Siti vuoti da 100 mln: Castiglione vuole renderli utili (ma servono altri soldi)

Alessandro Biancardi

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Siti vuoti da 100 mln: Castiglione vuole renderli utili (ma servono altri soldi)
ABRUZZO. Il lunedì dei buoni propositi. Il lunedì dei nodi al fazzoletto…alla «Striscia La Notizia». A dire «quello che si può dire» sulle inchieste di PrimaDaNoi.it sul filone “La beffa tecnologica” è il gotha dell’informatica regionale.
C'è Domenico Longhi, direttore della struttura speciale di supporto Sistema Informativo e c'è Agostino Sciascia, presidente del Comitato tecnico regionale per l'Informatica (nuovo organismo istituito da Gianni Chiodi). Assenti giustificati: l'assessore Alfredo Castiglione, (trattenuto a L'Aquila da un impegno istituzionale imprevisto) e il presidente dell'Arit, Carlo Greco.
L'appuntamento era stato fissato qualche giorno fa proprio dall'assessore regionale.
Poteva essere anche il lunedì dei “mea culpa”. Invece la colpa è tutta «della politica» se i milioni piovuti dallo Stato e dall'Europa per informatizzare l'Abruzzo sono serviti a poco.
«La politica era concentrata su altro», e non ce l'ha fatta ad inserire dei contenuti in quei siti internet rimasti vuoti costati in media 1,5 mln di euro ciascuno.
«Noi abbiamo speso meno e meglio di altre Regioni», assicura Domenico Longhi «ci sono tante cose che funzionano e che hanno funzionato al momento del terremoto».
«Quei quattro portali vuoti sono una vergogna», tuona Agostino Sciascia, «come darvi torto, da cittadino anche io sarei incazzato».
E da politico?
«Io l'avevo detto, ma ora non condivido il taglio che PrimaDaNoi.it dà alle notizie…perché mettere la foto di Castiglione vicino ai 100 mln di euro svaniti nel nulla?».
Forse perché oggi Castiglione è assessore e perché quella foto era in un pezzo dove Castiglione in molte pagine rispondeva ad una interrogazione consiliare? Chissà se va meglio la foto di Chiodi, presidente della giunta…
Dopo la valanga di nuovi progetti, buone intenzioni, ristrutturazioni «in nome della trasparenza e dell'efficienza» esposti da Domenico Longhi, riusciamo ad andare al cuore della questione.
I portali vuoti dal 2003. Perché?

LA GESTIONE A CHI TOCCA?

«Perché nei finanziamenti europei non è prevista la gestione» rispondono all'unisono.
Quindi 2 mln di euro per un sito contenitore, senza contenuto, è un prezzo giusto?
«E' un prezzo congruo», convengono.
D'altronde se «le offerte nelle gare d'appalto si aggirano tutte su quel prezzo…», sottolinea Sciascia «se il prezzo è giusto lo decide la commissione».
Risposte che hanno una logica che ancora una volta si scontra con la realtà ed il mercato: oggi un ottimo sito si può fare anche con tecnologie che possono essere in gran parte gratuite o che costano molto poco. Insomma quelle cifre non esistono sul mercato… dei privati.
Niente gestione, «si sapeva».
Nessuno però, quando i finanziamenti arrivavano copiosi in Abruzzo, aveva gridato allo scandalo del “dopo”.
“Ci si penserà”, si sarà detto.
In realtà «la dotazione finanziaria per la gestione c'era, ma poi non se ne è fatto più nulla», ricorda con il sorriso sulle labbra l'ingegner Domenico Longhi.
Ed ora il cittadino si trova a cliccare su siti vuoti dai link d'oro.
Ma la struttura speciale di supporto non ha pure il compito di “gestire”?
«No, non c'è questo nella mission», risponde il direttore Longhi.
Una struttura- si legge sul sito della Regione- comunque “programmata” per «divulgare»,«attivare» e «promuovere in accordo con gli enti territoriali lo sviluppo dei servizi rivolti agli enti territoriali, ai cittadini, alle imprese».
Una funzione che Longhi conosce bene e che ha deciso di attivare da oggi, perché finora non ci aveva pensato.
«Lanciamo un appello: qualunque Comune voglia costruirsi un sito gratuitamente e con il nostro appoggio potrà farlo sul Portale Integrato Multicanale (Pim)».
Cos'è il Pim?
E' solo uno di quei portali costato 1,3 mln di euro e ora dotato solo di un home page di links. Toccherà ai Comuni quindi aiutare la Regione a dare contenuto alle sezioni dei portali.
Anche il sito del Turismo culturale (2,2 mln) sarà riempito con le informazioni mandate dai Comuni.
Gli stessi Comuni che però «hanno trovato difficoltà a beneficiare appieno della rivoluzione tecnologica».
Come faranno?
Non si sa.
Ma è forse l'unico modo per fare tutto «a costo zero», ha pensato Longhi.

