«Balducci in costante contatto con Bertolaso».Bersani:«si assuma responsabilità»

Alessandro Biancardi

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ROMA. I rapporti tra il capo della protezione civile Guido Bertolaso e il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci non erano di certo sporadici, sostiene la procura di Firenze.

Il legame tra i due viene evidenziato dal pm toscano anche nella relazione in cui viene dato parere negativo sulle istanze di scarcerazione degli arrestati nell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi.
Gli inquirenti fiorentini rilevano che Angelo Balducci «risulta essere in costante contatto con Bertolaso, in particolare in relazione a tutte le determinazioni riguardo al grande evento G8 a La Maddalena» e che dalle intercettazioni dell'11 aprile 2009, pochi giorni dopo il terremoto in Abruzzo, «lo stesso Balducci ha incontrato Bertolaso parlandogli delle possibilità di impiego delle imprese di Diego Anemone nei lavori di ricostruzione post-terremoto».
Nelle stesse telefonate Balducci «rinfaccia ad Anemone che nessuno al suo posto si sarebbe mosso» e «lo incalza affinché sia trovata un'adeguata collocazione lavorativa per il figlio Filippo», cosa che emerge da altri ambiti dell'inchiesta.

BERTOLASO SAPPIA PRENDERSI RESPONSABILITA'

Ma succede anche, come prevedibile, che l'inchiesta che coinvolge l'uomo chiave del post terremoto abruzzese diventi un punto centrale della campagna elettorale del centrosinistra.
Ieri è tornato a parlare del ruolo di Bertolaso anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in città per sostenere la candidatura della presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
«Non ce l'ho con il capo della protezione civile», ha assicurato l'esponente del Partito Democratico. «E' giusto prendere gli applausi di tutti le migliaia di volontari che lavorano in una bellissima organizzazione, quando pero' ci sono anche cose che non vanno bisogna anche sapersi prendere la responsabilità»
In caso contrario, ha ammonito, «si incrina qualcosa in questo meccanismo, nella credibilità di questa istituzione e questo non va bene».
Allo stesso modo, ha detto ancora Bersani, «non è stata buona cosa confondere il ruolo di capo del dipartimento della Protezione Civile con il ruolo di membro del governo, perchè un capo della polizia non è ministro degli Interni e neanche sottosegretario agli interni. Se esiste uno Stato, esso è una cosa diversa dal governo, bisogna che ripristiniamo queste piccole cose se no ci facciamo prendere la mano da un meccanismo sbagliato. Quanta gente - si è chiesto Bersani - si ricorda del professor Barberi. Ce lo ricordiamo? Persona seria, l'ho visto all'opera; girava con giacca e cravatta era una grandissima perona e ha fatto bene certamente non meno di Bertolaso, perchè lo Stato non è proprietà di qualcuno».
Bersani, in visita a L'Aquila, ha chiesto che i terremotati vengano trattatati come gli altri cittadini colpiti da terremoti.
«Conosco abbastanza il bilancio dello Stato per sapere che non sto chiedendo una cosa impossibile. Conosco abbastanza il bilancio - ha concluso - per dire che se noi mettessimo in piedi un meccanismo ben regolato, che sia proiettato negli anni, con capitoli di finanziamento che vengono spesi quando e' possibile spenderli, con una linea di investimenti fatta per bene, sarebbe una cosa ben fatta».
Bersani ha anche ricordato che «i problemi a L'Aquila non sono finiti benché si pensi il contrario in giro per l'Italia».
«Bisogna dare forza agli enti locali che non scappano via che devono stare qua. Non come lo Stato che se ne è già scappato - ha continuato Bersani -. Noi vogliamo dare una mano per i prossimi anni e vogliamo essere presi per mano da una persona che è stata qui fin dal primo momento, che sa bene che la strada la si fa insieme alla gente, guardando in faccia i problemi e il presidente della provincia Stefania Pezzopane è una persona così».

25/02/2010 10.33

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