La rivolta delle carriole invaderà la zona rossa. Cialente:«è pericoloso»

Alessandro Biancardi

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La rivolta delle carriole invaderà la zona rossa. Cialente:«è pericoloso»
L'AQUILA. «Siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione sulle macerie e non abbiamo paura di entrare di nuovo a piazza Palazzo».
Lo ha detto un esponente del comitato cittadino "3e32" sorto all'indomani del terremoto, Mattia Lolli, a margine di un'assemblea pubblica in piazza Duomo finalizzata a decidere le modalità della cosiddetta «rivolta delle carriole», in programma domenica prossima nel capoluogo abruzzese.
Un'iniziativa in cui i cittadini andranno nel cuore della zona rossa per rimuovere alcune delle macerie, per sollecitare l'attenzione sui ritardi nella ricostruzione.
«Non abbiamo paura di andare avanti nella nostra protesta - ha detto Lolli - siamo disposti anche a superare le barricate di piazza Palazzo come abbiamo fatto le altre domeniche, perché nessuno può scoraggiarci o strumentalizzare la nostra manifestazione» .
Una posizione che non è stata però condivisa da tutta l'assemblea.
Alcuni tra i cittadini presenti, infatti, hanno espresso preoccupazione di fronte alla volontà di forzare i blocchi.
«Non credo - ha detto Marcello Prosperococco - che tutti i cittadini siano disponibili ad andare fino a piazza Palazzo».
«E' passato quasi un anno ma in centro sembra essere passato un solo giorno», recita un volantino. «E' passato quasi un anno e nel centri storici abbandonati si odono i latrati di sciacalli gelatinosi, pochi ridono e ingrassano. Dopo tante promesse. Ordinanze, spettacoli, televisioni ho capito che devo fare qualcosa. Da questa domenica e per ogni domenica», continua il volantino, «metto la tuta, i guanti e la mascherina. Non per andare a sciare» ma per «rimuovere le macerie del centro storico. Insieme faremo scappare avvoltoi e sciacalli e metteremo a nudo le responsabilità di chi doveva prevenire e ricostruire e non lo ha fatto».



«NON OLTREPASSARE IL VARCO DI PIAZZA PALAZZO»

E se una fetta di aquilani è pronta a manifestare e 'lavorare' il sindaco Massimo Cialente invita, «con rammarico», i cittadini a «non oltrepassare il varco di Piazza Palazzo».
Sebbene la zona sia transennata nelle scorse settimane si è sempre preferito lasciar entrare i manifestanti per evitare uno scontro con le forze dell'ordine.
E proprio ieri l'ennesima frana ha provocato la chiusura di via XX settembre.
A cedere un costone della collina di Belvedere, il sindaco ha prontamente emesso una ordinanza di chiusura della strada che rimarrà chiusa fino a quando l'arteria non sarà stata messa in sicurezza.
«In questi giorni - dice -, con i tecnici comunali e con i Vigili del Fuoco, abbiamo valutato la sicurezza di corso Umberto I e della piazza stessa. Purtroppo dai sopralluoghi effettuati é emerso che la situazione di alcuni grandi edifici, in particolare quello della Biblioteca Provinciale, è a grave rischio. Abbiamo cercato di verificare se vi fossero altre piazze, attualmente in zona rossa, dove poter far svolgere la manifestazione in modo sereno e sicuro. Con dolore devo informare che delle decine e decine di piazze, piccole e grandi, che erano il nostro orgoglio e il nostro punto di incontro, ad oggi nessuna è in totale sicurezza. Questo perché, a distanza di 11 mesi, nonostante il processo di puntellamento sia iniziato e vada avanti speditamente, molti edifici sono in condizioni di pericolosità e, in molti casi, la situazione è addirittura peggiorata rispetto a quella iniziale a causa del maltempo».
«So - prosegue Cialente - che questo mio comunicato stampa addolora ancora di più gli aquilani, perché saremmo potuti andare in piazza della Prefettura, in piazza Machilone, in piazza Bariscianello o nelle altre piazza cittadine. Questo fatto ci riempie di dolore, ma forse è utile per far capire all'intero Paese e soprattutto a tutti coloro che ci attaccano come aquilani qual è la dimensione della tragedia che ci ha colpito, distruggendo la nostra città e, con essa, le nostre vite e i nostri sentimenti di comunità».
«E' un dolore che solo noi possiamo comprendere e per il quale chiediamo ancora solidarietà e aiuto, ma soprattutto rispetto da parte di tutti. Io ringrazio i miei concittadini sia per quando hanno ringraziato per ciò che è stato ottenuto, sia per quando denunciano tutto ciò che ancora si deve compiere per restituire L'aquila agli aquilani e all'Italia».
«La manifestazione di domenica scorsa», prosegue Cialente, «è servita a far acquisire consapevolezza al Paese del problema dello smaltimento delle macerie e a far comprendere al Governo che lo smaltimento di oltre 4 milioni di tonnellate dei resti delle nostre case è emergenza nazionale e non dei sindaci del cratere».

27/02/2010 9.40








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