Berlusconi: «anche in Abruzzo la sinistra dell'odio e dell'invidia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Quello che il terremoto era riuscito ad unire la campagna elettorale sta dividendo. Dal 6 aprile il governo di centrodestra e gli enti locali di centrosinistra hanno lavorato insieme senza attaccarsi troppo. * MACERIE: «15 GIORNI PER LIBERARE IL CENTRO STORICO» * CROLLI FACOLTÀ ROIO, UDIENZA PRELIMINARE IL 4 GIUGNO. UNIVERSITÀ PARTE CIVILE




L'AQUILA. Quello che il terremoto era riuscito ad unire la campagna elettorale sta dividendo. Dal 6 aprile il governo di centrodestra e gli enti locali di centrosinistra hanno lavorato insieme senza attaccarsi troppo.

* MACERIE: «15 GIORNI PER LIBERARE IL CENTRO STORICO»

* CROLLI FACOLTÀ ROIO, UDIENZA PRELIMINARE IL 4 GIUGNO. UNIVERSITÀ PARTE CIVILE

L'ascia di guerra è stata sotterrata per parecchi mesi, non sono mancati reciproci complimenti tra presidente del consiglio e sindaco e presidente di Provincia de L'Aquila nonostante ideologie politiche contrarie.
Ma a pochi giorni dal voto il clima si fa incandescente e anche lo scontro tra gli alleati pro tempore sale.
Così ieri Berlusconi è tornato a parlare, anche per quanto riguarda la situazione abruzzese, della sinistra «la cui arma è quella dell'invidia e dell'odio».
E' fiducioso, il premier, sul risultato politico che si otterrà e sul traguardo che raggiungerà Antonio Del Corvo, candidato del Pdl alla Provincia.
«Anche in Abruzzo otterremo una grande vittoria e di questo ne siamo convinti, anche se hanno tentato di gettare fango sul nostro operato», ha detto Berlusconi intervenendo telefonicamente al comizio per la campagna elettorale tenuto ieri pomeriggio al cinema Pacifico a Sulmona in presenza del ministro Angelino Alfano e del candidato presidente Del Corvo.
«La strumentalizzazione da parte dei giornali sull'attivita' del popolo delle carriole a L'Aquila - ha detto - e' fin troppo evidente».
Il premier ha sottolineato l'importanza strategica di una sinergia tra governo, regione Abruzzo e provincia dell'Aquila per la ricostruzione del Capoluogo.
«Ho la massima fiducia in Antonio Del Corvo - ha aggiunto Berlusconi - per quanto attiene la sua capacita' di amministrare e questo sara' fondamentale per affrontare tutte le difficolta' per la ricostruzione di L'Aquila».
Ripromettendosi di tornare a Sulmona, il premier ha ironicamente aggiunto: «Quando verro' a Sulmona per festeggiare la vittoria di Antonio Del Corvo dovrete farmi trovare a cena le piu' belle ragazze del posto».
Poi il presidente del consiglio ha rincarato la dose: «hanno cercato di gettare fango con Bertolaso e ci hanno provato con la storia delle carriole. Noi volevamo togliere le macerie 11 mesi fa ma é stato il sindaco dell'Aquila Cialente e il Consiglio comunale a impedircelo perché ci hanno detto che volevano farlo con imprese locali. I giornali della sinistra hanno approfittato della situazione pubblicando fotografie delle carriole con due o tre mattoni sopra».
Ma il sindaco Cialente si è subito affrettato a smentire il premier: «Smentisco categoricamente quanto affermato dal presidente Berlusconi sulla rimozione delle macerie: né io né il consiglio comunale abbiamo mai impedito a Governo e protezione civile di togliere le macerie».
«Sono costretto, con imbarazzo istituzionale – ha detto ancora il primo cittadino - a rispondere al presidente Berlusconi sulla questione delle macerie e lo sfido a dimostrare l'esistenza di atti pubblici che attestino la presunta volontà della giunta e del consiglio comunali a provvedere autonomamente alla rimozione delle macerie avvalendosi di imprese locali. Anzi, abbiamo spesso lamentato come fosse impossibile la loro gestione con le normative e le ordinanze previste e ricordo che, sin da gennaio, ho chiesto continuamente a Bertolaso di intervenire d'urgenza sul problema, predisponendo altri siti per il conferimento e il trattamento dei detriti».
«Voglio sperare che quanto affermato dal premier sia solo frutto di un'ulteriore strumentalizzazione elettorale – ha aggiunto Cialente - e non prefiguri, lungo la strada già aperta dal senatore Gasparri, una vergognosa tendenza a far ricadere sugli enti locali tutte le gravissime contraddizioni del Governo che restano ancora nella vicenda del terremoto aquilano.
«Vorrei ricordare al presidente Berlusconi e al centrodestra - ha concluso il sindaco - che, con il presidente della Regione, Chiodi, e della Provincia, Pezzopane, nell'interesse della città, avevamo deciso di non fare polemica elettorale sul nostro dramma. Avrei avuto molto da dire. A quanto pare, un sindaco ha più senso delle istituzioni di un presidente del consiglio».
Ma lo scontro a distanza è andato avanti per tutta la giornata.
«Ma di fronte ad aperte provocazioni il PdL», ha replicato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori, «ha ceduto alla tentazione di utilizzare politicamente vicende di varia natura - anche giudiziaria - verificatesi attorno alla questione della rimozione delle macerie, o ha mai pensato di abbandonare al loro destino il Comune e la Provincia che su questo fronte, dopo mesi di inerzia, hanno chiesto aiuto al governo e al commissario Chiodi».
«Una parte della sinistra», ha proseguito Quagliariello, «sta tentando di strumentalizzare vicende che meriterebbero quella concordia istituzionale che il governo e la maggioranza si sono fin qui impegnati a garantire, anche a discapito delle proprie convenienze elettorali. Continuando lungo questa deriva qualcuno, nel tentativo di colpire il centrodestra, finira' per offendere il dolore dei terremotati e l'impegno di quanti da mesi, quotidianamente, si adoperano per restituire loro un futuro
25/03/2010 9.06
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MACERIE: «15 GIORNI PER LIBERARE IL CENTRO STORICO»

