Consiglio L'Aquila, sì a progetto Onna. Commercianti insoddisfatti in protesta

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il consiglio comunale dell'Aquila ha approvato stamani, all'unanimita', la ratifica dell'accordo di programma per la realizzazione della struttura denominata "Casa Onna". * L'AQUILA E VIAREGGIO UNITE NEL DOLORE. ROSSINI: «NESSUN RISCHIO CON PROCESSO BREVE»
Si tratta di un centro civico che sorgerà nell'area della ex scuola elementare della frazione e verrà successivamente ceduto in uso all'associazione Onna onlus, rappresentante dei cittadini di Onna, come centro sociale e culturale.
La struttura verrà realizzata con fondi del Governo tedesco e con una donazione di 300mila euro, proveniente dalla città tedesca di Rottweil, gemellata con L'Aquila.
Approvata anche la delibera contenente la proposta dei consiglieri comunali Enrico Perilli, Luigi Faccia, Luigi D'Eramo, Francesco Valentini e del presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti relativa alla «modifica e all'integrazione dello Statuto comunale con la definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica».
Tra questi ultimi figurava infatti quello relativo alla gestione delle risorse idriche, che pertanto poteva essere passibile di iniziative di privatizzazione.
Il consiglio ha dunque modificato lo statuto ribadendo che la gestione delle risorse idriche all'interno del Comune del'Aquila e' di competenza pubblica e quindi il settore, attualmente gestito dalla societa' comunale Gran Sasso Acqua, non puo' essere privatizzato, al pari dello stesso ente gestore.
Il consiglio ha approvato anche la mozione dei consiglieri Luigi D'Eramo, Enrico Perilli, Luigi Faccia, Giuseppe Bernardi e Francesco Valentini sull' insediamento di Mar (moduli abitativi removibili) nel villaggio turistico denominato "I Platani".
Sulla base della mozione il Comune ritirerà in via di autotutela il relativo bando di gara.
E' stata invece ritirata la mozione dei consiglieri Fabio Ranieri, Antonello Bernardi, Giuseppe Bernardi e Vito Albano sulla "Trasparenza in merito all'ammontare e all'utilizzo dei fondi per l'emergenza sisma da parte del Dipartimento di Protezione Civile dal 6 aprile al 15 febbraio 2010". Il documento verrà successivamente riproposto all'attenzione del Consiglio comunale con delle integrazioni proposte da altri consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione.

I COMMERCIANTI INSODDIFATTI

Sono rimasti insoddisfatti, invece, i commercianti che ieri avevano preso parte al consiglio comunale.
«Nonostante le ripetute assicurazioni durante incontri e riunioni avuti con l'amministrazione comunale - ha spiegato Alberto Capretti della Fiva Confcommercio - nonostante il milione di euro stanziato dal Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, per la realizzazione del mercato, a tutt'oggi 130 operatori commerciali e coltivatori diretti non hanno potuto riprendere la propria attività commerciale».
«E' impossibile - ha detto ancora - che 40 consiglieri non riescano a trovare una soluzione».
I commercianti hanno lasciato palazzo dell'Emiciclo alle 7.30, dopo aver passato una notte all'interno per contestare i ritardi dell'insediamento del nuovo mercato in piazza d'Armi.
I commercianti aquilani, però, che già ieri avevano iniziato la protesta in Consiglio comunale, non hanno interrotto la manifestazione, ma si sono spostati nei locali del Comune a Villa Gioia, dove ci sono gli uffici del sindaco.
Qui hanno annunciato «l'occupazione a oltranza, fino a quando non avremo risposte».
Sul piazzale antistante lo stabile sono stati parcheggiati una quarantina di furgoni, i commercianti sono almeno una cinquantina dei 130 che, prima del terremoto del 6 aprile 2009, animavano il mercato di Piazza Duomo.
E proprio nel quartiere Villa Gioia oggi pomeriggio, volontari, dirigenti e disabili, assistiti da 16 associazioni culturali cittadine, arriveranno per chiedere spiegazioni sui ritardi nell'insediamento delle loro nuove sedi, nell'area di Centi Colella, agli assessori Giampaolo Arduini, Giustino Masciocco e Marco Fanfani.


