L'Aquila e la doppia manifestazione: carriole e sostenitori di Bertolaso

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4095

L'Aquila e la doppia manifestazione: carriole e sostenitori di Bertolaso
L'AQUILA. Due manifestazioni, ieri a L'Aquila: se hanno rifatto la loro apparizione le carriole per portare via dal centro storico, con conseguente forzatura del blocco della zona rossa, gli aquilani ieri mattina hanno voluto anche ringraziare il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. * CASE ATER: «LAVORI RITARDATI DI 9 MESI, PERCHÈ?» * BERTOLASO? PIÙ IMPORTANTE DELLA DEMOCRAZIA
Puntuali come un orologio tremila aquilani sono tornati anche ieri nella zona rossa (violandola per la quarta volta) per rimuovere da soli parte delle macerie del terremoto del 6 aprile 2009: armati di carriole, pale, picconi ma anche a bordo di un asino, che è giunto dalla vicina frazione di Paganica, i cittadini sono tornati a chiedere certezza sui tempi della ricostruzione e la possibilità di disporre di una normativa che faciliti lo smaltimento dei circa 4,5 milioni di tonnellate di macerie.
Sono stati tanti gli slogan e gli striscioni tra cui "Riammessa la Polverini, riammesso Formigoni ora riammettiamo anche L'Aquila", in riferimento anche alle ultime vicende legate alle consultazioni regionali.
I manifestanti - alcuni con addosso una fascia tricolore dove campeggiava la scritta "Carriole!" ripetuta tre volte - si sono dati appuntamento in Piazza Duomo con l'intenzione di arrivare fino a Piazza Palazzo - zona ancora interdetta.



Non sono mancate tensioni al varco della zona rossa dei Quattro Cantoni dell'Aquila, con il blocco violato per la quarta domenica di fila dai manifestanti: mentre le scorse settimane le forze dell'ordine avevano lasciato passare la gente per evitare disagi, ieri la polizia ha tentato di trattenere i manifestanti, salvo poi, dopo cinque minuti di spinte, dover cedere ancora una volta.
L'episodio non ha avuto incidenti, ma ha scatenato la rabbia di molti che si sono ritrovati nella calca e che ne sono usciti gridando «la città è nostra, la città è nostra».
«E' inaudito - ha commentato Sara Vegni del comitato 3e32 - che ogni domenica bisogna fare questo rituale, questa pantomima per poter fare una cosa che ci spetta di diritto».
Ma c'é stata indignazione anche da parte della folla «avevamo concordato la possibilità di accedere a piccoli gruppi nella piazza - ha spiegato Marco Valeri». «Non capisco perché si arrivi a questi episodi di tensione che mi auguro non siano voluti da qualcuno per gettare discredito sulla nostra manifestazione pacifica».
Arrivato all'interno del perimetro di piazza Palazzo, da un lato opposto rispetto a quello di domenica scorsa, il popolo delle carriole ha poi cominciato a smaltire le macerie: ferro, alluminio, rame e plastica sono stati smaltiti direttamente sulla piazza in appositi cassonetti; i mattoni sono stati invece accumulati al centro della piazza, vicino alla statua di Sallustio.
«Separiamo i mattoni a seconda delle epoche – ha spiegato Giulio Votta - perché quelli del '600 non possono andare insieme a quelli del secolo successivo e viceversa».
Terriccio e altro materiale inerte è stato portato fuori dal perimetro della piazza con il sistema già rodato della catena umana.
Un'iniziativa per tutti, dai bambini con le carriole di plastica, alla 92enne Eufrasia Angelantonio, che prima del sisma abitava nella parte storica di via Castello.
Non è mancato il commento del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha spiegato che «la manifestazione se è giustificabile per il comprensibile desiderio di ritorno alla normalità da parte della gente del capoluogo abruzzese, duramente colpita dal sisma, è sostanzialmente superata dai fatti perchè nei prossimi giorni comincerà, se necessario con l'ausilio dei mezzi dell'Esercito e dei Vigili del Fuoco la delicata operazione di trasporto dei materiali nei tre siti di stoccaggio temporaneo già individuati ed in un quarto che si sta definendo».
Oggi 10 tecnici del Ministero dell'Ambiente saranno in Abruzzo per un sopralluogo nei siti per svolgere una serie di accertamenti e controlli in vista dell'allestimento delle aree.
Proprio a cento metri di distanza dalla manifestazione della carriole si è tenuta invece una mobilitazione in favore del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, programmata alla Villa Comunale alla quale hanno preso parte corca 300 cittadini.
«Ci avete regalato un sorriso che non potremo mai dimenticare, grazie Protezione civile», è stato scritto in un foglietto riposto tra i tanti nella conca di marmo al centro del parco della villa.
Una conca, scelta come simbolo de L'Aquila, per raccogliere messaggi di ringraziamento al capo Guido Bertolaso, e al suo dipartimento nella gestione del post-sisma, in una manifestazione a loro dedicata.
«Siamo qui - ha spiegato Carmelo Marotta, uno degli organizzatori - per ringraziare il sistema della Protezione civile, che tanto ha dato a questa città, ma anche l'esercito e le forze dell'ordine».
Tra i partecipanti alla mobilitazione anche alcuni componenti del movimento Rialzati L'Aquila, ora schierato a sostegno del candidato del Pdl, Antonio Del Corvo, in vista delle prossime consultazioni provinciali.
Il mese scorso, il movimento ha presentato una proposta di legge al Comune per dare la cittadinanza onoraria a Bertolaso.
«Non siamo contrari alle carriole – ha aggiunto Marotta - ci chiediamo solo perché il resto della città non sia riconoscente nei confronti di Guido Bertolaso».


