Terremoto, 3 indagati per via D'Annunzio, «omicidio e disastro colposi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Procura della Repubblica de L' Aquila ha aperto il quarto filone dell'indagine sulla maxi inchiesta sul terremoto. * ARRIVA L'OK PER NUOVO SITO INDUSTRIALE DI PILE
Il procuratore capo Alfredo Rossini ha firmato l'emissione di tre avvisi di garanzia nei confronti di tre persone che avrebbero avuto responsabilità nel crollo del condominio privato di via Gabriele D'Annunzio a L'Aquila dove il 6 aprile sono morte 13 persone.
Gli indagati sono Fabrizio Cimino, 49 anni, ingegnere, dell'Aquila, progettista della ristrutturazione dell'edificio di via D'Annunzio, avvenuta nel 2002; Fernando Malaragni, 61 anni, dell'Aquila, esecutore dei lavori di ristrutturazione; e Filippo Impacciatore, 71 anni, costruttore dell'edificio, originario di Chieti ma da tempo residente a Caracas (Venezuela).
Nell'indagine penale sul crollo del condominio di via D'Annunzio, dove lo scorso 6 aprile sono morte 13 persone, vengono citate anche tre persone morte: si tratta di Salvatore Cimino (direttore dei lavori), Paolino Cimino (ingegnere progettista), e Pierino Altizi (titolare dell'impresa che ha costruito. I provvedimenti sono stati notificati agli eredi ma pur contenendo le stesse accuse formulate nei confronti dei tre indagati del quarto filone della maxi inchiesta sul terremoto, gli stessi sono finalizzati alla sola azione civile legata all'eventuale risarcimento danni che potrebbe essere chiesto dai familiari delle vittime e dai feriti.
La conferma arriva direttamente dallo stesso Rossini che sottolinea che con questi provvedimenti «si dà il via al lungo filone di crolli nei condomini privati dove si è registrato il maggior numero di vittime».
Il procuratore capo non ha precisato quali sono i capi di imputazione. Secondo quanto si è appreso le accuse sollevate dalla Procura sono di omicidio colposo e disastro colposo.
Ci sono parecchie similitudini con il crollo del condominio di via D'Annunzio e la Casa dello studente, uno dei simboli del drammatico sisma.
A questa conclusione sono arrivati i consulenti nominati dalla Procura i quali hanno redatto la perizia sul crollo.
Nel mirino della Procura ci sono tecnici, progettisti ed amministratori incaricati delle autorizzazioni e dei controlli: sotto accusa potrebbe finire l'intera filiera costruttiva del condominio.
La tesi dei consulenti sarebbe rafforzata dal fatto che il palazzo di via D'Annunzio, che si è letteralmente sbriciolato su se stesso, è l'unico nella zona ad avere subito i gravissimi danni: per questo - la convinzione è confermata dai risultati di rilievi ed analisi - sono convinti che alla base del crollo ci siano la violenza della scossa ma anche gli errori progettuali e nella costruzione e l'utilizzo di materiali di scarsa qualità.
Con l'apertura del quarto filone d'inchiesta si apre la lunga lista dei condomini privati nell'ex zona rossa, in particolare in via XX Settembre e strade collegate, dove ci sono state decine e decine di morti.

GLI ALTRI TRE FILONI

Gli altri tre filoni hanno portato complessivamente il numero degli indagati a 26.
Il primo filone è quello della Casa dello Studente di via XX settembre: 8 gli studenti morti nella struttura e 11 gli indagati.
Il gup del Tribunale dell'Aquila, Elvira Buzzelli, ha fissato al prossimo 28 maggio l'udienza preliminare in cui bisognerà decidere per il rinvio a giudizio.
Il secondo filone è quello del Convitto nazionale: 3 morti e 2 indagati. Le ipotesi contestate a tutti sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per lo shock patito dai sopravvissuti, oltre alle violazioni di leggi antisismiche in relazione alle ristrutturazioni effettuate tra il 1994 e il 2003.
Terzo il filone sul crollo della Facoltà d'ingegneria di Roio: chiesti 7 rinvii a giudizio. In questo caso non si sono registrati morti solo perchè la scossa devastante è avvenuta di notte. Se fosse capitata di giorni ci sarebbe stata sicuramente una strage.


17/03/2010 16.56

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ARRIVA L'OK PER NUOVO SITO INDUSTRIALE DI PILE

L'AQUILA. Nell'ordinanza 3771 del maggio 2009 all'articolo 8 si prevedeva che i sindaci dei Comuni del cratere colpiti dal terremoto del 6 aprile potessero trasferire in altre località le attività produttive colpite dal sisma in deroga a leggi e regolamenti sulla materia.
Il Comune de L'Aquila per rispondere alle esigenze di due aziende del gruppo Finmeccanica, che rappresentano un enorme patrimonio tecnologico e culturale del territorio come la Thales Alenia Space e la Selex, e dei loro 450 dipendenti ha immediatamente individuato nel sito industriale di Pile la giusta collocazione per far ripartire queste attività produttive.
«Queste aziende», ha commentato il deputato del Pd, Giovanni Lolli, «hanno mostrato, come altre ma non tutte, un atteggiamento positivo nei confronti del rilancio delle zone colpite dal sisma dichiarandosi disponibili a rimanere ed investire sul territorio».
Sino a pochi giorni fa però l'assenza di un'ulteriore ordinanza che prevedesse le modalità di esproprio dei terreni impediva l'avvio di questa operazione.
«Ora», annuncia Lolli, «con la recente ordinanza 3857 il progetto di ricollocazione di tali attività produttive previsto dal Comune dell'Aquila può essere realizzato. Sono molto contento che, seppur con un certo ritardo, sia stata emanata quest'ordinanza che la città attendeva da tempo e che grazie al lavoro dello stesso Comune si possa realizzare il progetto relativo al sito di Pile indispensabile per fornire certezze sul futuro di queste aziende e dei loro lavoratori».
Intanto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha annunciato che si sta lavorando per il villaggio della gioventù a L'Aquila: «ci occupiamo anche di come ricostruire il tessuto sociale oltre le case e sostanzialmente é il prototipo delle comunità giovanilì», ha detto il ministro a Chieti intervenendo ad una manifestazione elettorale a sostegno del candidato sindaco del centro destra Umberto Di Primio.
«Comunità giovanili - ha sottolineato Meloni - è un disegno di legge del ministero della gioventù, la nascita del villaggi della gioventù all'interno dei quali sia possibile per i ragazzi fare iniziative di ogni tipo che vanno dallo sport alla musica, al teatro, alla formazione, alla riscoperta dei saperi tradizionali, e un'oasi nel deserto di certe periferie, nel deserto del disimpegno e del nulla. E qui grazie all'aiuto della Regione, di tanti ragazzi che hanno contribuito anche al fondo che noi abbiamo allestito e di tanti privati, crediamo che possa nascere la più bella fra le comunità giovanili d'Italia».

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