05/03/2010 15.25

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L'AQUILA E VIAREGGIO UNITE NEL DOLORE. ROSSINI: «NESSUN RISCHIO CON PROCESSO BREVE»

L'AQUILA. Due pullman partiranno domani mattina da Viareggio per partecipare al presidio della Memoria che si terrà domani alle 17.
E' prevista la partenza da piazzale Battaglione degli Alpini (Fontana Luminosa): ci sarà la fiaccolatà per le vie della città. Arrivo previsto sul piazzale di Collemaggio dove ci saranno interventi e testimonianze dei parenti delle vittime.
All'incontro hanno dato la propria adesione numerosi comitati e associazioni di tutta Italia: tra questi i parenti delle vittime della Scuola di San Giuliano di Puglia, i familiari delle vittime della TyssenKrup, di Giampilieri.
Da Viareggio arriveranno i parenti delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 per la quale ad oggi non c'é ancora nessun indagato.
«Vogliamo unirci - ha spiegato Daniela Rombi, la mamma di Emanuela Menichetti - ai cittadini de L'Aquila che hanno vissuto la brutta esperienza del terremoto. Insieme vogliamo che non si corra il rischio che passino impuniti i responsabili se entrerà in vigore il processo breve. Saremo quasi tutti presenti, ad eccezione della comunità marocchina».
Con la signora Rombi ci saranno i parenti di Stefania Maccioni, Alessandro Farnocchia, Federico Battistini, Sara Orsi, Claudio Bonuccelli, Ilaria e Michela Mazzoni ed altri ancora.
Tra i presenti e promotori dell' iniziativa l'Assemblea 29 giugno, i comitati di via Ponchielli, dell'Avif, il gruppo dei motociclisti de 'Le Tartarughe Lente'.
«C'é voglia d'ora in avanti di stare tutti insieme - hanno aggiunto i parenti e gli amici delle vittime - per organizzare iniziative congiunte per dare più forza e far sentire la voce di Viareggio che attende con ansia segnali dalla procura di Lucca che conduce le indagini dell'esplosione del 29 giugno 20090. Se dovesse essere approvata la legge sul processo breve, potrebbero essere cancellati anche processi come quello sulla strage di Viareggio».
Ma oggi il procuratore della Repubblica aquilana ha spiegato che «almeno per quanto ci riguarda non c'é il pericolo che il processo breve influenzi i procedimenti sul terremoto. La norma transitoria prevede tre anni e noi in quel lasso di tempo facciamo tutto».
Rossini ha risposto così alle preoccupazioni del Comitato familiari delle vittime della Casa dello Studente, sul pericolo che i responsabili dei crolli rimangano impuniti.
Era stato il presidente del comitato, Antonietta Centofanti, a sottolineare la velocità della Procura che «ha fatto un lavoro straordinario» e a formulare un appello ai magistrati che gestiranno la prossime fasi affinché siano altrettanto solleciti.
Il Gup ha fissato l'udienza preliminare per il 28 maggio prossimo per undici indagati per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.
«Nella parte che riguarda le indagini preliminari fino ad arrivare al processo - ha ribadito Rossini - si starà nei tre anni che prevede la norma transitoria».
Sull'inchiesta di Firenze, le cui carte sono arrivate nei giorni scorsi a L'Aquila Rossini ha detto che per il momento non sono emerse irregolarità.
«Noi abbiamo usato il massimo rispetto sulle carte di Firenze e di Perugia, loro hanno fatto quello che dovevano fare, abbiamo sollevato la questione degli appalti sull'Aquila e quindi abbiamo chiesto a Firenze l'invio degli atti nelle forme procedurali piu' corrette di competenza nostra. E in effetti con molta correttezza attraverso richieste mie scritte al Procuratore di Firenze Quattrocchi, lui ha risposto inviando cio' che noi avevamo chiesto e adesso stiamo lavorando relativamente a quello che riguarda L'Aquila. Intanto lavoriamo sulle nostre indagini - ha concluso Rossini - iniziate dal post-terremoto. Noi stiamo cercando in questo momento di verificare eventuali responsabilita' penali. Al momento non ci e' sembrato in questa prima fase compreso il G8 dell'Aquila elementi di illegalita', comunque stiamo indagando».
05/03/2010 15.44