08/03/2010 8.24


[pagebreak]

CASE ATER: «LAVORI RITARDATI DI 9 MESI, PERCHÈ?»

Il commissario straordinario dell'Ater de L'Aquila, Piergiorgio Merli, ha annunciato che oggi sarà pubblicato l'avviso per la formazione di un elenco di operatori economici da invitare alle procedure negoziate che si terranno per l'affidamento dei lavori di ricostruzione e di riparazione degli immobili di proprietà dell'Ater danneggiati a causa degli eventi sismici del 6 Aprile 2009. L'Ater darà così avvio alle procedure per i lavori di riparazione degli alloggi classificati con esito A, B, C il tutto in applicazione del protocollo sottoscritto in data 30 novembre con la Regione e il Provveditorato alle Opere Pubbliche al quale però spetterà il compito di provvedere ai lavori per i fabbricati con esito E.
«Questo clamoroso annuncio arriva però con 9 mesi di ritardo», denuncia Pio Rapagnà del comitato Mia Casa, «rispetto a quanto previsto dalle due Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3788 e n. 3779 del 6 giugno 2009 riguardanti la concessione di contributi per danni di lieve entità relativi alla “ricostruzione leggera” per le riparazioni di edifici e alloggi di tipo A (contributo di 10.000 euro più 2.500 per parti comuni), B e C (coperura integrale di tutte le spese occorrenti)».
Secondo Rapagnà si è verificata in questi mesi una «strana evoluzione» dei provvedimenti amministrativi riguardanti la Edilizia Residenziale Pubblica, «e ciò potrebbe dimostrare che il ritardo nell'avvio della stessa ricostruzione leggera non è affatto casuale in quanto i soggetti responsabili potrebbero avere operato di concerto e di intesa proprio per ritardare l'apertura dei cantieri e l'avvio dei lavori».
Il coordinatore del movimento Mia Casa, ricorda, infatti, che per prima la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha messo l' ordinanza n. 3803 del 15 agosto 2009 con la quale si stabilisce che, per consentire, in termini di somma urgenza, la realizzazione dei necessari interventi di ricostruzione o di riparazione degli immobili di proprietà dell'Ater Commissario delegato - può “avvalersi” dell'Ater in qualità di “soggetto attuatore” e poi con un'altra ordinanza n. 3817 del 16 ottobre successivo, si modifica il testo dell'articolo 2, Comma 1 sostituendo le parole “può avvalersi, in qualità di soggetto attuatore, della medesima Azienda (ATER)” con le parole “e il sindaco de L'Aquila possono avvalersi, in qualità di soggetto attuatore, del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna”.
«In questo modo», denuncia Rapagnà, «si è cancellato l'Ater quale soggetto attuatore. Chi ha suggerito questa procedura? Paradossalmente quelle che erano state pensate come delle norme per accelerare le procedure di rientro degli inquilini si sono rivelate, in effetti, un ostacolo a tale obiettivo».
Ecco perchè il Mia Casa d'Abruzzo chiede che il Consiglio regionale si riappropri delle proprie prerogative e competenze legislative e di indirizzo in materia ed approvi una “Legge Regionale ad hoc” sulla ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà delle Ater, dei Comuni e della Regione.
«Chiediamo inoltre», chiude Rapagnà, «di impedire qualsiasi ipotesi di vendita delle aree sulle quali insiste l'edilizia pubblica residenziale, qualora eventualmente questa fosse l'intenzione di qualcuno. La ricostruzione de L'Aquila e dei tanti borghi storici e quartieri popolari dell'aquilano, torni effettivamente nelle mani del Consiglio regionale e degli Enti Locali».

