Piscicelli e la ricostruzione: «Mi hanno già chiesto camion ed escavatori»

Alessandro Biancardi

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Piscicelli e la ricostruzione: «Mi hanno già chiesto camion ed escavatori»
L'AQUILA. Nuove intercettazioni tra Piscicelli e Gagliardi, i due imprenditori che la notte del 6 aprile ridevano pregustando appalti per la ricostruzione dell'Aquila, svelano che un loro coinvolgimento negli appalti abruzzesi ci sarebbe stato.
O meglio. Il primo racconta al secondo di essere stato contattato per fornire camion ed escavatori. Le agenzie di stampa giorno dopo giorno pubblicano stralci della documentazione allegata all'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Firenze e che sta provocando un terremoto nella protezione civile, non in Abruzzo dove il muro di gomma resiste come se nulla fosse.
Piscicelli ha dunque lavorato per la ricostruzione de L'Aquila? E con lui quanti altri della “cricca”?
E se nei giorni scorsi il sottosegretario Gianni Letta aveva assicurato che nessuno di quelli che aveva riso alle spalle dei morti aveva partecipato alla ricostruzione oggi resta solo una certezza: basta chiacchiere, solo le carte e i documenti ufficiali (che la Protezione non ha mai fornito) potranno mostrare agli aquilani nomi e cognomi di chi si sta spartendo la ricca torta degli appalti.
Ma se dopo l'inchiesta che ha travolto Bertolaso e i suoi si parla solo di dimissioni e ricadute politiche, nessuno ha ancora mostrato tutti i documenti per dimostrare che tutto è stato fatto secondo i crismi.
Per assurdo solo le intercettazioni stanno disvelando quanto è accaduto alle spalle della tragedia, nessun aiuto arriva dalle istituzioni che sarebbero obbligate alla trasparenza.
E proprio le intercettazioni oggi smentiscono l'abruzzese Letta, che aveva rassicurato i suoi compaesani sostenendo che 'certa gente' era rimasta fuori, a bocca asciutta.
Piscicelli, millanta dicendo il falso al telefono? Si è ritirato all'ultimo minuto? Dubbi. Troppi dubbi.

I SEI ESCAVATORI E I 20 CAMION»

E invece Francesco De Vito Piscicelli, l'imprenditore che avrebbe riso la notte del terremoto dell'Aquila pensando agli affari che avrebbe potuto realizzare, ribadisce il concetto anche nei giorni seguenti, quando afferma non solo di essere interessato alla ricostruzione, ma che già gli sono stati chiesti «sei escavatori e venti camion».
E' quanto si legge nella trascrizione di una telefonata del 9 aprile 2009, intercettata nell'ambito dell'inchiesta di Firenze sui grandi appalti in cui Piscicelli è indagato.
Chi glielo ha chiesto? La risposta pare più che ovvia.
La telefonata è tra lui e il cognato Pierfrancesco Gagliardi, lo stesso interlocutore del 6 aprile, il giorno del terremoto, nella quale Piscicelli avrebbe detto di aver «riso alle 3 e mezzo dentro il letto»: circostanza che però l'imprenditore ha smentito, attribuendo la frase al cognato. Anche il 9 aprile, la telefonata vira sul terremoto.
GAGLIARDI: ...senti un po' ma... tu vuoi fare... un bel ... un bell'appalto sul lago di Garda... da sette milioni di euro... o è troppo lontano... è una rottura di c...
PISCICELLI: ... no... lascia perdere... mò c'é il terremoto da seguire...
G.: ...si giusto, bisogna concentrarsi lì...
P.: ...capito?
G.: ...perché lì partono a duemila all'ora adesso...
P.: ...ma già mi hanno chiamato a me...
G.: ...ma veramente?
P.: ...sì, la prossima settimana devo dare sei escavatori... venti camion...
G.: ...li devi dare...?
P.: ...sì...
G.: ...così...
P.: ...sì così funziona nelle emergenze... tutto in economia...
G.: ...ah!...glieli dai e poi dopo si fa in economia... cioé tot ore, tot al giorno...
P.: ...sì...sì, sì ...
G.: ...ah...
P.: ...questo per le emergenze...
G.: ...uhm, uhm... certo lì adesso ci fanno carne da porco lì...
P.: ...eh là c'é da ricostruire dieci anni...

Secondo la procura di Firenze, che riporta questo passaggio in una richiesta di proroga di intercettazioni telefoniche, la telefonata dà «un'idea della aspettative» degli imprenditori al centro delle indagini per i lavori del G8 alla Maddalena ed altri grandi appalti, anche sul versante sisma all'Aquila.
«Com'é facile immaginare - si legge infatti nel provvedimento - il terremoto in Abruzzo ha momentaneamente spostato gli interessi dei soggetti coinvolti nel presente procedimento, tutti ben consapevoli che l'evento sismico potrà tradursi in commesse di lavori edili e, dunque, in profitti».

COSTANTINI: «STANNO SCADENDO 90 GIORNI PER LA PUBBLICAZIONE DEI DATI»

Nei mesi scorsi, esattamente la notte del 29 dicembre, è stato approvato dal Consiglio regionale un emendamento del gruppo regionale dell'Italia dei Valori che ora costituisce l'articolo 18 della Legge Finanziaria regionale 2010: la pubblicità dei dati sull'emergenza e la ricostruzione.
Si era stabilito che entro 90 giorni dovesse entrare in funzione una sezione apposita del sito internet istituzionale della Regione nella quale pubblicare tutti gli atti e le informazioni concernenti la gestione dell'emergenza e la ricostruzione nei territori dei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, individuati con Decreto del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009.
La responsabilità e la gestione del sito internet è stata affidata a 5 esperti del settore scelti dal Consiglio regionale.
«I 90 giorni previsti per l'attivazione stanno per scadere», spiega il consigliere dell'Idv Carlo Costantini. «Ora tocca alla Giunta regionale ed a Chiodi, in particolare, disporre l'attivazione e le modalità di gestione e di funzionamento».
Inoltre, aggiunge il Capogruppo IdV, «con la pubblicità dei dati e con l'istituzione della Commissione d'inchiesta riusciremo a fare un passo in avanti, che certamente avremmo potuto fare prima se solo tutti quelli che oggi gridano ed invocano trasparenza non ci avessero insultato e ci avessero dato ascolto per tempo. Ora che i buoi sono scappati, conclude Costantini, «i responsabili vogliono chiudere la stalla».
16/02/2010 17.38

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