Inchiesta G8, stralci sull'Abruzzo? Rossini: «vedremo»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Cresce il sospetto che l'inchiesta partita da Firenze sugli appalti della Maddalena per il G8 alla fine possa portare anche all'Abruzzo. * INCHIESTA G8, 20 MILA PAGINE DI INFORMATIVE TRA APPALTI ED ESCORT * E IL GOVERNO FERMA LA PROTEZIONE CIVILE SPA





L'AQUILA. Cresce il sospetto che l'inchiesta partita da Firenze sugli appalti della Maddalena per il G8 alla fine possa portare anche all'Abruzzo.



* INCHIESTA G8, 20 MILA PAGINE DI INFORMATIVE TRA APPALTI ED ESCORT



* E IL GOVERNO FERMA LA PROTEZIONE CIVILE SPA



Un campo minato, quello dei grandi appalti sull'isola sarda, che ha coinciso almeno temporalmente con i tragici mesi del terremoto aquilano.
Se dalla lettura dell'ordinanza di custodia cautelare l'unico punto di contatto tra le due realtà sembrava fossero quelle intercettazioni vergognose, in cui due imprenditori pregustavano, già la notte del 6 aprile, la ricca torta da spartirsi (gli appalti per la ricostruzione), adesso si scopre che potrebbe esserci anche dell'altro.
Perchè magari seguendo le mosse e ascoltando le conversazioni degli indagati dell'inchiesta di Firenze, discorsi e fatti hanno portato gli inquirenti dritti dritti in Abruzzo.
La conferma la dà anche il procuratore de L'Aquila Alfredo Rossini che per il momento non si sbilancia (come suo solito) ma lascia intuire che qualcosa potrebbe accadere nelle prossime settimane.
«Penso che ci siano cose che coinvolgono L'Aquila, prima o poi quindi ce le manderanno e vedremo», ha detto il magistrato.
«Stiamo leggendo sui giornali di questa bella inchiesta - ha proseguito Rossini -, la stiamo guardando con serenità, anche se non siamo fuori dai giochi nella misura in cui dovessero essere coinvolte le competenze territoriali. Comunque, di concerto con la Procura di Firenze e gli altri soggetti interessati, siamo pronti a dare il nostro contributo per le cose eventualmente accadute nel nostro territorio».
I fatti che potrebbero coinvolgere la Procura dell'Aquila sono il G8 de L'Aquila e gli appalti legati all'emergenza e alla ricostruzione, argomento quest'ultimo toccato nella telefonata intercettata di due imprenditori.
Intanto la procura abruzzese deve portare avanti l'enorme mole di lavoro sull'inchiesta dei crolli degli edifici pubblici e privati della notte del 6 aprile scorso.
«La definizione dei 200 crolli entro l'estate? I tempi sono più o meno quelli», ha confermato Rossini.
Quello sarebbe un traguardo record che permetterebbe alla Procura di chiudere il discorso con largo anticipo rispetto alla tempistica prevista dalla legge: infatti, i termini per le indagini, partiti ufficialmente il 15 settembre 2009 in seguito all'interruzione dei termini deciso per il sisma prima e alla pausa estiva dopo, per le fasi contro ignoti e quelle contro noti, sarebbero scaduti nel marzo 2011.
«Stiamo andando molto veloci - ha proseguito il procuratore -. Tutto quello che è pronto lo facciamo partire, d'altra parte le indagini sono state puntuali e corrette e non vogliamo perdere tempo».
Rossini non ha chiarito però il dilemma della Procura sulla prossima mossa: le richieste di rinvio a giudizio per i primi tre filoni o l'apertura del quarto, rappresentato dal crollo del condominio di via D'Annunzio, dove ci sono stati 14 morti, con cui parte la serie riservata ai condomini privati con il maggior numero di vittime.
Finora sono tre i filoni di indagine aperti dalla Procura con complessivi 26 indagati: la Casa dello Studente, 8 morti e 15 indagati; il convitto nazionale, 3 morti e 2 indagati; la facoltà di Ingegneria dell'università dell'Aquila nella frazione di Roio, nessun morto e 9 indagati.
Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per i primi due filoni, disastro colposo per il terzo.

«LA CITTA' E' STATA VILIPESA


Intanto il Consiglio comunale dell'Aquila ha approvato ieri all'unanimità un ordine del giorno urgente con cui si impegnano sindaco e Giunta a prendere pubblicamente posizione in merito al contenuto delle intercettazioni telefoniche della Procura di Firenze.
«Letti i resoconti delle intercettazioni - recita il documento - relative a risate e ipotesi di affari da parte di imprenditori sciacalli e speculatori, e nella consapevolezza della degenerazione morale della società, favorita dal ciarpame politico che favorisce gli atti più beceri, si invitano sindaco e giunta ad assumere una pubblica posizione in favore della popolazione, vilipesa dal contenuto di quelle conversazioni, e a prendere atto di quanto importante e strategico sia, in questo momento, il ruolo della città dell'Aquila rispetto alla politica nazionale e all'azione moralizzatrice che essa può svolgere»