L'AQUILA. «Liberare al più presto i siti pubblici dell'Aquila (ne sono stati censiti 57 - n.d.r.) dalle macerie provenienti dai crolli e dalle demolizioni».
E' questa la richiesta che il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha rivolto, ieri, al tavolo di coordinamento per lo smaltimento delle macerie composto da Vigili del fuoco, Esercito, Asm, Arta, Soprintendenza ai beni artistici e architettonici, Comune e Asl dell'Aquila, Ispettorato del lavoro, Ministero dell'ambiente.
Del tavolo fa parte anche il responsabile della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana. L'operazione, che i tecnici ritengono di portare a compimento entro un arco temporale di 15 giorni, richiederà la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e si svolgerà secondo rigorosi protocolli di sicurezza e di tutela ambientale.
Le macerie provenienti dai crolli e dalle demolizioni e depositate sui luoghi pubblici, saranno quindi smaltite secondo un procedimento che prevede diverse fasi.
La prima avrà luogo "in situ" e servirà ad individuare eventuali elementi di pregio architettonico e a separare i vari materiali: amianto, ferro, plastica, materiali inerti.
Questo lavoro verrà effettuato da operatori dell'Asm sotto il controllo della soprintendenza, della Asl e dei Vigili del fuoco.
Una volta effettuata una prima separazione, le macerie saranno trasferite, mediante speciali cassoni carrati, presso la discarica della Teges dove subiranno un ulteriore controllo in conformità a quanto disposto.
Una volta stabilizzati, i rifiuti seguiranno il loro ciclo di smaltimento: ferro e plastica saranno avviati al riciclo; amianto e raee (rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche) saranno inseriti da operatori della Asl in buste sigillate e consegnato a ditte specializzate; il materiale inerte sarà trasferito presso un vicino stabilimento dove subirà un processo di ricondizionamento onde permetterne il riutilizzo.
Il trasferimento delle macerie dai siti alla discarica avverrà mediante automezzi dell'esercito italiano e dei vigili del fuoco e in condizioni da evitare lo sviluppo di polveri.
Intanto il commissario Chiodi e il vicecommissario Massimo Cialente hanno avviato un'indagine conoscitiva sulla realizzazione e l'utilizzazione dei moduli abitativi provvisori (map) nei Comuni del cratere.
L'obiettivo e' quello di accertare la residua disponibilita' degli stessi map in ogni centro, al fine di utilizzare i moduli ancora liberi per assegnarli a famiglie di altri Comuni con abitazione principale di esito E o F o situata in zona rossa che ancora non abbiano avuto la casa.
In una nota indirizzata ai sindaci, Chiodi e Chialente hanno chiesto la massima collaborazione affinche' siano fornite con sollecitudine, e comunque entro il prossimo 29 marzo, informazioni riguardanti il numero complessivo dei map realizzati, con la specificazione delle quantita' relative alle diverse ampiezze o tipologie.
Si richiedono, inoltre, quali siano stati i criteri formalmente adottati per l'individuazione dei requisiti e la conseguente selezione dei nuclei aventi titolo all'assegnazione e il numero e la tipologia dei map gia' occupati nonche' i requisiti posseduti dai nuclei assegnatari.
Il parlamentare aquilano del Pd, Giovanni Lolli, invece, ha depositato ieri un'interrogazione per sapere quali risposte intenda dare il Governo alle domande avanzate dai costruttori del territorio aquilano.
«L'Ance Aquila - dice - ha lanciato nei giorni scorsi un grido di dolore denunciando il rischio di chiusura per mancanza di liquidita' di molte aziende del territorio impegnate nella ricostruzione Le risorse pubbliche destinate agli interventi non circolano. E mentre i General Contractors del progetto Case sono stati pagati, il pagamento dei lavori subappaltati dagli stessi General Contractors alle aziende locali (e' consentito il 50 % di subappalto dei lavori) ha subito lentezze e ritardi e gli interventi, ad esempio, sulle case A, B e C non vengono pagati. Tutto questo - sostiene il deputato - crea una situazione di crisi di liquidita' che rischia di portare al fallimento delle aziende locali. E' evidente che il meccanismo rigido e farraginoso, la lentezza degli iter e la mancanza di denaro pubblico porta a rallentare tutti i passaggi e le erogazioni dei contributi creando una situazione di difficolta' che arriva sino alle aziende impegnate nei lavori di ricostruzione che sono, a questo punto, in una situazione di indebitamento e di difficolta' grandissima Nella mia interrogazione - spiega Lolli - chiedo al Governo cosa intenda fare per risolvere questa situazione paradossale dove le aziende del territorio sul quale si dovrebbe investire rischiano la chiusura».

