Piazza D'Armi, ancora proteste sulla cementificazione del parco tanto atteso

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2749

L'AQUILA. Non si placano le polemiche per la realizzazione di un centro di accoglienza per le persone bisognose all'interno di Piazza D'Armi. * ARRIVA L'ESERCITO PER SMALTIRE LE MACERIE?
L'area, recentemente acquistata dal Comune dell'Aquila allo scopo di farne un parco pubblico, sarà destinato a ben altro.
E l'idea dell'amministrazione comunale era decisamente diversa, tanto che a gennaio dello scorso anno il Comune aveva speso tre milioni di euro (con mutuo ventennale) per rilevare l'area che misura circa 200 mila metri quadrati.
«Chiediamo che l'area di Piazza D'Armi sia destinata a verde pubblico per la realizzazione di un parco pubblico», continua a chiedere oggi il Comitato 3.32. Le richieste vanno avanti nonostante sia stata già fatta una gettata di cemento per realizzare la mensa celestiniana, la chiesa e un convento.
«L'opera è lodevole», sottolineano dal comitato, «ma pensata nel posto sbagliato».
E da 3.32 ricordano che la realizzazione di quel parco, ormai sempre più lontano, era parte integrante del programma elettorale del candidato sindaco Massimo Cialente, poi eletto.
Ma a ottobre scorso il consigliere Luigi D'Eramo presentò un ordine del giorno al consiglio comunale sulla collocazione a Piazza d'Armi della mensa celestiniana.
«L'ordine del giorno», ricorda il comitato 3.32, «contro i regolamenti che prevedono 7 giorni tra la presentazione e la discussione, è stato votato subito. 22 favorevoli, 7 astenuti. L'ordine del giorno è un atto di mero indirizzo e non è vincolante».
A gennaio la Meraviglia S.p.A. vince la gara di appalto per la realizzazione della mensa celestiniana, degli alloggi (per i bisognosi e i volontari) e della chiesa offrendo un ribasso economico pari al 17,89%.
Alla gara, indetta tramite procedura negoziata, sono invitate a partecipare 14 società, tutte ditte appaltatrici del piano C.A.S.E. La Meraviglia spa ha infatti vinto anche la gara per la costruzione di almeno 44 unità abitative del progetto case a Cese di Preturo.
Ma il 28 gennaio scorso la commissione territorio e i capigruppo del Comune de L'Aquila bloccano i lavori e chiedono un consiglio comunale ad hoc per discutere di tutti i progetti riguardanti la destinazione di Piazza d'Armi.
«La notte del 28 gennaio», ricordano da 3.32, «la ditta appaltatrice fa la prima gettata di cemento, nonostante il cantiere è stato bloccato».
«La mensa dei poveri si fa a piazza d'Armi punto e basta», interviene il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al suo penultimo giorno di lavoro in Abruzzo.
«In passato sono stato criticato per aver preso decisioni da solo con scarso senso democratico. Una volta tanto lo faccio veramente. Se è vero che per le prossime 72 ore sono ancora io al comando, posso assicurare che la mensa si farà secondo il progetto previsto».
Il progetto sarà finanziato tra gli altri da Protezione Civile, Carispaq e il quotidiano Il Centro che ha lanciato una sottoscrizione subito dopo il sisma.
Ma nei giorni scorsi è stato proprio il quotidiano Repubblica (dello stesso gruppo de Il Centro) a contestare l'iniziativa con un articolo dal titolo ''Il sindaco regala Piazza d' Armi ai frati da parco pubblico diventa convento''. Una storia per certi versi anche simile all'altra che riguarda la costruzione della nuova casa dello studente ad opera della Regione Lombardia.
Come ha rilevato Il Giornale, Repubblica «demolisce persino la sua raccolta fondi».
Intanto su Facebook è nato anche un gruppo per dire no alla cementificazione di Piazza
D'Armi  . Al momento si contano 1.472 iscritti.
«Piazza d'Armi deve essere risistemata per lo sport è un posto meraviglioso», scrive Cinzia.
«Noi a Piazza d'Armi andavamo a correre...progettando il nostro futuro...», ricorda Dolores.
«Ma perchè queste genialate vengono concepite tutte ora?», domanda Liliana. «Questi sono malati!», contesta Daniele. «Ci stanno togliendo tutto!»
«Un Noooo convintissimo», dice Ernestina. «Con quale faccia tosta si appropriano dei fondi costituiti con le donazioni che noi abbiamo fatto? Non avrei mandato un centesimo se avessi saputo di contribuire ad un vero e proprio furto : anzichè aiutare i terremotati ho contribuito alla cementificazione ed alla donazione ai frati».
«Io inizialmente ero contrario», interviene Daniele, «ma adesso sono pienamente favorevole dato che hanno preso terreni inutili e non certo piazza d'armi che intendiamo noi, non certo il circuito sportivo...quindi per me va benissimo che costruiscano una struttura per i bisognosi dove non c'è mai stato e non ci sarebbe mai stato niente».