16/02/2010 9.04

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INCHIESTA G8, 20 MILA PAGINE DI INFORMATIVE TRA APPALTI ED ESCORT


ROMA. Sono raccolte in 20 volumi, per un totale di 20.267 pagine, le informative dei carabinieri del Ros e le intercettazioni a sostegno dell'ordinanza di custodia cautelare del gip di Firenze Rosario Lupo a carico delle quattro persone finite in carcere nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi: Angelo Balducci, direttore del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola, funzionari della stessa struttura, e il costruttore romano Diego Anemone, accusato di essere il 'grande corruttore'.
Dunque una mole enorme di documenti - a disposizione degli avvocati delle parti, che la stanno esaminando - dalla quale emerge quel «sistema gelatinoso di interscambio di favori ed utilità» che è diventato l'oggetto principale dell'indagine dei carabinieri del Ros e della procura fiorentina. Un'indagine che parte da lontano, dalla gara d'appalto per la realizzazione dell'auditorium di Firenze - per la quale gli investigatori annotano l'irritazione di costruttori e amministratori locali perché questa «grande opportunità ... l'ha gestita tutta la banda di romani» - e che arriva alla presunta spartizione dei lavori legati ai tre 'grandi eventi' incriminati:il G8 alla Maddalena, i mondiali di nuoto e le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Molti i politici tirati in ballo dagli indagati, e non solo, sia di centrodestra che di centrosinistra: dai leader di partito agli esponenti locali i nomi sono qualche decina.
Nelle ventimila pagine si parla del presunto ruolo dei partiti, dei magistrati, dei personaggi delle istituzioni: tutti impigliati in quel "reticolo" che il gip ha cercato di dipanare.
Grande spazio è dedicato a Guido Bertolaso, il capo del Dipartimento della Protezione civile, accusato di corruzione per aver favorito Anemone nell'aggiudicazione degli appalti in cambio di denaro e prestazioni sessuali con giovani donne nel Salaria sport village di cui è proprietario l'imprenditore.
Riguardo ai soldi, dalla lettura delle centinaia di pagine che riguardano Bertolaso emerge la ricerca di contanti da parte di Anemone in vista di incontri con il sottosegretario: a parte questo, però, non si fa mai cenno nelle molte telefonate intercettate a soldi consegnati o soltanto destinati al sottosegretario.

«INTERCETTAZIONI INEQUIVOCHE»

Decine e decine di pagine dei faldoni allegati sono poi dedicati ai presunti incontri sessuali che Bertolaso avrebbe avuto con Monica e la massaggiatrice Francesca: a sostegno delle accuse numerose telefonate intercettate tra gli organizzatori di questi incontri e gli stessi protagonisti.
Ma il sesso tiene banco nell'inchiesta di Firenze anche con riferimento a due degli arrestati, Della Giovampaola e De Santis di cui la procura ritiene di aver documentato i rapporti sessuali con delle prostitute messe a loro disposizione da Anemone in diverse occasioni.
Anche in questo caso le prove sono costituite soprattutto da telefonate, «spesso assolutamente inequivoche».
I 20 volumi allegati all'ordinanza contengono numerosissime informative che partono dalla fine del 2007 e arrivano fino ai giorni immediatamente precedenti agli arresti: centinaia, come detto, le intercettazioni telefoniche trascritte, diverse le foto frutto di attività di osservazione e pedinamenti.

