Appalti e intercettazioni, un piano per tenere Sulmona fuori dal cratere?

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Altri fatti inquietanti emergono dalle intercettazioni dell'inchiesta dei pm di Firenze sugli appalti sospetti della Maddalena. * SCELLI: «SULMONA NON HA SUBITO DANNI SIGNIFICATIVI»
Come è ormai chiaro vari personaggi della politica e dell'imprenditoria si intrecciano in diverse vicende e chi ha lavorato sull'isola sarda, dove si sarebbe dovuto tenere il G8, ha poi lavorato anche a L'Aquila.
Le aspettative di guadagno erano alte. Talmente alte che quando si paventò la possibilità di inserire anche Sulmona nel così detto 'cratere' qualcuno si allarmò.
Sul Corriere della Sera, infatti, è stato pubblicato uno degli sms intercettati una settimana dopo il sisma del 6 aprile, fra Vincenzo Di Nardo l'amministratore della Btp (entrata poi nel consorzio Federico II) e Riccardo Fusi, patron dell'azienda.
«I nostri amici dell'Aquila mi hanno telefonato preoccupati dicendomi che alcuni membri del governo stanno cercando di inserire Sulmona fra i comuni danneggiati (anche se non danneggiata) riducendo cosi i finanziamenti per L'Aquila. Mi hanno detto di dirtelo».
Qualche giorno dopo, però, l'allarme rientra e il consorzio si aggiudica anche un importante appalto che supera i 12 milioni di euro.
A Sulmona la lettura di quel messaggio telefonico non è stato preso troppo bene e il vice presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannamorelli, ha già annunciato che presenterà un esposto alla magistratura per sapere se c'era un disegno preordinato per tenere la città fuori dal cratere.
Dalle intercettazioni - relative all'inchiesta della Procura di Firenze sugli appalti per il G8 - «traspare – spiega Iannamorelli - che l'esclusione di Sulmona sia stata decisa a tavolino, al di là dei danni effettivamente provocati dal terremoto. Se la storia è andata veramente in questo modo - conclude - è opportuno che la giustizia accerti le eventuali responsabilità».
Si ricorderanno, infatti, le lunghe settimane di battaglie portate avanti dal sindaco di Sulmona per far inserire la sua città nei territori più colpiti. Una lista di 49 comuni dove però la città peligna non verrà mai inserita.
Ci fu un lungo braccio di ferro con il governo e con lo stesso Bertolaso (il decreto portava il suo nome) ma non si ottenne nulla, tanto che il 6 giugno scorso, dopo le elezioni, mentre il Pdl festeggiava praticamente in tutta la regione dopo le vittorie elettorali, al Comune di Sulmona il partito fu protagonista di una rivoluzione.
Una protesta in massa per il bene del proprio territorio. Così il sindaco di Sulmona e sette consiglieri, tutti del Pdl, annunciarono l'uscita dal loro partito e la confluenza nel gruppo di maggioranza "Alleanza per Sulmona".
Una vera e propria protesta per contestare l'esclusione del Comune dalla lista dei 49 della zona cratere individuati dal decreto Bertolaso.
Il sindaco consegnò al capo della protezione civile anche un dossier con tutti i documenti necessari a fare luce sulla reale situazione della Valle Peligna.
Ma niente da fare, Sulmona non è mai stata inserita nel cratere.

G8 MADDALENA: ROSSINI, HO CHIESTO ATTI CHE RIGUARDANO L'AQUILA

Intanto il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha confermato di aver chiesto gli atti sull'inchiesta della Procura di Firenze che riguardano L'Aquila.
«Ho chiesto», ha spiegato, «se per caso nell'ambito della loro indagine, come io ritengo, si trovino cose interessanti, riferimenti su cose che noi stiamo già facendo, in maniera che noi si possa guadagnare tempo, perchè di lavoro ce n'e' tanto. L'ho detto sin dall'inizio - ha proseguito Rossini - che oltre a fare luce sui morti per i crolli degli edifici a causa del sisma, ci saremmo dovuti occupare delle infiltrazioni malavitose, delle attività illecite e di brogli volti a prendere i soldi della ricostruzione che appartengono a questo povero popolo aquilano. Ci sono tante persone che sono venute all'Aquila e che si sono organizzate per fare delle speculazioni truffaldine nella ricostruzione. Di questo aspetto ci siamo interessati fin dall'inizio - ha concluso Rossini -, abbiamo tra l'altro un fascicolo abbastanza consistente aperto nel mese di agosto».

a.l. 18/02/2010 8.36

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SCELLI: «SULMONA NON HA SUBITO DANNI SIGNIFICATIVI



SULMONA. Polemiche a distanza nel Pdl abruzzese, in special modo tra gli eletti al parlamento d'origine sulmonese, sull'esclusione del capoluogo peligno dai benefici del cratere sismico del 6 aprile.
«Dopo la valutazione dei tecnici della protezione civile che hanno escluso Sulmona perché non aveva i requisiti, ho sempre lottato per far rientrare il capoluogo peligno nei Comuni del cratere». Anche l'onorevole Paola Pelino dopo la pubblicazione delle intercettazioni dalle quali si intuisce che l'esclusione di Sulmona dal cratere dei centri terremotati sarebbe avvenuta a tavolino, interviene a sottolineare la sua posizione.
«I dati sui danni che Sulmona ha subito dal sisma del 6 aprile erano chiari e parlavano di centinaia di strutture pubbliche e private inagibili o parzialmente inagibili che hanno portato centinaia di famiglie a dover sgomberare la propria abitazione e a sospendere le proprie attività».
«Per questa ragione», conclude la parlamentare del Pdl, «non smetterò di lottare e confido in una revisione della decisione che consenta agli sfollati sulmonesi e della Valle Peligna di essere considerati come tutti gli altri sfollati e di beneficiare delle agevolazioni di chi è residente nei Comuni del cratere».
Per Maurizio Scelli, invece, la città «non aveva riportato danni significativi e avrebbe sottratto delle risorse alla città capoluogo».
Scelli ricorda di non aver condiviso ma fortemente criticato l'iniziativa politica di alcuni che hanno indotto, «dando loro ripetute rassicurazioni, il sindaco di Sulmona e quelli del circondario a credere che vi potesse essere il successivo inserimento nel cratere».
«So che molti non hanno gradito questa mia posizione, che al contrario era orientata al bene di Sulmona ponendola nella condizione di non essere considerata terremotata e in grado di poter intercettare potenziali risorse e finanziamenti per lo sviluppo dell'economia locale - conclude il parlamentare del Pdl - oggi demandato al commissario delegato dell'emergenza terremoto, Gianni Chiodi, in virtù della deliberazione del Cipe, la n.35 del 26 giugno 2009. Sono certo che il governatore farà la sua parte».
Ad oggi a Sulmona ci sono oltre mille sfollati, metà delle case del centro storico risulta inagibile, così come lo storico liceo classico Ovidio di piazza XX Settembre.

18/02/2010 18.29