«VOGLIAMO ESSERE LA DISCONTINUITA': ATTIVATI I CONTROLLI»

«Non appena ci siamo insediati», spiega Tiziano Petrucci, responsabile della segreteria dell'assessore Castiglione, «abbiamo visto che cosa era stato fatto: progetti inutili perché inutilizzati. E ci siamo chiesti “che cosa non ha funzionato?”».
Nemmeno a dirlo, la risposta è nota: «la politica».
Quella politica che si connota sempre di più per essere lontana dai cittadini e che certi cittadini additano come la causa dei mali di oggi.
Ora però la squadra di Castiglione punta sulla «discontinuità, sulla riduzione delle spese dell'Arit e sulla riattivazione di tutti i progetti».
Due le attività di controllo già partite ad agosto dal Servizio ispettivo della Regione.
Una sul concorso senza copertura per l'assunzione di 40 dipendenti all'Arit (di cui PrimaDaNoi.it aveva scritto beccandosi l'appellativo di “cialtroni” per aver raccontato), ed un'indagine ispettiva contabile.
«A presto ci saranno i primi risultati», assicurano.
Invece le relazioni sui controlli già effettuati dall'Arit, dalla Regione e dalla Unione Europea sui siti in questione «non possono essere resi pubblici».
«Massima apertura» sì, ma fino ad un certo punto.
«C'è stato un controllo di secondo livello dell'Ue», afferma Sciascia «stiamo sicuri».
In una botte di ferro.

I NODI AL FAZZOLETTO

Ieri si era in vena di promesse.
«Tra una settimana metteremo tutte le informazioni sugli appalti di questi 100 mln», garantisce Longhi. Insomma trasparenza tardiva ma pur sempre trasparenza.
«Non so quanti altri assessorati o enti pubblici hanno voluto parlare con lei…», fa notare Sciascia «come vede qui c'è massima apertura, nulla da nascondere, può venire in Arit così vede cosa è stato fatto».
Nel paese in cui la regola è ignorare la voce dei cittadini, l'eccezione (che dovrebbe essere regola) diventa un vanto.
Altra scadenza è quella dei «18 mesi» per riattivare i siti vuoti, «ma anche meno» (dice Longhi).

ALTRI MILIONI SUL PIATTO DELLA INFORMATIZZAZIONE

E nemmeno a dirlo, la direzione dell'informatica è pronta ad attivare altri progetti e seminari per rendere tecnologicamente all'avanguardia questa regione.
La macchina non si ferma: 24 milioni per la fibra ottica nei comuni, 3 mln per il progetto Riar (Riuso), 600 mila euro per il progetto Ali e tanti altri ancora come il Programma Elisa (da fare con il Molise) ed Icar Plus.
Nell'immediato un ciclo di seminari organizzati dall'assessorato per esporre “il nuovo che avanza”. I seminari, le fiere, i workshop ci ricordano qualcosa. Un trattamento riservato in passato anche a quei siti che ora sono desolatamente vuoti.

Manuela Rosa 16/02/2010 11.31

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