IL FONDO CASSA PER LE ESCORT

E gli inquirenti avrebbero scoperto anche un "fondo cassa" riconducibile all'imprenditore Diego Anemone dal quale prelevare fino a 4mila euro per escort «in grado di saper fare conversazione...», anche se poi è capitato che i clienti - Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola, dirigenti del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo - non rimanessero soddisfatti perché finiti «co 'na robetta da tangenziale».
E' quanto si legge in una delle informative del Ros allegate all'ordinanza sull'inchiesta per gli appalti e citata dall'agenzia Ansa.
Secondo gli inquirenti, il 28 agosto 2008 De Santis durante la sua permanenza a Venezia per partecipare alla posa della prima pietra del Nuovo Palazzo del Cinema, avrebbe usufruito per tutta la notte di una squillo messagli a disposizione da Anemone, tramite il suo collaboratore Simone Rossetti.
Alle ore 21.50, De Santis chiama Rossetti che lo rassicura: «allora guarda io sto mangiando... dopo di che io ... lei te la faccio venire direttamente lì all'Excelsior. Tanto è una ragazza proprio tranquilla tranquilla..».
De Santis chiede se la situazione è sistemata pure sul piano economico e Rossetti assicura che è «tutto a posto e che la ragazza sa già che deve restare con lui tutta la notte».
Alle ore 22.16 Della Giovampaola invia a De Santis un goliardico sms "Voglio un voto".
La mattina successiva alle ore 09.32, De Santis lo informa: «...dal punto di vista generale ottimo ...».
In un'altra occasione Daniele Anemone, fratello di Diego, gli dice che Simone (Rossetti) ha bisogno di non meno di 4 mila euro per occuparsi della «confortevole permanenza» a Venezia di De Santis e Della Giovampaola.
«Senti tu forse mi devi passare da Simone... gli servono un po' di soldi... gli servono 2 o 3 mila euro anche 4».
Rossetti si mette al lavoro e invia un sms a un amico: «due zoccole per Venezia si rimediano». Daniele Anemone si raccomanda però che le ragazze non siano vestite in maniera appariscente ... «non è che devono andar vestite da sciattone ... eh! vestite normali».
Dopo una serie di contatti telefonici la sera Rossetti chiama l'amico: «... chi è questa ...una zoccola ? ma zoccola o si sa presentare?».
Ancora Rossetti: «okay calcola che a me me ne servono due ... io le faccio dormire al Gran Palace di Venezia costa 1.500 euro al giorno solo la stanza e poi in più si beccano 1.500 cadauno».
Rossetti si rivolge anche alla ragazza che la sera del 28 agosto avrebbe passato la serata con De Santis: «mi servono due ragazze domani per il Gritti a Venezia gliela facciamo a rimediare due a questo giro?».
Il costo, «tutto compreso, non meno di 5000 euro ...fra tutto».
Il giorno successivo Rossetti riceve la telefonata del suo amico che avrebbe trovato due ragazze straniere, al prezzo di 4.000 euro: «... però io ho preso tempo... Una è una topa da paura... C'avrà 22-23 anni.. è una russa... occhi azzurri, capelli biondi. Una non è la Schiffer però è una che col cavolo... cioé hai capito ... poi parlano poco perché comunque son russe non sono ... non sono tipe che sbroccano e fanno casino».

16/02/2010 9.05
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E IL GOVERNO FERMA LA PROTEZIONE CIVILE SPA

ROMA. L'inchiesta di questi giorni è riuscita a fare quello che migliaia di cittadini contrari al progetto non erano riusciti a fare: fermare la trasformazione della Protezione Civile in Spa.
Il contestato articolo 16, come confermato da Gianfranco Fini, sarà stralciato e sul testo, con tutta probabilità, la maggioranza porrà la fiducia.
Il centrosinistra canta vittoria, ma non molla l'osso: chiede ulteriori modifiche al decreto, ma soprattutto le dimissioni di Bertolaso, mentre il presidente del Consiglio continua a considerarlo intoccabile.
Ieri, partecipando ad una cena elettorale a Lesmo ha infatti ribadito la ferma intenzione di difenderlo definendolo un «galatuomo».
Sul compromesso deciso dal governo, anche sull' onda delle inchieste in corso, ha certamente pesato - oltre ai dubbi dentro la stessa maggioranza - la 'moral suasion' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha cercato di trovare una soluzione che contribuisse a svelenire un clima incandescente.
Quirinale che, tuttavia, sembra prendere le distanze dal capo della Protezione Civile.
Quest'ultimo, nel rispondere alle accuse mosse da 'La Repubblica', ha ricordato le parole di stima del capo dello Stato nei suoi confronti.
Ma dal Colle è subito arrivata la precisazione: «gli atti relativi a dichiarazioni di stato di emergenza o di attribuzione della qualifica di grande evento, precisano fonti del Quirinale, non sono sottoposti al preventivo esame del Capo dello Stato e rientrano nella esclusiva competenza del Presidente del Consiglio».
«Non deve diventare una Spa, non deve sparire», ha detto anche Umberto Bossi, confermando che anche il ministro dell'Economia nutriva dubbi in proposito: «Tremonti aveva ragione nel non voler andare in quella direzione perché in quel modo non hai nessun controllo e poi nascono i pasticci, perché i controlli ci vogliono», ha spiegato il Senatur.
«Ci sono almeno altre tre modifiche da fare», ha spiegato Dario Franceschini, citando il divieto di avviare azioni giudiziarie verso le gestioni commissariali, la distinzione fra emergenze e grandi eventi e la norma che estende alle carceri lo stato emergenziale.
Soddisfatta l'Italia dei Valori che adesso vuole ottenere la testa di Bertolaso. Anche il Pd si allinea: «Non dubito della sua serietà, ma dovrebbe fare un passo indietro per il buon nome della Protezione Civile», ha ribadito il segretario Pier Luigi Bersani.
Diversa la posizione dell'Udc: «Stiamo parlando di responsabilità nella vigilanza, ma non certamente da parte di Bertolaso», ha sostenuto il leader Pier Ferdinando Casini.
Secondo alcuni nella maggioranza un addio del capo della Protezione civile attenuerebbe lo stillicidio mediatico di questi giorni.
Una tesi che gli stessi attribuiscono anche al premier, sostenendo che Berlusconi non fermerebbe Bertolaso nel caso in cui decidesse di lasciare.
Teoria smentita con forza dai collaboratori più stretti del Cavaliere che confermano come il premier continui ad avere la massima fiducia in Bertolaso.

16/02/2010 9.05