08/03/2010 8.25

[pagebreak]

BERTOLASO? PIÙ IMPORTANTE DELLA DEMOCRAZIA


L'OPINIONE. ABRUZZO. Gli aquilani lo sanno sulla loro pelle e non c'è bisogno della televisione. Per tutti gli altri impera la disinformazione.
E' triste continuare a vedere che anche sopra una sciagura si debba speculare politicamente (non dimentichiamoci che a L'Aquila si vota alla Provincia). Ma è quello che succede.
Nelle scorse settimane ha creato un certo imbarazzo, nelle grandi e istituzionali redazioni di giornali e tg vicini al governo, la protesta a L'Aquila sulle macerie perché metteva in luce un grande vulnus: come facciamo a dire -ci si è domandati- che la gente protesta perché le macerie non sono state rimosse e la città è ferma quando da un anno diciamo che è tutto a posto?



Così ai pochi secondi della scorsa settimana dedicati dai tg alla protesta delle carriole questa settimana si è corsi ai ripari grazie ad una manifestazione “spontanea” definita “pro Bertolaso”.
Ed il gioco (della disinformazione) continua e pure meglio di prima.
Così i grandi direttori (per esempio lo stesso Minzolini tanto amico di Balducci a sua volta tanto amico di Bertolaso…ma anche il Tg5) hanno potuto puntare sì i riflettori su L'Aquila ma “sbilanciando” l'informazione sulla manifestazione di circa 300 cittadini che volevano ringraziare il sottosegretario e capo della protezione civile indagato nell'ultima insidiosa inchiesta giudiziaria.
Certo si potrebbe obiettare che anche quella delle carriole è manifestazione strumentalizzata dalla sinistra, ma il centro dell'Aquila è davvero fermo, davvero in un anno nessuno si è curato delle macerie (e nessuno ha spiegato bene perché), davvero la ricostruzione della normalità non è ancora un problema nella agenda dei politici.
Per la manifestazione pro Bertolaso invece sono molti i punti deboli: primo tra tutti essere arrivati fuori tempo (lo si era già ringraziato quando lavorava in Abruzzo, il Comune voleva assegnargli la cittadinanza onoraria…).
Oggi, dopo l'inchiesta e la benedizione del Santo Padre che lo ha indicato come «esempio» da seguire, la manifestazione spontanea sa molto di eterodiretta da quella politica tanto insofferente verso la giustizia.
Qualcuno potrebbe pensare che sia inopportuno manifestare solidarietà verso chi è sotto indagine. Meglio, forse, aspettare che ne sia uscito?
Bertolaso va ringraziato anche perchè ha un compenso che supera il milione di euro che gli serve per fare il proprio dovere, che è appunto quello di stare a capo della Protezione Civile.
Va ringraziato per aver avuto pieni poteri ed aver ridotto gli aquilani a sudditi, per aver gestito oltre 500milioni di euro di appalti ad affidamento diretto senza controllo e adesso anche per aver instillato il dubbio (quello che è emerso dalle indagini di Firenze) di aver avvantaggiato la sua cricca.
Bertolaso inoltre va ringraziato perché nonostante i milioni di lavori per le case alcune di queste avranno vita breve per i materiali e le soluzioni adottate e potrebbero cadere a pezzi molto presto.
Che dire della popolazione assistita?
Bisogna ringraziare Bertolaso che fa miracoli con i soldi pubblici anche per il fatto che dopo ben 11 mesi ci sono ancora 36.220 persone ancora in esilio che non possono tornare a L'Aquila e rimangono a carico dello Stato ad una media di circa 50 euro al giorno a persona.
Ma Bertolaso tira più persino della manifestazione “pro democrazia” tenutasi ieri a Pescara dal centrosinistra per protestare contro l'ultima sortita del governo che ha sanato con un decreto notturno la violazione delle leggi sulla presentazione delle liste alle prossime regionali del Lazio e della Lombardia.
Pochi strenui sostenitori dei maggiori partiti d'opposizione lasciati soli dalla gente comune che non si è ancora accorta di quanto stia accadendo sotto casa.


a.b. 08/03/2010 8.39