Gabrielli:«appalti regolari». Rossini scopre le carte: «indaghiamo da agosto»

Alessandro Biancardi

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 L'AQUILA. «Escludo senza paura di essere smentito, nella maniera più categorica, che all'Aquila siano state fatte cose illegali. Se qualcuno viene da me per dirmi il contrario, me ne torno a casa a fare dell'altro». * E IL PDL AFFOSSA LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUGLI APPALTI



 L'AQUILA. «Escludo senza paura di essere smentito, nella maniera più categorica, che all'Aquila siano state fatte cose illegali. Se qualcuno viene da me per dirmi il contrario, me ne torno a casa a fare dell'altro».


* E IL PDL AFFOSSA LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUGLI APPALTI

E' più che certo di quello che è accaduto nel dopo sisma a L'Aquila il prefetto Franco Gabrielli, in città proprio dalle ore seguenti la scossa devastante delle 3.32.
In alcune dichiarazioni rese all'agenzia Asca il prefetto dà la sua visione delle cose, non lesina pareri e, come mai nessuno in queste settimane, si dice convinto che nel capoluogo di regione non sia accaduto nulla di illecito.
«Ho presieduto quasi tutte le gare per Musp», ha spiegato all'agenzia stampa, «tutte quelle per i Map e quelle più importanti del progetto Case in particolare per i pilastri. Mai e poi mai ho ricevuto la benchè minima pressione, ma ho avuto contezza dei nomi delle ditte solo nel momento dell'espletamento delle gare».
Gabrielli ha anche detto che sull'onestà di Bertolaso «metterei la mano sul fuoco», e assicura di farlo «con cognizione di causa».
«Ci sono stati frangenti in cui se solo avesse voluto avrebbe potuto indirizzarmi verso una certa strada. Invece... Ci sono prove provate della sua onestà».
«Se metto in fila le gare, ho gestito decine e decine di milioni di euro, e mai mi è stato suggerito cosa dovessi fare», ha continuato.
«Sfido chiunque, e dico chiunque, a dire di essere venuto dal prefetto Gabrielli per segnalare questa o l'altra ditta o che io abbia beneficiato di qualche prestazione per ottenere un qualche favore».
Allora le inchieste di questi giorni? Nessun risvolto ci sarà per la città terremotata?
Anche su questo aspetto Gabrielli ha le idee chiare: «spesso si rischiano interpretazioni affrettate che il più delle volte non trovano riscontro nei fatti. Chi porta avanti un'inchiesta è giusto che lo faccia con professionalità, ma non dimentichiamo che la fase dell'indagine preliminare non sempre porta ad una condanna».



(La vignetta in tempo reale del Martello del Fucino -Franco Massimo Botticchio)




LA MAFIA E LE MANI SUGLI APPALTI


Gabrielli fa riferimento anche agli allarmi lanciati nei mesi scorsi sul pericolo che la criminalità organizzata mettesse le mani sulla ricostruzione.
Un allarme rilanciato qualche settimana fa anche dal magistrato del pool antimafia Olga Capasso.
Ma Gabrielli minimizza: «qualche mese fa leggevo dei titoloni sui giornali sulla mafia che aveva messo le mani sulla ricostruzione; tutto si è risolto poi con un paio di imprese estromesse peraltro dal sistema. All'epoca mi ero permesso di dire di essere più preoccupato dei 'comitati d'affari' che non delle infiltrazioni di mafia e criminalità organizzata. Adesso si procede con lo stesso metro di giudizio che è poi quello dettato dalla reazione del momento».
Per il Prefetto «la gente dovrebbe parlare solo di cose di cui ha conoscenza: si fanno dichiarazioni, si emettono sentenze, si danno giudizi, quando non c'e' alcuna competenza»'.

LE RISATE NON SONO PENALMENTE RILEVANTI


«Nei confronti di chi rideva al telefono, la notte del terremoto, mentre gli aquilani scavavano tra le macerie per dissotterrare i proprio cari, non riesco a trovare le parole», ha detto ancora Gabrielli all'Asca: «è una cosa veramente squallida. E' riprovevole è vero, ma per quanto tale, è solo un fatto di coscienza, di elementare esigenza di pietà umana. Non è però penalmente rilevante. Ma tutto questo che ci azzecca con la regolarità delle procedure?».
«Se Tizio è il soggetto più immorale di questo mondo», ha aggiunto, «ma partecipa ad una gara e la vince, io non posso fare nulla. Nel momento in cui si esplicano le gare non si puo' valutare la moralità di un imprenditore, magari con un test o con la macchina della verità. Quando presiedo una gara devo pronunciarmi sull'esistenza dei requisiti richiesti. E in questo il sistema è molto puntuale. La cosa sospetta sarebbe se nella gara si indicasse un favorito rispetto agli altri».

«MAI INCONTRATO QUESTI SIGNORI»


«Io - ha assicurato ancora il Prefetto - per il film che sto vedendo, non ho mai conosciuto questi signori, nessuno me li ha presentati. L'unica volta che ho ricevuto una telefonata da un collega per la segnalazione di una ditta, la stessa era gia' stata estromessa per mancanza di requisiti».
Gabrielli ha ricordato poi che «la prima gara per la realizzazione dei Musp ando' deserta al 50 per cento e non si poterono coprire tutti i lotti perche' molte imprese erano concentrate su altri: fu uno dei momenti meno esaltanti della mia vita!».
«La nostra è una giustizia negata in tutti i sensi: a chi ne avrebbe diritto a anche ha chi ha compiuto atti non leciti», ha aggiunto. «Il nostro è un Paese che tende all'oblio, dove domina una perversissima giustizia del momento. Chi è screditato, tanto più lo è e tanto più vede segnata la propria vita. Con amarezza, invece, chi ha commesso un illecito deve solo aspettare che passi un po' di tempo».