02/03/2010 7.56

[url=http://www.eucentre.it/cfs/slideshow/cantieri/celestino.php]IL CANTIERE IN TEMPO REALE[/url]
CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

ARRIVA L'ESERCITO PER SMALTIRE LE MACERIE?

L'AQUILA. La polemica sulle macerie all'Aquila «sconta il disagio degli abitanti che vorrebbero tornare subito nelle loro case».
Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al Tg1.
«Noi l'abbiamo sempre detto, non abbiamo mai sostenuto che l'emergenza del terremoto all'Aquila fosse risolta. Abbiamo detto che era risolta la prima fase quella di nostra competenza. Noi ci siamo occupati di dare una casa a tutti quelli che l'avevano persa. Abbiamo anche detto che per ricostruire il centro storico ci sarebbe voluti minimo 5 anni. Quindi - ha aggiunto - ci vuole un pò di pazienza. Ma nessuno ci ha mai detto: togliete prima le macerie e poi date un'abitazione a chi l'ha persa. Sono state seguite delle priorità. Se adesso ci dovessero chiedere di togliere le macerie siamo pronti a farlo. Credo che le autorità locali, in un incontro anche con il ministero dell'Ambiente, mercoledì prossimo, sapranno trovare la soluzione».
Chiodi ha invece annunciato che l'esercito potrebbe arrivare all'Aquila per avviare la rimozione delle macerie.
La rassicurazione è stata data dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al commissario per la ricostruzione nel corso dei numerosi contatti avuti in questi giorni.
Della ipotesi si parlerà nell'incontro di mercoledì tra Chiodi e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
«Stiamo lavorando più velocemente possibile per risolvere al più presto possibile i problemi - ha spiegato Chiodi - e il Governo sostiene appieno piano la nostra azione. In merito all'invio dell'esercito ho ricevuto rassicurazioni dal ministro La Russa».
La Protezione civile ribadisce la «piena disponibilità» a dare il suo «supporto» alle «competenti amministrazioni locali» per la gestione delle macerie del terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
Alle amministrazioni locali, ricorda il Dipartimento in una nota, «spetta l'individuazione e l'allestimento delle aree da destinare a deposito temporaneo o allo smaltimento delle macerie nonche' la gestione dei siti stessi, così come è stata garantita in questi dieci mesi per tutte le attività emergenziali», ma «già a partire da pochi giorni dopo il terremoto del 6 aprile scorso» la Protezione Civile «ha coordinato con le amministrazioni competenti l'analisi speditiva e l'individuazione delle aree ritenute idonee nel territorio aquilano, tra le quali anche la cava ex Teges, prescelta con il Comune dell'Aquila quale unico deposito temporaneo ad oggi in esercizio».

PEZZOPANE: «BENE ESERCITO MA SERVE SISTEMA DI SMALTIMENTO»

«Ci auguriamo che contestualmente all'invio dell'esercito per risolvere il problema delle macerie, si possa elaborare un sistema per lo smaltimento».
E' l'auspicio della presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, a fronte della promessa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di inviare all'Aquila militari per collaborare allo smaltimento delle macerie.
«Più volte l'amministrazione provinciale ha chiesto interventi esterni - ha commentato la Pezzopane - anche da parte della Protezione civile. Va bene ora l'invio di contingenti dell'esercito - ha proseguito la Pezzopane - ma bisogna trovare siti di stoccaggio, altrimenti ci ritroveremmo fra un paio di mesi, con le stesse difficoltà».
Dalla presidente della Provincia, arriva anche l'invito a perseguire soluzioni alla portata: «la nostra proposta di ordinanza, che individua un soggetto unico per la gestione delle macerie rappresenta una soluzione perseguibile, non sono sicura che predisporre un bando europeo sortisca gli stessi effetti».

02/03/10 10.34