Inchiesta Casa Studente, il 28 maggio l'udienza preliminare

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il gup del Tribunale dell'Aquila, Elvira Buzzelli, ha fissato al prossimo 28 maggio l'udienza preliminare relativa al crollo della casa dello studente.


Gli indagati sono 11 tra chi realizzo' l'opera, chi la doveva manutenere e alcuni esponenti, vecchi e nuovi, dell'Azienda per il diritto allo studio universitario. Le accuse sono omicidio colposo, disastro e lesioni colpose.
Bisognerà valutare le risultanze investigative e poi il giudice Buzzelli
deciderà per il rinvio a giudizio o per l'archiviazione. Un momento decisivo che
porterà al processo che comincerà in tempi record, probabilmente entro il
prossimo autunno, se si continuerà ad andare avanti con questi ritmi spediti. Le
cause del crollo della Casa dello studente, secondo la procura, partono dall'epoca della costruzione nel 1965  e arrivano ai giorni nostri con le recenti ristrutturazioni.
Questa la ragione per la quale tra i 15 indagati ci sono gli esecutori degli ultimi lavori, ma anche 4 persone decedute in anni lontani, compreso chi lo realizzò.

GLI INDAGATI


Per questo filone sono indagati: Claudio Botta, 89 anni, aquilano, ingegnere progettista; Giorgio Gaudiano, di Roma, (78 anni) responsabile del collaudo per l'acquisto dello stabile da parte del Consiglio di amministrazione dell'opera universitaria dell'Aquila; Walter Navarra, aquilano, (62 anni) ingegnere incaricato dal Cda dell'Opera; Bernardino Pace, di Pratola Peligna (52 anni) progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile; Carlo Giovani, aquilano, (43 anni), direttore dei lavori per conto della Regione; Pietro Centofanti, di Sulmona, (49 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro dello stabile; Tancredi Rossicone, di Scanno (52 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro; Massimiliano Andreassi, aquilano, (40 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli che, secondo la Procura, non sarebbero stati eseguiti a norma; Pietro Sebastiani, aquilano, (49 anni) responsabile area tecnica dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione; Luca Valente, aquilano (47 anni), direttore dell'Azienda per il diritto agli studi universitari; Luca D'Innocenzo, aquilano (33 anni) presidente dimissionario dell'Adsu.

«STANNO FACENDO IL MIRACOLO


«La magistratura sta andando molto velocemente. Stanno facendo miracoli. Ora, dopo il lavoro della Procura, chiediamo ai giudici che gestiranno il caso di arrivare fino in fondo», ha commentato il presidente del Comitato famigliari delle vittime della Casa dello studente, Antonietta Centofanti.
Il legale nel terremoto del 6 aprile 2009 ha perso il nipote Davide.
«Accertare la verità e fare giustizia - ha continuato - si deve alle vittime e alla loro giovane età, ma anche alla città, perché il lutto è collettivo, in quanto non possono crollare strutture pubbliche studentesche. E comunque - ha proseguito il presidente del Comitato -, anche se i morti sono tutti uguali, le situazioni in cui si muore fanno la differenza: è diverso morire nella propria abitazione, piuttosto che in una struttura pubblica universitaria, nella quale si dovevano rispettare le regole».
La presidente si è detta contraria, inoltre, alla possibilità di un eventuale trasferimento dell'inchiesta. La proposta era stata lanciata nelle scorse settimane, da alcuni avvocati al lavoro, i quali hanno parlato della mancanza di serenità del foro aquilano.
Cosa che comprometterebbe la correttezza della valutazione degli atti da parte dei giudici.
«Noi abbiamo fiducia nei giudici che sono al lavoro in questa inchiesta - ha detto la Centofanti - purché la procura sia messa in condizioni, a livello di organico, di operare in serenità».
Secondo la Centofanti «qualora gli atti venissero trasferiti a un'altra procura, il nostro comitato farà le valigie e si mobiliterà anche lì».


04/03/2010 10.31