un atto di indirizzo del Consiglio comunale, prevede l'esposizione delle bandiere europea, nazionale e comunale a mezz'asta o abbrunate nelle sedi comunali e degli enti pubblici e privati.
Il documento invita inoltre «gli esercizi commerciali, tramite le associazioni di categoria, gli uffici pubblici, le organizzazioni sociali, produttive e culturali a partecipare al lutto, nelle forme autonomamente decise».
Invita inoltre «le scuole di ogni ordine e grado, qualora non interessate dalle festività pasquali, gli uffici pubblici e tutti i luoghi di lavoro ad osservare un minuto di silenzio nel corso della giornata, preceduto da una commemorazione dell'evento».
«L'intera città – recita l'ordinanza in premessa – intende proclamare il cordoglio della comunità e manifestare in modo solenne il lutto e il dolore che l'ha profondamente colpita», ma anche ribadire «la volontà espressa dal consiglio comunale di fissare a imperitura memoria le vittime del sisma e di tramandare alle future generazioni la consapevolezza dell'immensa forza distruttrice del terremoto, che insieme all'indolenza e all'inerzia degli uomini è stata causa di vittime e dolore per i sopravvissuti».

26/03/2010 8.49

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TERREMOTO: CHIODI AUTORIZZA GARE APPALTO EDIFICI PUBBLICI

L'AQUILA. Il commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha autorizzato il Provveditorato alle Opere Pubbliche ad esperire le gare di appalto per la ricostruzione di alcuni edifici pubblici che per la loro valenza strategica sono ritenuti prioritari e la cui progettazione è stata completata a cura del Provveditorato stesso.
In particolare, entro il mese di aprile saranno appaltati i lavori nei seguenti edifici: ex archivio di Stato da adibire a locali della Corte d'Appello di L'Aquila, Comando regionale della Guardia di Finanza dell'Aquila, Caserma E.I. Campomizzi (palazzine A o B, F e G), Direzione Regionale Vigili del Fuoco, Università dell'Aquila - Facoltà di Lettere, mensa Ex OMPI, palestra della Scuola Patini, impianto antincendio dell'Accademia Belle Arti dell'Aquila.
Entro il mese di maggio saranno invece appaltati i seguenti lavori: Direzione provinciale Vigili del Fuoco L'Aquila, Uffici del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, Palazzo di Giustizia, Stazione Carabinieri del Comune di S. Demetrio nè Vestini (Aq), Stazione Carabinieri del Comune di Goriano Sicoli (Aq).
«E' stato portato a termine un lavoro difficile», ha detto Chiodi, «ed il soggetto attuatore continua a mostrarsi molto efficiente. La ricostruzione pubblica sta partendo veramente, mentre stenta a partire quella privata».
Ma a quasi un anno dal sisma sono ancora 52.275 le persone assistite. 4.594 persone in strutture ricettive, 780 in strutture di permanenza temporanea, 892 negli appartamenti privati nel circuito di assistenza, 269 in affitto fondo immobiliare, 1.945 in affitto con contratto concordato con DPC (comune L'Aquila), 27.316 in sistemazione autonoma (Comune L'Aquila) 14.642 in alloggi del Progetto C.A.S.E. e 1.837 nei MAP (18 frazioni Comune L'Aquila).
Sono oltre seimila, invece, i contributi definitivi concessi per le case classificate B e C, ma sono ancora troppo pochi i cantieri avviati.
In base all'ordinanza n. 3857, art. 14, per l'avvio dei lavori è fissato un termine di 15 giorni dalla comunicazione del contributo definitivo. Per quanto riguarda le abitazioni Ater sono pervenute oltre mille richieste di imprese per la preselezione finalizzata all'aggiudicazione.
Ieri la funzione Assistenza alla popolazione della Sge, che da qualche giorno ha avviato i colloqui per proporre un map alle famiglie da due persone che ancora non sono state alloggiate nel progetto Case ha comunicato che non presentarsi alle convocazioni disposte per l'offerta di un map comporterà l'automatica rinuncia alla casa antisismica.
Inoltre, si perderà l'ospitalità alberghiera se ancora si usufruisce di questo servizio.
La stessa funzione ha rilevato che in alcuni casi, nonostante abbia regolarmente convocato gli interessati, gli stessi non si sono presentati. Per questo ha fatto presente che la mancata presentazione ai colloqui, senza adeguata giustificazione scritta, sarà considerata rinuncia alla casa antisismica. Inoltre, come previsto dai criteri del vice commissario per il miglioramento delle situazioni alloggiative dello sorso 15 marzo, in questo caso entro 15 giorni si dovrà lasciare l'albergo se si beneficia di questo servizio.
Sarà garantito soltanto il contributo di autonoma sistemazione, qualora richiesto.

26/03/2010 9.06