Macerie, Chiodi: «due anni per smaltirle». Riapre chiesa Anime Sante

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Per rimuovere le macerie del terremoto dell'Aquila occorreranno due anni, secondo il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. * IL FATTO: «IL FLOP DELLA NUOVA SEDE ANAS»

Il presidente è tornato così a ribadirlo per confermare che è «assolutamente rispondente alla realtà» una prima stima del governo che quantifica i tempi in 24 mesi.
«A patto - aggiunge - che non sorgano altri problema nella gestione delle operazioni di rimozione». La precisazione è in relazione a quanto riportato da un quotidiano in un articolo nel quale - riferendosi a un'intervista data da Chiodi a un'emittente televisiva privata - lo stesso commissario avrebbe sostenuto che «per rimuovere le macerie occorreranno dieci anni».
«Non ho mai affermato che sono necessari dieci anni per rimuovere le macerie - afferma Chiodi -. Quando ho parlato di dieci anni mi sono sempre riferito ai tempi della ricostruzione e non certo alle operazioni legate alla rimozione delle macerie».
«I dieci anni - conclude il commissario - sono riferiti esclusivamente ai tempi della ricostruzione, come del resto ho sempre sostenuto sia in pubblico sia nelle riunioni tecnico-istituzionali».
Intanto nei giorni scorsi anche il il Consiglio Superiore del Mibac è tornato ad occuparsi del terremoto di L'Aquila sul tema delle macerie che di fatto impediscono la ricostruzione.
Il Consiglio Superiore ritiene che sia urgente che si mettano ad un tavolo il commissario Chiodi, il vice Cialente e il direttore Regionale Abruzzo del Mibac affinchè «stabiliscano al più presto criteri operativi e coordinati , procedure di individuazione e separato trattamento, sotto la direzione di funzionari delle Soprintendenze, dei materiali lapidei e altri derivati da edifici tutelati che possono essere recuperati ai fini del restauro e della ricostruzione»
«La progettazione della conservazione e del restauro», dicono sempre dal Mibac, «dovrà mirare a recuperare e valorizzare tutte le strutture architettoniche rimaste, che rappresentano la memoria civile nello spazio e nel tempo della vita prima del terremoto. Dovrà pertanto essere la conoscenza storica, la ricerca scientifica preliminare a dettare le regole del gioco della ricostruzione»
Di importanza primaria «sarà la scelta delle più idonee procedure di gara ai fini della selezione delle imprese e della qualificazione dei progetti di restauro».

NUOVE DISPOSIZIONI PER FAMIGLIE CON CASE ZONA ROSSA
Intanto il vicecommissario Cialente detta nuove disposizioni per il miglioramento delle soluzioni alloggiative dei nuclei famigliari del Comune dell'Aquila con casa E, F o in zona rossa. In particolare, i nuclei da uno e da due persone, ancora in attesa di una collocazione che hanno avuto un esito positivo dalla Commissione speciale sanitaria, avranno con priorità l'assegnazione di monolocali/bilocali, nei limiti delle effettive disponibilita' dei MAP o degli alloggi del Fondo immobiliare.
Inoltre, ai nuclei da due che alla data odierna non hanno avuto sistemazione negli alloggi del Progetto C.A.S.E., sarà offerto un alloggio M.A.P. o altre soluzioni alloggiative ritenute equivalenti.
I nuclei familiari monocomponenti, invece, con colloquio positivo e in attesa di collocazione, possono richiedere l'aggregazione con altro nucleo monocomponente, con i medesimi requisiti, al fine di favorire l'individuazione di un idoneo alloggio nell'ambito delle effettive disponibilità e nel rispetto delle priorita' dei nuclei da due componenti ancora in graduatoria. Per quanto riguarda i nuclei numerosi, essi possono richiedere il passaggio in appartamenti dei MAP o del Fondo Immobiliare se già alloggiati in C.A.S.E., ma solo se in appartamenti con ricettivita' di progetto inferiore alla composizione del nucleo di coabitazione. Infine, i nuclei familiari che già occupano alloggi del progetto C.A.S.E. possono richiedere il passaggio ad un alloggio del Fondo immobiliare a condizione che il nucleo richiedente dichiari la disponibilita' ad aggregare un altro nucleo familiare, da uno o da due persone, positivo al colloquio di accertamento dei requisiti e ancora in attesa della assegnazione di un alloggio.

RIAPRE LA CHIESA DELLE ANIME SANTE

Con la conclusione degli interventi di messa in sicurezza della struttura, a poco meno di un anno dal sisma del 6 aprile, riapre al culto e alla visita dei fedeli aquilani e di quanti altri si recheranno nella zona percorribile del centro storico della città di L'Aquila, la chiesa di Santa Maria del Suffragio in Piazza Duomo.
La chiesa, utilizzabile per ora nella sola parte della navata, sarà separata dalla parte absidale, particolarmente danneggiata, da un muro eretto all'altezza del transetto sul quale fara' da sfondo un dipinto di arte sacra napoletana del XVIII secolo, donato per l'occasione alla chiesa del Suffragio dal Principe Giovanni Del Drago Fieschi Ravaschieri di Roma.
Nell'altare di Santa Barbara, il primo a destra, ritroverà la sua collocazione l'antico Cristo Morto, tanto caro alla devozione aquilana, unitamente alla statua della Madonna Addolorata, mentre ai lati del presbiterio si trovera' il Coro Ligneo donato dalle Suore del Sacro Cuore di Palermo.
Sara' l'Arcivescovo Giuseppe Molinari, nel giorno del suo onomastico, a presiedere la liturgia per la riapertura con il Rito di Benedizione, nella Solennità di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale. La celebrazione, che sarà animata dalla Corale Lorenzo Perosi, avra' inizio alle ore 18,30 del prossimo venerdi' 19 marzo. Dal giorno successivo le Sante Messe saranno celebrate con il seguente orario: feriale ore 11,00; prefestiva (sabato pomeriggio) ore 17,30; festiva ore 10,00 - 11,30 – 17,30
17/03/2010 10.31
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IL FATTO: «IL FLOP DELLA NUOVA SEDE ANAS»