18/02/2010 17.45

ROSSINI GELA TUTTI: «INDAGHIAMO DA AGOSTO»

Dopo le parole di Gabrielli però ci pensa il procuratore dell'Aquila a 'scoprire le carte' e lasciare intendere che i dubbi sugli appalti non vengono solo dalla Procura toscana ma si sta indagando da almeno 5 mesi anche in Abruzzo.
«Dalla procura di Firenze non abbiamo ancora avuto nessuna comunicazione - ha spiegato Rossini -. Stiamo attendendo per correttezza ma noi stiamo andando avanti con le indagini sul malaffare sul quale stiamo lavorando dall'inizio, come del resto sul terremoto e sulle infiltrazioni mafiose. E comunque alla fine gli atti da Firenze ce li manderanno. Sui comitati di affare abbiamo aperto un fascicolo, che è molto consistente, dallo scorso mese di agosto».
Per questo il procuratore capo, Alfredo Rossini, nei giorni scorsi aveva chiesto ai magistrati di Firenze copia degli atti relativi all'inchiesta sugli appalti per il G8, che avrebbe dovuto svolgersi alla Maddalena e fu poi trasferito all'Aquila. «Si tratta di una pagina aperta - ha concluso Rossini - che si arricchisce di tutti i contributi di indagini, anche quello della Procura di Firenze che a mio avviso ha collegamenti con il territorio abruzzese. Abbiamo molto materiale giornalistico e stiamo andando avanti con l'indagine».
18/02/10 19.21

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E IL PDL AFFOSSA LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUGLI APPALTI

L'AQUILA. La conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale ha bloccato la richiesta di IdV di istituire una commissione di inchiesta sul terremoto.
«E' stato il Pdl ad affossare l'iniziativa questa mattina - ha spiegato Carlo Costantini, Capogruppo Idv alla Regione».
Secondo la ricostruzione dell'esponente dell'Italia dei Valori «Gianfranco Giuliante ha fatto ricorso a tecnicismi ad a cavilli che imporrebbero un momento di riflessione».
«Molto più esplicito il presidente Pagano - ha sottolineato Costantini, - che ha dichiarato la propria contrarietà affermando che la commissione di inchiesta intralcerebbe l'azione della magistratura. Parole, le solite parole rispetto alla gravità delle prime informazioni che emergono dalle inchieste in corso».
«O forse - conclude Costantini, - comincia ad emergere il timore e la preoccupazione che una seria ed indipendente attività di inchiesta condotta da una commissione appositamente nominata possa finalmente svelare gli intrighi e gli imbrogli che i cittadini cominciano a conoscere solo grazie alle intercettazioni».
Solo ieri Chiodi si era detto favorevole: «ben venga la trasparenza».
Questa mattina sempre i consiglieri regionali dell'Italia dei Valori hanno depositato un'interrogazione rivolta al presidente della Regione Abruzzo per fare chiarezza su una parte delle vicende dell'emergenza e della ricostruzione gestite dal sistema della Protezione Civile.
«Gli appalti di lavoro legati alle fasi dell'emergenza e della prima ricostruzione dopo il terremoto - dichiara il Consigliere Carlo Costantini - sono stati gestiti dalla Protezione Civile avvalendosi di una normativa in gran parte derogatoria delle ordinarie regole vigenti in materia di appalti pubblici».
«In ragione dell'emergenza - continua Costantini - sono stati previsti termini molto stretti per l'inizio e l'ultimazione dei lavori, con penali rilevanti a danno delle imprese eventualmente inadempienti. Si tratta di condizioni che hanno determinato una enorme lievitazione degli importi a base d'asta e che hanno indotto numerose ditte a non depositare le proprie offerte. Detto questo, però, da numerose ditte escluse o rinunciatarie sono pervenute lamentele circa il mancato rispetto dei termini prescritti nei rispettivi capitolato da parte delle ditte esecutrici dei lavori. E' assolutamente necessario - conclude Costantini - quindi, anche in considerazione dell'inchiesta avviata dalla Procura di Firenze, far conoscere con esattezza in quali casi non siano stati rispettati i termini di bando e di capitolato previsti per l'inizio e l'ultimazione dei lavori, nonché l'importo e le motivazioni delle penali eventualmente applicate».

GIULIANTE: «NESSUN TIMORE»

«Il Pdl non ha alcun timore, è in realtà l'eroico furore e la fretta del presidente del Gruppo IDV, Carlo Costantini, a renderne inapplicabile l'istituzione della commissione d'inchiesta», replica Giuliante.
«Carlo Costantini chiede di verificare appalti, spese e gestione della Protezione Civile dimenticando che al comma 3, dell'art. 24 dello Statuto della Regione Abruzzo è previsto che una eventuale Commissione d'Inchiesta, laddove autorizzata, possa ottenere dagli uffici della Regione solo le informazioni in possesso dell'ente regione, senza vincolo di segretezza, e utili all'espletamento del mandato», continua l'esponente del Pdl. «Ovviamente gli uffici della Regione non detengono, né possono acquisire, né fornire atti di competenza dello Stato, e nel caso di specie della Protezione Civile, come viene richiesto. Quello che Costantini auspica è più presuntivamente una commissione d'inchiesta parlamentare che, però, avendo per sua scelta rinunciato alla scranno parlamentare per diventare apprezzato consigliere regionale, non può in modo evidente chiedere alla Regione Abruzzo, confondendo ruoli, funzioni e ambito di operatività».

18/02/2010 18.14