6 aprile giornata della memoria, ora si pensa alla legge regionale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I consiglieri Antonio Saia (Comunisti Italiani) e Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) hanno raccolto l’indicazione da parte di un cittadino aquilano, pesantemente colpito dal terremoto.

Così hanno proposto al Consiglio regionale un disegno di legge per fare in modo che il giorno 6 aprile diventi la giornata della memoria e della prevenzione delle calamità naturali e della riconoscenza ai Vigili del Fuoco e al volontariato.
«Abbiamo un doppio obietto da perseguire con questa legge», spiegano Saia e Acerbo: «tenere viva la memoria sui morti e su quanti sono stati direttamente colpiti negli affetti e nelle proprie abitazioni, e prevedere che il ricordo della tragedia possa diventare occasione per diffondere nel paese la cultura della prevenzione, della difesa dell'ambiente e del territorio e della protezione dalle calamità naturali».
Secondo la proposta presentata nel giorno 6 aprile si dovrebbero organizzare «cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto alla popolazione abruzzese e Aquilana in particolare, in modo da conservare nel futuro la memoria di un tragico e drammatico evento della storia della nostra regione, finalizzando tali incontri in modo particolare alla cultura della prevenzione ed alla difesa del territorio».

ROMA VUOLE AIUTARE L'AQUILA

Intanto nei giorni scorsi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Pdl), e il collega del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente (Pd) hanno parlato delle sinergie da mettere in moto per il bene della popolazione abruzzese.
L'idea e' quella di estendere in Abruzzo il piano di Roma Capitale e decentrare nella regione vicina alcune funzioni.
«Penso al turismo sociale ed a quello ambientale - ha spiegato Alemanno - che puo' trovare sbocco in una realtà a pochi chilometri dalla nostra aerea metropolitana. Da subito possiamo mettere in moto le agenzie e le organizzazioni che si occupano di turismo».
Poi c'e' il discorso sulla delocalizzazione dell'università e delle industrie ad alta tecnologia. Per fare questo, pero' i due sindaci sono convinti che c'e' bisogno di creare a L'Aquila una zona franca. «L'aspetto fiscale - ha aggiunto Alemanno -è fondamentale per convincere le imprese a delocalizzare in queste aeree. Roma ha il mare ed ora guarda al Gran Sasso per la montagna. Non è Roma che fa un piacere all'Aquila, ma esattamente l'inverso perchè così avremo l'integrazione tra due sistemi produttivi e turistici. Una delle realizzazioni da far partire subito è lo Ski Dome: un mega impianto per sciare tutto l'anno».
«Niente a che vedere con quello di Dubai o del Giappone - replica il sindaco Cialente - perche' qui si tratta solo di coprire un canalone mimetizzando la struttura. Lo Ski Dome, assieme ai 120 km di piste proietterebbe l'Aquila e l'Abruzzo come la piu' grande stazione di sport invernali del Mediterraneo. Ringrazio Alemanno per l'aiuto che sta dando a questa terra per riprendere il cammino. Dobbiamo sfruttare la scelta verde fatta dall'Abruzzo anni or sono. L'importante è dare una prospettiva alle aspettative della gente. E' importante sapere che il percorso parte, anche se a piccoli passi, ma comunque si avvia».

01/03/2010 9.28