La storia è quella dell'appalto della nuova sede dell'Anas Abruzzo: 240 giorni di cantiere previsti sulla carta, consegna il 27 aprile 2010, 1.600 metri quadrati, costo dell'opera 13,5 milioni di euro. A poco più di un mese dalla consegna, però, non c'è traccia del nuovo plesso.
A scriverlo è il quotidiano Il Fatto, in un articolo di Daniele Martini che spiega come quell'opera dov'essere essere «il gioiello del dopo terremoto, il segno tangibile della ripresa».
Ma in realtà si è trasformato in ben altro.
«A distanza di un anno», scrive il giornalista, «su quel terreno di proprietà dell'azienda delle strade non ci sono neanche le fondamenta, c'è solo un cratere. L'unico lavoro davvero completato in fretta è stato l'abbattimento di una casa cantoniera del Settecento, anch'essa leggermente toccata dai colpi del terremoto, ma buttata giù con le ruspe per far posto alla nuova super-sede. Parte degli impiegati è costretta a lavorare nei container, un'altra parte è ospitata nella caserma della Guardia di finanza a Coppito».
Tutto fermo quindi e grande punto interrogativo sul futuro.
La progettazione, racconta sempre Il Fatto, «è stata affidata a trattativa privata in deroga alle regole».
La scelta è ricaduta sulla Vitone&Associati, «uno studio di Bari ritenuto nell'ambiente Anas assai vicino alla società di ingegneria Infraterr, anch'essa di Bari, di cui è vicepresidente il padre del direttore compartimentale de L'Aquila, Angelo Mele, a sua volta legatissimo a Michele Minenna, altro barese, condirettore generale e per anni deus ex machina dell'azienda delle strade. Le regole vieterebbero a un compartimento la possibilità di affidare a trattativa privata un incarico di progettazione per un importo così considerevole, ma sull'altare dell'emergenza le regole vengono messe da parte».

PROGETTO FINANZIATO MA QUALCOSA SI INCEPPA

Il progetto viene approvato e finanziato con fondi Anas ma, contesta Il Fatto, «è un'altra anomalia perché in passato in casi analoghi di catastrofi naturali i quattrini li aveva sempre messi il ministero dell'Interno che poi si era riservato il diritto di controllare i lavori».
L'appalto è stato poi concesso ad un'associazione di imprese guidate da Maltauro di Vicenza ma qui la storia si complica.
Ci sarebbe bisogno di una procedura europea dato l'importo in ballo, ma in omaggio all'urgenza ancora una volta si tira dritto.
«In base al regolamento Anas, lavori di quella portata sono di competenza dell'ufficio Gare e contratti della sede di Roma, ma Ciucci vuole bruciare le tappe e concede una delega speciale al capo compartimento Mele. La pratica viene istruita dai pochi impiegati ricoverati nelle baracche e la gara si trasforma in una bagarre. Due concorrenti, tra cui l'associazione di imprese guidate da Maltauro, vengono esclusi perché non allegano un documento ritenuto obbligatorio. Per legge sarebbero fuori anche perché nel frattempo sono state aperte le altre buste con le offerte, comprese quelle economiche. Ma il capo compartimento riammette d'imperio la cordata Maltauro che a quel punto si aggiudica i lavori e subappalta una parte dell'opera alla Icg di Gela, ditta successivamente allontanata su intervento del prefetto, Franco Gabrielli, perché ritenuta contigua alla mafia».
Poi è partito un contenzioso infinito e a quasi un anno dal sisma tutta l'operazione si è arenata.
«A quel punto tutto sarebbe pronto per far partire i lavori che però non partono perché l'associazione d'impresa di Maltauro propone una variante preparata dai propri tecnici», racconta ancora il giornalista, «E' una mossa dirompente in quanto rischia di estromettere lo studio Vitone. Il capo compartimento va su tutte le furie e impone una rescissione unilaterale del contratto. La cordata Maltauro viene estromessa, ma non si rassegna e impugna l'atto di esclusione».
«L'incartamento», scrive Martini, «ora è in evidenza sulla scrivania del presidente e direttore generale Anas, Pietro Ciucci. Per impedire che la faccenda deflagri, Ciucci è disposto a ricorrere al classico sistema della transazione, cioè quattrini che forse accontenterebbero le ditte estromesse (oltre a Maltauro, la Taddei di Poggio Picenze e la Tamagnini impianti di Perugia), ma farebbero lievitare parecchio i costi dell'opera e allungherebbero inevitabilmente i tempi di realizzazione. Il presidente Anas vorrebbe evitare soprattutto un braccio di ferro con la capofila Maltauro, società influente nell'ambito delle costruzioni, una delle 12 della Cupola Agi (Associazione imprese generali), ditta molto attiva nel settore delle strade. Un gruppo con un rapporto consolidato proprio con l'Anas, che punta a future concessioni autostradali e costruisce, tra l'altro, la variante Poggibonsi-Empoli e tratte di autostrade in Molise e in Sicilia per un valore di 500 milioni di euro. Un'azienda che in due anni ha moltiplicato i ricavi di due volte e mezzo, incrementato le commesse di quasi il 150 per cento e aumentato gli utili dell'82,7 per cento».

17/03/2010 10.31