25/03/2010 9.06

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CROLLI FACOLTÀ ROIO, UDIENZA PRELIMINARE IL 4 GIUGNO. UNIVERSITÀ PARTE CIVILE


L'AQUILA. E' stata fissata per il 4 giugno l'udienza preliminare nei confronti delle sette persone finite sotto processo nell'ambito del filone d'inchiesta sul crollo della Facoltà di ingegneria di Roio, all'Aquila.
In quel caso non si sono registrate vittime ma che secondo i pm Alfredo Rossini e Fabio Picuti poteva causare la morte di migliaia di studenti se il terremoto avesse manifestato la sua violenza durante le ore di lezione.
Di qui il reato di cooperazione in disastro colposo contestato agli imputati.
Secondo le accuse, alla base del crollo della struttura, realizzata nei primi anni novanta, ci sono «progetti incompleti dove mancavano dettagli architettonici costruttivi relativi all'ancoraggio e all'appoggio delle coperture inclinate e mancato controllo».
A comparire dinanzi al Gup, tra gli altri, saranno i progettisti Gian Ludovico Rolli 77 anni di Roma, Giulio Fioravanti (65) di Roma e Massimo Calda (61) di Bologna. Sobo accusati per avere redatto il progetto architettonico e variante dell'area di ingresso del corpo A, in modo incompleto e carente, tra il 1988 epoca di conferimento dell'incarico e il 1994 periodo della realizzazione.
Nell'udienza preliminare dovranno comparire anche l'ingegnere Carmine Benedetto di 45 anni, aquilano; Ernesto Papale 57 anni, di Roma, direttore dei lavori; Sergio Basile (76) uno dei collaudatori e l'ingegnere Giovanni Cecere (80), anche egli collaudatore. Quanto alla richiesta di archiviazione presentata dai pm nei riguardi di Mauro Irti (direttore di cantiere dell'Ati che ha realizzato l'edificio) e Alessandro Fracassi (direttore tecnico di cantiere) il Gip non si è ancora pronunciato.
E come aveva preannunciato in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, il rettore Ferdinando di Orio ha chiesto agli organi accademici di costituire l'Università dell'Aquila parte civile nel procedimento giudiziario che dovrà individuare le responsabilità del drammatico crollo della Casa dello studente, nel quale hanno perso la vita tanti studenti universitari aquilani. L'Università dell'Aquila si costituirà parte civile anche in tutti quei procedimenti penali che riguarderanno crolli di abitazioni nelle quali hanno perso la vita studenti universitari o situazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio la loro incolumità.
Il Senato Accademico, nella seduta del 16 marzo e il Consiglio di Amministrazione nella riunione del 17 marzo, hanno approvato tale proposta.
E' stata approvata anche l'altra proposta del rettore di Orio di sospendere tutta l'attività accademica il 6 aprile nel ricordo delle vittime della tragedia dello scorso anno.
«Queste iniziative che l'Università dell'Aquila ha deciso di intraprendere - spiega il rettore Ferdinando di Orio - hanno l'obiettivo di non dimenticare i tanti studenti universitari che hanno perso la vita nel crollo della casa dello studente, contribuendo alla ricerca dell'individuazione delle specifiche responsabilità nel procedimento penale in corso. Fin da subito, ho avvertito questo atto come un mio preciso dovere, che ora è stato formalizzato dagli organi accademici».
«La costituzione come parte civile dell'Università dell'Aquila - continua il rettore di Orio - assume anche un valore simbolico di testimonianza critica nei confronti dell'attuazione del diritto allo studio nel nostro Paese e nella nostra Regione. Basti pensare che, a livello nazionale, la disponibilità di posti letto per la popolazione universitaria è appena del 2%, valore largamente inferiore a quello della Francia e della Germania dove è del 10% o della Finlandia dove e' del 30%, e che in Abruzzo non raggiunge lo 0.50%».
«A questa carenza cronica della nostra regione, si devono aggiungere le difficoltà determinate dal sisma che hanno colpito gli studenti dell'Università dell'Aquila, e che ho ripetutamente denunciate anche in questi ultimi giorni».
25/03/2010 9.10